Dichiarazione di voto
Data: 
Mercoledì, 30 Novembre, 2022
Nome: 
Maria Anna Madia

Doc. II, n. 5

Grazie, Presidente. La proposta di modifica di Regolamento che stiamo discutendo e su cui annuncio il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico nasce come base di partenza nella scorsa legislatura da un lavoro formulato dai relatori e adottato dalla Giunta per il Regolamento. Noi stiamo riadeguando alcuni parametri numerici alla luce della diminuzione dei deputati che c'è stata con la riforma costituzionale nella passata legislatura e, in particolare, sono due gli ordini numerici, i parametri numerici che noi stiamo modificando. I primi riguardano organi previsti e disciplinati dal nostro Regolamento; i secondi parametri riguardano, invece, dei numeri procedurali, dei quorum che consentono l'esercizio di prerogative parlamentari.

Per quanto riguarda il primo gruppo di parametri numerici, quelli che riguardano gli organi, in particolare noi stiamo agendo sul numero minimo di deputati per comporre un gruppo politico, che passa da 20 a 14 e, conseguentemente, diminuisce anche il requisito numerico minimo per le componenti politiche del gruppo Misto, che passa da 10 a 7, e stiamo rivedendo anche la composizione della Giunta delle elezioni e della Giunta per le autorizzazioni che, rispettivamente, passano, queste due Giunte, da 30 a 20 deputati e da 21 a 15 deputati. La scelta operata per questo tipo di modifiche di parametri numerici legati agli organi è quella di far decorrere queste modifiche dalla prossima legislatura, per una ragione ovvia a tutti e, cioè, il fatto che questi organi, in questa legislatura, sono già stati costituiti.

Per quanto riguarda, invece, le riforme di parametri procedurali, ne citerò alcune: la procedura per le modifiche regolamentari, le formulazioni di proposte alternative a quelle presentate dalla Giunta per le autorizzazioni, la presentazione delle pregiudiziali, la richiesta di votazione nominale, l'assegnazione di progetti di legge, la presentazione di subemendamenti; ce ne sono altre che, puntualmente, si potrebbero elencare e che, comunque, si trovano nell'articolato, abbiamo deciso, invece, che si potesse procedere già dal prossimo gennaio a far decorrere queste modifiche proprio perché, non trattandosi di organi, ma di parametri procedurali, non c'è l'impedimento della già costituzione degli organi.

Come diceva il collega Iezzi - e vado a concludere -, l'intesa tra i gruppi è che, una volta approvata questa riforma, che è una riforma minimale, è una riforma direi dovuta, che ci sarebbe dovuta anche essere prima alla luce, appunto, della riduzione dei deputati, si dovrà procedere a una discussione più ampia, più profonda, più anche coraggiosa per fare in modo, così come il Senato ha già fatto, di razionalizzare anche i lavori di questo ramo del Parlamento. E io credo che, nella discussione che ci sarà tra tutti i gruppi politici nella Giunta per il Regolamento, gli obiettivi che dovremmo darci sono quattro. Il primo - lo citava anche il collega Iezzi prima di me - è quello di limitare quanto più possibile, ovviamente nel rispetto della nostra Costituzione, il trasformismo in quest'Aula e, quindi, il passaggio dei deputati da un gruppo ad un altro. Il secondo obiettivo è quello di provare ad individuare degli iter legislativi preferenziali che possano aiutarci, aiutare il sistema, aiutare il rapporto Parlamento-Governo nel limitare l'uso e l'abuso della decretazione d'urgenza che in questi anni, con tutti i Governi, purtroppo, abbiamo visto susseguirsi.

Il terzo obiettivo, che ritengo molto importante e al quale si è sempre data troppa poca importanza, sarebbe quello di riuscire ad attuare, a rafforzare la funzione di controllo del Parlamento sull'attività del Governo, in particolare sull'attuazione delle leggi. Se c'è un problema che ha l'Italia è il fatto che si susseguono riforme che mai vengono attuate. Il Parlamento su questo, mi auguro a partire dalla riforma del Regolamento, potrebbe avere un ruolo molto importante. Infine - concludo - il quarto obiettivo è quello di superare le tante disposizioni desuete che ci sono. Iezzi citava la necessità, ancora, di far decorrere le 24 ore dalla posizione della questione di fiducia alla votazione; ne cito una, ce ne sono diverse.

Su tutti questi punti, con questi obiettivi, auspico davvero che questa legislatura, la XIX, possa consegnare alla Camera dei deputati un Regolamento che consenta di lavorare in modo più razionale e, quindi, possa anche rispondere, almeno per quota parte, alla fragilità che oggi sconta la nostra democrazia.