Dichiarazione di voto finale
Data: 
Mercoledì, 17 Settembre, 2025
Nome: 
Laura Boldrini

A.C. 1917-B

 

Grazie, signor Presidente. Signor Presidente, noi parliamo di giustizia. Parliamo di giustizia e siamo costretti a farlo di notte, alle 2.20, perché domani i deputati e le deputate di maggioranza devono precipitarsi nelle Marche. A fare che cosa? Ad applaudire Giorgia Meloni. Ecco, siamo arrivati a questo punto.

Allora, vorrei innanzitutto concentrarmi sui problemi della giustizia, quelli veri. Come prima cosa vorrei esprimere il mio e il nostro saluto e la nostra vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori precari della giustizia, che proprio ieri - perché oramai siamo a ieri -, martedì 16 settembre, sono scesi in sciopero in tutta Italia per protestare contro l'incertezza che pesa sul loro futuro. Si tratta di tante persone, 12.000 persone assunte temporaneamente con i fondi del PNRR, impegnate prevalentemente negli uffici per il processo, che coadiuvano i magistrati e le cancellerie smaltendo pratiche arretrate. Con il loro contributo, secondo i dati del Ministero, sono stati smaltiti 100.000 procedimenti civili.

Quindi, parliamo di una presenza preziosa, tenendo conto che, nel corso degli anni, il Ministero della giustizia ha perso 15.000 unità e che prossimamente andranno in pensione altre 5.000 persone. Quindi, manca un dipendente su 4 di quelli previsti nella pianta organica. Ebbene, il contratto per i 12.000 precari scade a giugno del 2026 e si prevede che solo la metà di loro sarà stabilizzata. E gli altri? Gli altri, Presidente, arrivederci; arrivederci e forse grazie. Quindi, un grave danno per loro, ma anche per il funzionamento della giustizia in Italia. Noi ne chiediamo la stabilizzazione. E voi, Governo e maggioranza, voi che fate? Voi vi occupate della separazione delle carriere.

Signor Presidente, al 31 agosto il numero dei detenuti nelle carceri italiane ha raggiunto la cifra di 63.167, cioè il 140 per cento della capienza effettiva. Dall'inizio dell'anno al 20 agosto scorso, 55 persone si sono suicidate nelle carceri italiane e, purtroppo, nelle settimane successive ve ne sono aggiunte altre. Si sommano agli 85 suicidi del 2022, ai 70 del 2023, ai 91 del 2024. State al Governo da tre anni con le mani in mano di fronte a questo dramma.

Qual è invece la vostra priorità? La separazione delle carriere. Una causa civile…scusate! 

Una causa civile può completare il suo iter perfino dopo sette anni e lo stesso, circa, vale per quelle penali. Più della metà dei procedimenti finiscono in prescrizione, quindi giustizia negata. E qual è invece la vostra priorità? È la separazione delle carriere. Non sono le esigenze e i diritti dei cittadini, ma la crociata contro la magistratura. La considerate una priorità tale da dover addirittura vedere compromesse le prerogative del Parlamento.

Oggi Calamandrei è stato nominato più volte, ma - cari esponenti del Governo - Calamandrei diceva che, quando si discute di Costituzioni, i banchi del Governo dovrebbero essere vuoti. Voi invece avete svuotato il ruolo delle Aule parlamentari, espropriando il Parlamento delle proprie prerogative, imponendo un disegno di legge governativo, fino al punto di rifiutare qualsiasi emendamento, persino quello che garantiva la parità di genere nei due CSM. Voi sostenete che, nella situazione attuale, ci sarebbe una eccessiva commistione tra giudici e PM e i giudici, invece di essere terzi e imparziali, come dice l'articolo 111 della Costituzione, sarebbero troppo inclini a condividere le ragioni dell'accusa.

Il dottor Parodi, che è il presidente dell'ANM, nei giorni scorsi ha smentito questa tesi, ricordando che, nel 40 per cento circa dei casi, i processi finiscono con le assoluzioni, con una smentita cioè delle tesi della pubblica accusa. E questa cosa l'ha detta anche un avvocato e giurista di prestigio, che dovreste rispettare e conoscere: Franco Coppi.

Ecco, dove sta quindi questa impellente esigenza di introdurre due carriere separate? Dove sta? Voi sapete benissimo che quello del passaggio da una carriera all'altra della magistratura è ormai, in realtà, un fenomeno limitatissimo, perché con la riforma Cartabia del 2022 si è introdotto un ulteriore forte vincolo, cioè si può cambiare carriera solo una volta nella vita e solo dopo dieci anni dall'avvio dell'esperienza in magistratura. Oggi molti meno dell'1 per cento - meno dell'1 per cento - sono i magistrati che cambiano carriera. E per questo si va a modificare la Costituzione? Per lo 0,6 per cento?

È chiaro, quindi, che l'obiettivo è un altro: l'obiettivo è indebolire il Consiglio superiore della magistratura, dividendolo in due tronconi, togliendogli la funzione disciplinare e affidando al sorteggio la scelta dei magistrati che dovranno farne parte. Ma chiedo io - e mi rivolgo al Governo, magari mi aiuta - in quale associazione, in quale gruppo, in quale categoria di persone, per scegliere da chi essere amministrati, ci si affida al sorteggio? Al sorteggio invece che a una scelta libera, una scelta consapevole?

Ministro, me lo dica lei: quali sono queste categorie? Sottosegretario, siete uomini di esperienza, fatemi qualche esempio. In nessuna categoria, perché democrazia vuol dire poter scegliere, non estrarre a sorte. Il CSM, secondo Costituzione, è l'organo di autogoverno della magistratura ed è presieduto dal Capo dello Stato. Colpirne la funzionalità, colpirne l'autorevolezza, corrisponde alla principale vostra ossessione: quella dell'insofferenza verso ogni limite al potere esecutivo. Un'insofferenza che abbiamo visto già all'opera nella riforma del cosiddetto premierato: meno potere al Parlamento, meno potere al Presidente della Repubblica e ora meno poteri all'autogoverno e, quindi, all'indipendenza della magistratura.

È una brutta china, Presidente, quella in cui volete far scivolare la democrazia italiana, una bruttissima china, ma come avete visto le forze di opposizione si stanno compattando, le elezioni si avvicinano e si annuncia il referendum. Il vostro progetto illiberale non andrà lontano, perché saranno le italiane e gli italiani a respingerlo.