A.C. 1917-B
Grazie, Presidente. Ma io penso, per le ragioni che molti colleghi hanno illustrato, che si sta commettendo un grave errore. Un errore che ridurrà le garanzie e le tutele dei cittadini. E vorrei, in particolare, soffermarmi su due argomenti, non riprendendo molti altri. Voi rischiate di conseguire, con questa separazione, l'effetto opposto a quello che dichiarate di perseguire.
Perché, se l'obiettivo della separazione delle carriere è calmierare una tendenza della magistratura inquirente, che sempre più spesso è ispirata più dalla presunzione di colpevolezza che non dalla presunzione di innocenza - e il caso di Milano di cui le cronache in questi giorni sono piene ne è una dimostrazione - credo che, in realtà, la separazione aggraverà e accentuerà questo rischio. Vedete, chi come me e altri che in quest'Aula siedono e che hanno avuto la ventura anche di svolgere funzioni di amministratore locale, sanno come la tendenza della magistratura inquirente a coltivare più la presunzione di colpevolezza che non la presunzione di innocenza è largamente diffusa. E ne abbiamo mille esempi. E ne sono stati vittime amministratori locali di diverso colore politico, a dimostrazione del fatto che è una tendenza radicata. Però, tutto questo non si risolve con la separazione delle carriere. Secondo me, con la separazione delle carriere e con una magistratura inquirente resa ancora più autoreferenziale questo rischio si aggraverà. Quindi per - diciamo - eterogenesi dei fini, alla fine, anziché determinare con la separazione una maggiore tutela dei cittadini, li metteremo maggiormente a rischio. Io penso che questo sia un primo problema.
Il secondo problema è quello che riguarda la composizione del CSM. Ora, io avendo anche avuto la ventura di ricoprire quel seggio dove adesso siede il Ministro Nordio, ho visto da vicino i problemi che ha comportato e comporta un'organizzazione della magistratura per correnti organizzate. Non penso, però, che passare da questo al sorteggio risolverà il problema. Anzi, secondo me lo aggraverà, perché è del tutto evidente che intorno a coloro che saranno nominati per sorteggio si costruiranno tra i membri del CSM delle convergenze e delle filiere più opache. Più opache. Semmai, il problema è che - però, mi rendo conto che è un problema molto complesso - bisognerebbe interrogarsi su una titolarità in particolare che oggi è riferita in modo esclusivo al CSM, che è la nomina dei vertici giudiziari. Noi abbiamo tradotto il principio della assoluta indipendenza della magistratura - principio costituzionale e sacro - e ne abbiamo tratto la conseguenza che, per esempio, una delle applicazioni di questo principio è la esclusiva competenza del CSM nella nomina dei capi degli uffici giudiziari.
In altri Paesi, europei e non solo, dove è sancito il principio della indipendenza della magistratura, non si è stabilita questa conseguenza. Però, questo tema voi non l'avete affrontato. Mi rendo conto che è complesso e che è difficile. Però, vorrei farvi notare che questo tema c'è. Credo che chi si occupa più da vicino di queste cose abbia, anche per dovere quasi d'ufficio, letto il famoso libro-intervista di Sallusti a Palamara. E a un certo punto, in un capitolo, Palamara spiega che le nomine avvengono sulla base di un accordo tra le correnti. E denomina anche questa formula. Dice: “il pacchettone”. Io, non avendo come lei nessun potere di intervento, da Ministro però l'ho visto, quando in quel periodo si facevano le nomine.
Quindi, semmai, il problema è come si agisce sulle nomine per evitare il “pacchettone”, perché il “pacchettone” ci sarà anche col sorteggio. Perché se consideriamo che c'è una competenza esclusiva, non sarà tra le correnti, ma sarà tra i singoli. E intorno ai singoli si organizzeranno delle filiere, dei rapporti, delle convenienze e anche - come dire - un certo mercato delle nomine. Quindi, questo è un problema serio che però io penso che con il sorteggio, non solo non sarà risolto, ma si aggraverà. Perché è un metodo più opaco e fondato sulla casualità del sorteggio, sulla personalità dei sorteggiati che avranno - come dire - assolutamente discrezionalità nel determinare le proprie opinioni - ma questo è ovvio -, ma anche i rapporti e le convergenze e gli interessi che vanno messi insieme.
Quindi, anche per questo io penso che con questa riforma, anche in questo caso, noi rischiamo di produrre una condizione, una stortura che si aggraverà. Semmai il problema è come si interviene sui collegi giudiziari; questo è il problema naturalmente, però è un altro problema che non viene affrontato qui. Quindi io penso che, alla fine - e termino -, questa non riforma perché, in realtà a mio avviso, non lo è, poiché con la separazione delle carriere di fatto, già è stato ampiamente dimostrato, quando soltanto l'1 per cento passa da un ramo all'altro, vuol dire noi abbiamo sostanzialmente già sancito una separazione. Però, io penso che il problema è che fino a che noi manteniamo un ordinamento unico, ci sono certe regole, certi criteri e anche certi vincoli; nel momento in cui noi quell'ordinamento unico lo separiamo nettamente e lo distinguiamo, si espone il sistema a rischi maggiori e, soprattutto, si espongono i cittadini a essere meno tutelati e meno garantiti nel momento in cui dovranno essere giudicati e, guardate, la cosa che a me colpisce molto è che in tutte le inchieste che vengono fatte reiteratamente la fiducia dei cittadini nella magistratura - in questo momento - non supera mai una percentuale del 60 per cento, spesso è inferiore. Però, guardate, che questo è un problema serio perché se nell'animo di milioni di persone c'è il dubbio che chi dovrebbe garantire l'amministrazione della Giustizia secondo criteri di imparzialità, non lo fa - perché il fatto che più del 40 per cento o, addirittura, di più non manifesti fiducia nella magistratura - ciò vuol dire che non si è sicuri della imparzialità della magistratura, e questo è un gigantesco problema che attiene alla democrazia, attiene al rapporto di identificazione tra i cittadini, lo Stato e le istituzioni. Io temo che questa riforma non migliorerà quelle percentuali, ma le aggraverà. Grazie dell'attenzione.