Istituzioni
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15 milioni di No hanno aperto una vera e propria crisi politica nel governo e non possono bastare le dimissioni imposte da Meloni per chiuderla. La preoccupazione del Governo di fronte a un Paese che non cresce, come purtroppo conferma l’Ocse, non può essere la propria sopravvivenza. Il Pd chiede risposte urgenti ai problemi veri dei cittadini: sanità, lavoro, costo del carrello della spesa.
Le dimissioni della Santanchè arrivano tardi, troppo tardi per vicende che hanno gettato ombre non solo sulla persona ma anche sulla carica rivestita. Vicende che Giorgia Meloni ha coperto per troppo tempo, salvo cambiare idea quando le è tornato comodo. Una delle molte offese alle istituzioni che minano il patto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Un modo di fare e di intendere il ruolo pubblico che allontana dalla politica. Ci sono voluti 14 milioni di no per chiudere questa pessima pagina.
Anche Le dimissioni di Delmastro sono un atto dovuto anche se tardivo. Il sottosegretario, già condannato per rivelazione di segreto d'ufficio, che aveva accusato esponenti del PD per un’ispezione in carcere di inchinarsi ai mafiosi, si è messo in società nel ramo della ristorazione a Roma, insieme a un pezzo del gruppo dirigente di Fratelli d’Italia del Piemonte, con una ragazza appena maggiorenne figlia di persona sotto processo e poi condannata e arrestata per agevolazione di associazione mafiosa.
Di questa partecipazione societaria non c’è traccia nelle dichiarazioni che per la trasparenza devono essere pubblicate. Non è ingenuità, è gravissimo e per questo erano scontate le dimissioni. Così come sono scontate le dimissioni di Bartolozzi che invitava a votare Si per spazzare via la magistratura.
E che dire del comportamento di Giorgia Meloni, che prima li ha difesi a come se nulla fosse, e dopo il risultato del referendum li ha scaricati per puro calcolo politico?

