10/03/2026
Marco Simiani
BRAGA, CURTI, EVI, FERRARI, GHIO, FORNARO e CASU
3-02550

Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

   l'azione militare unilaterale di Usa e Israele, in violazione del diritto internazionale, e le ritorsioni indiscriminate del regime iraniano stanno creando ulteriori, gravi, tensioni internazionali e instabilità geopolitica con nuovi effetti sul mercato dell'energia e, in particolare, sul prezzo dei carburanti;

   ci si trova di fronte ad un vero e proprio «shock energetico» e nelle ultime settimane si registrano aumenti rapidi e significativi dei prezzi alla pompa: secondo diverse rilevazioni e notizie di stampa, in molti distributori il prezzo della benzina ha già raggiunto o superato la soglia dei due euro al litro. Le stesse organizzazioni dei gestori hanno segnalato incrementi particolarmente elevati, sollevando il timore che possano verificarsi anche fenomeni speculativi lungo la filiera;

   questa dinamica si inserisce in un contesto già complesso per famiglie e imprese. L'aumento dei carburanti incide, infatti, direttamente sui costi di trasporto, sulla logistica e, più in generale, sull'andamento dei prezzi al consumo, contribuendo a una nuova fiammata inflazionistica. Ne deriva un impatto immediato sul potere d'acquisto dei cittadini, già eroso da anni di inflazione e politiche di bassi salari, e sulla competitività del sistema produttivo, con effetti particolarmente pesanti, ad esempio, su settori come la pesca e l'agricoltura, fortemente esposti all'aumento dei costi dei carburanti;

   in questo scenario, appare evidente la necessità di misure tempestive e concrete per garantire un adeguato livello di sicurezza degli approvvigionamenti energetici e, al tempo stesso, contenere l'impatto dei rincari sui consumatori;

   l'attivazione immediata di controlli lungo le filiere e del meccanismo delle cosiddette «accise mobili», come ha subito proposto il Partito democratico, consentirebbe di attenuare gli effetti degli aumenti dei prezzi dei carburanti attraverso una riduzione temporanea della componente fiscale, anche alla luce del maggiore gettito Iva che deriva automaticamente dall'incremento dei prezzi alla pompa;

   in questo contesto, la sicurezza degli approvvigionamenti energetici rappresenta una priorità strategica per il Paese e, in tale prospettiva, appare sempre più necessario rafforzare una strategia strutturale che punti a ridurre la dipendenza dalle fonti fossili importate, accelerando lo sviluppo delle fonti rinnovabili, dei sistemi di accumulo, delle reti elettriche, dei processi di elettrificazione dei consumi e l'efficientamento energetico degli edifici –:

   quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, nell'immediato e in prospettiva di medio e lungo termine, e per contenere l'impatto dei rincari dell'energia su famiglie e imprese.

Seduta dell'11 marzo 2026

Illustrazione di Sara Ferrari, risposta del Ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, replica di Marco Simiani

 

SARA FERRARI. Grazie, Presidente. La sciagurata ed illegale aggressione militare preventiva di Trump e Netanyahu all'Iran, oltre a causare migliaia di morti civili, a far esplodere quell'area geografica e a generare instabilità internazionale, ha anche generato uno shock energetico che, immediatamente, ha fatto schizzare i prezzi dei carburanti.

Con questa interrogazione il Partito Democratico chiede al Governo cosa intenda fare per garantire l'approvvigionamento e la riduzione dell'impatto sui cittadini e le imprese del rincaro dei carburanti.

La nostra segretaria Schlein vi ha chiesto di ridurre le imposte sulla benzina, compensate dall'aumento delle entrate dell'IVA.

Una battaglia, a parole, della stessa Premier Meloni, quella sulle accise, di cui però da quando governa si è dimenticata. Ma se non è questo il momento di agire per aiutare i consumatori, i lavoratori e le aziende, quando lo fate? Al momento nessuna risposta dal Consiglio dei ministri e dall'intervento in Senato, di oggi, della Premier Meloni.

Ci dice qualcosa lei, Ministro, della sicurezza energetica?

GILBERTO PICHETTO FRATIN, Ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica. Grazie, Presidente. Un grazie agli interroganti. In relazione ai quesiti posti dagli onorevoli interroganti sotto il profilo della sicurezza energetica, già a partire dalla crisi del 2022 il Governo aveva adottato una politica di diversificazione degli approvvigionamenti di gas e delle relative rotte che, insieme ad un livello di stoccaggi superiore alla media dell'Unione europea, ha rafforzato la resilienza del sistema energetico nazionale.

L'esigenza nell'immediato è continuare a perseguire la diversificazione, consapevoli delle criticità. Sono in ogni caso in corso attività di costante monitoraggio rispetto alla sicurezza e alla volatilità dei mercati, in stretta sinergia e coordinamento con l'Unione europea, gli altri Stati membri e con l'Agenzia internazionale dell'energia (ieri ho fatto la giornata proprio con l'AIE e anche il G7).

In tale contesto, si sta lavorando per accelerare l'attuazione di programmi e misure volte ad accrescere l'indipendenza energetica grazie allo sviluppo di nuove capacità di generazione da fonte rinnovabile, a favorire il disaccoppiamento dei prezzi dell'energia elettrica dal prezzo del gas naturale.

Come avete avuto modo di vedere, già lo stesso decreto Bollette (o Energia), oggi in fase di conversione in questo ramo del Parlamento, reca specifiche misure per la riduzione del costo dell'energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie. L'incentivazione di contratti di approvvigionamento a lungo termine può contribuire in modo significativo a sostenere il processo di decarbonizzazione dei consumi energetici dell'industria, anche attraverso l'autoproduzione, e a promuovere una maggiore stabilizzazione dei costi delle forniture, con una minore esposizione alla volatilità dei prezzi nei mercati spot.

Ulteriori misure sono in fase di valutazione con l'obiettivo di facilitare l'accesso dei consumatori e delle imprese ai prezzi energia che garantiscono il potere d'acquisto e la competitività internazionale al tessuto produttivo, così come le eventuali misure che intervengono sulle accise rispetto all'IVA che è all'esame in questo momento da parte delle strutture del Ministero.

 

MARCO SIMIANI. Grazie, Presidente. Signor Ministro, devo dirle che per lei e il Governo, soprattutto in questi giorni, sembra che in Italia vada tutto bene: la benzina è bassa; i prodotti energetici sono bassi; che le famiglie hanno una bolletta molto leggera. La realtà, fuori, è totalmente diversa, signor Ministro. È totalmente diversa!

Ecco perché noi crediamo che oggi si debba fare un'azione aggiuntiva non solo perché il decreto Bollette non sta dando nessun risultato, anzi, il gioco delle carte è chiaro e noi lo porremo anche in discussione nella X Commissione già nella prossima settimana. Ecco perché noi chiediamo da subito che ci sia un nuovo decreto che metta mano alle accise, che metta mano agli aiuti alle famiglie, alle imprese, alla pesca, all'agricoltura, a settori importanti, primari, alla logistica. Sa quanto oggi può costare per un autotrasportatore che si mette in marcia per poter andare a portare alimenti in giro per l'Italia? Sa quanto può costare oggi la bolletta del gas per una famiglia che non arriva a fine mese? In questo caso, non è quanti soldi gli stanno entrando nel portafoglio attraverso lo stipendio, è quanti gliene rimangono a fine mese, che oggi sono sempre meno.

Ecco perché credo che il Governo debba agire velocemente, debba trovare… e poi un'altra cosa: non ci dica un'altra volta, così come ha detto altre volte, che ci sarà il nucleare. Il nucleare ci sarà fra 15 anni, forse, se ci sarà, ma il problema c'è ora. È qui che dobbiamo andare sull'efficientamento energetico, sulle fonti rinnovabili e, soprattutto, su un fatto, che forse una strategia lei ce l'ha, o comunque il Governo ce l'ha: forse è quella di abituarci a vedere che i prezzi sono sempre uguali e che, comunque, va sempre bene.