13/01/2026
Simona Bonafè
MAURI, CUPERLO, FORNARO, CASU, DE MARIA, GHIO e FERRARI
3-02415

Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   da notizie a mezzo stampa risultano sempre più frequenti e cruenti gli episodi di aggressioni violente ai danni di persone inermi, specie nelle medie e grandi città;

   i dati ufficiali dei reati degli ultimi anni segnalano una crescita significativa di delitti gravi, come violenze sessuali, rapine, scippi, borseggi, estorsioni, e persino una ripresa degli omicidi dopo tanti anni di calo;

   la drammatica uccisione del giovane capotreno di Bologna, Alessandro Ambrosio, o le gravi aggressioni subite da due cittadini inermi sabato 10 gennaio 2026 intorno alla stazione Termini rappresentano solo gli ultimi episodi in ordine di tempo ad avere scosso l'opinione pubblica;

   a giudizio degli interroganti il Ministro interrogato ormai da diversi mesi prova ripetutamente a fornire rassicurazioni sull'andamento dei reati citando dati provvisori e non certi – tanto che li ha più volte modificati – e non pubblici, provando a derubricare il senso di insicurezza dei cittadini a una pura percezione senza fondamento reale;

   il Ministro interrogato ripete in continuazione dati sulle assunzioni delle forze dell'ordine, che però non sono assunzioni straordinarie ma a copertura del semplice turn over, senza nemmeno riuscire a coprirlo interamente. Tanto che l'organico complessivo della Polizia di Stato è diminuito nel 2025 di altre 1.500 unità;

   vi è tra i cittadini un accresciuto senso di insicurezza, determinato dalla frequenza e dalla gravità dei fatti di cronaca avvenuti e assolutamente non intaccato dalle dichiarazioni del Ministro interrogato e della Presidente del Consiglio dei ministri;

   la pubblica sicurezza e l'ordine pubblico sono competenze esclusive dello Stato, che dovrebbero essere esercitate dal Governo, sia attraverso il Ministro dell'interno, sia attraverso le risorse impegnate a favore delle forze del comparto sicurezza, risorse del tutto inadeguate nell'ultima legge di bilancio;

   da tempo gli interroganti denunciano come il tema della sicurezza non possa essere affrontato mediante il mero innalzamento delle pene, né tantomeno attraverso l'introduzione di nuove fattispecie di reato o di aggravanti, come avvenuto con l'introduzione nel «decreto sicurezza» dell'aggravante per i reati commessi nei pressi di stazioni ferroviarie, che come si è visto non ha avuto alcun effetto di deterrenza a Bologna –:

   quali iniziative urgenti il Ministro interrogato intenda adottare per affrontare in maniera organica e strutturale il tema della sicurezza, superando una logica meramente emergenziale e adottando piuttosto iniziative capaci di integrare prevenzione, presidio del territorio, politiche sociali, rigenerazione urbana, contrasto alle marginalità e rafforzamento degli organici delle forze dell'ordine, affinché episodi gravi come quelli ricordati in premessa e accaduti in prossimità delle stazioni ferroviarie non debbano più ripetersi.

Seduta del 14 gennaio 2026

Illustrazione di Simona Bonafè, risposta del Ministro del'Interno, replica di Matteo Mauri

SIMONA BONAFE', Grazie, Presidente. Signor Ministro, risultano sempre più frequenti episodi di aggressione nelle nostre città, che generano paura e insicurezza. Eppure lei continua a rispondere con vuote rassicurazioni: parla di assunzioni straordinarie delle Forze di Polizia, che straordinarie non sono, perché non coprono nemmeno il turnover, e cita i dati sul calo dei reati, che ha più volte modificato, dimenticandosi che dietro a questi numeri ci sono persone in carne e ossa.

Questo Governo aveva promesso di intervenire. Dopo 3 anni siamo di fronte a un clamoroso fallimento, nonostante la raffica dei decreti Sicurezza. Ora, Ministro, la sicurezza è competenza dello Stato. Che cosa intendete fare? Continuare con la propaganda a parole o garantire la sicurezza veramente, con la prevenzione, le politiche sociali, il contrasto alle marginalità e una presenza effettiva delle Forze di Polizia sul territorio .

MATTEO PIANTEDOSI, Ministro dell'Interno. Grazie, Presidente. L'idea che questo Governo non abbia una visione complessiva delle politiche di sicurezza esiste solo nella narrazione dell'opposizione. La realtà è un'altra. In questi 3 anni, mentre il Governo rafforzava gli organici, aumentava la presenza dello Stato sui territori e metteva in campo misure concrete di contrasto alla criminalità, dall'opposizione arrivavano solo giudizi ideologici. Sul decreto Sicurezza, per esempio, alcuni esponenti dello stesso gruppo dell'onorevole interrogante parlavano - cito testualmente - di norme di inciviltà, che non danno nessuna garanzia ai cittadini; lo dicevano mentre, nell'ultimo triennio, entravano in servizio oltre 39.000 nuovi operatori delle Forze di Polizia, il 50 per cento in più rispetto al triennio precedente, e mentre programmavamo altri 30.000 ingressi entro il 2027, per evitare il collasso degli organici, causato da anni di mancata programmazione e di politiche lassiste.

Altri parlamentari del medesimo gruppo dell'interrogante parlavano di - cito testualmente - legge liberticida, di cattivismo che non risolve i problemi del Paese; lo dicevano mentre i reati nel nostro Paese diminuivano dell'11 per cento rispetto al 2015 e del 3,5 per cento nei primi 10 mesi dell'ultimo anno; nel frattempo, aumentavano del 60 per cento i presìdi di Polizia negli ospedali, istituivamo zone rosse, rafforzavamo le operazioni interforze ad alto impatto. Altri deputati ancora, dello stesso gruppo, affermavano che, con questo Governo, anche Gandhi andrebbe in carcere; parlavano di sfrenato e pericoloso ideologico panpenalismo e sostenevano che mancassero le risorse; lo dicevano mentre il Governo stanziava un miliardo di euro per il rinnovo dei contratti del comparto sicurezza e destinava ai comuni 200 milioni di euro per la videosorveglianza, la sicurezza urbana e il contrasto alle truffe agli anziani, assunzioni della Polizia locale, riqualificazione delle aree degradate o, ancora, 110 milioni per sistemi di videosorveglianza ad alta tecnologia.

C'è poi un punto che non può essere ignorato: la sicurezza va di pari passo con il controllo dell'immigrazione irregolare. Con i Governi di sinistra gli sbarchi di migranti irregolari sono stati superiori fino al triplo rispetto ad oggi, mentre con noi i rimpatri sono aumentati, anche perché i centri dedicati hanno più del doppio dei posti rispetto al passato. Anche questo produce sicurezza reale.

Negli anni in cui governava la sinistra i reati erano più alti del 18 per cento e gli omicidi del 33 per cento. Oggi i numeri vanno nella direzione opposta, e questo non è un giudizio politico, sono dati. Questa è la differenza: da una parte, un Governo che assume, investe e presidia il territorio; dall'altra, parole che non reggono al confronto dei fatti. E mi chiedo: come può parlare di sicurezza chi è oggi favorevole agli sbarchi dei migranti irregolari?

Come può parlare di sicurezza chi è contro i CPR e i rimpatri? Come può parlare di sicurezza chi è dalla parte degli antagonisti e delle occupazioni illegali? Noi porteremo a breve in Parlamento un pacchetto di norme, e sarà un banco di prova per capire a chi davvero interessa collaborare per la sicurezza dei cittadini.

MATTEO MAURI, Grazie, Presidente. Io ho ascoltato con attenzione il Ministro, e non ho trovato niente. Ho trovato sempre la solita, vuota propaganda, oltre a una capacità molto forte che ha questo Governo, che è quella del gioco delle tre carte. Guardate, venire in Parlamento a dire che si sono rafforzati gli organici con le assunzioni è una falsità, perché le Forze dell'ordine, in questi anni, hanno visto diminuire il loro numero: solo nel 2025 ci sono 1.500 poliziotti in meno, altri 1.000 in meno l'anno precedente.

Noi siamo in un momento in cui alcuni reati stanno crescendo e sono all'attenzione dell'opinione pubblica, e sono quei reati che colpiscono fortemente le persone: sono gli scippi, sono le rapine, sono le aggressioni, come abbiamo visto anche in questi giorni. A fronte di quello che sta accadendo, le Forze di Polizia stanno diminuendo, e non ci si può inventare i numeri e venire qui in Parlamento e andare in televisione a raccontarli giorno per giorno, perché le falsità non diventano verità solo perché vengono ripetute. Così come, guardate, anche questa storia dei reati: magicamente, fino all'altro giorno, quando i reati erano inferiori, questa maggioranza e questo Governo gridava all'emergenza mentre adesso, che ormai son passati tre anni, e dopo tre anni la gente chiede conto a questo Governo, immediatamente sembra che tutto vada bene. Semplicemente non è così, i problemi stanno crescendo e voi state facendo solo esclusivamente propaganda. Questo è un modo irresponsabile di occuparsi di sicurezza, e la sinistra e l'opposizione di sicurezza si occupa eccome.