Dichiarazione di voto
Data: 
Giovedì, 29 Maggio, 2025
Nome: 
Simona Bonafè

A.C. 2355

Grazie Presidente. In questa maratona, che è iniziata ieri e che continuerà anche tutto il giorno di oggi, noi vogliamo esprimere il nostro più fermo parere contrario a questo provvedimento, a questo decreto, che è un inutile decreto che non servirà a garantire la sicurezza del nostro Paese, ma è anche pericoloso per le libertà costituzionali e del resto, come abbiamo detto più volte, le urgenze del Paese per noi sono altre.

L'urgenza del Paese, per noi, è il fatto che abbiamo una produzione industriale ferma da 24 mesi. L'urgenza del Paese, per noi, è il fatto che ci sono 60.000 persone che l'anno scorso, laureate, sono uscite dall'Italia perché in Italia non trovano prospettive di crescita. Per noi, l'urgenza è quella di mettere un freno al rincaro del costo dell'energia, che penalizza le nostre imprese. Per noi, le emergenze sono quelle di affrontare il tema del lavoro povero, degli stipendi più bassi d'Europa che ci sono in Italia. Per noi, le urgenze sono quelle del numero di occupati più basso in Italia che nel resto d'Europa. Queste per noi sono le emergenze delle quali il Governo si sarebbe dovuto occupare in questi tre anni e, invece, che cosa è successo in questi tre anni?

Che ci siamo trovati - e questo è l'ultimo in ordine di tempo - una serie infinita di decreti che avevano come titolo sicurezza, sicurezza e ordine pubblico, sicurezza e immigrazione, perché questa è la vostra coperta di Linus: non affrontare le emergenze e i temi veri che riguardano i problemi del Paese. La sicurezza è la vostra comfort zone: siccome non riuscite ad affrontare le questioni che riguardano l'economia del Paese, i problemi sociali del Paese, allora che cosa fate? Date in pasto al vostro elettorato il tema che a voi è più caro, il tema della sicurezza.

Guardate, lo dicevano ieri i colleghi e lo voglio ripetere anche in questa circostanza: la sicurezza non è di destra; anche per noi la sicurezza è un bene fondamentale, un bene tutelato dalla Costituzione. Però, la sicurezza non si garantisce come state facendo voi, perché per voi sicurezza è aumentare il numero dei reati, aumentare il numero delle pene, mettere in campo aggravanti del tutto illogiche e non affrontare la sicurezza sul piano della prevenzione, cioè non affrontarla, per esempio, mettendo in condizione i comuni italiani di poter far fronte alle esigenze sociali.

Invece, che cosa avete fatto? Avete tagliato profondamente i bilanci dei comuni non solo in questo anno ma nei prossimi cinque e, anzi, nei prossimi sette anni i comuni si vedranno decurtare importantissime risorse proprio per far fronte alle questioni che riguardano anche la sicurezza, perché per noi sicurezza sono, appunto, non solo le politiche sociali dei comuni, ma sono anche, per esempio, interventi di riqualificazione urbana. I comuni non avranno, una volta che sarà finito il Piano nazionale di ripresa e resilienza - su cui magari, prima o poi, ci farete capire a che punto siamo, visto che il prossimo anno scade -, una volta, dicevo, che saranno finite le risorse del PNRR che possono investire i comuni non avranno, per esempio, le risorse per fare altro.

L'abbiamo detto più volte: aumentare il numero delle pene e aumentare il numero dei reati di certo non significa affrontare i temi della sicurezza, ma soprattutto non significa affrontare i temi della sicurezza quando si mettono in campo aggravanti, rispetto a un reato, che peraltro sono anche del tutto illogiche. Ieri non c'era il Sottosegretario Molteni, ma cercavo di capire e di farmi spiegare - non ce l'ho fatta in Commissione e nemmeno da lei, Sottosegretario, e questo mi spiace - perché avete inserito un'aggravante per un reato che viene commesso in una stazione ferroviaria o, ancora peggio, nelle immediate vicinanze, senza peraltro definire quali siano queste immediate vicinanze, adiacenze. Insomma, cos'è: 500 metri? Un chilometro? Ecco, è lasciato del tutto indeterminato.

Ma soprattutto è illogico. Perché un furto che viene commesso in una stazione deve essere punito di più di un furto che viene commesso in un ospedale o in una scuola? Ma perché una violenza che viene fatta in una stazione deve essere punita di più della stessa violenza - la stessa violenza! - che viene fatta in un parco pubblico? Spiegatecelo, perché queste cose sono davvero illogiche, non hanno un senso al mondo, se non quello di alimentare, appunto, il vostro populismo e il vostro modo demagogico e propagandistico di avere a che fare con i temi della sicurezza.

Ma voi con questo decreto siete riusciti a fare di più e lo diceva prima il collega Casu molto bene. Siete riusciti a mettere in carcere i bambini al di sotto dei 3 anni, figli di madri che giustamente - lo diciamo - se sono state condannate devono scontare la pena e ci mancherebbe. Ma hanno dei figli fino a 3 anni e stiamo parlando di 20 donne. Ma possibile che non riusciate, che lo Stato non riesca a garantire a 20 donne una soluzione alternativa per scontare la pena che non permetta a quei bambini di vivere i primi anni di vita fra le sbarre - fra le sbarre! - e in mezzo alla Polizia penitenziaria (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)? Questa è disumanità.

E non solo. Anche qui, insomma, c'è un settore che in Italia, tra i mille in difficoltà, tra i mille del made in Italy su cui non state facendo assolutamente niente, stava funzionando, che era quello della canapa industriale e dall'oggi al domani avete fatto chiudere 3.000 aziende e avete mandato a casa 15.000 persone, perché stiamo parlando di una realtà che occupava 15.000 posti di lavoro, il tutto, anche lì, per la vostra furia ideologica, perché in tutta Europa si produrrà canapa industriale e l'unico Paese nel quale non si produrrà - e qui vedremo anche che cosa succederà in Europa - è l'Italia. Quindi, mettendoci anche fuori dal mercato unico europeo, noi saremo il Paese nel quale in questo settore non si potrà più investire. Ripeto: si trattava e si tratta di un settore che era in crescita, di un settore nel quale tanti giovani avevano visto nuove opportunità di sviluppo e avevano investito. Dall'oggi al domani lo chiudete, per motivi ideologici, senza prevedere un periodo di transizione e anche senza prevedere ristori per questi poveri ragazzi, che si sono accollati degli investimenti importanti che ipotecheranno il loro futuro. Dunque, avete pensato - anche lì, senza ristori - più alla vostra furia ideologica che alla garanzia di queste nuove generazioni.

Noi ce lo domandiamo e ce lo continueremo a domandare. Probabilmente, rimarranno domande che resteranno qui, perché un'interlocuzione vera in questi mesi non c'è stata e non c'è stata, purtroppo, nemmeno in Commissione e, del resto, questo è un decreto che nasce con forzature su forzature, perché prima dicevo che i problemi, le priorità e le emergenze del Paese sono ben altri e non quelle di un decreto che, peraltro, arriva quando c'era già un disegno di legge governativo in discussione da un anno - quindi, spiegatemi voi qual era l'emergenza - e avete pensato bene nell'ultimo miglio, prima che andasse in Aula al Senato, di tirare fuori un decreto che sostanzialmente è un copia e incolla di quel disegno di legge governativo. Quindi, c'è da dire che avete un concetto dell'emergenza, della necessità e dell'urgenza che è molto soggettivo.

Però, questa è la dimostrazione che agite sulla propaganda, agite sulla emozionalità del momento e non avete una visione di garanzia e di sicurezza del Paese e questi sono i motivi per i quali noi continueremo a dare battaglia su questo decreto. La daremo anche oggi nelle dichiarazioni di voto e continueremo a spiegare ai cittadini che la sicurezza è importante, ma che aumentare le pene, aumentare i reati e mettere delle aggravanti illogiche non migliora la qualità della vita, ma anzi peggiora l'esercizio delle libertà costituzionali nel nostro Paese.