Dichiarazione di voto
Data: 
Mercoledì, 13 Gennaio, 2021
Nome: 
Elena Carnevali

Grazie, Presidente, siamo felici di vederla qui. Innanzitutto, permettetemi di ringraziare il Ministro per la sua relazione, per il tono, per l'altezza che cerca sempre di portare in quest'Aula e per non essersi mai preoccupato, in tutta questa esperienza di governo, della sua sopravvivenza politica, facendo scelte anche molto impopolari da dividere e da spiegare al Paese. Vedete, io penso che in quest'Aula, nonostante gli inviti e gli appelli che abbiamo fatto anche con le parole del richiamo di Mattarella - che non ha parlato solo di unità, ma ha parlato di serietà e ha parlato di sacrificio - è più semplice a volte ruggire che riflettere e debbo dire che quello che abbiamo sentito qui, non solo è ingeneroso, ma non corrisponde al vero, perché, se fosse come abbiamo sentito poco tempo fa, dovremmo chiedere le dimissioni di tre quarti dei Paesi europei e ben oltre, anche oltre oceano.

Ma torniamo invece ad affrontare quello che oggi lei ci ha chiesto con la sua relazione puntuale, che, come sempre, fa qui alle Camere. Prima cosa: vedete, il contrasto all'emergenza - perché ancora di questo si tratta e non è un caso che facciamo la proroga così come in tanti Paesi avviene - si affronta, non solo con quello spirito di unità nazionale, anche con quello spirito di coordinamento regionale di cui abbiamo parlato e ringraziamo anche il Ministro Boccia per quel lavoro faticoso di tessitura, di mettere insieme la trama e l'ordito, con regioni che sono anche molto diverse come colore politico che hanno anche fatto scelte diverse e che noi non ci siamo preoccupati di contrastare; ci siamo invece preoccupati di fare in modo che l'unisono e la necessità anche di mettere in sicurezza il Paese, in questa incomprensibile navigazione a vista che stiamo attraversando, vada e arrivi in un posto sicuro. Noi dobbiamo anche riconoscere qui - e lo riconosciamo, non perché abbiamo in qualche modo messo in discussione, lo abbiamo fatto con le regioni - oltre alla proroga, la possibilità di riprendere il meccanismo per zone e quindi di introdurre una nuova zona bianca, un motivo anche di propensione, non solo alla speranza, ma al raggiungimento di un obiettivo. E, guardate, che quelle zone arrivano - si arriva lì - grazie ai dati che vengono forniti dalle stesse regioni e questo è diventato uno strumento addirittura di preallerta che le stesse regioni fanno, perché sennò non si spiegherebbe come mai sono due giorni che il presidente Fontana avverte la popolazione dicendo: “guardate che rischiamo di essere in zona rossa” e lo fa ancora ben prima dello step settimanale, che arriva da parte del monitoraggio. Noi abbiamo un'urgenza e un'esigenza - e la facciamo nostra -, che è quella di continuare a mantenere quel principio di adeguatezza e di proporzionalità e, nel mettere in sicurezza il Paese in questa situazione di navigazione a vista, noi dobbiamo anche garantire e permettere, oltre ai 104 miliardi che abbiamo già stanziato con lo scostamento, di arrivare anche a fare nei prossimi giorni lo scostamento di altri 24 miliardi. Lo dobbiamo fare perché noi siamo coscienti che ogni sacrificio che chiediamo alle persone, ai professionisti, alle famiglie, alle imprese e alle aziende ha bisogno di trovare efficienza e risorse per poter continuare, non solo a sopravvivere, ma a impostare la possibilità poi di una riapertura in una fase meno preoccupante di quella che dobbiamo affrontare. Ministro, ogni volta qui facciamo uno sforzo per cercare di far crescere la consapevolezza del rischio che - come stiamo vedendo - altri Paesi stanno affrontando. Io credo che il discorso della Merkel, quando ha annunciato altri due mesi di lockdown è quello che qui noi stiamo chiedendo e dicendo: guardate che c'è un aumento dei casi, di incidenza, di occupazione di posti di terapia intensiva, di focolai sconosciuti.

Queste sono le ragioni per cui quando noi abbiamo utilizzato e continuiamo a utilizzare questi meccanismi di prudenza e misure restrittive lo facciamo perché si è reso palese che ogni volta che allentiamo le briglie ogni volta che non stringiamo i bulloni, puntualmente dopo sette, dieci giorni l'Rt si alza. E ogni volta che, invece, poi, abbiamo ridimensionato il tiro, anche con alcune zone grigie, giustamente, perché durante le vacanze natalizie abbiamo concesso alcune cose e non permesso altre, ma non abbiamo affrontato un tema nella durezza come quella dei mesi di marzo e di aprile. E così io trovo contraddittorio, francamente, che ancora siamo qui a discutere tra chi è rigorista e chi è aperturista, nel momento in cui le scelte che facciamo sono scelte che vengono condivise con i presidenti delle regioni, vengono anche fatte in Conferenza unificata, come quella scelta dolorosa rispetto alla chiusura delle 18, per la possibilità anche di utilizzare la ristorazione non naturalmente nei luoghi fisici e chiusi. Ecco, queste scelte non vengono fatte di certo perché stiamo compiendo un match tra posizioni o un match tra approcci. Quello che, quindi, francamente, dobbiamo riuscire a mettere anche dentro noi stessi, che abbiamo una vocazione esterofila sempre, ma che non siamo mai capaci invece di riconoscere i vantaggi positivi di qualche successo che abbiamo avuto... Possibile che abbiamo fatto tutto male, colleghi? Possibile che, se oggi siamo messi meglio di altre nazioni, è dovuto all'opera di qualcun altro? Possibile che, se oggi siamo a 800 mila vaccinazioni rispetto ad altri Paesi, anche questo non può essere un prezioso successo - non di questo Governo, ma di questo Paese - che abbiamo raggiunto nella piena e totale consapevolezza che abbiamo giocato la partita, come diceva prima il collega Siani, nelle condizioni un po' più facili, perché i sanitari li troviamo nelle aziende ospedaliere, li troviamo in ospedale, gli anziani li troviamo nelle case di riposo, e che invece la partita arriverà, più importante, più dura, più impegnativa… quei famosi due mesi di cui abbiamo parlato prima, quattro mesi, cinque mesi, perché l'immunità di gregge sarà un'immunità di comunità, che ancora è una strada molto lunga da raggiungere.

Ecco, per queste ragioni io chiedo che affrontare il tema della chiamata diretta, del coinvolgimento dei medici di base, dei liberi professionisti, dei pediatri di libera scelta… forse qua, nel silenzio totale, nella disattenzione, qua nessuno ricorda, basta andare a vedere il report, che sono 60 mila le persone, il personale aggiuntivo che abbiamo innestato in questo sistema, di cui 40 mila sono medici ed infermieri. È anche questo un aiuto poderoso in più, oltre i 12 miliardi che abbiamo innestato nel Servizio sanitario nazionale. Ecco, allora che cosa chiediamo a lei? Guardate, ho colto la delicatezza dell'attenzione che lei ha fatto sull'ultima parte del suo intervento e ci tengo a precisare una cosa: nella forza del Partito Democratico non troverà mai un deputato che mette in concorrenza gli anziani con i giovani, i fragili con persone che ne hanno bisogno (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Noi quello che, invece, diciamo è di prendere in considerazione, una volta esaurita la parte che riguarda gli over ottantenni, di mettere in protezione e in sicurezza i docenti, perché anche la possibilità di riprendere una vita scolastica, per gli effetti di cui abbiamo parlato qua, riteniamo che sia altrettanto importante.

E le dico un'ultima cosa: vada avanti con la serietà con cui sta affrontando questo faticoso lavoro, vada avanti con l'impegno e con il sostegno che trova nel Partito Democratico, perché quella notte buia che è calata da febbraio nel mondo, che ha cambiato le nostre vite, la vita sociale ed economica di questo Paese, che ha acuito le disuguaglianze e modificato la nostra visione delle priorità e fatto scoprire il valore della sanità pubblica, della comunità, non solo italiana, non solo nostra, ma anche europea, deve continuare ad essere un impegno collettivo.

E non diventi, anzi diventi un'ossessione, quella della campagna vaccinale, garantendo strumenti, mezzi, organizzazione, che permetta, una volta ottenuto tutti i vaccini… e chiudo, Presidente… qua ho sentito dire cose… noi non abbiamo scelto di utilizzare vaccini che non abbiano avuto l'autorizzazione delle Autorità indipendenti e questo è un fattore di serietà per un Paese. E quindi, nell'attesa di aspettare quello che arriverà con l'AstraZeneca, prepariamoci per fare in modo che quella campagna sia la più efficiente e la più efficace possibile per mettere in protezione e in sicurezza il Paese.