A.C. 2521
Grazie, signora Presidente. Signor Ministro, onorevoli colleghi, in questo momento le priorità del Paese sono ben altre rispetto a una normativa molto tecnica, con cui si disciplina la sicurezza delle attività subacquee, che ha impegnato l'Aula in queste giornate. Ribadiamo quanto diciamo dall'inizio della trattazione del testo in Commissione: bastava un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per dettagliare questioni di natura prettamente tecnica. L'unico vero scopo della legge in fondo è quello di nominare un nuovo direttore generale a peso d'oro e procedere a nuove assunzioni discrezionali senza neanche un minimo di evidenza pubblica.
Signor Ministro, più volte abbiamo chiesto in Aula con diversi emendamenti di garantire, sia per le assunzioni a tempo determinato che a quello indeterminato, di procedere con sistemi di evidenza pubblica (bandi e procedure di trasparenza), ma la maggioranza ha sempre risposto di no. Ci preoccupa questo metodo, perché in vista vediamo l'ennesimo “nominificio” targato Meloni. Peraltro, questo accade nel tempo in cui la finanza locale è ridotta all'osso, il debito pubblico aumenta e quello di oggi è anche un pessimo segnale che diamo agli amministratori pubblici e ai sindaci che faticano ogni giorno per far quadrare i conti pubblici e i conti del proprio municipio. Una scelta che stride anche con i precetti costituzionali relativi all'efficienza e al buon andamento della pubblica amministrazione.
Insomma, una previsione assolutamente arbitraria e mossa soltanto dalla spinta irrefrenabile del Governo di alimentare poltronifici.
Sul punto si rivelano particolarmente deboli le argomentazioni della maggioranza, francamente lontane dal livello che abbiamo provato a tenere sia in Commissione che in Aula in questi anni, che hanno equiparato la nomina del nuovo direttore con il presidente della Fondazione per le attività subacquee. La Fondazione infatti è una fondazione privata che non grava sull'erario e non è prevista nessuna indennità con fondi pubblici, mentre nel vostro caso prevedete di nominare un nuovo manager con nomina fiduciaria fino a 360.000 euro di indennità. Una nomina che non prevede un confronto stabile con il mondo della ricerca, con il mondo dell'università, con le capitanerie di porto e con le realtà professionali che da anni garantiscono la sicurezza dei fondali e la sicurezza degli operatori.
Insomma, il testo si occupa molto della nomina e delle mani libere che deve avere il Governo per assumere nuove unità di personale e per la nomina del direttore generale, ma non si occupa di come garantire il funzionamento di questa struttura, di come questa Agenzia funzionerà e come garantirà una migliore direzione per il Paese. Ostentiamo in questa sede anche tutte le nostre preoccupazioni su come l'Agenzia verrà messa nella condizione di funzionare, di coordinarsi e di essere riconosciuta per competenza ed autorevolezza.
C'è poi un tema che ci sta a cuore, ossia quello della sicurezza dei lavoratori e delle persone che lavorano sott'acqua, in ambienti ostili, con rischi reali e quotidiani: operatori subacquei e iperbarici, medici subacquei con titoli conseguiti all'estero ed in Paesi lontani. Non parliamo solo della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori che operano in condizioni estreme, ma parliamo, al tempo stesso, della protezione delle nostre infrastrutture strategiche e della sicurezza strategica, ambientale e digitale del Paese. A tal riguardo, tutte le proposte del Partito Democratico sono state bocciate. Erano proposte di buonsenso per garantire al massimo la sicurezza di persone e di infrastrutture, che certo non può essere limitata a una valutazione formale o esclusivamente sanitaria, con criteri chiari sull'idoneità operativa, sulla formazione continua, sulle competenze professionali e sulle procedure di emergenza. Così facendo, si è rivelata inconcludente la scelta dell'iniziativa di legge governativa, visto che non c'è stato nessun vero coinvolgimento delle opposizioni e del ruolo del Parlamento. È stato bocciato persino il nostro ordine del giorno che impegnava il Governo a coinvolgere le regioni in materia di formazione professionale.
In Aula ieri c'era la Sottosegretaria Siracusano che ha respinto l'ordine del giorno, ha dichiarato il parere contrario all'ordine del giorno e poi l'Aula lo ha respinto, argomentando con gli articoli 21 e 25 del testo. A nostro giudizio, resta un'argomentazione non pertinente. Signor Ministro, noi abbiamo posto un altro tema che è di tutta evidenza: in materia di formazione professionale ci sono regioni, come la Sicilia, che hanno competenza esclusiva. Quindi, in assenza di un recepimento espresso sulla formazione di alcune figure professionali, si creerà un pasticcio quanto una casa. Quindi noi, da questo punto di vista, facciamo voti affinché il Governo, quanto prima, le coinvolga.
Vi è poi una questione politica più ampia e relativa alla dimensione internazionale del dominio subacqueo. Le attività di cui stiamo parlando non si fermano certo ai confini nazionali. Insomma, in mare non ci sono i muri. Lo abbiamo detto anche durante il dibattito d'Aula. Le infrastrutture che attraversano i fondali sono transnazionali per definizione. Serve un'azione forte e puntuale per ottenere quegli interventi a livello internazionale che possano garantire una maggiore sicurezza europea e una maggiore sicurezza del Mediterraneo. Urge una riflessione su standard comuni, su condivisione delle informazioni, su protezione coordinata delle infrastrutture critiche sottomarine.
In tema di infrastrutture ancora abbiamo chiesto con forza di evitare il rischio di sovrapposizioni e di rallentamenti operativi e procedurali, ma anche queste richieste sono rimaste senza risposta. Quando si interviene su un'attività che riguarda gasdotti, cavi sottomarini, rilievi geosismici, manutenzione di infrastrutture critiche, emergenze ambientali e ricerca scientifica, la sicurezza non la si può costruire con una sola struttura, ma si costruisce con l'autorevolezza che nasce dall'integrazione e dalle competenze di tutte le strutture, di tutte le agenzie e di tutti gli uffici che sono chiamati a intervenire.
In conclusione, signora Presidente e signor Ministro, a nostro giudizio, questo testo rappresenta l'ennesima occasione persa di questa legislatura. Noi auspicavamo un maggiore confronto e un maggiore coinvolgimento delle forze parlamentari.
Per le ragioni esposte, ma anche con l'auspicio che la legislazione tecnica possa trovare in sede di applicazione anche coinvolgimenti ampi non solo delle parti sociali, ma anche delle categorie produttive, annuncio il voto di astensione del Partito Democratico.