11/04/2023
Irene Manzi
ORFINI, BERRUTO, ZINGARETTI, GHIO, FERRARI, CASU e FORNARO.
3-00323

Al Ministro della cultura. — Per sapere – premesso che:

   nel settore dello spettacolo operano migliaia di lavoratori con contratti atipici, inevitabilmente intermittenti e con poche tutele;

   quasi al termine della XVIII legislatura, l'approvazione della legge n. 106 del 15 luglio 2022, articolo 2, comma 6, ha recato una delega al Governo per il riordino e la revisione degli ammortizzatori sociali e delle indennità in favore dei lavoratori dello spettacolo;

   con la suddetta legge, sono stati fissati alcuni principi fondamentali e introdotti strumenti innovativi: la definizione di nuove norme in materia di contratti di lavoro e di equo compenso per i lavoratori autonomi, il riconoscimento del ruolo professionale degli attori, l'introduzione dell'indennità di discontinuità e benefici previdenziali e, inoltre, è stato redatto un vero e proprio codice dello spettacolo;

   l'allora Esecutivo ha unito, a tutela di un settore per molto tempo penalizzato e in grande sofferenza a causa dell'emergenza sanitaria, due grandi valori costituzionali: il diritto al lavoro, di cui agli articoli 4, 35 e 36, e la promozione e la diffusione culturale, di cui agli articoli 9 e 33;

   con l'approvazione di un emendamento, proposto dal gruppo Partito Democratico e condiviso da tutte le forze politiche, alla legge 29 dicembre 2022 n. 197 (legge di bilancio 2023), è stata prevista – anche se non equivalente alla richiesta iniziale – l'integrazione di 60 milioni di euro per il 2023, 6 milioni di euro per il 2024 e 8 milioni di euro per il 2025 del fondo per la nuova indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo;

   l'Esecutivo ha prorogato il termine per l'esercizio della delega dal 18 maggio 2023 al 18 agosto 2024, a giudizio degli interroganti pregiudicando una rapida operatività della misura e l'utilizzo delle risorse aggiuntive stanziate, a partire dal 2023, in legge di bilancio e minando il riconoscimento, atteso dai lavoratori, del ruolo professionale e di un welfare necessario a sostenere i lavoratori dello spettacolo durante i periodi di inattività –:

   quali aggiornamenti il Ministro interrogato intenda fornire in merito all'attuazione della legge 15 luglio 2022, n. 106, recante «Delega al Governo e altre disposizioni in materia di spettacolo», con particolare riferimento all'attuazione dell'indennità di discontinuità.

Seduta del 12 aprile 2023

Illustrazione di Mauro Berruto, risposta del Ministro della Cultura, replica di Matteo Orfini

MAURO BERRUTO, Grazie, Presidente. Ministro Sangiuliano, nel settore dello spettacolo operano migliaia di lavoratori e lavoratrici con contratti atipici, inevitabilmente intermittenti e con poche tutele. Al termine della scorsa legislatura, l'approvazione della legge n. 106 del 15 luglio 2022 ha recato una delega al Governo per il riordino e la revisione degli ammortizzatori sociali e delle indennità in favore dei lavoratori dello spettacolo. Con quella legge sono stati fissati alcuni principi fondamentali e introdotti strumenti innovativi: la definizione di nuove norme in materia di contratti di lavoro e di equo compenso per i lavoratori autonomi, il riconoscimento del ruolo professionale degli attori, l'introduzione dell'indennità di discontinuità e benefici previdenziali, misure che hanno redatto un vero e proprio codice dello spettacolo fondato su due grandi valori costituzionali, cioè il diritto al lavoro e la promozione e la diffusione culturale.

C'è stato, poi, un emendamento, proposto dal gruppo del PD e condiviso da tutte le forze politiche, alla legge di bilancio 2023, con un'integrazione di 60 milioni di euro per il 2023, di 6 per il 2024 e di 8 per il 2025. L'Esecutivo ha però prorogato il termine per l'esercizio della delega dal 18 maggio 2023 al 18 agosto 2024.

Le chiediamo, dunque, quali aggiornamenti intenda fornire in merito all'attuazione della legge del 15 luglio 2022, ovvero quando intendete fare in modo che i lavoratori dello spettacolo ricevano l'indennità di discontinuità che loro spetta.

GENNARO SANGIULIANO, Ministro della Cultura. Onorevole, in primo luogo la ringrazio per aver posto tale quesito che mi consente di fare chiarezza su una questione che, le dico subito, sta a cuore a me e all'intero Governo. Siamo pienamente consapevoli della rilevanza del corposo processo di riforma che siamo chiamati a realizzare. Vogliamo procedere speditamente per l'attuazione delle deleghe previste da questa legge.

Devo dire che, però, il differimento del termine è imputabile a circostanze che non dipendono da noi. Come lei sa, ci sono state circostanze politiche generali, in quanto la legge è stata approvata lo scorso 15 luglio, vale a dire nel pieno di una crisi politica che, da lì a pochissimi giorni, ci avrebbe portato allo scioglimento delle Camere e poi alle elezioni anticipate. Quindi, ci sono voluti tempi per costituire - e sono stati piuttosto celeri - un nuovo Governo. Ora è evidente che la questione va affrontata e anche in termini piuttosto rapidi.

Lei ha richiamato due valori costituzionali che sono fondamentali, cioè il diritto al lavoro ma anche il diritto alla cultura e alla promozione culturale, che evidentemente mi stanno a cuore. Che cosa le voglio dire? A che punto siamo? Innanzitutto, abbiamo costituito una serie di tavoli con le categorie che operano all'interno di questo settore, perché ci sembra giusto che i lavoratori dello spettacolo partecipino, con le loro idee, i loro consigli e i loro suggerimenti, alla determinazione delle decisioni che si andranno ad assumere in questo ambito.

Le voglio anche ricordare che, con specifico riferimento all'indennità di discontinuità, fra l'altro, come pure evidenziato dalla stessa interrogazione, si è di recente avuto, con l'ultima legge di bilancio, un incremento della dotazione del Fondo volto a finanziare tale misura. Il Fondo è stato incrementato di 60 milioni di euro per l'anno 2023, di 6 milioni di euro per il 2024 e di 8 milioni per il 2025. Sono risorse che si aggiungono ai 40 milioni di euro annui previsti dalla norma istitutiva del Fondo.

Un ulteriore tassello, quindi, che ci consente di lavorare all'introduzione di questa indennità, che si configura come un importante strumento per far fronte alla discontinuità riguardante i rapporti di lavoro nel settore dello spettacolo. Le posso dire che la questione ci sta a cuore e a breve la risolveremo.

MATTEO ORFINI, Grazie, Presidente e Ministro. Se fossimo a gennaio io sarei soddisfatto della sua risposta, ma purtroppo siamo ad aprile. Lo dico perché, come anche lei ha ricordato, noi abbiamo approvato, praticamente come ultimo atto della scorsa legislatura, questa norma, per certi versi rivoluzionaria, partendo da una proposta del Partito Democratico ma approvata da tutto il Parlamento, maggioranza e opposizione di allora, e, come ha ricordato ancora lei, nella prima legge di bilancio di questa legislatura abbiamo trovato, partendo da un emendamento del Partito Democratico ma con il sostegno e il consenso della maggioranza, le risorse almeno per finanziarne l'avvio. Abbiamo a disposizione 100 milioni di euro che non sono sufficienti probabilmente, ma consentono di partire (forse servirebbe qualcosa in più, come ci siamo detti durante quella discussione). Insieme abbiamo scritto e approvato la norma nella passata legislatura e insieme abbiamo trovato le risorse nella prima legge di bilancio di questa legislatura. L'unica cosa che non possiamo fare insieme, perché spetta al Governo, è scrivere i decreti attuativi che mettano a terra la norma, cioè che permettano che i lavoratori e le lavoratrici della cultura ricevano l'indennità di discontinuità: parliamo di centinaia di migliaia di lavoratori che non hanno i diritti e le tutele che altri lavoratori hanno, che li meritano, che li aspettano da anni e che oggi finalmente hanno una norma che riconosce quei diritti e consente di erogare quelle risorse. Quello che manca è il lavoro da parte del Governo, per questo mi sarei aspettato oggi da lei non un impegno, ma una data perché noi le risorse le abbiamo stanziate - ho finito Presidente - a gennaio; ora siamo a metà aprile e abbiamo bisogno che questo lavoro non cominci, ma si concluda - le regalo una data, quella che avrei voluto sentire da lei - a giugno. Io penso che 6 mesi dal momento del reperimento delle risorse per scrivere i decreti attuativi di quella norma siano sufficienti e penso che insieme dovremmo assumere l'impegno che a giugno l'indennità di discontinuità diventi un qualcosa che i lavoratori e le lavoratrici riceveranno davvero.