Relatore per la VI Commissione
Data: 
Lunedì, 25 Luglio, 2022
Nome: 
Gian Mario Fragomeli

A.C. 3653

Grazie, Presidente. Il decreto n. 73 del 2022, comunemente definito “decreto Semplificazioni”, era atteso, molto importante, sia per la sua caratura fiscale, sia, più in particolare, per gli interventi di semplificazione che questo Paese da molto tempo aspettava. Lo esaminiamo oggi, ma lo scioglimento delle Camere, oggettivamente, non ci permetterà di approfondire temi che la Camera avrebbe voluto affrontare. Noi avevamo in discussione ben 900 emendamenti e c'era la disponibilità ad affrontarne almeno 400 in modo approfondito. Quindi, è chiaro che, con riferimento a molte delle questioni sollevate - richiamo, in particolare, il tema delle associazioni di categoria e dei sindacati che volevano in parte correggere e migliorare questo decreto - non si potranno apportare modifiche, perché non ci sarà lo spazio emendativo possibile.

Comunque, nel testo originario - mi concentrerò su questo - vi sono semplificazioni importanti, interventi in materia fiscale importanti che cercherò brevemente di esporvi, in particolare sui primi 24 articoli. Poi il correlatore Bitonci provvederà a completare l'esposizione sui restanti articoli del provvedimento.

Come Partito Democratico, abbiamo detto più volte - lo ribadisco qui anche come relatore - che è molto importante il tema della digitalizzazione, ovvero questo secondo tempo per quanto riguarda gli effetti della digitalizzazione sul contribuente. Per molto tempo la digitalizzazione, incarnata da importanti passaggi, uno su tutti quello della fatturazione elettronica, è stata vista più che altro sul lato accertamenti, sul lato contrasto al tax gap e non tanto e non solo, invece, sul lato contribuente, ossia come ridurre gli adempimenti e migliorare la qualità della vita del contribuente. Oggi, con questo decreto, scorgiamo invece aspetti importanti, perché sappiamo tutti che, per le persone oneste, l'ansia del controllo post dichiarazione dei redditi è molto pesante; magari si pensa di aver fatto tutto correttamente dal punto di vista dichiarativo e poi a distanza di tempo si è chiamati in causa dal fisco.

Ebbene, su alcune questioni iniziamo a intravedere la luce. Ad esempio, il cittadino onesto potrà anche sbagliare, ma potrà essere tranquillo che i controlli, per quanto riguarda la dichiarazione precompilata, non potranno essere svolti su tutto ciò che concerne le spese mediche e sanitarie, le quali vengono rielaborate ed assunte direttamente dalla stessa. È chiaro che avremmo voluto un'estensione - e qui ci manca la fase emendativa - anche ad altre forme di assunzione di dati caricati direttamente dall'Agenzia delle entrate in dichiarazione precompilata, sui quali non ci dovrebbero essere controlli successivi, perché l'effetto della digitalizzazione, della dichiarazione precompilata deve essere proprio quello di togliere quell'ansia e quella preoccupazione per i cittadini onesti che non vogliono giustamente dovere pagare per errori che non sono commessi da loro. Quindi, da questo punto di vista, il tema della digitalizzazione è importante e si scorge a più riprese in questo decreto.

C'è poi la questione dell'assegno unico in progress. Anche qui finalmente interveniamo e discipliniamo parte di questo tema, perché vi erano state difficoltà nel passaggio e nell'avvio del nuovo assegno unico in riferimento ai figli con disabilità. Per questo anno, il vero primo anno di utilizzo dell'assegno unico, riusciamo finalmente a contemplare e a garantire la parità di risorse per quelle famiglie che, con l'avvio di questo nuovo strumento, rischiavano di perdere qualcosa. Quindi, è prevista anche una copertura finanziaria, di circa 136 milioni di euro, che garantirà anche nella sua fase di startup, di avvio di questo nuovo strumento e che darà nuove risorse alle famiglie, cosicché nessuno ci possa perdere, in particolare chi ha figli disabili.

Un tema su cui abbiamo fortemente richiesto un confronto - e avremmo sicuramente migliorato il testo - è quello dei controlli a campione. Molto spesso, in ordine a particolari fattispecie, penso in questo caso ai controlli di repertorio sugli atti formati da pubblici ufficiali, vi sono continue consegne, continue trasmissioni. Ora, non ci saranno più: verranno tolte e ci sarà solo un controllo a campione dell'Agenzia delle entrate. È una forma di digitalizzazione e di miglioramento della qualità anche con la riduzione degli adempimenti.

C'è poi una questione, che conosciamo bene tutti, che lasciava il sostituto d'imposta in balia rispetto agli altri intermediari fiscali, CAF o commercialisti, per quanto riguarda l'8 per mille, il 5 per mille e il 2 per mille. Infatti, in tutti gli altri casi, il tema era completamente automatizzato; differentemente, per il sostituto d'imposta, sopravviveva ancora questo elemento cartaceo che creava preoccupazioni e difficoltà. Anche in questo caso, finalmente, si va a digitalizzare il processo, con le tutele e le garanzie rispetto al Garante della privacy, perché sappiamo che erogare, donare queste risorse è un atto di liberalità e di scelta da parte del cittadino. Anche qui si fa un passo avanti verso la digitalizzazione.

Andiamo avanti, sempre sui processi digitali, vi è l'incremento dell'imposta di bollo, da 250 passa a 5.000 euro, sulla fatturazione elettronica. Anche questo è un elemento che aiuta: gli adempimenti e i continui pagamenti del contribuente verranno ridotti, potendo accorpare fino ad un'imposta complessiva di 5.000 euro. Anche questo secondo noi è un altro tema importante.

Vi è poi il tema dei rimborsi fiscali più celeri. Vi è una completa informatizzazione anche rispetto a un problema che, molto spesso, accade quando c'è un defunto, una perdita importante in famiglia: l'aspetto fiscale spesso segue percorsi complicati e, alla gravità del momento, alla perdita e al dolore per la perdita si aggiungono la chiusura dei conti e la complessità di rimborsi fiscali. Tutto questo non accadrà più, perché, anche in questo caso, si prevede una forma di semplificazione rispetto all'automazione del versamento, chiaramente da parte degli eredi legittimi, e di tutti i rimborsi fiscali. E' un segno di maturità del fisco che riconosce maggiore facilità negli adempimenti.

Sempre sulla precompilata, vi è finalmente - lo diciamo con grande forza - lo stop ai faldoni degli scontrini. Conosciamo bene alcune dinamiche, in particolare riguardo agli importi fiscali per le spese sanitarie non direttamente raccolte dal sistema. Può accadere che una struttura non sia convenzionata o comunque ci sia un errore e non ci sia il recupero di quel documento di spesa, per cui molto spesso abbiamo assistito, anche negli ultimi anni, a questa raccolta degli scontrini, dovendo conservare tutte le pezze giustificative. Ebbene, anche qui si fa un passo in avanti importante, perché non ci sarà più questo trattenimento di scontrini, con riferimento a tutto quello che viene dimostrato e raccolto dai CAF e dai professionisti, e, quindi, non dovranno più essere conservati questi scontrini.

C'è il tema dei contratti a canone concordato. Abbiamo ricevuto moltissime sollecitazioni sui contratti a canone concordato e sicuramente avremmo migliorato il provvedimento, accogliendo anche alcune richieste provenienti dal mondo dell'associazionismo, perché, sebbene sia chiaramente una misura di semplificazione, può creare qualche difficoltà e qualche problema.

C'è il tema delle micro imprese. Si è parlato molto, nelle nostre audizioni, della questione della derivazione rafforzata per le micro imprese e della determinazione dell'imponibile. Ebbene, finalmente, eventuali errori potranno essere ricondotti all'interno di un sistema di determinazione che non provocherà lungaggini e difficoltà. Secondo noi, anche le micro imprese che sono in un regime di bilancio ordinario, da questo punto di vista, avranno sicuramente una facilitazione; un altro tema, questo, che la fase emendativa avrebbe potuto integrare ulteriormente.

Sicuramente, recepiamo lo stop all'automatismo per la tassazione per le società di comodo: anche qui, sappiamo che ci sono società in perdita sistematica, ma perché il fisco deve attribuire, invece, un valore di reddito superiore e, conseguentemente, su queste società di comodo una tassazione in modo automatico? Può accadere, per alcuni periodi di tempo, anche medio-lunghi, che alcune società non siano redditizie, ma per questo ci sono i controlli, non ci deve essere un automatismo di tassazione: ci sono i controlli. Se una società è realmente di comodo, è giusto che venga controllata e paghi, ma non che debba pagare in modo indiscriminato, senza un effettivo controllo.

C'è poi la questione dell'IRAP: anche qui, finalmente, facciamo una semplificazione, un'unica deduzione. Nella scorsa legislatura, siamo intervenuti per migliorare la questione, con lo stralcio, dal calcolo della base imponibile dell'IRAP, dei costi dei lavori a tempo indeterminato, però era una miriade di voci. Qui, finalmente, arriviamo ad una riduzione completa e onnicomprensiva di tutte le spese che riguardano i lavoratori con contratto a tempo indeterminato. Anche questo è un tema di semplificazioni che probabilmente avremmo potuto migliorare nella fase emendativa, puntualizzando meglio, anche rispetto alla modulistica, cosa che il tempo non ci permetterà di fare, ma ci saranno successivi provvedimenti.

C'è poi un tema altrettanto importante relativo ai termini dell'approvazione della modulistica dichiarativa dell'IRAP. Infatti, molto spesso il fatto che alcuni provvedimenti vengano attuati in leggi di bilancio, quindi sullo scorrere del 31 dicembre, crea per gli intermediari, per i soggetti, notevoli problemi di adeguamento in tempi così ravvicinati. Dunque, all'articolo 11 rinviamo, al mese di febbraio, l'approvazione dei termini delle modulistiche. Questa non è una questione di modulistica, ma di dare tempo ai soggetti che lavorano, in particolare agli intermediari, di adeguarsi a tutto quello che viene approvato in legge di bilancio.

C'è poi un tema importante che riguarda i rapporti transfrontalieri, l'esterometro: qui facciamo un primo passo, ed è chiaro che - continuerò a ripetermi in questa relazione -, in una fase emendativa, magari avremmo potuto arricchire ulteriormente questi aspetti. Ma è evidente che l'esterometro è un altro effetto della riduzione di alcuni adempimenti rispetto all'esterometro; secondo me, dovrebbe essere una direzione da intraprendere per migliorare in generale tutte le operazioni transfrontaliere. Qui c'è un limite, lo sappiamo: abbiamo una fatturazione elettronica pienamente operativa ormai da tre anni e mezzo. I rappresentanti di altri Paesi europei, in questi anni, sono venuti da noi, nelle nostre Commissioni finanze (penso ai tedeschi e ai francesi), proprio per istituire, anche nel loro paese, un sistema informatizzato di questo processo. È chiaro che, però, sono in ritardo e questo ci provoca discordanze e l'infattibilità di eliminare completamente certi adempimenti, che potremmo fare, di fronte a una digitalizzazione più europea e non solo italiana di questi processi.

Anche qui, ci sono - e torno al lato del contribuente con la fatturazione elettronica - altri adempimenti che devono essere tolti grazie alla fatturazione elettronica; penso, in particolare, all'articolo 17, quindi all'obbligo di comunicazione, da parte delle pubbliche amministrazioni, degli estremi dei contratti d'appalto, di somministrazione, di trasporto, conclusi mediante scrittura privata e non registrata. Anche in questo caso vediamo gli effetti molto spesso nel decreto fiscale. Solo due anni fa, c'è stata un'ampia discussione, un grande dibattito sugli adempimenti che aumentavano. Invece, oggi, abbiamo un'inversione di tendenza, cioè i dati devono servire per semplificare e per ridurre gli adempimenti.

C'è poi una questione legata alla proroga dell'addizionale Irpef. Noi abbiamo fatto una modifica in legge di bilancio: abbiamo rivisto le aliquote fiscali che non sono più 5, ma sono diventate 4, e questo si portava, come coda, la problematica, per i comuni in particolare, di un calcolo legato ancora alle vecchie aliquote. Quindi, sistemiamo anche questo aspetto relativo all'addizionale Irpef.

Mi avvio a concludere. C'è un tema importante che il sistema delle imprese ci chiede rispetto agli investimenti in ricerca, non solo sui farmaci, perché abbiamo inserito crediti di imposta importanti sui nuovi farmaci. Ma in questo decreto, prevediamo di premiare chi investe in ricerca su tutte le tipologie di farmaco, perché, se c'è qualcosa che la pandemia ci ha insegnato, è che la ricerca in campo farmacologico deve essere fortemente incentivata e potenziata.

Inoltre introduciamo alcune certificazioni buone, positive: siamo abituati a pensare che le certificazioni siano elementi negativi, invece per le imprese avere certificazioni, quando queste servono a originare crediti di imposta e a rendere più semplice l'acquisizione di crediti d'imposta, è un fatto positivo. E quindi anche qui introduciamo qualificazioni, sia per i crediti di imposta, sia per gli investimenti in ricerca e sviluppo, nella transizione ecologica, nell'innovazione tecnologica 4.0, eccetera eccetera. Quindi, introduciamo aspetti importanti che devono essere valorizzati.

Anche per quanto riguarda gli ISA, è un tema che molto spesso ci ha visto confrontarci: sono indicatori che hanno la loro ragion d'essere sull'esercizio finanziario e sulla singola annualità. Ebbene, veniamo da due anni complicati, complicatissimi. E, quindi, in questo provvedimento prevediamo che la valutazione degli ISA abbia un ancoraggio anche agli ultimi due anni, non una fotografia esclusiva dell'ultimo anno finanziario, ma che si porti dietro anche gli effetti, rispetto a questi famosi punteggi e ai calcoli di questi punteggi, di quello che le società hanno subito e in parte stanno ancora subendo, come coda di quello che abbiamo vissuto e poi, con l'aggravarsi della situazione, a seguito dell'aggressione dell'Ucraina da parte della Russia e delle problematiche che ha creato al nostro sistema.

In ultimo, un altro tema che noi, del Partito Democratico - ma credo che valga per tutte le forze politiche -, abbiamo ravvisato come importante è il tema del Terzo settore. Qui introduciamo importanti aspetti: estendiamo l'applicabilità di alcune deleghe in materia di agevolazioni fiscali, che hanno un nome e un cognome importante, perché riguardano sei titoli di solidarietà a regime agevolato per finanziare gli ITS, così come i prestiti raccolti su portali online, il social bonus, quindi il credito d'imposta per le erogazioni liberali, le esenzioni agevolate dai tributi locali. C'è tanto anche per il Terzo settore e, sicuramente, la fase emendativa ci avrebbe permesso ulteriormente di migliorare la qualità dell'intervento delle agevolazioni fiscali e del regime fiscale degli enti del Terzo settore. Quindi, in questi primi 24 articoli, come capite, c'è un'importante impronta di miglioramento della qualità del fisco sul lato contribuente, che molto spesso non eravamo abituati a scorgere nei provvedimenti.

Concludo, dicendo che speriamo che la discussione possa proseguire, seppur con i limiti che abbiamo dell'Aula e del Comitato dei nove, perché altre piccole questioni, che qui mi riservo solo di accennare, possano essere risolte: penso, in particolare, alla questione del de minimis, che riguarda tutte le forze politiche, al problema delle nostre imprese che sono in difficoltà e che non possono accumulare i contributi che hanno ricevuto fino adesso e che, quindi, superando il tetto, non possono ricevere gli ulteriori contributi che sono fondamentali per la sopravvivenza della loro attività, o, comunque, per essere aiutate in questa fase particolarmente critica.

Una questione altrettanto importante che, in qualche modo, ha uno strascico rispetto al “decreto Aiuti”, che conosciamo bene, è quella legata ai cassetti fiscali del superbonus, e, quindi, alla difficoltà di molte imprese di accedere al credito, perché hanno questi cassetti pieni e rischiano, oggettivamente, di fallire. E, quindi, spero che la discussione, seppur limitata, che faremo permetta di risolvere queste problematiche.