Discussione generale
Data: 
Mercoledì, 24 Gennaio, 2024
Nome: 
Antonella Forattini

A.C. 1606-A

Grazie, Presidente. Sappiamo tutti che siamo in un periodo di grande incertezza economica, con le tensioni internazionali, il conflitto russo-ucraino, l'economia europea che rallenta, che nei mesi scorsi ci hanno messo di fronte al fatto di quanto sia fondamentale essere indipendenti dal punto di vista energetico. Un'indipendenza ancora lontana nel nostro Paese, considerato che solo il 44,7 per cento di energie rinnovabili, ha coperto la domanda di energia elettrica a uso domestico. A fronte di un risultato ancora così lontano e grazie alla nostra pressione, il Governo ha deciso di retrocedere sulla tassa di compensazione per i produttori di energia da fonte rinnovabile, che avrebbe penalizzato fortemente gli agricoltori. Ridicolo parlare di compensazione, dal momento che parliamo di impianti da fonti rinnovabili necessari anche per contrastare i cambiamenti climatici, che hanno per questo già un valore compensativo. L'assurdo è che volevate tassare le rinnovabili in una legge che dovrebbe, invece, promuoverle. Forse vi siete resi conto che gli italiani avrebbero compreso l'inganno a cui li stavate sottoponendo. D'altra parte, parliamo dello stesso Governo che si professa amico degli agricoltori, ma è il primo che gli ha messo le mani in tasca, tassandoli. Nella legge di bilancio, infatti, avete abolito l'esenzione Irpef per il settore agricolo e così le rendite catastali tornano a essere imponibili e rivalutate del 70 per cento, per quanto riguarda il reddito agrario, e dell'80 per cento per quanto riguarda il reddito dominicale. E, anche peggio, escludete dalle agevolazioni del reddito agricolo quello proveniente dai canoni delle rinnovabili, che così non saranno più agevolati. Non solo, avete cancellato l'esenzione contributiva di due anni per gli imprenditori di età inferiore ai quarant'anni, alla faccia del sostegno ai giovani. Ancora una volta, siete il Governo degli annunci, delle mancette, un Governo impegnatissimo a raccontare falsità, ad autocelebrarsi sulla stampa amica, a sottrarsi al confronto democratico in Aula e a censurare il giornalismo indipendente e di inchiesta. Questo è il vostro ennesimo provvedimento di facciata che, nella sostanza, nuoce.

Noi che abbiamo a cuore le sorti del Paese e del settore agricolo, abbiamo cercato di modificare questo decreto e lo abbiamo fatto ascoltando gli agricoltori, le organizzazioni di categoria, chi vive ogni giorno la difficoltà di affrontare la transizione ecologica, con mezzi propri, con risorse che anche la PAC riduce. Noi volevamo valorizzare le imprese agricole che producono da fonti di energie rinnovabili, che concorrono al progetto di transizione ecologica ed energetica e al contrasto al cambiamento climatico, ma voi avete bocciato anche questo emendamento.

Noi volevamo inserire nel decreto la produzione di energia elettrica e calorica da fonti agroforestali e fotovoltaiche di carburanti e prodotti chimici di origine agroforestali. Ma nulla, niente, anche questo bocciato.

Il contributo del settore agricolo alla transizione energetica verde deve trovare un solido sostegno di tipo normativo nel quadro della definizione della figura di imprenditore agricolo. Le fonti fotovoltaiche in ambito agricolo come l'agrivoltaico e i parchi agrisolari dovrebbero essere incentivati anche a livello nazionale, come, d'altra parte, viene fatto anche a livello comunitario, con apposite misure di intervento nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Potevano, dunque, essere maturi i tempi per attribuire all'imprenditore agricolo anche la veste di imprenditore energetico, nell'ambito della disciplina civilistica di riferimento, attraverso l'uso delle strutture aziendali come le coperture, ad esempio, dei fabbricati, che sono diversi in ambito agricolo e degli stessi terreni, ma anche questa richiesta è stata bocciata.

Dobbiamo includere anche le imprese agricole a forte consumo di energia elettrica nelle misure di incentivazione introdotte per promuovere l'autoproduzione di energia rinnovabile nei settori energivori, ma non ne volete sapere. Anche questo emendamento è stato bocciato.

Bisogna dare la definizione corretta di aree idonee all'insediamento di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Servono dati per questo a supporto, indispensabili sia per accelerare lo sviluppo delle rinnovabili sia per garantire un equilibrato inserimento nel territorio e, soprattutto, nelle aree agricole. È indispensabile procedere rapidamente nell'identificazione delle superfici e aree compromesse delle aree abbandonate, delle aree marginali, dei terreni improduttivi, in modo da assicurare priorità nel loro utilizzo.

Dobbiamo conoscere l'ammontare delle superfici non agricole a livello regionale, nonché delle superfici delle altre aree utilizzabili, come, ad esempio, le superfici e le aree industriali dismesse, le aree abbandonate marginali, quali le aree non classificate sottoposte ad attività abusive, terreni improduttivi, discariche, aree contaminate ed ex aree militari. Ciò permetterebbe di guidare in modo più coerente lo sviluppo dei grandi impianti, utilizzando prioritariamente le aree non agricole, ma evidentemente si preferisce, anche qui, consumare terreno agricolo. D'altra parte, siete il Governo che taglia le tasse a chi ha accumulato miliardi di extraprofitti durante la crisi energetica. Uno schiaffo a chi, nel Paese e nelle aziende agricole, non riusciva a pagare le bollette dell'energia elettrica.