25/07/2023
Anthony Emanuele Barbagallo
MORASSUT, BAKKALI, CASU, GHIO, FORNARO, FERRARI, IACONO, MARINO e PROVENZANO
3-00557

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   a 10 giorni dall'incendio divampato nell'aeroporto di Catania la situazione resta critica e desta molta preoccupazione quella che agli interroganti appare l'evidente inadeguatezza della gestione dell'emergenza da parte del soggetto gestore, la Sac, ma anche dell'Enac, dell'Enav e delle innumerevoli società di trasporto che stanno gestendo il trasferimento dei passeggeri da un punto all'altro dell'isola, come conferma anche la visita ispettiva dei parlamentari della IX Commissione (Trasporti) della Camera dei deputati;

   ancora oggi, non c'è una data certa sul riavvio delle attività dell'aeroporto a pieno regime, mentre si perde tempo dietro a ipotesi ad avviso degli interroganti destituite di ogni fondamento, come quella, proposta dal presidente della regione, di adibire l'aeroporto militare di Sigonella anche ad uso civile;

   l'incidente ha reso evidenti le gravi carenze nella governance dell'aeroporto, con i passeggeri lasciati allo sbando senza alcuna assistenza, nonostante l'impegno dei vigili del fuoco, della Protezione civile e delle forze dell'ordine; una gestione inaccettabile per un aeroporto internazionale che non ha saputo fronteggiare adeguatamente l'emergenza e supportare chi aveva bisogno di informazioni chiare e che appare ogni giorno di più fuori controllo;

   la procura della Repubblica di Catania ha, quindi, aperto un'inchiesta per far luce sulle cause dell'incendio e sulle responsabilità della mancata attivazione del piano antincendio. Resta anche da capire se siano state svolte le esercitazioni antincendio obbligatorie e se il personale addetto alla gestione delle emergenze sia stato adeguatamente formato;

   tutti gli snodi aeroportuali di Trapani, Comiso e Palermo sono stati travolti a cascata dal numero di viaggiatori dirottati, peraltro senza adeguata informazione, rendendo evidente l'assoluta inadeguatezza del sistema dei trasporti siciliano che si ripercuote negativamente sui residenti, ma anche su ogni settore economico, a partire da quello turistico; viaggiatori sballottati, servizi di navette insufficienti o privi di aria condizionata, insomma una situazione fuori controllo;

   a compromettere ulteriormente la situazione, nella giornata del 24 luglio 2023 un vasto incendio, senza il pronto ed efficace intervento della Regione Siciliana in materia di servizio antincendio, è arrivato a lambire la zona perimetrale dello scalo di Palermo che è stato chiuso al traffico;

   il Ministro interrogato ha convocato, per il 25 luglio 2023, un tavolo con tutti i soggetti interessati alla gestione dell'aeroporto di Catania, che, per la gravità dei fatti e la delicatezza della situazione, dovrebbe avere funzioni di indirizzo e coordinamento –:

   se non ritenga urgente adottare le iniziative di competenza volte al commissariamento delle società di gestione dell'aeroporto di Catania per governare la situazione fuori controllo e garantire il ritorno alla normalità nel più breve tempo possibile.

Seduta del 26 luglio 2023

Illustrazione di Giovanna Iacono, risposta del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, replica di Anthony Emanuele Barbagallo

GIOVANNA IACONO, Grazie, signor Presidente. Signor Ministro, la Sicilia è nel caos. Dieci giorni fa, un incendio, divampato all'interno dell'aeroporto di Catania, ha messo in ginocchio l'intera mobilità dell'isola. Una situazione aggravata in queste ore dall'emergenza roghi, che ha interessato Palermo, e dal vasto incendio che ha lambito lo scalo “Falcone e Borsellino”, causandone la chiusura.

Gravissimi sono i disagi per i passeggeri: migliaia di siciliani e turisti lasciati allo sbando senza informazioni e senza assistenza, nonostante il gran lavoro dei Vigili del fuoco, delle Forze dell'ordine e degli operatori della Protezione Civile, che ringraziamo anche noi naturalmente. Passeggeri costretti a percorrere centinaia di chilometri di distanza da Catania e ammassati a migliaia all'interno degli scali aeroportuali.

Fatti, questi, che hanno reso evidenti le carenze della governance dell'aeroporto di Fontanarossa nella gestione dell'emergenza. Ad oggi non vi è alcuna data certa sul riavvio delle attività dell'aeroporto di Catania e, anzi, si perde tempo con ipotesi senza fondamento.

Per tutti questi motivi, si interroga il Ministro se non ritenga urgente commissariare la società di gestione dell'aeroporto di Catania per governare una situazione disastrosa, ormai fuori controllo, e per garantire il ritorno alla normalità nel più breve tempo possibile.

MATTEO SALVINI, Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti. In merito all'ipotesi di commissariamento, le indagini per accertare cause e responsabilità sono tuttora in corso, per cui è assolutamente prematura ogni mia valutazione nel merito, visto che faccio un altro mestiere.

Attualmente, l'aeroporto di Catania opera i voli esclusivamente presso il terminal C, con una regolazione dei flussi, da oggi, pari a 5 partenze e a 5 arrivi all'ora. Per consentire una più agevole attività operativa, il terminal è stato potenziato mediante la realizzazione di una tensostruttura installata all'ingresso dello stesso, un nuovo gate d'imbarco, che si aggiunge ai quattro esistenti, due ulteriori tensostrutture che fungono da aree di preimbarco. La messa in esercizio di tale opera infrastrutturale temporanea ha consentito di incrementare la capacità dello scalo, arrivando a circa 60 voli totali al giorno.

Inoltre, sono in corso ulteriori attività di potenziamento attraverso l'installazione di altri tre banchi di accettazione, la realizzazione di un basamento per il montaggio della tensostruttura di 500 metri quadri che sarà realizzata dall'Aeronautica militare, che ringrazio, il montaggio di due altri banchi check-in all'interno della nuova tensostruttura, il posizionamento di due macchine radiogene per il bagaglio a mano e la realizzazione di un ulteriore gate d'imbarco. L'obiettivo, come dicevo, è arrivare, la settimana prossima, al 90 per cento dei passeggeri trasportati dal sistema aeroportuale di Catania e Comiso.

Una riflessione: quando qualcuno dice che il ponte sullo Stretto di Messina unisce due cosche, non manca di rispetto al Ministro Salvini, manca di rispetto a milioni di siciliani e calabresi che la mafia la combattono tutti i giorni, e dovrebbe aver vergogna a pronunciare queste parole.

ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO, Grazie, Presidente. La situazione attuale è totalmente inaccettabile; è evidente la mancata programmazione, e le verifiche sui programmi infrastrutturali annunciati e mai realizzati sono state carenti: queste parole, signor Ministro, che non necessitano di ulteriori commenti, non vengono dalle opposizioni, ma da un autorevolissimo esponente del Governo Meloni.

Non siamo soddisfatti della sua risposta. Serve fare presto e serve agire immediatamente. Il tavolo insediato al Ministero non ha sortito alcun effetto concreto. Al suo Ministero, come lei ha ribadito poc'anzi, sono attribuite per legge la vigilanza e il controllo su ENAC ed ENAV e, allora, noi ci aspettiamo che questo controllo lo eserciti, signor Ministro.

Poc'anzi, ha definito il quadro prematuro. Per noi - le assicuro e lo dico da siciliano e da catanese - è già sufficientemente circostanziato. Non serve, in questo momento, continuare con la politica dell'annuncio. L'annuncio del presidente Schifani di aprire Sigonella per gestire l'emergenza è una vergogna (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), perché quell'aeroporto non si poteva aprire con la guerra a 1.500 chilometri da Trieste.

Noi le chiediamo di esercitare il controllo e commissariare l'aeroporto con una nota, una lettera, persino con una telefonata.

In questi dieci giorni, è emersa tutta l'inadeguatezza, l'incapacità e l'inettitudine della società di gestione dell'aeroporto di Catania, anche con specifico riferimento alla gestione dell'aeroporto di Comiso, che viene operata dalla stessa società e che appare sempre più appiattita su Catania stessa.

Migliaia e migliaia di passeggeri sono vittime di un'approssimazione, di una leggerezza e di una sufficienza senza precedenti, che stride con ogni precetto del buon governo. I danni alle imprese, al turismo, all'immagine della Sicilia sono incalcolabili. Una Sicilia attanagliata nelle morse del caldo, degli incendi, della mancanza di luce ed acqua, con un governo regionale immobile, non merita questo ulteriore flagello del disastro all'aeroporto di Catania e delle nefaste conseguenze sui trasporti nell'isola.

Infine, signor Ministro, non ci soddisfa la sua risposta neanche sulle compagnie aeree che meritavano una sua considerazione. Alcune delle compagnie aeree, infatti, in queste ore, stanno operando speculazioni spregiudicate sulla pelle dei passeggeri, con cancellazioni improvvise e nuovi voli a prezzi elevatissimi.

Ho finito, signor Presidente. I siciliani sono stremati e pretendono – anzi, pretendiamo - misure efficaci, come il commissariamento, che siano in grado di ripristinare prontamente la normalità nell'isola.