Dichiarazione di voto finale
Data: 
Mercoledì, 17 Settembre, 2025
Nome: 
Debora Serracchiani

A.C. 1917-B

 

Grazie, Presidente. Oggi, come è stato detto da diversi colleghi, per la prima volta abbiamo ascoltato la voce della destra italiana sul tema della separazione delle carriere e abbiamo appreso che, dopo “Il Signore degli anelli”, è diventata una pietra miliare nella formazione della destra un altro libro fondamentale: la biografia di Palamara. È un bel salto di qualità, non c'è dubbio e lo vogliamo sottolineare. Sicuramente noi non vogliamo sminuire quelle che sono state distorsioni nella magistratura di quelli che sono stati i punti sui quali la stessa magistratura è stata chiamata ad intervenire. Vedo nei banchi del Governo il Vice Ministro Sisto, ebbene il Vice Ministro come me, come tanti altri si è impegnato proprio nella scorsa legislatura per aggiustare quelle distorsioni e abbiamo fatto una riforma che aveva ed ha avuto ad oggetto proprio la riforma dell'ordinamento giudiziario.

Ebbene, evidentemente non è bastato, ma citare continuamente Palamara, dimenticando invece quelli che sono i fondamenti della formazione del Consiglio superiore della magistratura, del perché ci sono le correnti…beh basterebbe leggere l'Assemblea costituente, quegli atti, basterebbe capire che i nostri padri e madri costituenti hanno voluto creare all'interno anche del Consiglio superiore della magistratura un potere giudiziario dove vi fossero però aree culturali diverse, il pluralismo. Capisco che è una parola che vi sfugge, il pluralismo, ma il pluralismo anche nella magistratura significa che la formazione della cultura giuridica e giudiziaria avviene appunto attraverso il confronto, attraverso il confronto, la condivisione, certamente anche questo vi sfugge. Beh, in quella condivisione e in quel confronto io preferirei che in Consiglio superiore della magistratura…e voglio dire per suo tramite, Presidente, alla collega che già oggi in Consiglio superiore magistratura non tutti gli appartenenti appartengono a delle aree indicate dalle cosiddette “correnti”; ci sono anche i cosiddetti “indipendenti”, hanno nome e cognome e agiscono in quanto indipendenti.

Però se questo non basta, perché non basta che ci siano gli indipendenti, beh allora io suggerisco come cittadino, come cittadina suggerisco che è meglio avere lì un consigliere indicato da una vasta area, nominato, eletto da decine, centinaia di magistrati perché vuol dire che è più autorevole, vuol dire che è più competente, vuol dire anche che ha qualcuno a cui rispondere e questo non dovrebbe mettere paura. A me mette molta più paura che venga sorteggiato uno qualunque, che non appartiene a niente e a nessuno, che non ha nulla ed altro e che, quindi, sarà sul mercato e anche questa è una parola che forse vi spaventa, ma forse dovreste abituarvi anche a questa possibilità. E, siccome finora…non torno nel merito, l'ho detto anche prima durante l'intervento in discussione generale, ora aggiungo alcuni aspetti, però, alle critiche che noi facciamo alla separazione delle carriere, tra l'altro citando delle persone; cito - non l'ho ancora sentito nominare, mi permetto di farlo io - il quale dichiara: “I sinceri liberali e democratici non vogliono che la separazione diventi la foglia di fico per pratiche giudiziarie anche peggiori di quelle di oggi, perciò la separazione da sola non basta, se non si tocca davvero la Costituzione complessiva sull'ordinamento della magistratura. La riforma da benemerita potrebbe diventare immeritevole. Non è un caso che là dove c'è la separazione, praticamente in tutto il mondo occidentale, il PM è, in un modo o in un altro, collegato al potere politico. Chi altri potrebbe dargli le direttive di politica anticriminale, di priorità, di opportunità, di rilevanza, di urgenza? È un problema serio e ci si dovrebbe pensare seriamente, perché una democrazia senza separazione giudici - pubblici ministeri soffre, ma senza equilibrio fra poteri soccombe”.

Sapete di chi sono queste parole? Sono del senatore Marcello Pera - che certamente non può essere indicato nell'area di centrosinistra - che credo sollevi una questione importante, che è più o meno la stessa che vi abbiamo detto finora, cioè togliere i 1.300 pubblici ministeri e metterli da una parte, senza garantire quell'autonomia e quell'indipendenza a tutta la magistratura e soprattutto facendo di quei pubblici ministeri, appunto, dei super poliziotti, dei super accusatori, che avranno e continueranno ad avere non solo la Polizia giudiziaria, ma avranno anche il proprio Consiglio superiore della magistratura.

Beh, francamente, a noi sembra - lo abbiamo detto infinite volte, lo ripetiamo - una eterogenesi dei fini, cioè significa esattamente fare il contrario di quello che avete detto e di quello che mettete alla base della proposta sulla separazione delle magistrature. Noi non la chiameremo più “separazione delle carriere”, perché non lo è, perché quelle erano già separate, perché le funzioni erano già distinte, perché se volevate veramente fare la separazione delle carriere non c'era bisogno di portarci qui a fare una riforma costituzionale, era sufficiente una legge ordinaria che prevedesse due distinti concorsi pubblici. Evidentemente, però, l'obiettivo non è quello - lo abbiamo già detto e lo ribadisco ancora una volta -, l'obiettivo non è quello di riorganizzare la magistratura, l'obiettivo è quello di indebolirla e il modo migliore per poterlo fare è attaccare l'organo di autogoverno; attaccare l'organo di autogoverno sdoppiandolo, prevedendo l'Alta Corte. Anche lì io penso che ci siano addirittura rilievi di incostituzionalità. Certo non sono un costituzionalista, ma abbiamo ascoltato, fatto anche tante audizioni, abbiamo addirittura fatto audizioni come Partito Democratico perché non ci avete consentito di fare le audizioni in questa lettura; tante cose non ci avete consentito e non ci avete consentito neanche di fare le audizioni, però in quelle audizioni noi abbiamo ascoltato giuristi, abbiamo ascoltato la prima Presidente della Corte di cassazione, abbiamo ascoltato appunto non solo giuristi, anche associazioni preoccupate di questa modifica che incide sulle garanzie e le tutele dei cittadini. Ebbene, tutte queste persone ci hanno detto nella sostanza che non sono chiamate a discutere della separazione delle carriere, ma sono chiamate a discutere del perché voi volete togliere equilibrio ai poteri e alla separazione dei poteri.

Quello che poi non si capisce è perché laddove - lo diceva anche il Presidente Violante - c'è la necessità di trovare un riequilibrio, perché qui vi state affannando invece in un eccesso diametralmente opposto, cioè la politica che invade la magistratura, la politica che dice alla magistratura quello che deve fare; ma questo significa semplicemente smembrare, smantellare la nostra Carta costituzionale, la nostra idea di democrazia liberale. Significa avere un'altra idea; oddio, è la vostra idea, ed è un'idea che ci viene, che viene da lontano, non a caso prima nella discussione generale ho citato Giorgio Almirante, la volontà di prevedere il sorteggio perché, come diceva Giorgio Almirante, non è vero - o meglio - sottolineava che, in base alla Costituzione i magistrati sono sottoposti soltanto alla legge e sto citando ovviamente la Costituzione; peccato però che il Presidente Almirante poi intendesse dire - lo ha messo nero su bianco nella relazione illustrativa – che, a suo parere, il dovere esclusivo dei magistrati è quello di applicare la legge secondo la volontà del legislatore.

Queste parole a me sono risuonate un po'già sentite e sa, Vice Ministro, da chi le ho sentite? Dalla Presidente Meloni, ma d'altronde la famiglia di appartenenza è quella; e la Presidente Meloni che cosa ci ha spiegato finora? Che i magistrati devono stare muti e zitti, che i magistrati non possono permettersi di non andare d'accordo con le leggi che vengono fatte dal Governo, non sia mai, mica dal Parlamento, noi qui siamo chiamati soltanto a ratificarle, voi siete chiamati soltanto a ratificarle. Quindi noi crediamo che in questa logica la Presidente Meloni stia semplicemente facendo quello che ha sempre detto. Dopodiché, voi dite: state parlando di paure, state parlando di rischi, non è scritto nella legge. Mah, insomma, basterebbe leggere la relazione illustrativa, seppure breve, che dice tante cose e non sono cose che non possono non preoccupare. Però, quanto a credibilità, noi stiamo parlando del Governo che ci ha detto che al primo Consiglio dei ministri avrebbe abolito la Fornero; è il Governo che ci ha detto che al primo Consiglio dei ministri aboliva le accise.

Ora, siccome non soltanto le pensioni sono intoccabili, come è intoccabile la legge Fornero, non soltanto le accise stanno ancora lì, sono vive e lottano insieme a noi, e allora che credibilità possiamo dare a un Governo il cui programma elettorale finora non solo non è stato rispettato, ma va in direzione diametralmente opposta a quello che è stato detto? Per cui, sinceramente, noi non solo non vi crediamo, noi non solo indichiamo dei rischi, noi purtroppo abbiamo delle certezze. Purtroppo, ce lo dicono illustri membri di questo Governo, quali il Sottosegretario Delmastro Delle Vedove, lo stesso Ministro, ma la stessa Presidente del Consiglio. L'obiettivo è uno solo: l'obiettivo è mettere i magistrati sotto l'Esecutivo, l'obiettivo è cambiare il volto della democrazia liberale italiana, l'obiettivo è cancellare una Costituzione di cui non vi interessa niente, perché voi quella Costituzione non la rispettate perché non l'avete scritta. E allora a chi, invece, quella Costituzione ce l'ha nel DNA, ce l'ha nella propria storia, a noi non solo interessa salvaguardarla, interessa attuarla e ci interessa soprattutto lasciare.