“Non mi sono mai potuta permettere di mostrare sofferenza o tristezza, perché mi sono sempre sentita in debito con mamma, Patrizia e papà. Mi piacevo e stavo bene con me stessa, con un piccolo strano cervello che vedevo tutto rosa, ed ero viva e felice di essere quello che ero'. Sono le parole di Ileana Argentin e chi l'ha conosciuta da vicino, ora che non c'è più, non può fare a meno di domandarsi sul vero rapporto con la vita, sulla forza e sulla fragilità dell'anima.Chi nasce e cresce nella fragilità e ha un bisogno matto di ossigeno come è successo a Ileana, sa essere forte come nessuno.
Una donna che ha vissuto in un tempo sospeso sulla parola forse ma che ha camminato dritta e decisa muovendo il mondo con un joystick. Con il suo impegno nell'attività associativa per le persone disabili, nel Comune di Roma e nelle due legislature in Parlamento ideò la legge del 'dopo di noi' che ha rivoluzionato le politiche sulla disabilità uscendo dai confini della sola assistenza per mettere al centro il tema della dignità della persona.
In Aula il PD ha salutato Ileana Argentin e abbraccia tutti i suoi familiari e gli amici che le hanno voluto bene.
