15/01/2026
Braga
Provenzano, Graziano, Amendola, Ascani, Carè, De Maria, Fassino, Porta, Quartapelle Procopio
6-00221

 La Camera,

   premesso che:

    1) si rinnova la ferma condanna dell'aggressione russa all'Ucraina e il pieno sostegno dell'Unione europea, per tutto il tempo necessario, al diritto di autodifesa dell'Ucraina, in linea con l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale, per la sua indipendenza, sovranità e integrità territoriale;

    2) la guerra di invasione della Russia ha provocato e continua a provocare ingenti perdite umane, sofferenze, distruzioni. La Russia continua quotidianamente a colpire l'Ucraina anche con attacchi sistematici contro infrastrutture ed obiettivi civili, con un drammatico aggravamento della crisi umanitaria durante i mesi invernali;

    3) il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha più volte espresso la disponibilità dell'Ucraina a una soluzione diplomatica del conflitto, mentre Vladimir Putin non ha mai fornito segnali credibili di una reale volontà di pace, a partire dal non aver mai accettato proposte di tregua e smesso di attaccare l'Ucraina;

    4) la presentazione di una proposta americana per la pace tra Russia e Ucraina, lo scorso novembre, è stata discussa soltanto con la Russia, senza il coinvolgimento né di Kiev né dell'Ue, ed è stata accompagnata da forti pressioni per accettare una soluzione negoziale che rischiava di tradursi in una resa alle pretese dell'aggressore;

    5) da allora, vi è stata un'accelerazione dei processi diplomatici in Europa, dopo anni di inerzia e di stallo, come si è visto a partire dal vertice di Berlino e, soprattutto, con il vertice di Parigi dei giorni scorsi che ha rappresentato un salto di qualità, anche attraverso l'offerta di adeguate garanzie di sicurezza all'Ucraina, per arrivare a una pace giusta e duratura, che è il primo desiderio degli ucraini e nostro interesse strategico, evitando il rischio che l'esito del negoziato finisca per rappresentare un ulteriore decisivo colpo all'ordine internazionale basato su regole, minacciando la sicurezza globale e in particolare dell'Europa;

    6) l'Unione europea e i suoi Stati membri, insieme ai partner internazionali e agli alleati della Nato, continuano a fornire sostegno militare all'Ucraina per assisterla nell'esercizio del suo legittimo diritto all'autodifesa contro la guerra di aggressione della Russia, conformemente all'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite;

    7) l'Unione europea ha mostrato fin dall'inizio del conflitto, in un quadro multilaterale, un forte impegno e coesione nel sostegno e nella solidarietà alla popolazione e alle istituzioni ucraine, ma gli sforzi volti alla costruzione di una soluzione di pace sono rimasti marginali. Il contesto internazionale è oggi segnato da un impegno degli Stati Uniti d'America meno stabile e meno prevedibile, che rende ancora più urgente la necessità di un rafforzamento del ruolo politico, diplomatico e strategico dell'Unione europea, non lasciando ad altri attori le sorti del nostro continente;

    8) l'Italia e l'Europa devono continuare a sostenere l'Ucraina, non solo sul piano umanitario, economico e militare come ha fatto finora, ma anche sul piano politico e diplomatico, per garantire una soluzione duratura al conflitto che tenga conto delle ragioni dell'aggredito e sostenere l'Ucraina nella sua aspirazione di integrazione europea e nello sforzo di ricostruzione, anche attraverso un utilizzo legalmente fondato e finanziariamente sostenibile dei beni russi congelati;

    9) il raggiungimento di una pace giusta e duratura deve portare al perseguimento dei crimini di guerra, al ripristino del diritto internazionale, al pieno scambio dei prigionieri di guerra e al ritorno in sicurezza di tutti i civili ucraini rapiti e trasferiti illegalmente, in particolare i bambini;

    10) il Parlamento italiano si è adoperato sin dallo scoppio della guerra, anche nel quadro della cooperazione europea ed internazionale, per assicurare sostegno e solidarietà al popolo ucraino e alle sue istituzioni, attivando, con le modalità più rapide e tempestive, tutte le azioni necessarie a fornire assistenza umanitaria, finanziaria, economica e di qualsiasi altra natura, anche militare, votando a larghissima maggioranza, le risoluzioni in materia, a partire dalla risoluzione 6-00207 del 1° marzo 2022 e approvando il decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 2022, n. 28, nella quale, grazie all'iniziativa del Partito Democratico, è stata introdotta la previsione che obbliga i Ministri della difesa e degli affari esteri e della cooperazione internazionale a riferire alle Camere, con cadenza trimestrale, sull'evoluzione della situazione in atto;

    11) anche per questo, preoccupano le posizioni divergenti emerse tra le forze di maggioranza e in Consiglio dei ministri sul conflitto in Ucraina, che hanno pesato anche sulla presentazione di questo ultimo decreto, finendo per indebolire – in un momento delicatissimo degli sviluppi diplomatici – l'azione politica italiana nel contesto europeo,

impegna il Governo:

   1) a sostenere con urgenza ogni iniziativa diplomatica e politica che garantisca un ruolo dell'Unione europea, in collaborazione con gli alleati, per il perseguimento di una pace giusta e sicura, che preservi i diritti del popolo ucraino a partire da quello alla propria autodeterminazione, l'ordine internazionale basato sulle regole e offra le necessarie garanzie di sicurezza per una soluzione duratura;

   2) a continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie, anche al fine di assicurare quanto previsto dall'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, confermando gli impegni assunti dall'Italia nel quadro dell'azione multilaterale, a partire dall'Unione europea e dall'Alleanza Atlantica, rispetto alla grave, inammissibile ed ingiustificata aggressione russa dell'Ucraina;

   3) a sostenere, altresì, la ripresa e la ricostruzione dell'Ucraina, nonché il percorso di adesione europea dell'Ucraina, quale investimento strategico nella stabilità, nella sicurezza e nella democrazia del continente europeo, favorendo le opportune necessarie riforme;

   4) a proseguire l'azione fattiva e costante già svolta dall'Italia per il sostegno della popolazione ucraina in patria, nonché a implementare le misure di accoglienza adottate per le persone in fuga dalla crisi bellica, con particolare attenzione alle esigenze dei soggetti minori;

   5) ad adoperarsi in sede europea e internazionale per promuovere azioni di solidarietà nei confronti dei cittadini russi perseguitati, arrestati o costretti a fuggire dal Paese, per aver protestato contro il regime e contro la guerra.