Grazie, Presidente, Ministro Tajani, colleghe e colleghi. Giovanni, Achille, Emanuele, Chiara, Riccardo, Sofia, non ci sono più. Erano a festeggiare la fine dell'anno come milioni di ragazzi e ragazze della loro età, inconsapevoli del destino che li aspettava.
Rispetto a questa vicenda noi siamo frastornati, increduli, addolorati, inorriditi per tutte le immagini che abbiamo visto e ogni giorno che passa, purtroppo, ci rivela verità inaccettabili. Quaranta le vittime. La metà minorenni. I più giovani avevano 14, 15 anni. Ventuno erano di nazionalità svizzera, nove francesi, sei italiani, un belga, un rumeno, un portoghese, un turco.
Ci stringiamo con il massimo rispetto e deferenza al dolore delle famiglie (Applausi).
È evidente che qualcosa non ha funzionato. Qualcosa non è stata gestita come andava gestita. Siamo dinanzi a delle colpe o a del dolo, e come giustamente ha sottolineato lei, Ministro, non spetta a noi stabilirlo. Ma certamente non faremo mancare l'attenzione massima su questa vicenda, perché le famiglie e il Paese chiedono di conoscere la verità, chiedono sia fatta giustizia.
Più di ogni altra cosa, però - mi sia consentito sottolinearlo -, non hanno funzionato i controlli. Ci saremmo aspettati delle scuse dal sindaco al terzo mandato e, probabilmente, ci aspetteremo che tragga le conseguenze di questo suo comportamento. E sia chiaro, le responsabilità in questa vicenda sono personali. Non esiste Stato, Nazione migliore dell'altra, ma vanno perseguite le responsabilità personali e noi pretendiamo chiarezza.
Tuttavia, ci sono stati anche dei comportamenti che ci fanno dire grazie. Grazie al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per averci rappresentato durante i funerali di Martigny; al Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni per aver voluto un momento di raccoglimento di tutta la politica, di tutto il Paese; a lei Ministro Tajani per quanto fatto e, soprattutto, per come l'ha fatto. Ci ha colpito molto vedere le immagini nella sua prima dichiarazione, quando ci ha detto: “io sono qui come padre, come nonno”. Abbiamo apprezzato molto e la ringraziamo per questo. È un grazie - e chiudo Presidente - al nostro ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, alla console generale di Ginevra Nicoletta Piccirillo, a tutto il consolato, a tutti i membri dell'Ambasciata e, soprattutto, un grazie agli operatori sanitari e ai medici del Niguarda. E voglio chiudere con le parole, Presidente, di Aline Morisoli, sopravvissuta, pronunciate a Martigny durante la cerimonia di omaggio alle vittime: “non si possono aggiungere giorni alla vita, ma si può aggiungere vita ai giorni”. E, per questa ragione - come lei giustamente ricordava, Ministro Tajani - affinché queste tragedie non abbiano più a ripetersi, noi abbiamo l'obbligo di intervenire, anche dal punto di vista normativo, di sollecitare anche la parte svizzera affinché si intervenga con le leggi, con il diritto, con la norma, affinché non accada mai più una tragedia come questa.