Grazie, signor Presidente. Rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, sin dall'inizio della legislatura il Partito Democratico ha posto il tema del trasporto pubblico locale in Aula e in Commissione - e non soltanto nelle piazze - come un tema centrale della nostra battaglia politica, consapevoli del fatto che attorno al trasporto pubblico locale si muovono economie familiari e si muove il tema della qualità della vita. Il trasporto pubblico locale negli anni ha avuto alcune difficoltà croniche, che la discussione generale di oggi non ha nascosto, ma francamente anche in questa legislatura - e siamo ormai nella parte finale della legislatura - sono emerse ed emergono inadeguatezza, incapacità del Governo, tante cose non fatte e tante promesse non mantenute. Quindi, il dibattito di oggi credo che arrivi a un punto decisivo per come e su come ottimizziamo i tempi in questa fase finale, raggiungendo convergenze per cercare di ottimizzare i tempi e dare soluzioni concrete ai cittadini. È una discussione che arriva in un momento complicato per il trasporto pubblico locale, aggravato dal tema dell'aumento dei costi del carburante dovuto alla crisi che in questo momento sta colpendo il Golfo Persico. È una crisi nella crisi, perché i dati del trasporto pubblico locale già sono complicati per il panorama italiano e oggi sono stati aggravati, appunto, da quello che sta accadendo in Medio Oriente.
A partire dai dati, un punto di partenza è quello del parco circolante nel Paese. Come è stato già detto dalla collega Ghio, ogni 100 italiani ci sono 70 auto come parco circolante ed è un dato che è in aumento rispetto agli anni scorsi ed è in aumento rispetto anche al panorama europeo. È chiaro che un numero così alto di mezzi ha un costo per le famiglie, ha un costo significativo per gli spostamenti e va in controtendenza rispetto agli sforzi che sono stati fatti in passato sulla mobilità sostenibile con il PD al Governo e che oggi non riescono a fare un passo avanti deciso. Da questo punto di vista abbiamo sentito dai banchi di Fratelli d'Italia un appello alle risorse del PNRR, un PNRR che - lo ricordo con franchezza all'Aula - non è stato votato da Fratelli d'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista) e su cui c'è un evidente e consistente ritardo delle misure, proprio quelle relative alla mobilità sostenibile.
Un altro ritardo colpevole da parte del Governo è quello relativo alle risorse che dovrebbero essere trasferite alle regioni, su cui non si capisce bene, signor Presidente, se sia un ritardo dovuto alla burocrazia o se ci sia un problema di carenza delle risorse. Fatto sta che tutte le regioni devono elemosinare francamente trasferimenti che sono atti banali e che, con settimane e mesi di ritardo, poi vanno a incidere, a catena, sulla finanza locale, sul costo per i sindaci, sul costo delle città metropolitane, delle province e delle regioni.
C'è un tema che riguarda pure l'acquisto dei mezzi, il rinnovamento del parco auto e il rinnovamento dei pullman e dei bus legati al trasporto pubblico locale. Anche da questo punto di vista il PNRR è stata un'occasione non utilizzata del tutto, perché tante misure sono state definanziate e tante misure, rispetto a quelle previste, non sono riuscite ad atterrare - tra virgolette - nei territori. Resta sullo sfondo una situazione critica che abbiamo denunciato anche con i dati che abbiamo inserito nella mozione. Il 68 per cento degli italiani non utilizza abitualmente i mezzi di trasporto collettivi e l'Italia è penultima in Europa. Dietro di noi c'è soltanto Cipro, e questo proprio per dare un'idea di quanto sia grave la situazione in Italia.
Per quanto riguarda il numero del parco mezzi circolante, che abbiamo espresso in percentuale, nella mozione abbiamo inserito un dato che trasferisce in tutta la sua drammaticità il numero, per rendere, anche da questo punto di vista, l'entità della crisi. Sono oltre 41 milioni le auto che circolano nel Paese, inquinando le città metropolitane e incidendo sulla qualità dell'aria. È un numero di auto che, rispetto anche alla media europea, è particolarmente vetusto. Pensate che il tasso di motorizzazione è di ben 12 punti superiore a quello della media dell'Unione europea e di ben 10 punti superiore a quello degli altri Paesi al livello dell'Italia, come la Francia e la Germania.
Insomma, a fronte di questo sistema complessivo così grave, un accenno in questa sede è giusto farlo su quello che è il sistema dell'autotrasporto italiano e sulla crisi che riguarda il contratto collettivo che non è stato rinnovato e su cui chiediamo un impegno preciso, nella parte finale della nostra mozione, al Governo per reperire le risorse per il nuovo contratto collettivo nazionale. C'è il tema dei lavoratori e del lavoro usurante, che abbiamo posto, e soprattutto poi c'è un tema di confronto con le 830 imprese, che si occupano del trasporto pubblico locale e dell'autotrasporto in genere, che producono circa 12 miliardi di fatturato e su cui andrebbe alimentato un confronto proficuo. L'occasione di questa mozione deve essere anche il modo per provare a fare un passo avanti deciso tutti insieme, la parte pubblica e la parte privata.
Un accenno in questa discussione generale, Presidente, mi sia consentito per la nostra regione, che - ahimè - non è ben messa, in particolare la mia città, che è sul podio delle negatività del trasporto pubblico locale: Catania che, per ogni 1.000 abitanti, compresi anziani e bambini, ha 811 auto. Quindi, è il record peggiore del Sud Italia. La situazione è drammatica anche per quanto riguarda il traffico e l'incidenza sul traffico del trasporto pubblico locale.
In media, un abitante della provincia di Catania passa all'anno 103 ore nel traffico, con l'aggravante che l'azienda siciliana di trasporto pubblico (l'AST) cancella ogni mese appena appena 1.500 corse, nel silenzio di tanti. E c'è un dato su cui vorrei far riflettere quest'Aula: proprio nelle zone in cui aumentano i disservizi del trasporto pubblico locale e vengono tagliate le corse, aumenta la dispersione scolastica. Perché nella provincia di Catania e nella provincia di Siracusa c'è il record in Italia di abbandono scolastico, cioè la gente non riesce più ad andare a scuola perché manca un servizio di trasporto pubblico locale che faccia arrivare i ragazzi puntuali in classe.
A fronte di queste criticità, con la tangenziale di Catania che nelle ore di punta è costretta a gestire appena appena 40.000 veicoli, la risposta del sindaco metropolitano è stata quella di ritenere che questo problema si risolve aumentando il costo dei parcheggi. Credo che siamo ben lontani dal trovare un punto non soltanto d'incontro, ma anche di confronto su quello che al Sud è un vero e proprio disastro.
Chiudo il mio intervento, Presidente, con un appello alle altre forze di opposizione. Io credo che ci siano le condizioni, anche per ciò che abbiamo sentito in discussione generale, di trovare punti in comune e di condivisione tali da poter unire i testi.
Chiudo con un appello che è emerso in discussione generale: quello relativo alla sicurezza del personale. Ne abbiamo fatto un punto cardine nella nostra mozione perché l'elenco di aggressioni e tensioni, che è costretto a subire il personale in servizio nel trasporto pubblico locale, ha superato ogni limite di guardia e su questo chiediamo un impegno preciso del Governo.