24/05/2022
Stefano Lepri
CARNEVALI, DELRIO, SIANI, DE FILIPPO, BERLINGHIERI, FIANO e LORENZIN.
3-02990

 Al Ministro per le pari opportunità e la famiglia. — Per sapere – premesso che:

   il decreto legislativo 21 dicembre 2021, n. 230, relativo all'istituzione dell'assegno unico e universale per i figli a carico, in attuazione della delega conferita al Governo ai sensi della legge 1° aprile 2021, n. 46, è complessivamente rispettoso e coerente con i principi e i criteri direttivi, generali e specifici, contenuti nella legge delega. Il relativo parere votato in Commissione evidenziava, peraltro, alcune residue criticità che non sono state recepite nel testo finale approvato in Consiglio dei ministri. Tra le diverse illustrate, si evidenziano le seguenti:

    a) alcuni cittadini italiani residenti all'estero non ottengono l'assegno unico, mentre prima potevano fruire delle detrazioni per carichi di famiglia e/o di assegni al nucleo familiare;

    b) le famiglie con figli disabili risultano maggiormente tutelate prima della maggiore età ma non dopo; ciò in quanto gli assegni al nucleo familiare non cessavano per i maggiorenni;

    c) si potrebbe direttamente erogare al secondo percettore la relativa maggiorazione, per rendere meglio percepibile l'incentivo alla ricerca o al mantenimento del lavoro;

    d) la questione delle detrazioni per figli a carico, abrogate dai 18 fino a 21 anni ma mantenute nell'età successiva, merita una coerente evoluzione;

    e) la maggiorazione transitoria di cui all'articolo 5 dovrebbe valere in modo integrale almeno per un triennio, per poi gradualmente decrescere; si chiedeva, inoltre, di valutare un innalzamento della soglia Isee sopra la quale non scatta tale salvaguardia;

    f) manca la previsione delle modalità di istituzione della commissione prevista all'articolo 2, comma 1, lettera g), della legge delega, che ha l'obiettivo di concedere deroghe ai criteri previsti, a fronte di comprovate esigenze connesse a casi particolari e per periodi definiti;

    g) appare eccessivo il peso attribuito alla prima casa entro il calcolo della componente patrimoniale dell'Isee –:

   quali siano le determinazioni del Governo sui temi in questione e su altri rivelatisi critici e meritevoli di correttivi, in applicazione dell'articolo 5, comma 2, della legge delega, secondo il quale il Governo può, entro un anno, adottare disposizioni integrative e correttive dei decreti medesimi, ciò anche al fine di valutare un'iniziativa legislativa sui temi verso i quali il Governo ritenga di non intervenire con decreto legislativo.

 

Seduta del 25 maggio 2022

Illustrazione di Elena Carnevali, risposta della Ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, replica di Stefano Lepri

ELENA CARNEVALI. Grazie, Presidente. Gentile Ministro, l'assegno unico rappresenta uno dei pilastri per sostenere le famiglie nell'impegno di cura ed educativo. Il decreto legislativo è complessivamente rispettoso dei princìpi e dei criteri direttivi generali. Nel parere che abbiamo votato in Commissione sono rimaste alcune residue criticità, che non sono state recepite nel testo approvato in Consiglio dei Ministri. Ne elenco solo alcune: alcuni cittadini italiani residenti all'estero non ottengono l'assegno unico, mentre prima potevano fruire delle detrazioni; le famiglie con figli disabili risultano maggiormente tutelate prima della maggiore età, ma non dopo, in quanto gli assegni al nucleo familiare non cessavano per i maggiorenni; si potrebbe direttamente erogare al secondo percettore la relativa maggiorazione, per rendere più percepibile l'incentivo alla ricerca e al lavoro; la questione delle detrazioni per i figli dai 18 fino ai 21 anni; la maggiorazione transitoria, che dovrebbe valere almeno per un triennio; appare eccessivo il peso attribuito alla prima casa; infine, la mancanza della previsione delle modalità di istituzione della commissione.

Le chiediamo, anche in virtù dell'articolo 5 della legge delega, quali iniziative, considerando che abbiamo un anno di tempo per poter adottare sia disposizioni integrative sia correttive, il Governo e la Ministra intendano mettere in campo.

 

ELENA BONETTI, Ministra per le Pari opportunità e la famiglia. Grazie, Presidente. Voglio ringraziare gli onorevoli interroganti per i quesiti posti che riguardano il decreto legislativo n. 230, del 2021, che ha istituito l'assegno unico universale in attuazione della legge delega n. 46 del 2021. In particolare, alcune criticità sottolineate dagli onorevoli interroganti discendono dai criteri direttivi indicati nella stessa legge delega ed erano già state oggetto di valutazione in sede di redazione del decreto attuativo. Il Governo, tuttavia, nell'attuazione non può discostarsi da tali criteri direttivi pena l'incostituzionalità del decreto per violazione della delega ricevuta.

Nel merito, per quel che concerne i cittadini italiani residenti all'estero, l'articolo 2 della legge delega impone, tra i requisiti di accesso alla misura, che il richiedente l'assegno abbia la residenza in Italia per un certo periodo di tempo. Al fine di risolvere la questione evidenziata, quindi, sarebbe necessario intervenire con un altro provvedimento normativo al di fuori della delega, anche definendo la platea di riferimento.

Per quanto riguarda il tema dei figli disabili maggiorenni, ricordo che il problema evidenziato ha origine dal combinato disposto delle previsioni della legge delega, all'articolo 2, comma 1, che il beneficio dei figli tra i 18 e i 21 anni si è ridotto rispetto a quello dei figli minorenni, che è stato imposto un tetto alla maggiorazione in caso di disabilità e che la maggiorazione per figli disabili non spetta a partire dai 21 anni. Per dare riscontro a questa criticità, che è al centro della nostra attenzione, stiamo studiando, quindi, possibili soluzioni che andranno valutate anche alla luce delle risorse che poi sarebbero necessarie.

Per quanto riguarda, invece, le altre osservazioni, ricordo che la maggiorazione riconosciuta al secondo percettore di reddito è stata trattata in modo analogo rispetto alle altre maggiorazioni previste dal decreto legislativo, che prevede che l'importo dell'assegno possa essere interamente suddiviso in parti uguali tra i genitori. L'abrogazione delle detrazioni per figli a carico sono soppresse per i figli che beneficiano dell'assegno, quindi, per i figli fino ai 21 anni, permangono per i figli con più di 21 anni. Per quanto concerne la maggiorazione transitoria, il Governo ha voluto introdurla per garantire che la riforma venisse attuata in modo graduale, senza eccessive penalizzazioni per nessuno. Stiamo monitorando i casi specifici, al fine di poter valutare all'esito se sia necessario un intervento.

Per quanto riguarda l'istituzione della commissione che possa concedere in casi particolari l'assegno in deroga ai requisiti di accesso previsti, il decreto non è intervenuto a causa dell'indeterminatezza della delega circa i criteri volti all'individuazione dei suddetti casi. Il Governo è ovviamente a disposizione del Parlamento per valutare assieme la definizione di tali criteri. Infine, per quanto riguarda il metodo di calcolo dell'ISEE, la legge delega non consente al Governo di intervenire con i decreti legislativi; abbiamo tuttavia ritenuto di raccogliere le sollecitazioni provenienti da tutte le forze politiche e abbiamo avviato una valutazione dei vigenti criteri riguardo all'ISEE, con lo scopo di individuare gli eventuali punti critici dello strumento in vigore e, quindi, definirne eventuali modifiche. Siamo impegnati nel monitoraggio costante di tutti gli aspetti relativi all'attuazione dell'assegno unico universale, per i quali mi avvarrò anche del supporto dell'Osservatorio nazionale previsto dalla legge, per cui ho avviato la procedura di costituzione, e siamo pronti ad intervenire nel costante dialogo con il Parlamento per rendere lo strumento sempre più equo ed efficace nel sostegno alle famiglie con figli, anche attraverso un eventuale decreto correttivo o integrativo, come giustamente è stato indicato dagli interroganti.

 

STEFANO LEPRI. Grazie, Presidente. Grazie, signor Ministro, sicuramente lei conosce il detto che fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce. La foresta è la buona, l'ottima fase di applicazione di questa legge così importante, così complicata e credo che gli oltre 5 milioni di famiglie che hanno fatto richiesta, non avendo particolarmente protestato, confermino che l'iter sta procedendo più che bene e di questo siamo molto soddisfatti. Tuttavia, ci sono delle incomprensioni e delle lamentele, anche legittime, rispetto soprattutto al passato, al vecchio regime e sono appunto gli alberi che fanno rumore e che dovremo in qualche modo puntellare o curare. Ne abbiamo elencate sette, ce ne sono molte altre di questioni aperte ed è inevitabile di fronte a una riforma così complicata e importante.

Ci tenevamo, oggi, a capire che cosa, in qualche modo, il Governo ritenga sia nelle sue facoltà e, quindi, sia in qualche modo integrabile o passibile di correzioni e cosa, invece, il Governo ritenga di non poter considerare in riferimento alle questioni aperte. Mi pare che praticamente tutte le questioni che abbiamo rappresentato siano state valutate come non risolvibili attraverso l'iniziativa del Governo, quindi, noi prendiamo atto di questa sua precisazione, potremmo discuterne, ma mi pare che l'indicazione del Governo sia molto chiara. Su un punto ritengo, invece, che il Governo dovrebbe intervenire ed è quello della commissione per casi particolari. Abbiamo esattamente delegato il Governo a definire la composizione e anche le regole di questi casi particolari perché è ben difficile in legge poter individuare la casistica dei casi particolari e, quindi, questa è una materia che evidentemente non può che essere gestita con atti del Governo. Quindi, io penso che noi dovremo a questo punto prendere l'iniziativa su questioni su cui il Governo ha ritenuto o ritiene insomma di non poter intervenire; potrà certamente, come sempre, signor Ministro, contare sulla nostra collaborazione e sull'attenta vigilanza per una completa e soddisfacente realizzazione della nostra riforma.