Dichiarazione di voto
Data: 
Giovedì, 14 Maggio, 2026
Nome: 
Matteo Mauri

A.C. 1716-A

 

Grazie, signora Presidente. L'unica cosa che può accomunare tutti - e l'ha fatto in questi giorni in quest'Aula - è il fatto che sia necessario fare nel più breve tempo possibile un riordino e una revisione della materia relativa alla Polizia locale. Questo, guardate, non tanto perché la legge è del 1986 - perché ci sono anche tante altre leggi precedenti che funzionano perfettamente - ma perché, nel frattempo, è molto cambiato il lavoro delle Polizie locali: si è trasformato in profondità, perché la società è cambiata e, di conseguenza, i cittadini, da un lato, e lo Stato, dall'altro, hanno chiesto sempre più funzioni e hanno aumentato sempre di più i compiti della Polizia locale.

Basti dire che si occupano - questo sarebbe il cuore del loro lavoro - di questioni amministrative, commerciali, edilizie, urbane, di veterinaria, rurali e che svolgono delle funzioni di Polizia giudiziaria - che non sarebbero nella loro natura, ma vengono delegate da parte della magistratura - oppure che svolgono funzioni di Polizia stradale molto impegnative - l'accertamento delle violazioni, la rilevazione degli incidenti - e poi svolgono anche funzioni di pubblica sicurezza e addirittura di ordine pubblico, che sono sempre state fuori dal perimetro normativo e che, infatti, rientrano nelle funzioni solo nel momento in cui lo Stato nelle sue articolazioni territoriali - i prefetti, i questori - indica le persone, gli agenti che hanno titolo a svolgere queste funzioni, a cui si chiede di svolgere questo lavoro.

Questo per dire che alla Polizia locale viene chiesto non tanto: viene chiesto tantissimo, anche dentro quella logica, cui si accennava prima, della sicurezza integrata.

Su questo, però, bisogna porre attenzione: il tema della sicurezza integrata non è semplicemente il coordinamento tra le varie Forze di Polizia nazionali - quelle che svolgono funzioni di Forze dell'ordine, che è cosa diversa, perché la Costituzione stabilisce che siano funzioni diverse da quelle della Polizia locale - ma il fatto che ognuno concorra, facendo il proprio lavoro, a una sicurezza complessiva integrata.

Ora, noi siamo chiamati, assolutamente, a intervenire nel riordino e sulla normativa per provare a mettere le Polizie locali nelle condizioni di fare il loro lavoro al meglio nell'interesse dei cittadini. Se, però, tutti hanno chiaro che si deve intervenire - guardate, però l'hanno detto anche tanti altri colleghi dell'opposizione -, è altrettanto chiara un'altra cosa: che noi siamo di fronte a una gigantesca occasione persa.

Dopo tanti anni noi - dico noi come Parlamento - avremmo potuto mettere le mani in questa materia, intervenire in profondità e fare veramente gli interessi delle comunità locali, dei cittadini, delle cittadine e degli operatori del comparto della Polizia locale. Invece questa cosa non si è fatta o si è fatta in minima parte: si è fatto 1, quando si poteva fare tranquillamente 10. Questo è, secondo me, un peccato mortale, soprattutto perché ci si dice che c'è una grande urgenza.

Bene, allora guardate, se ci fosse stata veramente questa urgenza, se la maggioranza l'avesse veramente interpretata in questo modo, non avreste aspettato il quarto anno di legislatura per fare questa cosa, ma l'avreste fatta come prima cosa, magari al posto - ve lo ricorderete - del decreto sul rave party.

E poi dite: dobbiamo intervenire. Ma qua, anche in questo caso, il Parlamento non interviene direttamente, ma fa una legge delega al Governo. Perché fare una legge delega al Governo? Facciamo la legge. Pensate di non essere all'altezza? Noi pensiamo di essere all'altezza: facciamo la legge come Parlamento.

E poi non sfugge a nessuno il fatto che il testo su cui si fa la legge delega è un testo del Governo, è a firma del Ministro dell'Interno, per cui il Parlamento fa da passacarte: si prende le indicazioni del Governo e poi gli dice: Governo, su queste indicazioni e altre due cosine che ti aggiungo, fai per piacere la legge?

Questo è evidentemente inaccettabile, perché è il Parlamento che rinuncia a svolgere fino in fondo la propria funzione e, tra l'altro, lo fa in tempi che sono lunghissimi: 12 mesi, quando noi proponevamo 6 mesi. In realtà, c'era anche un emendamento della Lega che diceva 6 mesi, poi lo hanno ritirato, ma chissà perché.

Allora perché, se è così urgente, non si fa subito? Ma soprattutto per fare cosa? Noi abbiamo provato, nel nostro atteggiamento, nel tentativo, sempre nell'interesse dei cittadini, di mettere mano a questo provvedimento, di migliorarlo il più possibile. Solo che, quando questa maggioranza deve parlare, è molto prolifica, quando deve mettere la mano al portafoglio, invece, si dimentica in che tasca l'ha messo, guarda caso.

E vale in tutti i provvedimenti che hanno a che fare, direttamente o indirettamente, con la sicurezza: si dimentica sempre il portafoglio. Vi siete inventati reati, avete aumentato le pene, ma, quando c'è da mettere i soldi per gli organici della Polizia e dei Carabinieri, non si fa.

E guardate, anche qui è esattamente la stessa cosa. Vi abbiamo detto: dal 2009 a oggi, gli agenti della Polizia locale sono diminuiti di 11.000 unità (dati ufficiali dell'ANCI, a cui nessuno ha obiettato). Bene, cosa avete fatto per aumentare le assunzioni a tempo indeterminato, che sono quelle che servono ai comuni? Niente. Abbiamo fatto degli emendamenti per andare in deroga alle leggi attuali e permettere ai comuni di assumere, per mettere risorse per assumere: ce li avete bocciati tutti. Quando c'è da mettere mano al portafoglio, voi non ci siete.

Siete intervenuti su alcuni aspetti - e questi li abbiamo sostenuti - però, quando si parla di previdenza, siete completamente scomparsi, perché quando si parla di previdenza, anche qua, si parla di risorse economiche.

E poi, guardate, c'è un tema che è assolutamente centrale: si chiede un lavoro molto più intenso e molto più pericoloso per gli addetti alla Polizia locale. Vi abbiamo detto che era necessario e sarebbe necessario riconoscere loro il lavoro usurante, con tutte le conseguenze anche previdenziali. Il lavoro usurante, perché di questo stiamo parlando, perché molti di questi agenti si espongono al rischio e lo fanno ogni giorno. Voi ci avete risposto di no. Voi avete bocciato tutti quegli emendamenti che sarebbero stati necessari per aumentare gli organici, per aumentare le condizioni contrattuali, per migliorare la previdenza, per riconoscere il lavoro usurante.

E poi, fatemi chiudere su questo: la questione del CED, del Centro elaborazione dati. Ci avete raccontato e avete raccontato pubblicamente della grande svolta perché avete introdotto la possibilità di accesso al CED. Non è così: al CED ci si poteva accedere attraverso altre norme - addirittura una del 1993, una del 2008, una del 2017, una del 2018 - che hanno progressivamente ampliato gli argomenti, i temi su cui la Polizia locale poteva accedere al CED. Noi diciamo un'altra cosa qua.

Noi diciamo che, anche dopo il decreto interministeriale attuativo fatto nell'aprile 2022 che ha messo a sistema tutto questo - non l'avete fatto voi, ad aprile 2022 questo Governo non c'era, per capirci -, ora serviva fare un passo in più, ossia la possibilità di accedere alle notizie di reato e ai precedenti, perché una pattuglia che ferma un'auto deve essere immediatamente a conoscenza di chi va a controllare, perché lì c'è un tema di rischio, di rischio personale anche molto grave per gli operatori.

Questa cosa non l'avete messa. Avete fatto un giro di parole dentro l'articolato, che è scritto anche - fatemi dire - in un italiano stentato, molto stentato. L'articolo 3, comma 1, punto l), oltre al fatto che si fa fatica a capirlo, non dice assolutamente in modo chiaro questa cosa: la possibilità di accedere alle notizie di reato. Questo è il punto e ci avete bocciato l'emendamento con cui lo volevamo introdurre.

Questo siete voi e in tutto questo - e chiudo, Presidente - volete pure farvi pagare. Abbiamo detto: togliere l'onerosità, introdurre la gratuità dell'accesso a questi sistemi, compresi il PRA e la motorizzazione. Ci avete detto di no.

Avete dato più compiti, chiedete più sacrifici e volete anche più soldi: questa è la vostra riforma della Polizia locale.