Discussione generale
Data: 
Lunedì, 17 Maggio, 2021
Nome: 
Patrizia Prestipino

A.C. 3099

 

Grazie Presidente. Il decreto-legge, già approvato al Senato, reca misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, lavoro, salute e servizi territoriali connessi all'emergenza COVID. Misure urgenti, per l'appunto, in quanto la situazione economica in cui versa il Paese richiede sia interventi tempestivi attuali sia interventi proiettati verso il futuro. Il DEF 2021 ha già previsto un ulteriore scostamento di 40 miliardi ed è la fotografia esatta del nostro Paese.

Anche se i contagi sono in calo, sono ancora molti, invece, i settori in sofferenza. Messa in sicurezza la salute dei nostri cittadini, va messa in sicurezza l'economia del Paese, di cui le nostre imprese sono il motore. Consapevoli di questo background, il “decreto Sostegni” distribuisce ben 32 miliardi tra superbonus per le imprese, pacchetto lavoro, nuovi ristori e indennizzi, assumendo, quindi, un'importanza fondamentale hic et nunc. L'articolo 1 vede il riconoscimento del primo contributo a fondo perduto per alcuni soggetti titolari di partite IVA che svolgono attività di impresa. Quindi, non è vero che noi non abbiamo pensato alle partite IVA, perché per queste ci sono dei fondi: per partite IVA che fanno attività di impresa, arti o professioni o producono reddito agrario e, per esempio, per le start up, che sono il vero motore dell'economia giovanile. Una misura indispensabile, dal momento che questa pandemia ha avuto un impatto diseguale sui diversi settori produttivi e non solo sulle diverse situazioni familiari del nostro Paese e il mondo delle partite IVA è stato davvero affossato, con più di 345.000 aziende chiuse. Al contrario, nel 2020 le start up e le PMI innovative sono cresciute di un più 18, segno che questo Paese può dare ancora tantissimo in termini di innovazione, creatività e di ingegno, e penso che saranno proprio queste ad avere un ruolo chiave nella trasformazione digitale, asse portante del PNRR. Poi, sono disposti i sostegni per le grandi imprese, per le imprese di autotrasporto, per il sistema delle filiere (le filiere agricole, della pesca, dell'acquacoltura). Poi, misure vitali per i lavoratori (articolo 7): dal sostegno al reddito dei lavoratori alla proroga del blocco dei licenziamenti, che sappiamo tutti non potrà durare all'infinito ma che oggi è ancora indispensabile per contenere la piaga della disoccupazione. Ma la vera novità è che sono prese in considerazione specifiche categorie di lavoratori a lungo ritenute invisibili, anzi a lungo invisibili. Si tratta di lavoratori del turismo, degli stabilimenti termali, dello spettacolo, per i quali, previo rispetto di determinate condizioni, è prevista un'indennità una tantum pari a 2.400 euro.

Lasciatemi dire, da appassionata dello sport, che a questi si aggiungono i lavoratori dello sport, ai quali viene riconosciuta - anche a loro - un'indennità una tantum corrisposta da Sport e Salute qualora abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività come conseguenza della pandemia. Con la crisi del settore determinata dalle chiusure prolungate dei centri sportivi, è emersa, in modo evidente, la precarietà e la carenza di tutele di chi lavora nell'ambito dello sport di base. Io stessa lo scorso anno, in pieno lockdown, mi interessai di questa categoria per conto del Partito Democratico, di lavoratori spesso assunti con contratti atipici che non prevedono tutele previdenziali e che per questo risultavano invisibili agli occhi dello Stato. Alla fine si è riusciti a inserirli tra i lavoratori da ristorare nel “Cura Italia” e anche per loro è arrivato il bonus di 600 euro nell'anno 2020 e, grazie al “decreto Ristori”, anche nei primi mesi del 2021. Anche per questo la riforma dello sport ha previsto per questi lavoratori tutele precise in ambito previdenziale, che in un primo momento sarebbero dovute partire da gennaio 2022, per dare respiro alle società sportive appena uscita dalla crisi post-COVID, ma poi, nel testo approvato al Senato, sono state rinviate a dicembre 2023, cosa che ha suscitato non poche polemiche soprattutto tra le rappresentanze sindacali e dei lavoratori. A questo si aggiunge il rifinanziamento di 50 milioni di euro del Fondo unico per il sostegno delle associazioni sportive e società sportive dilettantistiche, previsto dall'articolo 14-bis. Sul tema voglio tornarci, perché, per quanto se ne parli, non sarà mai abbastanza. Il mondo dello sport sta vivendo un lockdown forzato e ininterrotto da oltre 1 anno e non garantirgli un congruo sostegno significa non solo non aver compreso quanto la pandemia abbia avuto ripercussioni sullo sport di base, ma anche disconoscerne il servizio sociale svolto e la valenza economica. Parliamo di un settore che conta quasi il 3 per cento del PIL, con 60 miliardi di indotto e che finora ha maturato già 10 miliardi di perdite. Senza contare, poi, che si valuta che oltre il 40 per cento dei centri sportivi non riaprirà i battenti a crisi finita, mentre sono pochi i centri sportivi che hanno potuto riprendere la propria attività, comunque contingentata, limitata e con entrate vertiginosamente in calo. Appunto in questa direzione va l'articolo 36-ter, che interviene in materia di abbonamenti per servizi sportivi presso impianti sportivi per disciplinare le conseguenze della sospensione delle attività. In particolare, si introduce per i gestori di servizi sportivi una terza opzione alternativa alle due - rimborso o rilascio di un voucher di valore pari al credito vantato - già previste dalla normativa vigente. Si tratta della possibilità di consentire a coloro che abbiano già acquistato i servizi sportivi la realizzazione delle attività con modalità a distanza quando ciò risulti possibile. Ricordiamo tutti che in tempi di lockdown le famose lezioni di danza e ginnastica pilates online hanno veramente battuto numeri record!

Abbiamo ripetutamente sottolineato l'importanza dello sport dal punto di vista sanitario, psicologico e sociale, ma mi preme ricordarlo ancora una volta: scuola e sport sono la linfa della società e contribuiscono a incrementarne il benessere psicologico. Quindi, bene dare liquidità alle associazioni sportive e alle società sportive, ma lavoriamo affinché la ripartenza sia davvero definitiva già dal prossimo “Sostegni bis”, perché le misure adottate finora sono insufficienti (e lo dico con grande dolore): sono insufficienti! Esattamente un anno fa era stato chiesto ai centri sportivi di sostenere costi ingenti per mettere in sicurezza le riaperture. Lo hanno fatto, per poi subire un nuovo stop a ottobre. Questo stop and go molte realtà oggi non se lo possono più permettere. Ripartenza, ripartenza e ripartenza!

Un'altra disposizione che apprezzo è data dall'articolo 20, che concerne i COVID-hotel. Abbiamo visto quanto questi siano stati importanti non solo per i passeggeri provenienti dall'estero ma soprattutto per evitare il contagio intra moenia dei nuclei familiari in tutti quei casi in cui le abitazioni non consentono l'isolamento del soggetto contagiato. Ricordiamo tutti la vicenda del tredicenne positivo di Perugia che dormiva in macchina per non contagiare il resto della famiglia. Questi, se per molti sono solo fatti di cronaca, in realtà parlano di un Paese che si sa adattare e che con sacrificio si rimbocca le maniche.

Sono anche previste misure per le categorie più fragili, come il rinnovo del reddito di emergenza - e penso alle tantissime colf che sono rimaste senza lavoro perché licenziate o allontanate per paura del contagio - e quelle per i nuclei familiari in difficoltà (per ulteriori tre mensilità e con importo massimo di 840 euro ciascuna). Tra marzo, aprile e maggio le richieste - pensate - sono state oltre 800.000: 800.000 famiglie in difficoltà che non hanno diritti ad altri sussidi come la cassa integrazione o il reddito di cittadinanza. La tempestività dell'erogazione di queste mensilità è in questo caso assolutamente necessaria, perché sono provvedimenti che fungono da ammortizzatori sociali utili ad arginare pericolose derive sociali. Un'altra misura (articolo 13-bis) estende il riconoscimento del contributo mensile alle famiglie monoparentali con figli disabili e un'altra ancora prevede 35 milioni per le regioni del Mezzogiorno, al fine di consentire l'acquisto di dispositivi digitali per gli studenti per la famosa didattica a distanza integrata (la didattica digitale). Inclusione, lotta alla povertà e all'emarginazione sociale sono alcuni degli obiettivi del “decreto Sostegni” che condivido pienamente.

Le misure del Titolo V del decreto prevedono anche risorse importanti. Si intende offrire supporto alle istituzioni scolastiche e potenziare l'offerta educativa-formativa, senza tralasciare, però, l'assistenza psicologica per gli studenti. È inoltre previsto il recupero della socialità con attività che si protraggono dopo il termine dell'anno scolastico (le famose scuole aperte 365 giorni all'anno). Siamo tutti consapevoli - e lo dico da docente - del grido d'allarme proveniente dai medici di tutta Italia sull'aumento dei tentativi di suicidio e di autolesionismo tra i giovanissimi, così come delle ripercussioni psicologiche profonde del protrarsi della didattica a distanza, che ha salvato sì l'aspetto didattico della nostra scuola ma non l'aspetto psicologico dei nostri studenti.

Attacchi di panico, ansia, sindrome della capanna, picchi depressivi sono la manifestazione evidente di un forte disagio psichico dovuto all'isolamento e alla mancanza di socializzazione. Infine, un incremento di 200 milioni del fondo di parte corrente per l'emergenza dei settori dello spettacolo, del cinema e dell'audiovisivo. Si incrementano di 80 milioni, poi, le risorse destinate al funzionamento dei musei e dei luoghi della cultura statali. Sia durante il lockdown, sia nel periodo successivo c'è stata una vera e propria fame di cultura, altro che di cultura non si mangia; esempi sono le numerose mostre digitali: il tutto esaurito per l'esperimento di un cinema milanese che ha aperto le porte agli spettatori alle sei di mattina, pazientemente in coda già dall'alba. Ma come si possono ignorare segnali tanto indicativi che vengono dai nostri cittadini? Nessuna di queste misure è stata concepita come risolutiva, il “decreto Sostegni-bis” ne è la dimostrazione e affronterà tutte le questioni rimaste in sospeso o tralasciate, poi arriveranno quelle misure strumentali di cui questo Paese ha bisogno per ritornare a crescere e a correre sulle sue gambe, nel frattempo questo provvedimento è, però, indispensabile per distribuire liquidità a gran parte del tessuto economico del nostro Paese e alle famiglie che ne necessitano, ma anche per evitare che alcune realtà possano cessare di esistere perché - e vado a concludere - come disse Cicerone “Omnium rerum principia parva sunt” e noi proprio da questo piccolo grande concetto dobbiamo ripartire.