Dichiarazione di voto
Data: 
Giovedì, 29 Maggio, 2025
Nome: 
Andrea Gnassi

A.C. 2355

Grazie, Presidente. Come è stato detto, il provvedimento di cui parliamo ha un obiettivo molto chiaro: dichiara la volontà del Governo di provare ad accelerare. Ma su cosa? Avete la necessità, il Governo ha la necessità di dare in pasto all'opinione pubblica l'idea di un Governo che si occupa di sicurezza. Sì, perché essendo carenti oggettivamente, dati alla mano, numeri alla mano, essendo fallimentari i risultati, l'azione del contrasto alla criminalità, essendo assente ogni reale rafforzamento di personale, mezzi e strumenti delle Forze dell'ordine, era necessario fare la faccia feroce.

Cioè, dovevate dire qualcosa al Paese perché, tra l'altro, siete incalzati dal sistema delle comunicazioni, dai talk show ai quali partecipate e nei quali non riuscite più ad arginare l'ondata di dati che vi vengono sottoposti.

 Lo dicevano prima alcuni colleghi: è la prima volta, dal 2014, che i reati, quelli gravi, quelli di sangue, nel 2023 aumentano rispetto al 2022 e nel 2024 aumentano rispetto al 2023. Avete fatto un decreto. Siete scappati da un confronto. Guardate che chi vi parla da questi banchi rappresenta un'opposizione che ha la consapevolezza che la sicurezza è uno di quei temi che tengono insieme un Paese, come la scuola, come la sanità. Sulla sicurezza ci si confronta, ci si confronta con l'architettura istituzionale del Paese, con le regioni, con i sindaci, con i giuristi, con i costituzionalisti. E invece voi siete scappati perché, probabilmente, in queste ore, già questa sera, domani, dovrete andare in qualche talk show a dire che avete fatto la faccia feroce. E la faccia feroce sono 14 nuove fattispecie di reati, quelli che mettono - come abbiamo detto - in galera i bimbi per gli errori e le colpe delle madri; quelli che impediscono agli studenti di una scuola o di un liceo qualunque - ma non avete fatto le scuole anche voi? - di manifestare la propria opinione, perché, magari, andando in strada, intralciano il traffico, il passaggio delle auto. Così come gli operai, invisibili, travolti dai processi di globalizzazione industriale e tecnologica, che per farsi vedere non hanno altro che, magari, fare un picchetto di fronte ad una fabbrica. E, grazie a quel picchetto, magari, sollevano il tema e ci si occupa della questione: si avviano tavoli di crisi con il Governo, le regioni e i comuni e, magari, si risolvono - come a Pomigliano e a Napoli - alcuni problemi di quei lavoratori.

Voi introducete il reato di espressione delle opinioni se queste sono manifestate in una strada. L'assembramento: chi fa questo può essere punito fino a due anni. Ecco la faccia feroce. Però, poi, ci sono i dati, che vi pongono davanti anche i vostri sindaci, Sottosegretario Molteni. Il rafforzamento degli organici delle Forze dell'ordine e di polizia è una bufala, perché aumentate gli organici, ma non considerati i pensionamenti. Siamo dentro una stagione estiva; l'Italia ha 8.000 chilometri di costa, ha città d'arte: tutte le città italiane a vocazione turistica aspettano un segnale per i rinforzi estivi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), quando le città passano con un moltiplicatore da 1 a 10 abitanti. Avete introdotto dei reati rispetto ai quali, i sindaci, nei comitati per l'ordine e la sicurezza pubblica, non sapranno poi più come gestire pezzi di quartiere e di comunità.

Un reato che viene commesso davanti a una stazione vale “X” e un reato che viene commesso 200 metri più in là non vale come quel reato commesso davanti alla stazione: avete introdotto un reato che cambia a seconda del luogo, non viene giudicato per l'efferatezza.

Insomma, non sapete da che parte prenderlo questo tema della sicurezza. Noi vi avevamo proposto un patto repubblicano sulla sicurezza. Anzi, avreste dovuto avere il coraggio di incalzare l'opposizione ad entrare nel merito delle proposte, perché solo entrando nel merito delle proposte, con una visione, si possono dare risposte sensate. Ed è qui che oggi dovete essere giudicati su un record che siete riusciti a mettere insieme: l'aumento della popolazione carceraria - 62.000 rispetto ai 54.000 detenuti di quando vi siete insediati, 8.000 detenuti in più -, l'aumento dei crimini commessi e introducete l'aumento delle fattispecie di reato. Ma dove volete andare con questa spirale, con questo sistema che auto-genera crimine, detenuti e aumenta le recidive? Manca una visione complessa, manca un'idea di sicurezza.

Sottosegretario, lei ha fatto l'amministratore, lei sa cosa vuol dire intervenire sulla qualità urbana, sulla sicurezza urbana, con sistemi anche di telecontrollo, digitali, con le telecamere, cosa vuol dire riqualificare una piazza ed essere intransigenti con il crimine, con presidi di Forze dell'ordine che sono visibili e che si affiancano a reti di comunità. Niente di tutto questo. Non avete neanche voluto provare ad investire sulle cause del degrado. Una punizione certa e rapida - certo - per chi delinque e un rafforzamento delle Forze dell'ordine, ma anche, ad esempio, un sistema di recupero e integrazione nella società. Ma li guardate i tassi di recidiva di chi esce dal carcere?

Persone spogliate di dignità, persone che non hanno futuro, escono dalle carceri per ricommettere reato.

Guardi Presidente, Sottosegretario, il Paese è molto più ricco e articolato di come lo dipingete, è molto più vario della paura che volete infondere. C'è una parola bellissima che si chiama sussidiarietà, cooperazione.

Ci possono essere luoghi e centri alternativi al carcere tradizionale, dove si investe sulla capability, sull'abilità delle persone, per reimmetterle nella società investendo sulla loro dignità, facendo sì che il loro errore si possa trasformare in una risorsa, in un aiuto.

Tutte le volte che si investe su questi luoghi e centri vediamo che il tasso di recidiva è dell'8 per cento, il tasso di recidiva dei reati commessi per chi esce dal carcere tradizionale, da queste gabbie sudamericane, è del 75 per cento.

Gabbie sudamericane nelle quali poi, tra l'altro, fate la faccia feroce, costruendo meccanismi di separazione, l'abbiamo detto, nella società. Attenzione a quella propaganda.

Gabbie sudamericane dove dovete mettere i disperati, gli immigrati. Attenzione, perché non è solo la propaganda che vi consente di passare il pomeriggio e al Ministro Salvini di fare il suo tweet.

Ministro Salvini che, sulla base, tra l'altro, delle proteste degli enti locali, dei comuni, ha fatto, sembra, un passo indietro sul taglio delle risorse per la manutenzione delle strade  delle province italiane.

Farete un passo indietro, per questo vi abbiamo chiesto di venire qui tra sei mesi, per verificare se quei numeri - 62.000 detenuti, i reati in aumento - possono cambiare con questo decreto. Noi ovviamente crediamo di no, perché la tendenza dei vostri provvedimenti ha creato esattamente il disastro di cui oggi, dati alla mano, noi parliamo.

Vi abbiamo chiesto e vi chiediamo di venire qui, tra sei mesi, e non ci troverete contenti alla verifica degli errori che, molto probabilmente dal nostro punto, di vista potremmo ancora constatare. Ci troverete solidi, seri, nelle proposte per dare al Paese quel patto repubblicano sulla sicurezza che merita.

Una sicurezza che voi, con i vostri provvedimenti, dati alla mano, oggi avete tolto.