Discussione generale
Data: 
Lunedì, 20 Gennaio, 2025
Nome: 
Michela Di Biase

A.C. 805-A​ e abbinata

Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo. Il tema di intervenire normativamente sulle disposizioni in materia di cancellazione dei pubblici registri dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo è un'evidente necessità, lo testimonia anche il percorso delle proposte di legge abbinate, oggi in discussione. Come gruppo del Partito Democratico, avevamo già avviato questa iniziativa nella scorsa legislatura con la proposta di legge A.C. 3640​, a prima firma del collega Andrea Casu. L'interruzione anticipata della legislatura ha bruscamente fermato anche il percorso di questa proposta, che abbiamo voluto fortemente depositare nuovamente nei primissimi giorni della XIX legislatura, il 14 ottobre del 2022 (A.C. 347​).

Successivamente, sullo stesso tema è stato presentato anche un altro testo adottato poi come testo base della IX Commissione (Trasporti), quello del gruppo di Fratelli d'Italia, a prima firma della collega Gaetana Russo. Le due proposte originarie, al netto di alcune differenze, erano entrambe finalizzate a raggiungere un unico obiettivo: introdurre previsioni di legge volte a semplificare la cancellazione dai registri pubblici dei veicoli abbandonati e fuori uso sottoposti a fermo amministrativo, in modo da favorirne nei tempi più rapidi possibili la rottamazione.

Il fermo amministrativo cosiddetto fiscale, come ha ben ricordato il relatore, infatti, è uno strumento che le amministrazioni utilizzano per immobilizzare il bene mobile iscritto nei pubblici registri di un debitore mediante l'imposizione di un obbligo di non circolazione, al fine di riscuotere crediti non soddisfatti. Una nota del 2009, emanata dalla Direzione centrale dei servizi delegati dell'ACI, afferma che la sussistenza su un veicolo fuori uso di un fermo amministrativo ne impedisce la cancellazione dai pubblici registri e, conseguentemente, anche la demolizione, in quanto sarebbe illogico prevedere che un bene costituente una garanzia per il soddisfacimento di un credito erariale possa rientrare nella disponibilità del privato e, addirittura, essere utilizzato per accedere a misure premiali, qualora la rottamazione fosse accompagnata da incentivi. Si tratterebbe chiaramente di un ingiusto premio che non potrebbe essere concesso ad un debitore moroso.

È necessario, però, considerare anche l'altrettanta grave illogicità di un divieto di rimuovere i veicoli che oramai risultano inservibili e che non solo non presentano più alcun valore economico effettivo, ma costituiscono anche un aggravio per la collettività, sia dal punto di vista ambientale e di decoro urbano quando occupano suolo pubblico, sia dal punto di vista dei costi di custodia in caso di giacenza presso i depositi. Manca, infatti, una normativa univoca al riguardo e, come rilevato nella proposta di legge della collega Russo, dal 2009 i PRA territorialmente competenti, tenendo conto dell'azzeramento del valore commerciale del veicolo e ai fini della corretta attuazione delle politiche ambientali e di smaltimento dei rifiuti, erano stati autorizzati a valutare e, conseguentemente, ad accogliere, secondo la propria discrezionalità, le richieste di radiazione di demolizione di veicoli pur se gravati da fermo, ma la discrezionalità comporta scelte che possono essere incoerenti e non sistematiche.

I testi in discussione oggi intendono proprio fare chiarezza e, finalmente, colmare questo vuoto legislativo, consentendo di far demolire i veicoli sopra ricordati ma vietando nel contempo al privato debitore dell'erario la possibilità di accedere a benefici economici legati alla rottamazione. È, invece, esclusa la possibilità di applicare tale previsione al caso di radiazione per esportazione anche di veicolo fuori uso. La proposta di legge, quindi, affida ai comuni, alle province, alle città metropolitane o all'ente proprietario della strada il compito di attestare l'inutilizzabilità del veicolo fuori uso iscritto al pubblico registro automobilistico rinvenuto dagli organi pubblici e non reclamato dal proprietario o acquisito per occupazione, nonché di darne comunicazione al proprietario risultante dal PRA entro sette giorni. Trascorsi 60 giorni, in caso di mancata opposizione da parte del proprietario, si introduce la possibilità per l'ente procedente di prevedere la rimozione del veicolo medesimo, nonché alla sua demolizione e cancellazione dal PRA. È importante anche la possibilità di intervenire per rimuovere immediatamente veicoli abbandonati, qualora siano messe a rischio l'incolumità pubblica, la sicurezza o anche la tutela dell'ambiente. Inoltre, vengono aumentate le sanzioni già previste, qualora si verifichino violazioni delle norme per la raccolta e la gestione dei veicoli fuori uso destinati alla demolizione. L'articolo 3 del testo in discussione prevede che la dichiarazione di inutilizzabilità dei veicoli fuori uso per la rottamazione sia un servizio a domanda individuale, ma, nei casi eccezionali come quello citato poco fa, la dichiarazione viene affidata al competente ufficio della Polizia locale o all'Ufficio individuato dall'ente proprietario della strada. L'articolo 4 reca, infine, la clausola di invarianza finanziaria.

Questa legge serve, inoltre, a dare un segnale chiaro e univoco di intervento su un problema che è molto sentito in tutte le nostre città, soprattutto nei quartieri che vivono gravissime condizioni di disagio, con difficoltà crescenti, quelle periferie geografiche ed esistenziali sempre ricordate da Papa Francesco. In queste periferie, le cittadine e i cittadini non sono soli. Ci sono i nostri amministratori, i sindaci, i consiglieri, nella mia città – Roma - i presidenti e gli eletti nei municipi, che sono in prima linea ogni giorno. Ma non sono soli. Ci siamo anche noi: i parlamentari del territorio che provano a tenere sempre aperti gli occhi sui problemi, pronti a portarli anche in quest'Aula, aspettando lo spiraglio giusto che può consentirci di affrontarli e di risolverli. Non è un caso che parlamentari di diverse regioni e di diversi partiti, al di là delle differenze politiche, si riconoscano nell'esigenza di intervenire qui in Parlamento, per dare nelle loro città, nelle loro comunità, ai sindaci, alla Polizia locale, più strumenti per poter affrontare problemi di ogni giorno, come nel caso della rimozione delle auto abbandonate.

Questa iniziativa, quindi, ha sia un valore ambientale, che un valore sociale, perché nelle città, nelle periferie, liberare spazio pubblico, rimuovendo auto abbandonate, significa far camminare assieme la transizione ecologica con quella sociale. Questo intervento aiuta in questo campo, perché noi vogliamo sostenere e aiutare le nostre città, tutte le nostre città, a essere più pulite e a rimuovere quelli che sono veri e propri monumenti al degrado. È chiaro che questo provvedimento è solo un primo passo, serviranno altri interventi, altri finanziamenti e altri strumenti. Per questo continueremo a chiedere al Governo di fare di più, ma pensiamo anche che il passo che stiamo compiendo oggi abbia un forte senso politico.

Stiamo dimostrando che su questo tema è possibile, nel rispetto delle reciproche differenze, trovare un campo d'azione che ci consenta di lavorare insieme. Sulle auto abbandonate lo stiamo facendo grazie a due iniziative che nascono distinte e distanti politicamente, una del Partito Democratico e una di Fratelli d'Italia, ma che nel lavoro di Commissione sono state abbinate e, poi, sostenute e votate da tutte le forze di maggioranza e opposizione. Si tratta di un percorso che può dare un segnale unitario comune anche nella direzione della difesa del ruolo che la Costituzione attribuisce al Parlamento, a quello che dovremmo essere sempre, al fatto che non possiamo essere solo il luogo dove vengono convertiti i decreti o dove vengono svolte informative, ma anche e soprattutto il luogo dove si votano le leggi frutto del confronto parlamentare.

Naturalmente, siamo e restiamo aperti. Credo che sia nell'interesse di tutte e tutti - visto che questo testo incide su alcuni aspetti, anche limitati, rispetto a tutte le questioni che erano state poste originariamente sia dal testo presentato dal PD, che da quello di Fratelli d'Italia - valutare ulteriori iniziative e ordini del giorno, utili a rafforzare questo impegno, nella speranza che lo spirito di collaborazione che ha animato i lavori fino a oggi possa continuare, fino a quando non avremo raggiunto l'obiettivo comune che ci stiamo dando: mai più auto abbandonate sul territorio delle nostre città, mai più auto abbandonate che feriscono le nostre comunità, in particolare le periferie, che devono essere sempre al centro dei nostri pensieri e delle nostre azioni.