15/04/2020
Antonella Incerti
GRIBAUDO, CENNI, CAPPELLANI, CRITELLI, DAL MORO, FRAILIS, MARTINA, FIANO e ENRICO BORGHI
3-01452

Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. – Per sapere – premesso che:

   secondo quanto riportato dalla stessa Ministra interrogata, è stimato in circa 350.000 unità il numero di lavoratrici e lavoratori agricoli che mancano nel comparto dopo l'inizio dell'emergenza sanitaria. Tutte le principali associazioni del mondo agricolo hanno sottolineato la gravità della situazione, che rischia di lasciare senza manodopera adeguata una parte rilevante della filiera agricolo-alimentare;

   contemporaneamente vi sono molti richiedenti asilo che hanno visto respinta la propria domanda di asilo e che, quindi, sono in condizioni di irregolarità e sono oggetto di sfruttamento lavorativo;

   questi lavoratori in misura rilevante associano alla precarietà lavorativa e allo sfruttamento anche una precarietà e fragilità abitativa caratterizzata per lo più da insediamenti informali rurali, veri e propri ghetti in prossimità dei campi; tale situazione, già inaccettabile in tempi normali, diventa ancor più insostenibile e potenzialmente pericolosa in presenza di una pandemia globale;

   a parere degli interroganti, oltre a garantire il rinnovo dei permessi di soggiorno scaduti ai lavoratori stagionali regolari, i richiedenti asilo potrebbero usufruire della norma di cui all'articolo 20-bis del decreto legislativo 25 luglio 2008, n. 286, introdotto dall'articolo 1, comma 1, lettera h), del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132, che prevede la possibilità di rilasciare il permesso di soggiorno per calamità; inoltre, occorrerebbe organizzare l'evacuazione delle persone che vivono negli insediamenti informali prossimi alle attività agricole e agevolare accordi con i proprietari di strutture alberghiere o ricettive, anche utilizzando gli strumenti previsti all'articolo 6, comma 7, del decreto-legge n. 18 del 2020; indispensabili appaiono, inoltre, la costruzione di una piattaforma telematica di facile utilizzo per l'incrocio di domanda e offerta di lavoro agricolo, come approntato ad esempio in Francia, che garantisca il reperimento legale della manodopera e autorizzi gli spostamenti fra le aree agricole del Paese, nonché strumenti per l'esonero o l'alleggerimento contributivo finalizzato all'utilizzo di personale che usufruisce di reddito di cittadinanza, pensioni, ammortizzatori sociali;

   al fine di individuare le risposte più idonee a questa fase di emergenza per il settore, il Partito democratico nei giorni scorsi ha richiesto la convocazione di un tavolo con Governo e parti sociali che coinvolga la piccola e grande distribuzione, per sostenere al meglio sia la produzione che la corretta erogazione di alimenti e beni primari a tutta la popolazione –:

   quali iniziative intenda adottare per garantire il reperimento della manodopera necessaria al sistema dell'agricoltura italiana attraverso forme e soluzioni che mettano in sicurezza queste persone dal punto di vista lavorativo, strettamente connesso a quelli abitativo, della salute e della dignità sociale.

 

Seduta del 15 aprile 2020

Illustrazione di Antonella Incerti, risposta della Ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova, replica di Maurizio Martina

ANTONELLA INCERTI: Grazie, Presidente. Signora Ministra, come lei stessa ha stimato, sono circa 350 mila le unità di lavoratori e lavoratrici agricoli venuti a meno dopo l'inizio dell'emergenza sanitaria, un aspetto che hanno sottolineato con preoccupazione, con grande preoccupazione, tutte le principali associazioni del mondo agricolo. Allo stesso tempo, vi sono molti richiedenti asilo che hanno visto respinta la propria domanda di asilo e che quindi sono nelle condizioni di irregolarità per legge e sono oggetto di sfruttamento lavorativo, a cui si aggiunge quello di precarietà insediativa-abitativa. A nostro parere, oltre a garantire il rinnovo dei permessi di soggiorno scaduti ai lavoratori stagionali regolari, i richiedenti asilo potrebbero usufruire di norme, tra cui quella all'articolo 20-bis del decreto-legge, n. 113, del 4 ottobre 2018. Inoltre, occorrerebbe organizzare l'evacuazione delle persone che vivono in insediamenti informali prossimi alle attività agricole, e agevolare magari accordi con i proprietari di strutture alberghiere e ricettive, anche utilizzando strumenti normativi a disposizione.

Riteniamo altresì indispensabile l'attivazione di una piattaforma telematica di facile utilizzo per l'incontro della domanda e dell'offerta di lavoro agricolo, oltre ad attivare altri strumenti per l'esonero e l'alleggerimento contributivo.

Abbiamo proposto, come Partito Democratico, la convocazione dei tavoli. Chiediamo quindi alla signora Ministra quali iniziative intenda adottare per garantire il reperimento di manodopera necessaria in agricoltura attraverso forme legali e soluzioni che mettano in sicurezza queste persone, dal punto di vista lavorativo e abitativo, della salute e della dignità sociale.

 

TERESA BELLANOVA, Ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, nel settore agricolo, secondo gli ultimi dati disponibili, trovano occupazione oltre 346 mila lavoratori provenienti da ben 155 Paesi, che, con oltre 30 milioni di giornate lavorative, rappresentano il 26,2 per cento del totale del lavoro necessario nelle campagne italiane. Quasi la metà dei lavoratori stranieri occupati in agricoltura si concentra in 15 province, dove sono molti distretti agricoli nei quali i lavoratori immigrati sono una componente ben integrata nel tessuto economico-sociale. Sono tuttavia consapevole che l'attuale situazione emergenziale sta amplificando le disperate condizioni di migliaia di soggetti in condizioni di fragilità, oggetto spesso di sfruttamento sul lavoro. Rilevo inizialmente come siano già in corso misure di potenziamento delle azioni di tutela della salute dei cittadini migranti residenti negli insediamenti irregolari, al fine di prevenire la diffusione del contagio da COVID-19 in tali contesti particolarmente a rischio. Ricordo inoltre che il Senato ha approvato la proroga fino al 31 dicembre 2020 dei permessi di soggiorno dei lavoratori stagionali. Credo tuttavia che sia indispensabile intraprendere percorsi più coraggiosi e incisivi, anche allo scopo di supportare il settore agricolo, che si sta rivelando strategico per la tenuta economica e sociale del Paese.

Sto lavorando con le Ministre Catalfo e Lamorgese al fine di condividere un piano di azione emergenziale per il lavoro agricolo che preveda: l'attuazione delle misure del piano triennale di prevenzione e contrasto al caporalato, con un'urgente mappatura dei fabbisogni di lavoro agricolo e l'utilizzo delle progettualità già finanziate dai Ministeri del Lavoro e dell'Interno, per affrontare l'emergenza; l'accelerazione della piattaforma utile all'incontro domanda e offerta presente nel piano di prevenzione del caporalato, da attivare anche in forme emergenziale; lo sblocco del “DPCM flussi 2020”, il cui testo, già pronto e condiviso tra le amministrazioni, può garantire, da un lato, la conversione dei contratti stagionali già in essere, dall'altro, l'utilizzo delle 18 mila quote di ingressi stagionali riservate ad agricoltura e turismo. Inoltre, sono impegnata a condividere l'elaborazione di una proposta normativa volta a prevedere, a fronte dell'immediata disponibilità di un contratto di lavoro, la regolarizzazione dei cittadini stranieri già presenti in Italia. Infine, sul tema della manodopera agricola, sto lavorando per introdurre misure finalizzate all'attivazione di contratti di lavoro anche con percettori di prestazioni di sostegno al reddito.

Questo è il quadro di sintesi di un'azione organica volta a garantire salute e sicurezza sociale alla persona, unitamente alla salvaguardia del sistema agricolo, che anche in questo momento di crisi rappresenta una risorsa fondamentale del Paese.

 

MAURIZIO MARTINA:Presidente, Ministra, discutiamo oggi di questo tema, e in una circostanza come questa non è banale ricordare in quest'Aula che proprio questa mattina in Romagna ancora una volta sono stati arrestati dei caporali: a significare che il tema c'è, e incrocia anche questa fase emergenziale molto delicata per il Paese.

Noi siamo soddisfatti delle sue parole e degli impegni che ha rappresentato nella risposta a questa interrogazione. Siamo stati parte di un lavoro che al Senato ha reso evidente la necessità di alcuni interventi: penso ad esempio a quello per la proroga dei permessi di soggiorno fino al 31 dicembre di quest'anno. Siamo parte essenziale di un impegno, che ci vede vicini al Governo, a rafforzare tutti i percorsi di regolarità, di regole, di certezza nel mondo del lavoro agricolo per tutte le persone coinvolte: più regole, più regolarità significano più sicurezza.

E allora bene l'anticipo di tutti gli interventi già previsti nel piano triennale che il Governo ha voluto, e che noi supportiamo; bene l'avvio rapido di una piattaforma per l'incontro tra la domanda e l'offerta in campo agricolo, che si faccia carico del carattere straordinario ed emergenziale di questa fase di raccolta stagionale; bene la possibilità di trovare anche dei meccanismi di esonero, di alleggerimento contributivo, fiscale per chi vorrà reimpiegare cittadini lavoratori dentro il comparto.

E bene è certamente anche l'ultimo punto che è stato affrontato dal Ministro: avere il coraggio in questo Paese di avviare una discussione limpida su permessi rinnovabili per chi può avere contratti di lavoro regolari in campo agricolo, che consentano l'emersione dell'irregolarità verso la regolarità. Ci sarà qualcuno che farà ancora propaganda su questo, getterà ancora alcol sul fuoco per incendiare la paura, ma noi non dobbiamo avere paura di questi: dobbiamo avere paura di quello che purtroppo si nasconde dentro le pieghe dell'irregolarità, in particolare in un settore cruciale per la ripartenza del Paese come quello agricolo e agroalimentare. Supportiamo quindi le iniziative che il Governo ha rappresentato qui, e incalzeremo perché queste iniziative si traducano rapidamente in fatti.