Grazie, Presidente. Essere consapevoli del momento della storia in cui siamo: questo ci hanno chiesto i Ministri. E, allora: “abbiamo munizioni infinite, siamo pronti alla guerra per sempre”, dice Donald Trump. “Le più grandi tragedie dell'umanità cominciano così”, ha detto Pedro Sánchez. Dove sta la consapevolezza della storia, Ministri? La guerra dilaga perché, quando saltano tutte le regole, vige solo la legge del più forte, il caos. E il caos chiama caos, Ministri.
Se quel missile fosse caduto sulla Turchia, che cosa sarebbe accaduto alla nostra Europa e al nostro mondo? E questo scenario non solo era prevedibile, ma forse questo scenario è voluto. È voluto dal partito della guerra, è voluto da Netanyahu che cercava da tempo una guerra grande e permanente per un disegno di dominio e di mantenimento del potere. E Trump, che si presenta come il padrone del mondo in Medio Oriente, non fa che inseguire questo disegno politico. Se lo fa per distrarre l'attenzione dell'opinione pubblica dagli Epstein files non lo sappiamo. Fatto sta che, come ha confermato il Segretario di Stato Rubio, in Medio Oriente fa esattamente quello che vuole il macellaio di Gaza.
Oggi chiedevamo che fosse qui Giorgia Meloni. Le abbiamo chiesto di fare quello che hanno fatto tutti i leader dei grandi Paesi al mondo: parlare alla Nazione, farlo in Parlamento. Non al TG 5, non alla radio. Chi è la Presidente Meloni, Churchill che parla da Radio Londra (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)? E lo sappiamo perché non parla in Parlamento. Perché gli avremmo ricordato cosa diceva nel 2018, quando invitava l'Italia a scegliere se difendere il diritto internazionale contro la legge del più forte perché il diritto internazionale e le regole erano nell'interesse di un Paese come il nostro. Ve lo siete dimenticati qual è il nostro interesse nazionale!
E oggi ci chiedete unità, Ministri. Ma di chi è la responsabilità di costruirla, quell'unità? Ve lo ha spiegato la Presidente Ascani che cosa accade in un Paese normale. E invece voi, fino a questa mattina, non sapevate nemmeno che cosa avreste scritto nella risoluzione.
Vi siete presentati - guardate non è un tema personale, davvero - come osservatori, vi siete rassegnati a questo ruolo di osservatori, come nel Board of Peace. Noi non chiedevamo una lettura politica e storica oggi, troppo. Ma almeno la cronaca, Ministro Tajani, almeno la cronaca. Lei è venuto qui e ci ha parlato di un'escalation militare che dipende dalle ritorsioni indiscriminate dell'Iran che noi condanniamo, sia chiaro. Ma mentre sappiamo dove il 28 mattina era il Ministro Crosetto – purtroppo, diciamo -, ma lei dov'era? Ma non se n'è accorto che c'è stato un attacco unilaterale in palese violazione del diritto internazionale di Stati Uniti ed Israele contro un Paese sovrano? E nessuno rimpiange quel regime, nessuno rimpiange quel dittatore. Noi non vi chiedevamo, forse, un giudizio politico, perché tra noi non c'è solo una distinzione sempre più profonda: c'è una vera e propria voragine. Questa voragine si chiama Donald Trump, è la voragine in cui il Governo italiano è caduto.
Ma guardate, lo diceva un grande saggio: in tutto ciò che fai guarda alla fine. Se non vogliamo parlare dei giudizi politici e morali su quello che sta accadendo, parliamo almeno delle conseguenze per il nostro Paese. Il tema è questo e su questo dobbiamo misurarci rispetto alla collocazione dell'Italia in questo mondo furioso.
Il popolo iraniano, ci dicevano i colleghi. Ma noi al fianco del popolo iraniano ci siamo stati da sempre, non il 28 febbraio mattina, non da allora. Ci siamo stati nelle piazze e ci siamo stati in Parlamento, non rimpiangiamo i dittatori sanguinari. Ma pensate ancora, davvero, che la democrazia si possa esportare con le bombe? Michael Walzer, il teorico della guerra umanitaria, ha detto che questa guerra è illegale e sbagliata.
E non erano forse popolo le studentesse che sono morte sotto le bombe israeliane? Non ha insegnato niente la storia di quella regione, secondo cui gli interventi esterni non fanno altro che produrre drammatici fallimenti, crescita del fondamentalismo: l'Iraq, l'Afghanistan, la Libia e anche il Venezuela? Non è un precedente confortante per un popolo che lotta per la democrazia e la libertà.
E allora, guardate, chiedere il cessate il fuoco a USA, a Israele e a Iran - cosa che voi non fate - e chiedere contestualmente la sospensione delle condanne a morte, la liberazione dei prigionieri politici, un processo pacifico e democratico per l'Iran nelle mani del suo popolo - cosa a cui l'amministrazione americana non è interessata - non solo è possibile, ma è precisamente il nostro dovere, il dovere della comunità internazionale.
Questa è la cornice politica che a voi manca e che ci impedisce oggi di votare una risoluzione piena di vaghezze, di indeterminatezze. Ma lo capite che non possiamo votare una delega in bianco mentre il mondo scivola in guerra?
Questo è il punto politico. Sono mancate le parole chiare sulle cause, sugli obiettivi e su un punto, Ministro. Ci dice: noi torneremo in Parlamento sulle basi. Guardi, non è una concessione: è la legge. Guardi, ce lo deve dire oggi che noi escludiamo che si utilizzino le basi sul nostro territorio per partecipare a una guerra che non è la nostra, che è contraria ai nostri valori, ai nostri principi e ai nostri interessi, Ministro: ai nostri interessi nazionali.
E, anche qui, attenzione all'Iraq, non solo per le conseguenze politiche, ma anche per le menzogne che hanno accompagnato quella guerra illegale. La minaccia di un'arma nucleare: l'ha smentita l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, l'ha smentita la CIA. Attenzione alle menzogne che si dicono in Parlamento, perché anche su questo la via era quella negoziale e non le bombe. E lo sappiamo noi, ne dobbiamo essere orgogliosi, perché nel 2015 fummo protagonisti, come europei, di un accordo sul nucleare, che è stato stracciato da Trump. E non so se questo è l'interesse americano, ma di certo non è il nostro interesse.
Dove sono i nostri interessi se si chiude Hormuz? Dove sono i nostri interessi se esponiamo ai rischi militari i nostri connazionali? Dove sono i nostri interessi se da tutto questo crescerà il fondamentalismo e il terrorismo? Dove sono i nostri interessi di gettare il Mediterraneo nel caos e nell'instabilità?
E c'è un rischio di cui non avete parlato in tutto questo, che è la disgregazione dell'Europa, perché noi lo scriviamo e lo diciamo che siamo vincolati alla solidarietà europea sui Trattati, alla difesa del suolo europeo di Cipro.
Ma il futuro dell'Europa nasce dalla manifestazione chiara di un'alterità al mondo di Trump e di Netanyahu, perché quel mondo è il mondo senza regole, che disprezza il diritto internazionale e il multilateralismo. Quello è il mondo della guerra e noi dobbiamo stare da un'altra parte, Ministri. Non dobbiamo chiedere il premio Nobel per uno che, in un anno, ha dichiarato 7 guerre, è uscito da 66 organizzazioni internazionali. E non è l'accondiscendenza di Merz…
…è la schiena dritta nel difendere un uomo come Pedro Sanchez, che sta tenendo alta la dignità non della sinistra, non del campo democratico, ma dell'Europa, che deve scegliere oggi se partecipare o no al caos nel mondo. E l'Italia lì deve stare.
Ve lo chiediamo in nome del popolo italiano: cosa che, in scienza e coscienza, oggi vogliamo fare per evitare la tragedia del mondo e che, invece, purtroppo, oggi voi non siete nelle condizioni di fare.