20/06/2023
Marco Simiani
BRAGA, CURTI, DI SANZO, FERRARI, GHIO, FORNARO, CASU, MALAVASI
3-00480

Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

   con comunicato pubblicato sul sito del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica è stata data notizia dell'avvio dell'iter con l'Unione europea sulla proposta di decreto che incentiva la diffusione di forme di autoconsumo di energia da fonti rinnovabili. La proposta di decreto dovrà ora attendere il via libera della Commissione dell'Unione europea, che si dovrà pronunciare sulla compatibilità con la disciplina in materia di aiuti di Stato;

   si tratta di un provvedimento molto atteso, in forte ritardo rispetto ai tempi originariamente previsti, e che dovrebbe avere l'obiettivo di garantire, nell'ottica della chiarezza e della semplificazione, una capillare diffusione sul territorio nazionale delle comunità energetiche;

   risulta agli interroganti che il testo della proposta di decreto, inviato per la prenotifica alla Commissione europea il 23 febbraio 2023, differisce però da una nuova proposta di decreto in cui, all'articolo 3, rubricato «Soggetti beneficiari e requisiti per l'accesso agli incentivi» si prevede che accedono all'incentivo gli impianti a fonti rinnovabili, inclusi i potenziamenti, inseriti all'interno delle configurazioni di cui al comma 1 e che rispettano, tra gli altri, il requisito dell'avvio dei lavori per la realizzazione degli impianti successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto (articolo 3.2 lettera b);

   tale previsione, se confermata, sta destando molta preoccupazione tra gli operatori e i cittadini interessati che stanno investendo sulla realizzazione di impianti fotovoltaici per le comunità energetiche e che rischiano di essere tagliati fuori dagli incentivi nel caso in cui tale previsione fosse confermata;

   il Partito Democratico ha costantemente chiesto conto, con interrogazioni parlamentari, dei ritardi nell'adozione di tali decreti attuativi, cui è stato risposto che sono in corso interlocuzioni con la Commissione europea;

   non è chiaro infatti se la trasmissione, il 23 febbraio 2023, della proposta di decreto alla Commissione europea sia stata fatta solo in sede di prenotifica o notifica formale ai sensi dell'articolo 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e, conseguentemente, quale testo sia stato effettivamente trasmesso e quando –:

   quando sia stato trasmesso ufficialmente alla Commissione europea, ai sensi dell'articolo 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il testo della proposta di decreto che incentiva la diffusione di forme di autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, anche al fine di sapere se lo stesso preveda o meno tra i requisiti di accesso agli incentivi quello dell'avvio dei lavori per la realizzazione degli impianti successivo alla data di entrata in vigore del decreto.

Seduta del 21 giugno 2023

Illustrazione di Sara Ferrari, risposta del Ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, replica di Marco Simiani

SARA FERRARI, Grazie Presidente, egregio Ministro, siamo qui ancora una volta come Partito Democratico a chiederle tempi e chiarimenti rispetto al destino delle comunità energetiche. Questo pilastro per la decarbonizzazione, una decarbonizzazione dentro un percorso comunitario che tutti condividiamo e che il Paese sta aspettando con grande interesse.

Lei ha comunicato sul sito del Ministero l'avvio dell'iter con l'Unione europea sulla proposta di decreto, che ora dovrà attendere il via libera della Commissione, la quale dovrà pronunciarsi sulla compatibilità con la disciplina in materia di aiuti di Stato. Si tratta di un provvedimento molto atteso. Risulta agli interroganti, però, che il testo della proposta di decreto, inviato per la prenotifica alla Commissione europea il 23 febbraio, differisca da una nuova proposta di decreto, in cui, all'articolo 3, rubricato soggetti beneficiari e requisiti per l'accesso agli incentivi, si prevede che accedano all'incentivo gli impianti a fonti rinnovabili, inclusi i potenziamenti inseriti all'interno delle configurazioni di cui al comma 1 e che rispettano, tra gli altri, il requisito dell'avvio dei lavori per la realizzazione degli impianti, successivo alla data di entrata in vigore del decreto. Quello che le chiediamo è quando sia stato trasmesso ufficialmente alla Commissione europea, ai sensi dell'articolo 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il testo della proposta che incentiva la diffusione delle forme di autoconsumo, ma vorremmo sapere in particolare se lo stesso preveda o meno, tra i requisiti di accesso agli incentivi, quello dell'avvio dei lavori per la realizzazione degli impianti, successivo alla data di entrata in vigore del decreto.

GILBERTO PICHETTO FRATIN, Ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica. Grazie, Presidente. Ringrazio gli interroganti. Riguardo alle questioni poste, in primo luogo voglio ribadire che lo schema di decreto concernente l'incentivazione delle configurazioni di autoconsumo è stato condiviso con gli uffici della Commissione durante tutta la fase di prenotifica, già quindi dallo scorso febbraio, come citato dall'interrogante, a cui è seguita tutta la procedura di notifica formale, finito il contraddittorio anche con quelli che possono essere i percorsi di modifica.

Sin dalla fine della prenotifica, è stato avviato un proficuo scambio con gli uffici della Commissione sullo schema incentivante per agevolare la valutazione delle compatibilità del regime proposto con la normativa in materia di aiuti di Stato. Difatti, a differenza degli usuali schemi di sostegno alle fonti rinnovabili e per precisa scelta del legislatore nazionale in sede di recepimento della cosiddetta direttiva RED II, la misura è volta ad incentivare la quantità di energia condivisa nelle configurazioni di autoconsumo o nelle comunità energetiche, mediante il riconoscimento di una tariffa premio, il cui accesso, peraltro, non richiede la preventiva iscrizione a bandi o registri. Inoltre, a questa innovativa modalità di incentivazione, al fine di garantire maggiore certezza per la promozione di tale configurazione, si è aggiunta la necessità di notificare, nell'ambito dello stesso provvedimento, anche la misura del PNRR, che prevede contributi in conto capitale fino al 40 per cento del costo di investimento. Era a norma di finanziamento e non a fondo perduto. L'approfondito scambio di interlocuzione con la Commissione è stato arricchito dalla necessità di verificare anche la congruità, rispetto alle regole del mercato (quindi, anche con l'AGCM), del cumulo dei benefici nel caso di configurazioni realizzate nei comuni con popolazione al di sotto dei 5.000 abitanti.

Infine, con riferimento alla paventata previsione dell'accesso all'incentivo tariffario per i progetti avviati a seguito dell'entrata in vigore del decreto, si specifica che il testo condiviso con la Commissione non contempla tale previsione. Si fa, infatti, riferimento a quanto previsto dal decreto legislativo n. 199 del 2021, all'articolo 8.

Considerata l'importanza strategica della misura per il nostro Paese e anche l'attesa dei cittadini, sto portando avanti, peraltro personalmente, anche un po' i confronti. Proprio questa mattina ho avuto una lunga telefonata col Commissario Gentiloni, che colgo l'occasione, in seduta pubblica in questo caso, di ringraziare anche per la disponibilità personale e dei suoi uffici. Quindi, ho portato avanti personalmente l'interlocuzione con la Commissione europea, al fine di accelerare l'iter di registrazione finale, trasmissione e valutazione, per arrivare quanto prima alla più rapida applicazione.

MARCO SIMIANI, Grazie, Presidente. Grazie, Ministro. Noi non ci riteniamo per niente soddisfatti della sua risposta. Dopo aver presentato diverse interrogazioni e aver fatto anche altri question time in Commissione, ci ritroviamo, ancora oggi, in un periodo ormai anche molto limitato per l'espletamento di alcuni documenti che serviranno sicuramente a salvaguardare e, soprattutto, a incentivare l'uso dell'energia rinnovabile nel nostro Paese. E ci ritroviamo ancora a non avere un testo chiaro che ci possa indicare quale sia l'idea del Governo in questo contesto. Anche prima, nell'ambito del PNIEC, ha descritto una situazione in cui dice di auspicare o, comunque, di poter affrontare questo tema in maniera positiva, ma non dice esattamente quali sono gli elementi. Noi abbiamo oggi una serie di appuntamenti importanti nei prossimi mesi. Tra nove giorni, come diceva giustamente lei, dovrà farci capire cos'è effettivamente il testo del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima; ci dovrà dire esattamente quale sarà il Piano di adattamento ai cambiamenti climatici; ci dovrà dire quale sarà il decreto sulle aree idonee a ospitare le rinnovabili; ci dovrà dire quali sono i decreti attuativi sulle comunità energetiche e, per finire, lo sblocco e la pubblicazione del decreto FER2 per l'incentivazione delle energie rinnovabili. Infatti, se effettivamente dobbiamo percorrere una strada molto complicata, per riuscire a definire anche nel futuro quei traguardi non dobbiamo strisciare e arrivare fino al 2030 o al 2050; dobbiamo riuscire fin d'ora a capire qual è l'idea del Governo, perché ad oggi questo non sta accadendo. Ecco perché noi incalzeremo ancora di più su questo tema, non solo in Commissione, ma anche in Aula, perché vogliamo arrivare a condividere e a poter dare un nostro contributo sul tema dell'efficientamento energetico e, soprattutto, sull'autoconsumo e sull'energia rinnovabile.