11/03/2026
Chiara Braga, Giuseppe Provenzano, Vincenzo Amendola, Stefano Graziano, Piero De Luca
6-00246

   La Camera,

   premesso che:

    1) il Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026 discuterà di Ucraina, Medio Oriente, competitività e mercato unico, prossimo quadro finanziario pluriennale, difesa e sicurezza europee, migrazione e altri punti;

   IRAN

    2) l'attacco unilaterale coordinato di Israele e Stati Uniti contro l'Iran, iniziato il 28 febbraio 2026, mentre erano in corso i negoziati sul nucleare a Ginevra, in palese violazione del diritto internazionale, ha innescato una serie di ritorsioni iraniane che hanno esteso il conflitto a diversi paesi del Golfo. L'invasione del Libano da parte di Israele mostra come lo scenario di guerra stia dilagando nella regione, e può avere conseguenze incalcolabili, a partire dalla fragile tregua a Gaza e dai rischi per i nostri militari impegnati in missioni di pace nell'area;

    3) la ferma condanna verso un regime liberticida come quello iraniano non giustifica il ricorso ad azioni militari unilaterali che, violando il diritto internazionale e scavalcando ogni consesso multilaterale, rischiano di scatenare il caos nell'area e di legittimare la legge del più forte come unico regolatore dei rapporti tra Stati, dando l'ennesimo colpo a un ordine mondiale basato sulle regole;

    4) dinanzi all'escalation che investe il Medio Oriente, l'immobilismo del Governo appare grave e ingiustificato, e si configura come una rinuncia all'esercizio pieno della nostra sovranità diplomatica e come una rottura rispetto alla tradizione di dialogo e autonomia che ha storicamente contraddistinto la politica estera italiana nella regione. Infatti, a fronte delle posizioni espresse da diversi partner dell'Unione europea, che hanno formulato valutazioni critiche circa la natura e le conseguenze dell'intervento unilaterale promosso dall'amministrazione di Donald Trump, la Presidente del Consiglio non ha ancora reso nota una posizione chiara e autonoma di condanna, limitandosi a deboli dichiarazioni in occasioni di interviste televisive che, come di tutta evidenza, non hanno alcuna valenza ufficiale nelle sedi internazionali;

   MEDIO ORIENTE

    5) dopo più di due anni, malgrado la tregua, combattimenti e sofferenza continuano ad essere all'ordine del giorno nella Striscia di Gaza, mentre prosegue incontrastato un piano di annessione di fatto della Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, con violenze quotidiane e l'espansione degli insediamenti illegali. Il pieno esercizio del diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese non è più rinviabile e richiede scelte nette, anche da parte dell'Unione europea. L'Italia deve contribuire, insieme ai partner europei, a contrastare ogni forma di occupazione illegale e a sostenere una prospettiva di pace fondata sulla giustizia e sulla legalità internazionale;

    6) la risoluzione n. 2803 del 2025 prevede una forza di stabilizzazione internazionale incaricata di proteggere i civili, ritirare le armi detenute da Hamas e supervisionare l'addestramento di una forza di polizia palestinese. Tale proposta era stata avanzata dal Partito democratico già nella Mozione n. 1-00233 del 13 febbraio 2024, riteniamo necessario che il Governo valuti le condizioni di partecipazione a tale missione di peace-keeping su mandato delle Nazioni Unite, che deve vedere un ruolo centrale dei Paesi arabi protagonisti della fase di ricostruzione;

   UCRAINA

    7) dopo quattro anni dall'avvio dell'aggressione russa contro l'Ucraina, l'andamento dei colloqui di pace ad Abu Dhabi mostra una reale mancanza di volontà della Russia, che continua ad attaccare abitazioni ed infrastrutture civili senza sosta, di giungere ad una soluzione negoziale;

    8) l'Italia e l'Europa devono continuare a sostenere l'Ucraina, non solo sul piano umanitario, economico e militare come ha fatto finora, ma anche sul piano politico e diplomatico, per garantire una soluzione duratura al conflitto che tenga conto delle ragioni dell'aggredito e sostenere l'Ucraina nella sua aspirazione di integrazione europea e nello sforzo di ricostruzione. In questo quadro, è necessario che l'Italia cooperi con gli altri partners europei, per finalizzare in tempi brevi una proposta operativa legalmente fondata e finanziariamente sostenibile per l'utilizzo dei beni russi congelati in Europa;

   DIFESA ED AUTONOMIA STRATEGICA

    9) appare essenziale e non più rinviabile la creazione di una «vera unione di difesa», superando la mancanza di volontà politica degli Stati membri, tuttavia, analogamente gli investimenti in sicurezza devono accompagnarsi e non sostituirsi a quelli necessari a realizzare l'autonomia strategica in altri settori prioritari, a partire da quelli per la coesione e la protezione sociale, garantiti dai Fondi strutturali e di investimento dell'Unione europea;

    10) occorre, pertanto, lavorare per un maggiore coordinamento, condizionando tutti gli strumenti previsti a progetti di difesa comune insieme a più Stati membri in modo da favorire l'interoperabilità, il coordinamento tra i sistemi di difesa e il rafforzamento della capacità industriale comune, nella direzione avviata con lo strumento EDIP, anche con l'obiettivo di superare un sistema di acquisti dei paesi membri che, privo dell'obbligo di coordinamento, favorirebbe i sistemi produttivi al di fuori dell'Unione europea che al momento pesano circa l'80 per cento dell'approvvigionamento complessivo;

    11) l'amministrazione statunitense, tramite il Dipartimento della Difesa, ha formalmente espresso una netta opposizione all'ipotesi che l'Unione europea introduca clausole vincolanti di «Buy European» nella revisione delle norme sugli appalti per la difesa, attesa entro l'estate. In tale contesto, desta particolare preoccupazione l'atteggiamento della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha espresso contrarietà rispetto a tali clausole stringenti, ennesima conferma della postura subalterna rispetto alle pressioni provenienti dagli Stati Uniti che indeboliscono l'autonomia decisionale europea;

   ENERGIA

    12) l'escalation militare nel Golfo Persico e il conseguente difficile transito attraverso lo stretto di Hormuz stanno producendo pesanti effetti sui mercati energetici internazionali, con un fortissimo aumento delle quotazioni del petrolio e del gas. Il protrarsi del blocco delle navi petroliere rischia di innalzare il prezzo del greggio stabilmente sopra i 100 dollari, e di generare conseguentemente fino a un punto di inflazione aggiuntivo nei prossimi dodici mesi, cancellando mezzo punto di crescita economica globale;

    13) nel nostro Paese, nel volgere di pochi giorni, il prezzo dei carburanti alla pompa è salito rapidamente raggiungendo quota 2 euro al litro in modalità self service. Il rincaro prolungato dei costi energetici avrebbe altresì ricadute dirette e pesanti sulle bollette di famiglie e imprese italiane, minando la competitività del sistema produttivo nazionale e il potere d'acquisto dei cittadini;

    14) le aperture del Governo alla proposta avanzata dal Partito democratico di applicare nell'attuale congiuntura il meccanismo della cosiddetta «accisa mobile», devono rapidamente concretizzarsi e restano, in ogni caso, solo un primo passo per tutelare le famiglie e le imprese italiane;

   DAZI

    15) la guerra e l'aumento drammatico dei prezzi del petrolio e del gas naturale si inseriscono in una situazione dei mercati internazionali già sotto grave stress. Le prospettive di crescita per il nostro Paese sono minacciate da numerosi fattori di rischio, fra i quali particolare rilevanza assume la vicenda dei dazi imposti dall'amministrazione statunitense;

    16) l'accordo al ribasso sui dazi tra Unione europea e Stati Uniti dell'agosto 2025, frutto del mancato sostegno ad una forte e decisa azione comune europea da parte di alcuni governi nazionali, in particolare quello italiano, aveva già provocato un duro colpo per le esportazioni italiane ed europee, riducendo crescita e occupazione. I dati consolidati relativi all'anno 2025, pubblicati dall'ISTAT il 29 gennaio 2026, hanno evidenziato un'inversione di tendenza, con una contrazione del surplus commerciale italiano verso gli USA, sceso dai 38,87 miliardi del 2024 ai 34,19 miliardi del 2025, ossia di circa 4,7 miliardi di euro nel breve volgere di un anno;

    17) la sentenza pronunciata il 20 febbraio scorso dalla Corte Suprema degli Stati Uniti che ha statuito l'illegittimità dei dazi «IEEPA» imposti dall'amministrazione Trump, ha ulteriormente aggravato il clima di incertezza sui mercati internazionali, a causa della reazione dell'Amministrazione Trump che ha introdotto dazi globali al 15 per cento, con effetto immediato, su quasi tutte le importazioni di merci e del vertiginoso incremento del contenzioso legale, con richiesta da parte delle imprese danneggiate della restituzione degli importi illegittimamente riscossi dall'amministrazione Usa;

   STATI UNITI D'EUROPA/COMPETITIVITÀ/QFP

    18) l'Unione europea si confronta, nella drammatica congiuntura internazionale, con l'esigenza della propria trasformazione, sia economica sia politica, e del rafforzamento della sua dimensione unitaria, rilanciando l'opzione federale come unica risposta credibile alle sfide globali; il livello di integrazione politica, economica e produttiva raggiunto non è infatti più sufficiente a proteggere le nostre conquiste sociali e la nostra sicurezza, né in grado di sostenere un'azione diplomatica comunitaria forte e coerente a tutela della pace e dello sviluppo;

    19) per sostenere il modello di sviluppo europeo, occorre proseguire sul percorso inaugurato con il NextGenerationEU, promuovendo investimenti congiunti per consolidare l'autonomia strategica e la competitività dell'economia europea, l'indipendenza energetica, la costruzione di catene europee del valore, il potenziamento della capacità industriale e una transizione ecologica e digitale giusta, con investimenti che giungano al 5 per cento del Pil UE annuo, come suggerito dal Rapporto Draghi; occorrono altresì un bilancio dell'Unione europea più ambizioso, governance economica flessibile, un mercato unico compiuto e pienamente integrato che semplifichi il quadro legislativo per le imprese e protegga il modello sociale europeo anche difendendo il «diritto a restare», rafforzando la coesione sociale e territoriale, come evidenziato dal Rapporto Letta, nonché l'armonizzazione fiscale, e prevedere fondi europei specifici per sostenere la conversione verde e digitale e la formazione dei lavoratori;

    20) è necessario rilanciare alcuni dei pilastri della visione condivisa di sviluppo: la coesione sociale e la lotta alle diseguaglianze, la cui crescita è la prima minaccia per la forza e la tenuta della democrazia, e rafforzare il Pilastro europeo dei diritti sociali, per mercati del lavoro equi e sistemi di protezione sociale inclusivi. E invece il prossimo bilancio europeo va nella direzione opposta: indebolisce la coesione territoriale, taglia le risorse e riduce lo spazio delle politiche sui territori;

    21) un'Unione europea realmente capace di agire in modo incisivo deve poter superare il vincolo dell'unanimità, che spesso paralizza le scelte comuni, non solo in materia di politica estera, difesa e sicurezza comune, ma anche nel settore relativo alla regolazione del mercato, così da garantire capacità decisionale e unità di intenti, superando la logica puramente intergovernativa. Occorre muoversi con impegno e determinazione, come sottolineato anche nel Manifesto presentato dalla delegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo, per rilanciare il progetto comunitario verso gli Stati Uniti d'Europa;

    22) il nostro Paese deve essere in prima linea per rafforzare il processo di integrazione, sostenendo sforzi e impegni comuni a livello europeo nei settori chiave da un punto di vista politico, economico e sociale, per difendere e consolidare l'autonomia strategica dell'Unione; in tale prospettiva, diventa decisivo sostenere, se necessario, anche l'utilizzo dello strumento delle cooperazioni rafforzate, per avviare da subito progetti e azioni comuni con gli Stati membri che vogliono farlo, senza aspettare l'accordo di tutti;

   MIGRAZIONI

    23) le migrazioni rappresentano una sfida epocale che l'UE deve affrontare in un'ottica strutturale e non emergenziale. Al contrario, il nuovo approccio europeo al fenomeno migratorio e ai rimpatri, che dà sostanza a posizioni estremiste e propagandistiche, formalizzando l'esternalizzazione delle frontiere rischia di creare aree extra-UE dove concentrare migranti e di considerare sicuri Paesi che in realtà non offrono protezione sostanziale e sufficiente. Un maggiore coordinamento e convergenza a livello europeo nella gestione delle politiche migratorie è fondamentale, ma ciò deve avvenire nella piena garanzia dei diritti umani e nel rispetto degli accordi bilaterali; le modifiche alla normativa in materia di immigrazione e asilo frutto dell'accordo tra popolari ed estreme destre europee minacciano invece il diritto d'asilo in Europa e i valori su cui l'Unione è fondata. Il diritto d'asilo è un principio inviolabile che riguarda la situazione individuale di ogni persona: non può essere indebolito o aggirato attraverso scorciatoie normative o accordi opachi,

impegna il Governo:

   1) a scegliere senza esitazioni e ambiguità, di fronte alle minacce globali e alle sfide continue rappresentate dall'amministrazione americana, l'interesse europeo, all'interno del quale si promuove e realizza il nostro interesse nazionale, collocando l'Italia sulla frontiera più avanzata dell'integrazione contro le spinte disgregatrici, le interferenze esterne e i ripiegamenti nazionalisti;

  IRAN

   2) ad assumere, in ogni sede bilaterale e multilaterale, ogni iniziativa utile e urgente volta a fermare le azioni militari in corso, promuovendo con determinazione un cessate il fuoco immediato e un processo strutturato di de-escalation del conflitto, nel pieno rispetto del diritto internazionale e umanitario. Nonché ad adoperarsi per la liberazione di tutti i prigionieri politici in Iran, a chiedere la sospensione immediata di ogni esecuzione capitale e a favorire una transizione pacifica e democratica nelle mani del popolo iraniano;

   3) a sostenere con fermezza il ritorno alla via negoziale, favorendo la riapertura di canali diplomatici e il coinvolgimento delle organizzazioni internazionali competenti, al fine di pervenire a una soluzione politica e duratura della crisi, rilanciando in particolare il negoziato in corso a Ginevra, nella salvaguardia delle prerogative dell'AIEA a partire dal rispetto stringente degli impegni e dalle necessarie garanzie di trasparenza da parte dell'Iran;

   4) a non autorizzare l'utilizzo delle basi concesse in uso alle forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l'Iran e, comunque, a non fornire alcun tipo di supporto militare ad una guerra che viola il diritto internazionale e che la comunità internazionale deve fermare prima che sia troppo tardi;

   5) ad adoperarsi, in cooperazione con i partner europei, nel quadro di solidarietà prevista dai Trattati, per la protezione e la sicurezza del suolo europeo, e a tutelare, nei paesi dell'area con cui abbiamo relazioni consolidate e interessi strategici, la sicurezza dei nostri contingenti militari impegnati in missioni di pace e dei civili;

   6) a sostenere e supportare in sede europea la posizione del Governo spagnolo fermamente contraria alla guerra e in difesa del pieno rispetto del diritto internazionale, anche alla luce delle inaccettabili minacce commerciali da parte dell'Amministrazione degli Stati Uniti d'America;

  MEDIO ORIENTE

   7) a riconoscere, sia in sede nazionale che a livello europeo, la Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa, che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo Stato di Israele, con la piena assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo, al fine di preservare nell'ambito del rilancio del Processo di Pace la prospettiva dei «due popoli, due Stati»;

   8) ad assumere in seno all'Unione europea, ogni iniziativa necessaria a porre fine all'occupazione illegale dei territori palestinesi, in conformità al diritto internazionale e alle risoluzioni delle Nazioni Unite, anche sostenendo in sede europea l'adozione di sanzioni nei confronti del Governo israeliano per la sistematica violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario e nei confronti dei coloni responsabili delle violenze in Cisgiordania, inclusa la sospensione dell'accordo di associazione EU-Israele;

   9) a promuovere l'embargo totale di armi da e verso Israele, e sospendere qualsiasi forma di cooperazione militare a partire dal Memorandum d'intesa tra il Governo italiano e il Governo dello Stato di Israele, inclusa la fornitura, l'acquisto e il trasferimento di armamenti e tecnologie, compresi quelli da e verso paesi terzi, fino all'esito del processo di pace;

   10) a farsi promotore in seno al Consiglio di predisporre uno strumento legislativo volto a vietare in modo esplicito qualsiasi rapporto economico e commerciale con gli insediamenti israeliani situati nel Territorio Palestinese Occupato (TPO), inclusa Gerusalemme Est, accompagnando tale misura con sanzioni economiche mirate, al fine di garantire il rispetto del diritto internazionale e promuovere politiche europee coerenti a sostegno della pace, della legalità e della tutela dei diritti delle popolazioni locali;

   11) a sostenere, in tutte le sedi internazionali e multilaterali, il pieno afflusso di aiuti umanitari continui, rapidi, sicuri e senza restrizioni all'interno della Striscia, il pieno rispetto del diritto internazionale ed ad intraprendere tutte le azioni necessarie, in ambito nazionale e internazionale, per garantire che i corridoi via terra richiesti dalle organizzazioni umanitarie, ivi incluso un corridoio umanitario dedicato che consenta agli studenti palestinesi ammessi presso università italiane di raggiungere l'Italia;

   12) a sostenere, in tutti i consessi europei ed internazionali, la legittimità e l'operatività della Corte Penale Internazionale e della Corte Internazionale di Giustizia, e a dare piena attuazione ai loro pronunciamenti, in linea con il diritto internazionale e in virtù del previsto obbligo di cooperazione da parte degli Stati membri;

  UCRAINA

   13) a ribadire la ferma condanna della grave, inammissibile e ingiustificata aggressione russa dell'ucraina e a continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, anche attraverso un utilizzo legalmente fondato dei beni russi congelati, sostenendo con urgenza ogni iniziativa diplomatica e politica che garantisca un ruolo dell'Unione europea, in collaborazione con gli alleati, per il perseguimento di una pace giusta e sicura che preservi i diritti del popolo ucraino;

   14) a richiedere la liberazione e lo scambio dei prigionieri di guerra, il ritorno in sicurezza dei civili rapiti, in particolar modo i bambini e a richiedere l'avvio delle necessarie attività diplomatiche di assistenza nelle attività di ricerca e ricongiungimento familiare;

  DIFESA E AUTONOMIA STRATEGICA

   15) a collocare l'Italia da protagonista nella costruzione di una vera difesa comune europea e non di un riarmo degli eserciti nazionali privo di coordinamento, esprimendo la chiara volontà politica di andare avanti nel percorso di realizzazione di un'unione della difesa, anche partendo da forme di cooperazione rafforzata o integrazione differenziata tra Stati membri;

   16) a promuovere un percorso di reale costruzione di una difesa europea, attraverso una governance democratica chiara del settore e investimenti comuni necessari a realizzare l'autonomia strategica e colmare i deficit alla sicurezza europea, al coordinamento e all'integrazione della capacità industriali e dei comandi militari, anche introducendo clausole vincolanti sul «Buy european», all'interoperabilità dei sistemi di difesa verso un esercito comune europeo;

   17) a ribadire la ferma contrarietà all'utilizzo dei Fondi di coesione europei e del NextGenerationEU per il finanziamento e l'aumento delle spese militari e ad informare le competenti commissioni parlamentari in caso di utilizzo dei fondi europei, in particolare in relazione ai progetti di cui si richiede il finanziamento e l'andamento degli stessi, nonché in caso di utilizzo dello strumento Safe anche del rispetto delle clausole di preferenza europea;

  ENERGIA

   18) ad assumere urgenti iniziative per mettere in sicurezza il Paese rispetto a eventuali shock energetici e inflazionistici, con particolare riferimento alla tutela dei redditi delle famiglie e del loro potere d'acquisto;

   19) ad adottare iniziative di competenza volte ad avviare tempestivamente le procedure per ridurre le accise su benzina e diesel, restituendo a cittadini ed imprese l'extra gettito IVA che lo Stato sta incassando;

   20) a sostenere le iniziative in ambito UE finalizzate a diversificare ulteriormente i canali di approvvigionamento energetico e ad accelerare il raggiungimento degli obiettivi di transizione energetica e verde al fine di aumentare il grado di autonomia e ridurre la nostra dipendenza dalle fonti fossili, evitando di indebolire il sistema degli ETS;

   21) ad attivarsi in sede UE al fine di adottare misure comuni per separare il prezzo dell'energia elettrica da quello del gas, e ridurre per tale via i costi che gravano sul nostro sistema imprenditoriale e sulla bolletta elettrica delle famiglie;

  DAZI

   22) ad adottare ogni iniziativa utile, anche in sede europea, al fine di garantire la predisposizione di misure urgenti da destinare al sostegno dei settori produttivi maggiormente esposti agli effetti dell'introduzione dei dazi e colpiti dalla situazione di incertezza dei mercati mondiali e dal rallentamento del commercio internazionale, che preveda misure per favorire accesso al credito per le imprese, la previsione di ammortizzatori sociali, interventi per il sostegno all'internazionalizzazione e per evitare le delocalizzazioni, nonché misure volte a rafforzare le scorte strategiche e a calmierare i prezzi dei beni essenziali; in particolare a sostenere le imprese e le filiere maggiormente esposte e a prevedere un piano di ristori o di incentivi fiscali specifici per le PMI;

   23) a sostenere le iniziative in ambito UE finalizzate a mobilitare le risorse necessarie al rilancio della competitività e della coesione europea, prevedendo un Industrial Deal europeo con debito comune per finanziare un piano di investimenti comuni in beni pubblici europei;

   24) a sostenere, in accordo con gli altri Paesi UE, le iniziative volte alla restituzione alle imprese italiane ed europee delle somme illegittimamente riscosse dall'amministrazione Usa a causa dei dazi «IEEPA» imposti da Trump;

  STATI UNITI D'EUROPA

   25) ad adottare ogni iniziativa di competenza volta a sostenere il rilancio del progetto verso gli Stati Uniti d'Europa:

    a) promuovendo l'adozione di un bilancio europeo più forte, che preveda l'aumento del budget pluriennale europeo, per sostenere investimenti comunitari attraverso un grande piano europeo, sul modello del NextGenerationEU, da 750-800 miliardi annui – anche ricorrendo a debito comune e a nuove risorse proprie, da indirizzare verso l'innovazione, la competitività, la transizione verde, la coesione sociale e il rafforzamento del Pilastro europeo dei diritti sociali; nonché ribadendo l'urgenza di realizzare il mercato unico dei capitali, di affrontare il grande tema della riforma dell'armonizzazione fiscale tra i Paesi membri, e di costituire una capacità fiscale comune e nuove risorse proprie per interventi anticiclici efficaci e politiche europee più solide;

    b) contribuendo alla formazione di una vera politica estera che rilanci una forte diplomazia europea come strumento di pace, e all'avvio, nel rispetto dell'articolo 42 del Trattato di Lisbona, di progetti e accordi di cooperazione tra Stati Membri per promuovere una vera difesa comune europea tra gli Stati;

    c) favorendo il superamento del potere di veto, e una coerente riforma dei Trattati, come richiesto dal Parlamento europeo per abolire l'unanimità nel sistema decisionale dell'Unione europea, rafforzare il Parlamento europeo e procedere al completamento del mercato unico in tutti i settori dove è possibile farlo, per aumentare il peso e la competitività dell'Unione;

    d) rilanciando la pratica istituzionale delle cooperazioni rafforzate, per avviare da subito progetti e politiche comuni con gli Stati Membri che vogliono farlo;

  MIGRAZIONI

   26) a sostenere la realizzazione di corridoi umanitari sicuri e l'istituzione permanente di una missione europea di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo, a promuovere la costruzione di un sistema comune, coordinato e solidale per la gestione strutturale del fenomeno migratorio che assicuri la tutela dei diritti umani, a garantire procedure e percorsi equi, sicuri e legali per migranti e richiedenti asilo, in particolare i minori, nonché a contrastare efficacemente il traffico di esseri umani, anche attraverso partenariati con i Paesi di origine e transito purché responsabili e trasparenti, evitando in ogni caso disumane, inefficaci e costose forme di esternalizzazione delle frontiere dell'UE, come gli hub di rimpatrio in paesi terzi.