Grazie, Presidente. Quella che è in atto in Medio Oriente è un'escalation drammatica. Non stiamo parlando di una crisi lontana. Stiamo parlando di uno scenario che può avere dei risvolti veramente imprevedibili sull'intera regione: rischia di allargarsi a livello globale, rischia di far tremare la fragile tregua a Gaza, ma anche di incidere sulla sicurezza energetica europea e sugli interessi nazionali italiani.
Per questo, Ministro Tajani e Ministro Crosetto, oggi non basta riferire: oggi serve una linea politica e non dovevate essere voi a darla. Doveva essere qui la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e parlare al Paese che è giustamente preoccupato. Invece, quello che il Paese ha visto fin qui è un Governo che non chiarisce qual è la posizione ufficiale dell'Italia, che si è affezionato al ruolo di mero osservatore, che prende atto di ciò che accade e che non ha il coraggio di dire agli alleati quando sbagliano.
E qui c'è un'enorme questione di merito. Ma è normale che il Ministro Tajani venga qui a fare appelli all'unità, mentre la Presidente del Consiglio va alla radio ad attaccare le opposizioni, come ha fatto questa mattina? Non ci avete chiamato, non ci avete convocato. Abbiamo dovuto apprendere questa mattina persino il testo della vostra risoluzione dalle agenzie di stampa.
E volevo rassicurare il Ministro Crosetto: siamo ben consapevoli della gravità del momento. Siamo noi a chiederci se siete consapevoli che questa guerra non si è scatenata da sola, perché lei ha detto che l'Italia sta solo cercando di gestire e mitigare le conseguenze di questo conflitto, perché non avete il coraggio di parlare delle cause di questo conflitto e degli attacchi militari unilaterali decisi da Trump e Netanyahu, violando il diritto internazionale. Non li avete nemmeno nominati.
Qual è la valutazione politica del Governo italiano su questi attacchi? Perché siamo tutti d'accordo che il regime iraniano deve fermare le inaccettabili ritorsioni, ma per noi si devono fermare anche i bombardamenti di Trump e di Netanyahu. Il Governo deve impegnarsi per fermare questi attacchi militari; deve impegnarsi per ottenere un cessate il fuoco immediato; deve insistere per tornare alla via negoziale e politica per scongiurare un allargamento ulteriore della guerra dalle conseguenze incalcolabili e battersi per ottenere la liberazione di tutti i prigionieri politici del regime, anche di Narges Mohammadi, e per fermare le esecuzioni; deve assicurare il massimo impegno per riportare a casa e al sicuro i nostri connazionali che sono ancora bloccati nelle aree del conflitto e garantire la sicurezza dei nostri militari, impegnati in missione di pace nella regione, e dei civili; deve lavorare - sì - con i partner europei; deve lavorare per la protezione e la sicurezza del suolo europeo, come suolo europeo è Cipro, come previsto dalla solidarietà scritta nei Trattati.
E poi c'è una questione che non potete eludere. Noi diciamo “no” all'autorizzazione delle basi per appoggiare in nessun modo questa guerra, che è una guerra che viola il diritto internazionale. E, guardate, il punto non è che tornerete qui se ve lo chiedono, Ministro. Il punto è che dovete dire “no” già adesso e dovete dire “no” in quest'Aula, perché sarebbe in contrasto con l'articolo 11 della nostra Costituzione appoggiare azioni militari unilaterali fuori dal diritto internazionale e da ogni mandato multilaterale.
Vogliamo sapere come sosterrete le famiglie e le imprese italiane di fronte alle conseguenze economiche di questa nuova guerra e della chiusura dello Stretto di Hormuz, perché le borse crollano. Abbiamo visto il prezzo del petrolio salire molto, fare un'impennata; abbiamo visto il gas che è aumentato del 50 per cento, l'inflazione che riprende a salire. Oltre ai danni della guerra commerciale che ci ha dichiarato Trump, si aggiunge il costo delle sue guerre militari, sempre a danno di imprese e lavoratori italiani.
Mettetevi un istante nei panni di chi è in fila per fare benzina e scopre che domani la pagherà molto di più, il doppio di quello che la pagava prima.
E, guardate, voglio essere molto chiara: nessuno qui rimpiangerà il regime teocratico di Teheran che abbiamo sempre condannato. Khamenei era un dittatore sanguinario: era un dittatore sanguinario che di certo non ci mancherà.
Al contempo, noi riteniamo sbagliate le azioni militari unilaterali e le riteniamo un precedente pericoloso di violazione del diritto internazionale, perché se si smantella il diritto internazionale, colleghi, vale solo la legge del più forte. Siamo sempre stati e restiamo al fianco del popolo iraniano, che lotta per la libertà contro la repressione brutale di un regime sanguinario che è responsabile di crimini atroci e del massacro di decine di migliaia di manifestanti, anche in questi ultimi mesi. E noi, nelle piazze del movimento “Donna, Vita, Libertà” ci siamo dal 2022, dalla morte - dall'uccisione spregevole - di Mahsa Amini e non mi ricordo di avervi visto. Siamo tutti convinti che il regime teocratico non potesse sviluppare un'arma nucleare, ma il modo per impedirlo era proseguire il negoziato in corso, non bombardare. Per questo, chiediamo al Governo di non rifugiarsi dietro la comoda scorciatoia del contro chi si colpisce, perché la domanda oggi, Ministri, è: chi sarà il prossimo? Chi lo decide? Con quale criterio, con quale legittimità e con quali conseguenze? Perché se si calpesta il diritto internazionale, se si decide da soli e si pretende che gli altri Paesi seguano, allora la storia ci racconta dove si finisce: come in Iraq; più caos, più instabilità, più guerre che si allargano, più terrorismo. La lezione che ormai tutti dovremmo aver appreso è che la democrazia non si esporta con le bombe. Così, invece, la si indebolisce e la si rende un alibi per altri interessi, come in Venezuela, dove il punto, evidentemente, non era la libertà del popolo venezuelano dal regime oppressivo di Maduro, ma era il petrolio.
Trump qualche giorno fa ha convocato il suo Board of Peace con cui vuole sostituire l'ONU e poi, però, decide da solo con Netanyahu dove e come colpire. Diceva che avrebbe messo fine ai conflitti e invece ne sta portando altri. Meloni oggi dice che è folle chiamarsi fuori dal Board of Peace ma, vedete, è incostituzionale chiamarsi dentro al Board of Peace. Dice che lì si può fare la differenza. L'abbiamo visto: dopo due anni che ci raccontate di una relazione privilegiata con Trump, non siete stati nemmeno preventivamente informati, al punto che è rimasto bloccato a Dubai anche il Ministro della Difesa Crosetto. Non vogliamo che all'Italia succeda quello che è accaduto a lui e che si ritrovi in una guerra senza accorgersene.
Qual è la strategia di Trump? Questo vi chiediamo. C'è una strategia? Perché ha dichiarato, qualche giorno fa, che aveva tre candidati diversi per la transizione - come se fosse normale - e poi dopo due ore si è corretto, dicendo che li aveva ammazzati tutti. Noi pensiamo che la transizione pacifica e democratica spetti al popolo iraniano, che lotta per la libertà e la democrazia. Il Premier britannico Starmer ha detto: non crediamo nei cambi di regime dall'alto. Il Premier Carney del Canada ha detto che gli attacchi militari di USA e Israele non rispettano il diritto internazionale. Da Meloni nulla. Il Premier spagnolo Sanchez ha detto che la posizione della Spagna è semplice: no alla guerra. Noi la pensiamo come lui, gli diamo tutto il nostro supporto e la solidarietà per le inaccettabili minacce di ritorsione subite dal Presidente americano solo per aver difeso il diritto internazionale, come avreste dovuto fare voi, che non avete nemmeno avuto il coraggio di esprimere solidarietà a un Paese fratello. Non avete fatto riferimento, in nessuna dichiarazione, alla violazione del diritto internazionale, che non vale - l'avete sentito - fino a un certo punto ma vale sempre o ci sarà sempre qualcuno che penserà di poterlo calpestare.
Ministro Crosetto, le è sfuggito prima che gli attacchi americani e israeliani erano fuori dal diritto internazionale. Ci ha messo solo 6 giorni a dirlo, ma le chiedo se è la posizione ufficiale del Governo italiano o se è solo la sua posizione. Mi interesserebbe capire cosa ne pensa la Presidente Meloni. Non potete rimanere schiacciati sulle strategie belliche di Trump e di Netanyahu. La strategia di Netanyahu la conosciamo, è la guerra permanente. Così danneggiate il ruolo diplomatico che il nostro Paese ha sempre avuto e svolto nel Medio Oriente, un ruolo di ponte autorevole riconosciuto da tutti gli attori della regione. Questo si chiama interesse nazionale, colleghi, e il problema non è solo la subalternità a Trump, ma è che non riuscite a scegliere l'Europa. Vi dite contrari al superamento dell'unanimità, quando servirebbe almeno la cooperazione rafforzata subito; vi dite contrari alla difesa comune; contrari alla clausola Buy European per rafforzare l'industria europea, che vuol dire continuare a comprare armi da Trump ed essere più dipendenti, non meno dipendenti. Serve un salto in avanti dell'integrazione europea, altrimenti rimarremo schiacciati e l'Italia dovrebbe essere alla guida di questo processo per un'Europa più unita, integrata e autonoma.
Il Ministro Crosetto prima ha affermato che è impossibile fermare gli attacchi di Trump e Netanyahu. Almeno iniziate a chiederglielo, però, di fermare questi attacchi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), perché questa è una missione di rilevanza, e iniziate a capire che proprio per questo dovreste scegliere l'Europa anziché Trump. Noi voteremo contro sulla vostra risoluzione, perché non possiamo dare una delega in bianco mentre il mondo scivola in guerra e pretendiamo che il Governo italiano, in linea con la storia di questo Paese, difenda il diritto internazionale e non ci faccia trascinare dentro una guerra dalle conseguenze incalcolabili, ma si impegni, invece, a fermarla, a fermali subito.