Grazie, signora Presidente. Ministro Piantedosi, io sono venuto qua, oggi, senza preconcetti, con idee chiare ma senza preconcetti, perché ho sperato fino all'ultimo momento che avrei sentito dalla sua bocca parole di responsabilità e che lei qua sarebbe venuto a rappresentare l'uomo di Stato, che incarna in sé i valori democratici, rappresentante di quell'equilibrio assolutamente necessario per condurre un Paese democratico e per rivestire un incarico così importante, così cruciale, come quello di Ministro dell'Interno, punto di equilibrio dello Stato e del Governo.
Quello che ho sentito, purtroppo, ancora una volta, mi ha completamente disilluso. Lei è venuto qui, ancora una volta, non a richiamare all'unità di intenti, se non solamente in maniera ipocrita - perché il tema dell'ipocrisia è centrale nel suo intervento e in alcune comunicazioni che abbiamo sentito in queste settimane -, ma per fare propaganda, per strumentalizzare un fatto gravissimo che si è verificato in una nostra città.
E qui, guardate, io mi faccio violenza e sospendo per un attimo il giudizio su quello che avete detto lei e suoi colleghi, perché non voglio sporcare il ricordo e la dichiarazione di vicinanza e di solidarietà che il mio gruppo - e credo tutta quest'Aula - deve giustamente tributare a quelle persone , rappresentanti delle Forze dell'ordine, poliziotti, finanzieri e carabinieri che ancora una volta si sono sacrificati e messi in pericolo per difendere le libertà fondamentali garantite dalla Costituzione. Quelle libertà fondamentali che voi mettete a rischio ogni volta che intervenite nel modo che lei adesso ha provato ad accennare, modificando le regole.
Perché lei è venuto qua non a difendere quelle donne e quegli uomini che portano una divisa, che in quella situazione molto complicata della gestione dell'ordine pubblico devono tutelare due diritti: il diritto a manifestare e a manifestare il proprio dissenso - mi dispiace per lei, anche contro il suo Governo - e, dall'altro lato, il fatto che le persone che vi partecipano lo possano fare in una condizione di sicurezza, in una manifestazione pacifica e senz'armi, come dice l'articolo 17.
È un compito molto difficile, è un compito dove si può sbagliare, dove si può non riuscire a raggiungere gli obiettivi, ma guardate che quelle persone che vanno in manifestazione si fidano delle Forze dell'ordine. Si fidano, perché sono sicure che sono lì a rappresentarle.
Io invece, a maggior ragione adesso, non sono per nulla sicuro che ci si possa fidare di voi , perché voi usate ogni occasione per strumentalizzare le persone perbene che esercitano un proprio diritto democratico.
In riferimento alla manifestazione lei ha detto: la questura riferisce di 20.000 persone. Sappiamo che le questure sono un po' strette sui numeri, e già 20.000 di loro sarebbero tantissimi. Lei ha disegnato quelle 20.000 persone come se fossero dei delinquenti, tutti. Tutti raccontati come se fossero dei criminali che aiutano altri criminali. Lì c'erano decine di migliaia di persone che lottavano per le proprie idee, e mi dispiace se lo hanno fatto contro il Governo.
Guardi che se lei prova a rappresentare queste persone in questo modo e prova, come ha fatto, a raccontare quella manifestazione come illegittima, significa che lei vuole sindacare sul fatto che una manifestazione convocata in maniera pacifica si possa tenere o no. Mi dispiace, voi non avete questo diritto, e per fortuna. E noi siamo qui a difendere, a difendere con tutte le nostre forze, invece, quelle persone che fanno vivere la democrazia, in tutti i suoi aspetti. E voi, invece, criminalizzate, non solamente chi c'era, voi lì avete criminalizzato anche intere forze politiche; avete provato, con parole di un vostro Ministro, a criminalizzare - l'ho sentito con le mie orecchie - l'intera sinistra. Voi state provando a criminalizzare milioni di persone, che si riconoscono in valori forti che sono alla base della nostra Repubblica. Questo voi provate a fare e questo è assolutamente inaccettabile.
E lo abbiamo sentito, lei se l'è risparmiata Ministro, l'ha fatto dire a qualcun altro. Siete riusciti, anche in questa sede, ad attaccare la magistratura. Un attacco preventivo alla magistratura per quello che avrebbe potuto o non avrebbe potuto fare. Siete in campagna elettorale permanente. Avete l'ossessione del referendum e del vostro racconto, verso i cittadini, di tutti contro tutti. Passate il tempo a trovare responsabili, cercate sempre capri espiatori: o è la sinistra o sono i Governi precedenti o sono i manifestanti o è la magistratura. Avete provato, in questi giorni, anche a criminalizzare e a dare la responsabilità di qualsiasi crimine ai giovani, alle giovani generazioni. Uno Stato che pensa di avere i propri giovani come nemico è uno Stato che non ha futuro. È un Paese che non ha futuro. Voi state negando il futuro a questo Paese. Invece di risolvere i problemi, voi provate, ogni volta, a strumentalizzarli. Allora vi dico una cosa: lei, Ministro ha trovato il tempo - e chiudo -, in questo periodo, di fare anche un libro, che dice Dalla parte delle divise. Guardate, il tema non è essere dalla parte delle divise, ma essere con le donne e con gli uomini che vestono quelle divise e che devono essere difesi, ma, soprattutto, devono essere trattati con dignità. Esattamente il contrario di quello che fate voi quando negate risorse, quando negate vere tutele, quando usate quelle donne e quegli uomini solo per la propaganda e non nell'interesse loro e dell'intero Paese.