A.C. 2355
Grazie, Presidente e onorevoli colleghe e colleghi. Naturalmente mi riferisco alle colleghe e ai colleghi dell'opposizione, perché sto parlando - questo per chi ci ascolta - davanti a dei banchi praticamente vuoti delle forze di maggioranza e a un volenteroso Sottosegretario, che è qui che ci ascolta in completa e beata solitudine. Questo per dire che si è un po' mortificati, francamente, da questo dibattito su un tema che dovrebbe starvi particolarmente a cuore, ma così non è.
Inizio con il dire che - un anno fa eravamo in questa stessa Aula - siamo davanti ad un tragico déjà-vu, perché noi ci troviamo a discutere esattamente, con pochissime variazioni, lo stesso testo che abbiamo discusso lo scorso anno. Ve lo ricordate il film, quello lì sul giorno della marmotta, “Ricomincio da capo”? Ecco è un po'così: il protagonista si svegliava sempre alla stessa ora, sempre con la stessa musica, la stessa musica che suonate - che tra l'altro a noi è andata un po'a nausea - perché gli argomenti sono piuttosto delicati e entrano poi nella carne viva delle persone - lo vedremo - e con però zero modifiche, o pochissime modifiche, che in alcuni casi guardate - se è possibile - sono riuscite addirittura a peggiorarlo il testo che abbiamo analizzato un anno fa.
Quindi, in questo anno che è intercorso, voi l'unica cosa che avete fatto, è stato svilire ulteriormente il Parlamento e il dibattito parlamentare, ma su questo non torno perché prima e meglio di me sono venuti i colleghi Bonafè e Gianassi che ci hanno ricordato quanto questo provvedimento non ha in sé né i caratteri di necessità, né urgenza e che, dunque, questa tagliola che avete imposto sia nella discussione in Commissione, che poi in tutte le altre, insomma nell'iter, proprio non era necessaria.
Vorrei solamente dire che noi siamo davanti a questo pacchetto eterogeneo di norme, che non mi sarà possibile esaminare, e mi concentrerò su quelle che, maggiormente, trovo gravi e lesive dello Stato di diritto. Ci troviamo davanti a queste norme che vanno dal reato di resistenza passiva, in cui voi volete di fatto criminalizzare il dissenso, e lo fate, a norme gravissime che riguardano, appunto, le detenute madri.
Lo fate in un clima - perché poi uno vorrebbe ogni volta non tornare indietro, però è un po' complicato non farlo - in cui noi sono 3 anni che siamo costretti a parlare del nulla.
E prima era il decreto Rave e poi dopo sono stati provvedimenti del decreto Caivano, che non hanno in nessun modo risolto quelli che erano i problemi di questo di questo Paese. Il decreto Caivano addirittura aveva l'ambizione di rivolgersi ai giovani, non ha fatto nulla se non - anche lì - aumentare le pene e creare maggiori difficoltà. Penso che sulla vicenda delle detenute madri come ho avuto - e io mi concentrerò su questo - modo di dire durante la discussione in Commissione, voi davvero non c'entrate l'obiettivo, anzi fate di peggio, toccate toccato il fondo.
Perché, guardi, la differenza sostanziale tra quella che è la nostra posizione e quella che è la vostra posizione, su cui a me sarebbe piaciuto davvero potermi confrontare anche in un dibattito sereno, così come dovrebbe essere poi tra forze parlamentari che la pensano anche in modo diverso, è qual è la cosa che si mette al centro, in questa discussione. Perché dal nostro punto di vista, dal punto di vista del Partito Democratico, quello che deve sempre rimanere al centro della discussione e del baricentro del diritto è l'interesse supremo del minore.
È molto semplice, guardate, tutta questa discussione noi dobbiamo capire da quale punto di vista farla partire, e la destra ha scelto di farla partire da tutt'altro obiettivo, da tutt'altro punto di partenza, perché per la destra l'obiettivo è quello - ma non lo dico io, su questo posso essere suffragata da tantissimi interventi dei membri di Commissione, dai colleghi parlamentari - delle donne rom. Cioè noi, per la prima volta, facciamo una legge per colpevolizzare, per criminalizzare un'etnia, una cosa che io reputo che non sia mai avvenuta nel nostro Paese e che io penso dovrebbe essere assolutamente fuori da quello che è lo Stato di diritto.
Lo dico perché ho ascoltato incuriosita - utilizzerò questo termine - alcuni degli interventi di chi mi ha preceduta dove viene accusata l'opposizione di aver detto delle falsità, delle menzogne, ma penso che le bugie stiano arrivando, tutte e soltanto, dalla maggioranza che governa questo Paese. Perché, vede, il cambio repentino rispetto a quello che doveva essere il trattamento delle detenute madri e dei figli al seguito, non ce l'ha mica avuto il Partito Democratico. Il Partito Democratico sono anni che ha la stessa posizione: noi reputiamo che i bambini debbano andare all'interno delle case famiglia, perché pensiamo - e lo dico con chiarezza, così una volta per tutte forse vi entra nella testa - noi pensiamo che i bambini non debbano entrare all'interno delle carceri è chiaro questo? Quindi nessuno dia letture che non sono reali, noi pensiamo questo.
Qui, chi ha cambiato idea, sono le forze di maggioranza, che prima hanno votato a favore di un provvedimento che chiedeva la creazione di nuove case famiglia, rimpinguando anche quello che era il fondo e poi oggi qui, che cosa fa? Un passetto indietro rispetto al primo decreto lo fa, perché naturalmente con l'imbarazzo che ha provato Forza Italia, una pur minima risposta dovevano dargliela.
Ma la pezza è peggiore del buco, perché che cosa viene detto? Viene detto: allora sapete che c'è? Per dare il contentino a Forza Italia - o coloro i quali si sentono feriti da questa norma - noi diciamo che le donne incinte o con figli che hanno meno di 1 anno - quindi parliamo di bambini dagli 0 mesi a 1 anno - non andranno all'interno delle carceri, delle sezioni nido all'interno delle carceri, ma andranno negli ICAM.
La cosa interessante, che io osservo, è che voi su questo siete sollevati, le vostre coscienze sono sollevate, e io mi sono domandata il perché. Perché come si può essere sollevati dal mandare un bambino in un ICAM? Semplicemente perché negli ICAM non ci siete mai stati, non li conoscete, perché altrimenti sapreste che gli ICAM, che sono Istituti a custodia attenuata per detenute madri, altro non sono - cari colleghe e cari colleghi - delle carceri a colori, ma le sbarre ci sono. Rese forse con concolori più familiari per un bambino? Sì, ma guardate che il fatto che i colori siano tenui non significa che non siano delle carceri a tutti i livelli, tant'è che c'è la Polizia penitenziaria. Di questo stiamo parlando.
E quando voi dite: questo è un bel segnale, non lo è affatto, perché un minore non dovrebbe andarci in carcere e fate peggio, perché guardate che neanche il codice Rocco era arrivata a tanto, noi ve l'abbiamo detto più e più volte. Il codice Rocco prevedeva che le donne con i minori in carcere non dovevano andarci, ma perché? Perché aveva al centro quello che era l'interesse del minore, cosa che invece voi state continuamente e volutamente rimuovendo da questa legge che ci state facendo votare. E fate di peggio perché poi, siccome questa destra ci ha abituato che al peggio non c'è mai fine, che cosa accade?
Qualora una madre avesse un atteggiamento, nel momento della sua detenzione in un ICAM, che potrebbe compromettere l'ordine e la sicurezza - questo sempre perché le norme devono essere chiare e precise, l'ordine e la sicurezza non si capisce, non viene neanche spiegato in che modo, come e dove - qual è la soluzione che le donne, le madri, le cristiane mettono in campo? Togliamo il figlio alla madre. Complimenti! Complimenti veramente! Complimenti, perché in un colpo solo non soltanto state calpestando la Dichiarazione ONU dei diritti del fanciullo, che prevede che l'interesse supremo del minore debba essere messo sopra a tutto, non soltanto non prendete in debita considerazione quello che fu il monito che fu mandato dallo stesso Papa Francesco, addirittura lui parlava della detenzione dei minori, non dei lattanti - perché qui si parla di bambini, a 4 mesi ancora non hanno i denti e non hanno fatto neanche la dentizione, però il carcere sembra essere un luogo adatto ad ospitarli, anche per quella fascia d'età voi prevedete che vada bene -, non soltanto non prendete in debita considerazione quelli che sono gli appelli che sono arrivati, ma continuate in modo ottuso a raccontare al Paese una verità che non esiste.
Le donne detenute in Italia con i figli sono 11, Presidente. Allora mi si dirà: sono così poche perché non c'è il nostro provvedimento che ne chiuderà in carcere, insieme ai figli, centinaia. Bene, allora sapete che novità c'è? Dovete fare gli ICAM perché in questo Paese ce ne sono 4 e, grazie allo straordinario lavoro del Ministro Nordio, l'ICAM di Lauro non sappiamo neanche che fine ha fatto, perché, delle 3 detenute che c'erano, 3 sono state trasferite al nord Italia. Non è così che si affrontano le questioni che riguardano i minori. Non è così che si affrontano le questioni che riguardano i minori. Penso davvero che vi dovreste vergognare.