Dichiarazione di voto finale
Data: 
Venerdì, 30 Dicembre, 2022
Nome: 
Elly Schlein

A.C. 705

Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, questo è un decreto in cui avete messo di tutto: da questo nuovo articolo del codice penale contro i raduni musicali, con una pena da tre a sei anni, alle norme sull'ergastolo ostativo, che vanno ben oltre però le indicazioni della Corte costituzionale, con delle modifiche per noi inaccettabili; ma pure il via libera al rientro dei medici no-vax è un segnale chiaro dell'ambiguità di questo Governo rispetto a un tema, quello del contrasto alla pandemia, che anche da ex amministratrice di una delle regioni più colpite posso dire ha dato un colpo pesantissimo alle nostre comunità.

È un minestrone questo decreto, un minestrone populista che non risponde di certo ai criteri di necessità e di urgenza, ma forse solo alla necessità e all'urgenza di questa maggioranza di coprire l'incapacità di gestire una difficile contingenza economica con delle azioni che sono null'altro che propagandistiche identitarie, tutto fumo e niente arrosto. Lo abbiamo visto anche nella manovra finanziaria, un documento senza visione che colpisce i poveri fa cassa sulle pensioni delle donne, fa cassa sulle pensioni del ceto medio, non prevede gli investimenti che servono nella sanità pubblica, nella scuola, nel trasporto pubblico, né in quelli che servono per far ripartire le imprese e supportare gli enti locali nel rispondere ai bisogni dei cittadini e delle cittadine. Una manovra senza respiro, salvo qualche piccolo accordo ecco, il respiro di quegli accordi per accontentare una maggioranza che, chiaramente, è già divisa.

Questo decreto racconta molto di come siete, e la prima urgenza cui avete rivolto le vostre energie non è la precarietà che costringe tre milioni di lavoratrici e lavoratori alla povertà, non è l'impossibilità di costruirsi un futuro dignitoso nell'unico Paese dove i salari non crescono. Voi vi tappate le orecchie ogni volta che proponiamo, insieme alle altre opposizioni, un salario minimo per tenere fede al principio che sotto una certa soglia non è lavoro. Siccome il primo di gennaio è l'anniversario della sua entrata in vigore - ecco direi che questo è l'unico anniversario che chi occupa le più alte cariche di Governo e delle istituzioni repubblicane dovrebbe ricordare in questi giorni, non certo esprimere nostalgia dei partiti le cui radici storiche affondano e direi sprofondano nel ventennio fascista -, rileggiamo insieme l'articolo 36 della Costituzione, il quale dice che: il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

Non è questa l'urgenza per voi, non è neanche il clima, nel momento in cui la scienza, che fate così fatica ad ascoltare, dice che dobbiamo azzerare le emissioni nette in fretta se vogliamo che il pianeta rimanga abitabile per le prossime generazioni; non è neanche la crescita delle diseguaglianze per effetto della crisi economica e pandemica la vostra urgenza. No, la vostra urgenza sono i raduni pericolosi musicali o per altri scopi d'intrattenimento! Ecco, quando avete scritto d'impulso quella norma vi abbiamo avvertito che era incostituzionale. Apriti cielo! Siamo stati attaccati, vi siete scatenati contro questa opposizione colpevole semplicemente di fare il suo mestiere, opporsi ai vostri sbagli.

Nella prima stesura poteva colpire ogni forma di aggregazione pacifica, manifestazioni sportive, lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti. Ecco, ci avete attaccati, salvo poi rendervi conto che avevate sbagliato e correggere questa norma, ma certo in modo insufficiente, perché andava semplicemente rimossa. Esiste già una norma e comunque, il caso d'attualità da cui nasce, è bene ricordarlo, è stato gestito meritoriamente dalle autorità locali a norme vigenti in maniera ordinata e nel segno del dialogo, si può fare. La prima domanda è quindi: dove stanno la necessità e l'urgenza di questo decreto? La seconda è che emergono dei chiari profili di incostituzionalità.

A me preoccupa la disinvoltura con cui maneggiate lo strumento penale, il reato rimane di pericolo presunto, il criterio è generico e vago, e in questo modo chiaramente non ha neanche gli altri requisiti della ragionevolezza, della tassatività, quello che prescrive l'articolo 25 della nostra Costituzione. Non individua in modo chiaro le condotte sanzionate e nemmeno chi dovrebbe caricarsi di decidere con ampia discrezionalità dov'è il pericolo presunto o anche quali sono gli scopi d'intrattenimento. Insomma, mettiamo in condizione i giudici di fare fatica rispetto ad una norma che viola anche l'articolo 3 con una sanzione sproporzionata; ma viola anche l'articolo 17, voglio citare anche questo articolo, il quale dice che i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi e lo si può vietare soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica; la vostra norma contrasta con questa disposizione perché aggiunge l'esistenza di altri rischi senza chiarire chi dovrebbe valutarli, con una valutazione che è meramente anticipata e astratta. Che cosa vi hanno fatto di male i giovani e le giovani di questo Paese? Questa è la domanda che vi faccio.

Voi avete una strana idea della sicurezza, perché sicurezza vuol dire innanzitutto prospettiva di vita dignitosa, vuol dire sicurezza sul lavoro, vuol dire sicurezza di un salario equo, vuol dire anche sicurezza di una pensione sufficiente, vuol dire sicurezza anche il contrasto all'illegalità, come quella di chi invece evade e fa il nero, che avete premiato con i condoni nella vostra manovra, alzando la soglia del contante.

Sicurezza vuol dire contrasto alle mafie che a parole contrastate ma nei fatti invece no, anche perché servirebbe investire nei tribunali e nelle strutture specializzate, che invece faticano ad avere le risorse sufficienti per poter essere più capillari nel contrasto alle infiltrazioni mafiose nell'economia.

La nostra storia ci insegna, guardate, che la società più sicura è quella più inclusiva, è quella che non lascia indietro nessuno, è quella che non marginalizzata e non lascia un centimetro alle discriminazioni. Sicurezza vuol dire non aver paura di costruirsi un futuro, di costruirsi le famiglie, perché è ipocrita che parliate tanto di natalità e non vedete quanto su di essa incida negativamente la precarietà che colpisce soprattutto i giovani e le donne, soprattutto al sud di questo Paese.

Sicurezza non è certo lasciare in mezzo al mare o nei porti le persone più fragili, salvati da un naufragio mentre mancano vie legali e sicure per l'accesso all'Unione europea per chiedere asilo. Nel 2022 sono morte quasi mille e quattrocento persone nel Mediterraneo centrale e oltre 20 mila sono state respinte verso la Libia, ma il vostro problema non è mettere in campo una missione istituzionale di ricerca e soccorso in mare.

Il vostro problema è prendervela con chi sta sopperendo alle gravi mancanze istituzionali per salvare le vite in mare. Vergogna! Sicurezza per i giovani non è criminalizzare i raduni, ma creare le condizioni per cui non debbano emigrare per vedere valorizzate le proprie competenze e abbiano spazi nelle città per le attività culturali, per le attività sociali. Mentre Meloni spiegava ieri che cosa significa, dava lezioni sulla congruità dell'offerta di lavoro, avallando il solito stereotipo per cui giovani e lavoratori sono troppo selettivi. Mi chiedo se la Presidente del Consiglio sappia che 1 lavoratore su 4 in Italia è sovra istruito. Questo è un danno non solo per loro, ma per tutta l'economia. Vuol dire deprimere potenzialità di sviluppo e di innovazione.

Un Governo serio si preoccupa non di obbligare ad accettare qualsivoglia offerta di lavoro, anche quelle palesemente di sfruttamento, ma si preoccupa di come aiutare il tessuto economico alla conversione ecologica (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), tutti i settori dell'economia, accompagnandoli alla trasformazione digitale, di come accompagnare l'innovazione e la ricerca, e approfittare di questi investimenti del PNRR. No. Voi li obbligate ad accettare offerte che deprimono le competenze su cui si sono formati. Vergogna! Vi preoccupate tanto di immigrazione, ma non vedete la precarietà e la sovraistruzione. E vi dico che la rimozione di questi problemi è favoreggiamento dell'emigrazione, rendetevene conto!

L'altro aspetto preoccupante è quello che riguarda, naturalmente, la sottovalutazione pericolosa - nei giorni di nuove ondate, purtroppo, di COVID in Cina - di questa pandemia da parte del Governo. Ne avevamo già avuto un segnale inequivocabile quando un sottosegretario metteva in discussione l'efficacia dei vaccini, che hanno messo in sicurezza la nostra comunità e soprattutto le persone più fragili. Abbiamo davanti una maggioranza spaccata, in cui Forza Italia difende in quest'Aula i vaccini, ma Meloni continua a fare spallucce. La Presidente del Consiglio anche ieri - e voglio stigmatizzare l'atteggiamento ambiguo - a una domanda sui vaccini ha risposto: chiamate il medico. Ma lo sa che mancano i medici di base in questo Paese? Lo sa che i medici erano in piazza il 15 dicembre per le loro difficoltà? E guardate che la soluzione non è l'assurdità, mentre fortunatamente si ripristinano mascherine e tamponi, di reintegrare i medici che hanno rifiutato il vaccino, ma è investire maggiormente nella sanità pubblica, universalistica e territoriale di questo Paese. Questa è la strada.

Ma questo, l'abbiamo capito, è un Governo delle forzature: avete forzato le procedure e i tempi di esame della manovra, avete forzato sull'autonomia differenziata inviando un testo alla Presidenza del Consiglio ed esautorando i luoghi del confronto come la Conferenza delle regioni. Ritirate quella bozza perché è inaccettabile questa forzatura e quella bozza fotografa e perpetua le disuguaglianze esistenti. Un'altra forzatura state per farla in quest'Aula. Io vi dico e ve lo diciamo nell'interesse della democrazia: basta! Avete iniziato malissimo. E mentre agite ogni forzatura possibile, Giorgia Meloni, non paga, ripropone il presidenzialismo, magari a botte di maggioranza. Noi ci opporremo a un disegno che vuole far saltare i pesi e i contrappesi sapientemente posti nella Costituzione.

 Presidente, mi avvio a chiudere, ma vi chiedo: in Spagna la Premier è andata spesso. Peccato che non abbia studiato come quel Paese cerchi di limitare i contratti a termine e stia finalmente riprendendo fiato l'assunzione a tempo indeterminato dei giovani. Perché non è andata a prendere questo esempio? No. È andata a prendere esempio dai cattivi maestri di Vox, da quell'estrema destra intollerante che rivendica il franchismo, mentre qui rivendicate l'MSI e quelle radici pericolose per i fondamenti della democrazia e della nostra Costituzione su cui avete giurato.

 

Chiudo. Sapete qual è l'anniversario che dovevate ricordare in questi giorni? Il 28 dicembre 1943: uccisione dei fratelli Cervi, contadini e resistenti, per mano fascista!

Per questi motivi, dichiaro il mio voto contrario a questo decreto.