A.C. 505-A
Grazie, Presidente. Con grande piacere abbiamo oggi l'esame della proposta di legge che reca modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo n. 297 del 16 aprile 1994 e al decreto legislativo n. 38 del 28 febbraio 2021, in materia di utilizzazione degli impianti sportivi scolastici da parte delle associazioni o società sportive. Mi piace sottolineare, nel mio ruolo di relatore e di primo firmatario, che questa proposta di legge è stata esaminata naturalmente in Commissione cultura (VII Commissione) e che c'è stata una grande volontà per la quale ringrazio nella fattispecie la Sottosegretaria Frassinetti che è stata anche protagonista di questo adattamento del testo in maniera che fosse solidamente accettabile sia da parte del Ministero dell'Istruzione che da parte del Ministero per lo Sport. Quindi, il testo inizialmente presentato è stato poi modificato in Commissione mediante l'approvazione di due proposte emendative presentate da me, in qualità di relatore, in accordo con il Governo - e ribadisco - strutturando la stesura del testo in accordo con gli uffici legislativi del Ministero dell'Istruzione e del Ministero per lo Sport.
Venendo al contenuto della proposta di legge in esame, c'è un articolo unico che fondamentalmente sostiene il diritto alla pratica sportiva, che in quest'Aula abbiamo sancito il 20 settembre 2023 votando all'unanimità la modifica all'articolo 33 riguardante lo sport, che quindi ha bisogno di luoghi dove poter essere esercitata. Quindi, interveniamo sull'articolo del testo unico che fa riferimento all'utilizzo delle palestre scolastiche, naturalmente fatte salve tutte, e a qualsiasi esigenza delle scuole affinché siano usate non solo in orario curricolare - quello è fuori discussione - ma anche in orario extracurricolare in relazione ai progetti PTOF (i piani formativi triennali).
Che cosa succede con questo testo che da oggi incominciamo ad analizzare? Succede che fondamentalmente il consiglio d'istituto si impegna a comunicare all'inizio del calendario scolastico - altro tema che creava qualche difficoltà alle società sportive che, invece, hanno una stagione sportiva che inizia ovviamente a settembre in concomitanza con il calendario scolastico - ai proprietari delle palestre scolastiche, che sono i comuni e le province, tutte le attività che sono in orario extracurricolare, facenti riferimento alla scuola, e quelle ore sono naturalmente riservate alla scuola.
Però, tutto il resto supera un modello che ha creato tante discontinuità e anche tante ingiustizie, perché ovviamente era molto legato al parere vincolante del consiglio di istituto e quindi accadeva - e accade purtroppo ancora - che magari due comuni limitrofi avessero due indicazioni diverse: qualcuno, facente riferimento al consiglio d'istituto che permetteva l'utilizzo delle palestre scolastiche in orario extracurricolare, poteva entrare nella palestra scolastica il pomeriggio e la sera e magari nel comune di fianco, laddove il consiglio d'istituto non permetteva l'ingresso, i cittadini, le cittadine e le società sportive di quel comune restavano fuori. Ripeto: cambia un po' la prospettiva da questo punto di vista.
Sottolineo due aspetti che credo siano importanti. Questa norma permetterà anche che le palestre scolastiche possano essere utilizzate nella stessa modalità, per esempio, nel periodo estivo quando la scuola è chiusa. Questo di nuovo facilita ovviamente il lavoro delle società sportive, perché in quei periodi naturalmente i ragazzi e le ragazze, che sono studenti, non vanno a scuola, perché la scuola è chiusa, e quindi hanno paradossalmente più tempo per potersi allenare o fare attività. Ma, per esempio, mi piace immaginare - interverremo anche con qualche ordine del giorno che proporremo al Governo - che possano essere sviluppati dei progetti che riguardano, per esempio, la cultura del movimento delle persone over 65 che, magari nelle ore mattutine del calendario scolastico quando la scuola è chiusa, possano usare quei luoghi come centro nevralgico e farli diventare, oltre a quello che già sono, anche degli hub della salute in questa maniera.
Aggiungo che viene normata anche la possibilità da parte di società sportive e associazioni di poter presentare dei progetti di manutenzione o di miglioramento delle strutture sportive e scolastiche ai proprietari (quindi i comuni e le province) che, se riconoscono la bontà di quel progetto di rigenerazione e di riqualificazione, possono riconoscere l'interesse pubblico e affidare la gestione gratuita dell'impianto per una durata proporzionalmente corrispondente al valore dell'intervento e comunque non inferiore ai 5 anni. Si innesca anche un principio di collaborazione pubblico - privato che ha l'unico scopo di migliorare le strutture sportive e scolastiche. Ovviamente ricordo che le strutture sportive e scolastiche sono luoghi pubblici e quindi è giusto e doveroso che siano accessibili - lo ripeto - senza incidere sui programmi e sui piani formativi delle scuole e che possano anche essere migliorate e manutenute con l'attenzione che di solito queste società hanno quando ottengono uno spazio dove poter svolgere la propria la propria attività.
Credo che, insomma, questo passaggio possa naturalmente segnare una stagione nuova di collaborazione, così come è stato molto collaborativo l'iter che ci porta oggi ad avviare la discussione generale e - mi auguro - domani il voto al voto finale, perché - ribadisco - agiamo nel perimetro di qualche cosa che questo Parlamento ha definito con patto che risale a quel 20 settembre del 2023, ovvero il riconoscimento da parte della Repubblica del valore educativo (quindi siamo totalmente nel perimetro scolastico), del valore sociale e della promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in tutte le sue forme. Lo abbiamo siglato insieme. Lo sport in questa legislatura ci ha permesso di fare diverse cose insieme su proposta della maggioranza e su proposta dell'opposizione come in questo caso. Credo che questa sia una delle azioni che, per quel momento di politica che ha, ovviamente è un momento molto alto, ma ha anche un aspetto un po' simbolico. Credo che possa essere una delle politiche - il passaggio dal singolare al plurale non è così marginale - cioè di quelle azioni che poi trasformano un principio sancito dalla Costituzione in qualche cosa che incide sulla vita dei cittadini e delle cittadine e in questo caso delle tantissime società sportive.
Chiudo ricordando che ovviamente questa proposta di legge ottimizza l'utilizzo delle palestre scolastiche, ma non posso non ricordare - lo dicono tutte le ricerche e lo ha detto Sport e Salute recentemente - che quasi il 60 per cento delle scuole nel Paese non ha una palestra scolastica.
Quindi, ovviamente da una parte sono felice che quelle che ci sono, che purtroppo sono nella metà, più o meno, delle scuole del nostro Paese, vengano utilizzate in maniera razionale ed estensiva, ma naturalmente non possiamo, e torneremo su questo aspetto, non immaginare un futuro in cui sia normale in questo Paese che una scuola abbia la sua palestra, che sia una palestra con tutti i canoni di qualità che servono per fare l'attività di educazione motoria nella scuola, nell'orario curricolare, per fare le attività che la scuola propone negli orari extracurricolari, e naturalmente per essere a disposizione delle società e di chi quella palestra possa usarla anche al pomeriggio o alla sera per i propri allenamenti e per i propri progetti.