A.C. 1917-B
Grazie, signor Presidente. Voglio dichiarare fin da subito il mio voto contrario a questo disegno di legge costituzionale. La separazione delle carriere era stata impostata come separazione delle funzioni già dal Governo Draghi. Se si voleva andare avanti bastava proporre una legge ordinaria. Invece, ancora una volta, avete voluto forzare, presentando una legge di modifica costituzionale, che più che separare le carriere divide la magistratura in due corpi separati, con due CSM diversi formati attraverso il sorteggio. Per il Governo del merito non è certo un buon segnale. Che sia il caso a decidere dei componenti è uno sberleffo alla competenza. Ma per voi conta che passi questo testo, che avete blindato con forzature successive fino a questo finale indecente, dove imponete un orario perché non siete in grado di garantire la presenza numerica dei vostri parlamentari necessari.
Abusate ancora una volta dei vostri numeri di maggioranza, come avete abusato finora della riduzione delle prerogative parlamentari. È una maggioranza di parlamentari piegata al volere del Governo e piegata alle esigenze e contingenze di presenza in campagna elettorale nelle Marche. Signor Presidente, il contesto in cui avviene questa discussione è un contesto dove manca completamente una seria discussione sui provvedimenti necessari alla riforma della giustizia. Un servizio pubblico di giustizia efficace e moderno: questo serve al nostro Paese e ai cittadini. Questa è la priorità autentica, mentre invece voi volete convincere gli italiani che la separazione delle carriere sia importante per rimediare ai problemi della giustizia. Il contesto - ripeto - il metodo e il contenuto di questa divisione della magistratura in due corpi separati è quello di una democrazia autoritaria, per la quale la legge della maggioranza soverchia i diritti delle minoranze e l'indipendenza e l'autonomia di Parlamento e magistratura. Così come l'autonomia differenziata della Lega è un colpo duro all'autonomia delle regioni e dei comuni, così come il premierato è la museruola della democrazia parlamentare, ora la separazione delle carriere fatta in questo modo è la negazione dell'autonomia della magistratura.
L'Italia ha da tempo bisogno di un sistema giudiziario efficace e moderno. Lo ripeto. I tempi dei processi civili e penali sono troppo lunghi. Una recente analisi di agosto della Commissione europea certifica che ci vogliono circa sei anni in Italia per concludere una causa civile. Siamo tra i peggiori in Europa ancora una volta. Governate da tre anni ma siete immobili sulle scelte necessarie a rendere più efficiente e rapido il nostro sistema giudiziario. Siamo ben lontani dai target di riduzione dei tempi del processo penale e civile previsti dall'attuazione del PNRR.
E lo siamo - guarda un po' - soprattutto perché mancano gli organici amministrativi. Ci sono, infatti, ancora da stabilizzare 6.000 persone nel personale amministrativo, mentre non scorrono come dovrebbero le graduatorie per i nuovi magistrati. Le carceri sono sovraffollate e il personale della Polizia penitenziaria è largamente insufficiente. Si può dire che state pianificando la recidiva per i detenuti. Il destino di continuare a delinquere senza alternative, alla faccia della sicurezza per i nostri cittadini. Non vi preoccupate di questo.
Non è una priorità per voi applicare, ad esempio, la sperimentazione del processo penale e ridurre i costi inaccettabili per i cittadini del servizio di giustizia. Efficacia e rispetto autentico dei bisogni di giustizia dei cittadini richiedono la digitalizzazione, l'implementazione del processo telematico, il rinnovamento strutturale ed edilizio delle sedi giudiziarie, l'assunzione di magistrati adeguata. Invece di occuparvi di tutto questo la vostra priorità è la separazione - o meglio, ripeto - la divisione e l'indebolimento della magistratura. Volete modificare la Costituzione, dunque, senza un vero confronto. Avete infatti blindato il testo. Non avete accettato nessun emendamento delle opposizioni. In realtà, volete convincere i cittadini che la giustizia non funziona, perché i magistrati sarebbero politicizzati o perché le leggi esistenti sarebbero troppo indulgenti rispetto ai delinquenti.
Anche qui, come vostra antica e rinnovata tradizione, vi inventate un nemico, esasperate e aizzate. Per questo la mia dichiarazione di voto è un atto di accusa soprattutto nei vostri propositi autoritari. È un voto contrario al vostro disegno di legge e quindi a favore della nostra Costituzione.