Mozione
Data: 
Giovedì, 15 Ottobre, 2015
Nome: 
Donata Lenzi

Grazie, Presidente. Vorrei ricordare che noi abbiamo alle spalle tre anni molto difficili che hanno visto non solo la contrazione della spesa pubblica sanitaria ma anche, per la prima volta dopo decenni, una riduzione netta del finanziamento e questo è avvenuto negli anni 2012-2013, in parte nel 2014. La sanità, per chi se ne intende e per tutti i colleghi che se ne occupano, sappiamo bene, tende ad aumentare la spesa sanitaria per fattori endogeni (nuove tecnologie, nuovi farmaci, invecchiamento della popolazione, nuove patologie) di circa il 2 per cento all'anno. Quando si trova di fronte ad una riduzione dello stanziamento inevitabilmente il sistema va in crisi. 
Eppure ciò nonostante – l'abbiamo ricordato nella nostra mozione – l'OCSE ha ribadito, anche nel 2015, che il nostro Sistema sanitario nei dati oggettivi delle condizioni di salute della popolazione è ancora uno dei migliori al mondo e sta diventando uno dei più sobri al mondo, visto che spendiamo circa 3.000 dollari pro capite a fronte dei 4.600 della Germania e dei 4.100 della Francia. Allora il contenimento della spesa sanitaria ha trovato la sua ragione nella crisi economica e finanziaria che abbiamo attraversato. 
Si è ridotto il PIL, il prodotto interno lordo, si è ridotto il complesso della spesa pubblica, si è ridotta e contratta la spesa sanitaria ma se in questo momento, come noi riteniamo, ci sono veri segnali di ripresa, allora anche la sanità deve tornare ad avere un segno positivo e questo deve avvenire non solo per rispondere all'aumento dei bisogni di salute e al diritto alle cure ma perché fa bene al Paese. La sanità è uno dei pochissimi settori imprenditoriali in cui siamo certi che nel futuro ci sarà crescita e ci sarà lavoro, uno dei pochissimi settori ad alta intensità di lavoro. Biotecnologie e informatica farmaceutica, la ricerca in generale: in tutti questi settori gli altri Paesi stanno investendo e noi dobbiamo continuare ad essere presenti. 
Lo dico non per trascurare i bisogni dei malati e avere attenzione all'impegno e al sacrificio degli operatori, ma per ricordarci che la sanità è molto, molto, molto importante per il sistema Italia. I colleghi hanno elencato sprechi ed illegalità. Su questo c’è un recupero da fare ma tutte le volte che lo sento dire prego sempre che il Ragioniere generale dello Stato non ci stia ascoltando perché altrimenti trova ulteriori ragioni per ridurre il Fondo sanitario. Allora dobbiamo dire che questi sprechi sono stati pagati soprattutto dalla contrazione degli interventi nella materia della prevenzione, dello screening, dai buchi della rete assistenziale in materia di non autosufficienza e di salute mentale, che è la nuova frontiera che ci segnala l'OMS. 
Per tutti questi motivi, dobbiamo continuare ad investire in sanità. La lotta agli sprechi, il recupero di efficienza e la destinazione di quei risparmi al Sistema sanitario erano il cuore del Patto per la salute; questo Patto non va archiviato ma deve continuare ad essere attuato. Lo spreco è anche l'uso cattivo, in eccesso e in difetto, degli esami diagnostici. È il tema di questo contestato provvedimento sull'appropriatezza. Voglio ricordare che in gran parte sono state recepite le indicazioni della Società italiana di radiologia medica, quando ci dice, ad esempio, che non occorre fare una risonanza magnetica – ricordiamoci com’è solo la grandezza di quell'apparecchiatura – quando potrebbe bastare un'ecografia o una radiografia tradizionale; dipende da qual è il sospetto per il quale viene motivatamente previsto l'esame. Il decreto non ha cancellato nessun esame diagnostico, chi ne ha bisogno ha e mantiene il diritto di accedere ! Questo decreto dice soltanto che va fatto, nel momento giusto, al paziente giusto, la cura giusta, esattamente come abbiamo imparato tutti a non adoperare un antibiotico per curarci dall'influenza. Ma tutto questo comporta coinvolgimento, dei medici di famiglia in primo luogo, ma di tutti i professionisti della sanità.Richiede informazione, riassicurazione nei confronti dell'opinione pubblica, a cui sono stati rappresentati eventi catastrofici assolutamente privi di fondamento. Richiede quindi tempi, richiede formazione, richiede collaborazione, allora noi ci siamo permessi, nella nostra mozione, convintamente, di proporre di considerare il decreto d'appropriatezza sottoposto per due anni a sperimentazione e monitoraggio, prima di arrivare ad interventi sanzionatori e punitivi, che, a nostro giudizio, implicherebbero, alla fine, il fallimento di quell'obiettivo che si vuole raggiungere. Non esiste nessun altro pezzo di spesa pubblica che conosca i singoli dati dei prezzi d'acquisto come la sanità. Noi conosciamo tutto, ed è reperibile in rete, del costo della mitica siringa, ma ancora non sappiamo niente di quanto costa un sacco di cemento ! Queste informazioni fondamentali devono essere utilizzate dal sistema, ma utilizzate non per aprire una guerra, spesso non motivata, tra Nord e Sud del Paese, ma piuttosto come indicazione di un range di riferimento nel momento che si fanno gare, possibilmente unitarie, possibilmente attraverso centrali di acquisto, per acquistare appunto i dispositivi sanitari. Così come nulla ci impedisce di ricorrere ai costi standard, tenendo presente ovviamente che questi vanno riferiti ai livelli essenziali di assistenza, cioè al fabbisogno vero, reale del sistema, o si traducono in tagli giustificati in altra maniera piuttosto che nel riconoscimento e nella garanzia che in tutto il livello nazionale sia garantita la salute. 
Noi ci troviamo di fronte ad una sfida grandissima, contenuta nella riforma costituzionale, perché nell'articolo 117, alla letteram), disposizioni generali comuni in materia di sanità e di politiche sociali, così come ha voluto la Camera dei deputati, ci assumeremo di nuovo la responsabilità di dare indicazioni e linee di indirizzo al Sistema sanitario. Non avremo più ragione per dire: ci sono 21 sistemi sanitari ! Dovremo assumerci la responsabilità di dire quale sistema sanitario vogliamo che ci sia, da Nord a Sud, dalle Alpi alla Sicilia ! È questa la discussione che in quest'Aula dovremo fare e in quella discussione la posizione del Partito Democratico è perché siano garantiti il diritto alle cure e l'universalità del sistema (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico) !