Discussione generale
Data: 
Martedì, 17 Febbraio, 2026
Nome: 
Giuseppe Provenzano

Testo della Risoluzione in Aula

Grazie, Presidente. Signor Ministro, siamo andati un po' fuori tema, perché la pace in Palestina e il Board of Peace sono cose diverse e sempre più lontane. Eppure, ne dobbiamo parlare, perché c'è una domanda che mi assilla in questi giorni e su cui forse dovremmo interrogarci tutti: qual è il limite, Ministro? C'è un limite? Fino a che punto siete disposti a spingere l'Italia nelle relazioni internazionali pur di compiacere Donald Trump?

A questa domanda avete risposto: accorrere alla corte del Presidente americano sempre e comunque, anche quando questo comporta, come sta avvenendo oggi, un vero e proprio strappo nella collocazione internazionale storica del nostro Paese. Perché l'Italia, pur nelle stagioni più difficili, persino nelle fasi più critiche della guerra fredda, per 70 anni ha sempre tenuto fede a due principi e a due coordinate fondamentali della sua azione esterna: essere tra i protagonisti del processo di integrazione europea e difendere e promuovere il multilateralismo e le sue istituzioni. Fino ad oggi!

Lei ha parlato qui di unità, Ministro, di convergenza, ma con voi al Governo stiamo venendo meno a tratti unificanti non della nostra politica estera, ma della nostra identità nazionale, perché, nell'arco di poche ore, da Addis Abeba, la Premier Meloni, per prima cosa, ha preso pubblicamente le difese della cultura MAGA, a fronte di critiche peraltro timide del Cancelliere Merz. Non solo ha ingolfato il presunto motore italo-tedesco ancor prima che accennasse a partire, ma ha dimostrato come la subalternità a Trump ci sta portando ai margini dell'Europa, al punto di disertare vertici internazionali, come quello di Monaco, pur di non turbare l'inquilino della Casa Bianca. Subito dopo ha annunciato la partecipazione dell'Italia nella forma, non prevista da nessuna parte, di osservatore al cosiddetto Board of Peace, al quale naturalmente non partecipa nessun grande Paese europeo. Perché, se lo è chiesto? Perché vorrebbe parlare di pace a Gaza senza ascoltare la voce dei palestinesi e perché rappresenta l'ennesimo attacco al sistema delle Nazioni Unite e alla sua credibilità. Lo diceva l'onorevole Magi: i partecipanti più entusiasti sono autocrati, Paesi dalla discutibile reputazione democratica, petro-monarchie del Golfo, “Staterelli” in cerca di riconoscimento internazionale e alleati ideologici del mondo MAGA, come l'Ungheria e l'Argentina, e voi, Ministro.

Giorgia Meloni va dove la porta il cuore o, meglio, la fiamma. Ma lei, lei che vanta una lunga militanza europeista, lo ha capito dove sta andando così la nostra politica estera? E ci chiedete convergenza, Ministro? Ieri mattina, forse in imbarazzo, aveva accumunato la nostra posizione, la posizione dell'Italia sul Board of Peace, a quella della Commissione, che però, nel pomeriggio, l'ha smentita, precisando che non sarà presente come osservatore e non lo sarà mai.

“Io so che il mondo di Trump non è quello che vorrei per me o per i miei figli”: sono parole di Marina Berlusconi. Lei ci parla ancora? E sempre, cito: “L'unica regola di Trump è cancellare tutte le regole”. Infatti, il Board of Peace non nasce, come ci state dicendo qui, in ossequio alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 2803, peraltro tra le più controverse, ma nasce truffando le Nazioni Unite!

Quella risoluzione su Gaza prevedeva sì l'esistenza di un organismo temporaneo di controllo che coinvolgesse palestinesi e attori regionali, ma qui non c'è una singola menzione di Gaza, né nello statuto, né nella lettera di invito ai Paesi che ha inviato Trump. È una vera e propria truffa, anzi di più, perché Trump lo ha definito il consiglio di amministrazione del mondo e l'ha presentato come un organo permanente, che avrà il coraggio di allontanarsi dalle istituzioni che troppo spesso hanno fallito. E quali sarebbero? Proprio le Nazioni Unite. Come ve lo deve dire che è un attacco all'ONU e che parteciparvi in qualunque forma significa legittimarlo, mettersi dalla parte di chi vuole la rottura definitiva dell'ordine globale e l'affermazione di una nuova arcaica regola del mondo, che è la legge del più forte?

E parteciparvi, infatti, significa anche, Ministro, mettersi sotto padrone. Perché di questo si tratta, di una società privata. Siamo alla privatizzazione della diplomazia internazionale e della sovranità. Anche qui, qual è il limite, colleghi? Trump si ritiene il padrone del mondo e stavolta lo scrive nello statuto. Sembrano le regole del golf club di Mar-a-Lago. Il capo permanente, non in quanto Presidente degli Stati Uniti ma in quanto Donald Trump, decide tutto. L'assetto è proprietario, i membri sono selezionati da lui, possono da lui essere destituiti, sceglie quando riunirsi e di cosa discutere. Oltre all'oltraggiosa quota di ingresso, si riserva il diritto di veto su tutto, su qualunque decisione, che comunque lui può assumere.

Qualcuno ha parlato di un ritorno al modello delle compagnie delle indie del diciottesimo secolo, in cui non si capisce dove finisca lo stato e dove comincino gli affari. Anche qui il modello è coloniale. Lei ha citato il Papa, queste sono le parole usate dal cardinal Pizzaballa, che forse di Gaza qualcosa sa. Vi partecipano imprenditori, miliardari, i membri della famiglia. Quale piano di pace, Ministro?

Si tratta al momento di una gigantesca speculazione sulle macerie della striscia e il genocidio di un popolo. Ecco, lei qui ha parlato di Palestina, ma la Palestina non c'è in quell'assetto, nemmeno si vede. Guardiamola, allora, Gaza oggi. Dall'inizio della tregua, ripetutamente violata dall'esercito israeliano, si muore ancora (più di 600 morti). E gli aiuti, Ministro, non entrano a sufficienza e sono ancora fermi, compresi quelli italiani raccolti da Music for Peace. E perché non ci ha spiegato come mai da dicembre quei ragazzi, studenti gazawi vincitori di borse di studio, non riescono più a partire, mentre il semestre sta finendo, Ministro? Non c'è più tempo.

Volete lavorare per la pace (i due popoli, due Stati)? Bene, riconoscete la Palestina - come ha fatto il mondo intero -, mettete al bando le colonie illegali e sanzionate gli estremisti (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra) del Governo israeliano, prima che sia troppo tardi. Volete la pace? Fermatevi, non unitevi a questo attacco alle Nazioni Unite. L'Italia è rinunciataria, ha detto una collega. No, vogliamo semplicemente l'Italia con la schiena dritta. Se non è un limite nemmeno la Costituzione, nemmeno all'articolo 11, che ci dice che possiamo stare in condizioni di parità e non di vassallaggio, allora qual è il limite?

Lei ha parlato, Ministro - e chiudo -, di ostacolo costituzionale. Ma come parlate? La Costituzione come un ostacolo da aggirare. Non aderiamo, però osserviamo. Anche qui, un raggiro. Siete un Governo per cui la fedeltà a Trump conta di più di quella ai nostri principi, ma durerà poco, perché fino a questo punto gli italiani dicono “no” e non vi seguono più.