A.C. 1917-B
Grazie, Presidente. Intanto, annuncio subito in dichiarazione di voto la fermissima contrarietà per un tema sia di metodo che di merito. Lo abbiamo ripetuto più volte in quest'Aula, purtroppo dinanzi a un'Aula assolutamente vuota, e credo che anche questo faccia parte di quel metodo che citavo prima. Siamo di fronte a una riforma costituzionale. Io ricordo benissimo il primo giorno che sono entrata in quest'Aula, e penso che ciascuno di voi abbia questo ricordo vivido. Entrare in quest'Aula significa respirare qui, dove si è fatta la Costituzione, quanto le leggi del Paese possono cambiare davvero la vita delle persone e quanto questa democrazia, che è stata conquistata con la morte di persone che si sono sacrificate contro il nazifascismo, ci abbia portato poi, davvero qui in quest'Aula, a provare a rimettere al centro della politica, e quindi anche della nostra democrazia, la vita delle persone.
Ecco, oggi è svilente, è davvero svilente pensare che stiamo facendo - state facendo - una riforma costituzionale senza tenere minimamente conto dello spirito di quella Costituzione, uno spirito che nelle riforme costituzionali chiedeva quattro passaggi, una riflessione, un coinvolgimento di tutto il Parlamento, o comunque un coinvolgimento più ampio possibile. Voi siete riusciti con questa riforma - cosiddetta tale perché poi riforma non è, ma ci arriverò dopo - non solo a non coinvolgere le opposizioni, ma a non coinvolgere nemmeno la vostra maggioranza. Siamo di fronte, per la prima volta nella storia, a una riforma costituzionale che non ha neanche un emendamento. Non è stata toccata.
In Senato, addirittura dopo una compressione - incredibile perché appunto non ci sono scadenze, non c'è una vera motivazione d'urgenza - il provvedimento è arrivato in Aula senza relatore. Io credo che questo vi dovrebbe interrogare perché non penso che questo Parlamento possa andare avanti per strappi. E voi lo state facendo, ci avete un po' abituato a questo, anche se noi ovviamente non ci vogliamo abituare. Ci avete abituato alle fiducie, siamo ormai alla centesima fiducia. Ci avete abituato anche al calpestare i regolamenti parlamentari, anche quello che è accaduto questa notte e che sta accadendo ora, è un altro sopruso, possiamo dirlo, rispetto al ruolo delle opposizioni. Avete chiamato una fiume, senza necessità che questa fiume ci dovesse essere. Qual è l'urgenza? E allora, sarebbe bene dirlo: dovevate andare nelle Marche a fare campagna elettorale. Ma non è svilente? Non vi sentite piccoli in quest'Aula, dove è stata fatta la Costituzione, ad aver chiamato una fiume, a lasciarci qua a parlare da soli di una riforma costituzionale della giustizia, che è un perno della nostra democrazia, perché? Qua da soli così? Perché c'è un'urgenza? No, perché dovevate andare a fare campagna elettorale. Ecco, io penso che questo tema di metodo sia francamente centrale e che racconti molto di voi, che racconti molto dell'idea di Paese che avete, dell'idea di democrazia che avete.
Andando avanti, passando al merito, il merito, se possibile, è ancora peggio del metodo. Siamo di fronte in Italia a grandissimi problemi della giustizia. Tantissime imprese, cittadini, persone lo vivono sulla propria pelle. A fronte di processi lunghissimi, la disponibilità delle udienze del giudice di pace - è stato già ricordato da tantissimi colleghi – è solo nel 2030, i processi telematici che sono in tilt, le imprese che quando scelgono dove investire in Europa non scelgono l'Italia perché non hanno una certezza dei tempi della giustizia. Questo dovrebbe interessare tutte e tutti noi. Oppure, ancora, il grandissimo tema delle carceri. Anche questo è stato più e più volte citato. Siamo al 130 per cento di sovraffollamento, i suicidi l'anno scorso hanno raggiunto purtroppo una cifra record, ma anche quest'anno siamo già alla tragica cifra di 46 suicidi tra popolazione carceraria e chi nelle carceri ci lavora. Ecco, tutto questo avrebbe dovuto interrogarvi nello scrivere una riforma della giustizia, nel provare a mettere al centro i bisogni dell'Italia, delle cittadine e dei cittadini, anche delle imprese. E invece qual è stata la vostra risposta? Qual è stata non solo la risposta che state dando oggi con la riforma, ma qual è stata la vostra risposta fino ad oggi rispetto al tema della giustizia? Avete tagliato. Tagli con l'ultima legge di bilancio del 15 per cento delle risorse, ossia 500 milioni di euro in meno al dipartimento. I precari della giustizia, i precari del PNRR a cui non avete dato una risposta. Noi più volte abbiamo provato a sollecitarvi. Avete introdotto 48 nuovi reati, 14 solo con il decreto sicurezza che noi abbiamo ribattezzato decreto repressione perché, in effetti, di quello purtroppo si tratta. Il che certamente non risolve né i problemi di giustizia né i problemi di coesione sociale, né, tantomeno, i problemi di sovraffollamento delle carceri. Avete deciso di fare una riforma assolutamente vendicativa, ostile alla magistratura. Il vostro obiettivo, che non è neanche tanto nascosto, diciamolo - perché magari non lo avete detto in quest'Aula, ma lo dite fuori, lo avete detto nelle interviste, lo avete detto più volte nelle dichiarazioni, lo avete detto con tantissimi attacchi alla magistratura -, è quello di assoggettare questo potere dello Stato al vostro potere politico. Voi non volete il dissenso, non lo volete da nessuna parte, non può arrivare da nessuna parte e questo penso che sia un male per il nostro Paese e per la nostra democrazia. Avete deciso di separare la funzione giudicante da quella requirente con una legge costituzionale, e non ce ne sarebbe stato bisogno, se questo fosse stato il vostro unico obiettivo, anche perché, come abbiamo ripetuto più volte in quest'Aula, c'è già la riforma Cartabia che peraltro molti e molte di voi avete votato, comunque l'hanno votata molti dei partiti di maggioranza. E sappiamo bene che i numeri parlano chiaro e ci raccontano che questo passaggio, il cambio di ruoli, riguarda meno dell'un per cento e soprattutto avviene sempre all'inizio di carriera.
In questi giorni, ieri, in particolare, mi sono molto interrogata, anche rispetto alla discussione che stiamo facendo in quest'Aula, su quello che è successo nella mia città, a Milano. Sappiamo tutti dei processi che sono in corso, quindi, delle accuse molto forti che i PM hanno fatto; ci sono circa 70 indagati, noi ne conosciamo 23; noi, a differenza vostra, non accusiamo la magistratura, ma rispettiamo il ruolo e le funzioni della magistratura e, quindi, anche tutto il percorso che i processi seguono. Ieri, abbiamo letto, abbiamo potuto leggere - immagino le abbiate lette anche voi - le motivazioni di due riesami. Ecco, credo che quello ci racconti bene che già oggi non c'è qualcuno assoggettato a qualcun altro, anche se hanno l'ufficio di fianco o bevono il caffè insieme, perché evidentemente chi oggi svolge un ruolo nella magistratura ha deciso di svolgerlo in un modo assolutamente integro e questo riguarda la stragrandissima parte dei PM e dei magistrati e questa è una prova provata, vi invito a leggere quello che sta accadendo a Milano e che è accaduto, perché, davvero, io penso che ce lo racconti bene.
Invece, oggi, siamo qui a discutere sostanzialmente del nulla: quindi, separazione delle carriere, due CSM con i relativi costi e, totalmente, una grande inutilità; il sorteggio che manda totalmente in soffitta il merito; ma la cosa più incredibile è che io credo che per l'eterogenesi dei fini voi rischiate in fondo di ottenere il risultato opposto a quello che in teoria state dichiarando, anche se forse, come diceva qualche mio collega, avete, di fondo, un'altra idea. A parte che il garantismo che tanto professate in questa riforma io non capisco bene come e dove si sostanzi, ma credo che voi stiate sostanzialmente creando un super PM, un accusatore di professione, sganciato dal resto della magistratura, con a disposizione l'intero apparato di Polizia giudiziaria e, quindi, cosa faremo? Ci ritroveremo poi qui a dover discutere di come limitare i poteri di questo PM? E, allora, forse, ci proporrete delle soluzioni che sono già state adottate in altri Paesi, cioè di assoggettare i PM al potere dell'Esecutivo? Ci viene da pensare che forse sia questo il vostro vero intento, e - lo abbiamo detto all'inizio - questo ovviamente ci vedrà assolutamente contrari, come ci aveva visti assolutamente contrari questo provvedimento, perché siamo convinti che l'idea costituzionale della separazione dei poteri sia assolutamente da preservare. Forse, avete davanti dei fulgidi esempi, Trump, Netanyahu, Orbán, che non credono minimamente nella giustizia. La nostra segretaria, prima, ha fatto l'esempio della Corte penale internazionale, ma se guardiamo quello che Orbán sta facendo con le altre Corti, anche nel suo Paese, ecco, forse mi viene da pensare che l'esempio che state cercando di seguire sia proprio questo.
Noi faremo opposizione qui, continueremo a farla anche con l'Aula vuota, ma la faremo anche nel Paese. Ci aspetterà un referendum e credo che in questo referendum racconteremo bene alle italiane e agli italiani quello che a voi interessa: non risolvere i loro problemi, non essergli accanto anche nei momenti più difficili, come nella lungaggine dei processi, ma una vostra bandierina in un cambio di bandierine con gli altri partiti di maggioranza.