Discussione generale
Data: 
Martedì, 5 Marzo, 2024
Nome: 
Lia Quartapelle Procopio

Doc. XVI, n. 2    Vai alla scheda della Risoluzione in Aula

Grazie, Presidente. Signor Ministro, quello che discutiamo oggi è, forse, il provvedimento di politica estera e di sicurezza più importante del 2024. Dico “forse” e dico “finora”, perché davvero non sappiamo che cosa ci riservi il futuro e obiettivamente sono tante le nuvole scure che si addensano all'orizzonte.

Mi auguro che le decisioni che prendiamo in questa sede e nella discussione che poi verrà sulle altre missioni internazionali ci aiutino a disinnescare le tensioni e a ridurre l'instabilità globale, ma proprio perché la situazione internazionale in cui l'Italia è inserita è estremamente complessa, vorrei utilizzare questo intervento per dare due ordini di contributi costruttivi al Governo.

In primo luogo, le esprimo la profonda insoddisfazione del nostro partito, il Partito Democratico, per come il Governo ha deciso di tenere informato il Parlamento su quanto sta accadendo tra Gaza e Israele e nel quadrante del Mar Rosso. Premetto che noi voteremo a favore della missione Levante, della missione Aspides e della prosecuzione delle altre missioni volte a favorire la libertà di navigazione e della missione civile europea in Ucraina. Sono tutte missioni connesse all'interesse nazionale. Noi siamo una grande Nazione mediterranea, abbiamo sul nostro territorio nazionale importanti porti e per noi è una questione vitale per la crescita e lo sviluppo del nostro Paese che il transito attraverso il Mar Rosso e attraverso il Mediterraneo sia mantenuto libero.

Tuttavia, proprio per questo, proprio perché condividiamo l'indirizzo di azione del Governo, non possiamo accettare l'approssimazione e la superficialità con cui il Governo si sta muovendo su queste materie. L'ultima volta che il Governo di propria iniziativa ha ritenuto utile informare il Parlamento sulla situazione tra Israele e Gaza e la crisi umanitaria a Gaza è stato il 15 di novembre. Nel frattempo, le vittime civili sono arrivate a 30.000 e la strategia di Netanyahu sembra essersi incagliata nella prosecuzione della guerra infinita. L'abbiamo chiamata a riferire 8 volte durante il question time e durante altre occasioni previste dalla nostre prerogative come opposizioni, ma evidentemente il Governo non ha pensato che ci fosse qualcosa d'altro su cui aggiornare il Parlamento.

Se, poi, guardiamo a quanto sta accadendo nel Mar Rosso, l'assenza di coinvolgimento di quest'Aula è francamente ancora più penosa. Il Ministro Crosetto è molto prolifico in termini di interviste, ma è altrettanto assente in quest'Aula e nelle Commissioni. Non mi riferisco certo alla giornata di oggi, in cui ovviamente è giustificato per altri impegni istituzionali, ma è da dicembre che noi chiediamo di essere informati su questa missione e abbiamo avuto una breve informativa del Ministro il 1° febbraio in Commissione difesa: questo è quanto.

Non è mai successo, Ministro, che venissero approvate delle missioni importanti, come la missione Aspides, senza un'informativa dei due Ministri e lo diciamo condividendo la responsabilità che il Governo si prende nell'autorizzare questa missione.

Lo diciamo soprattutto perché al vuoto informativo corrisponde anche un vuoto autorizzativo. Voi siete arrivati in ritardo con la missione Aspides. La risoluzione ONU che prelude a questa missione, la risoluzione 2722 (2024), è del gennaio del 2024. Le decisioni del Consiglio europeo che deliberano la missione europea sono del 19 febbraio. Voi siete arrivati in Parlamento con un provvedimento il 29 febbraio, quindi, 10 giorni dopo. È obiettivamente molto tardi e abbiamo visto le conseguenze di questo ritardo: la nave Duilio, che è stata attaccata da un drone nella notte tra sabato e domenica, ha agito in un quadro autorizzativo confuso. So già che cosa lei mi dirà; mi dirà che è una nave autorizzata come parte di una missione italiana già presente, ma, insomma, sappiamo bene che la questione è un'altra.

Ringraziamo il comandante Quondamatteo, gli uomini e le donne dell'equipaggio per il loro lavoro e la professionalità con cui hanno reagito all'attacco Houthi, ma gli uomini e le donne delle Forze armate, soprattutto in teatri delicati, devono essere messi in grado di agire in un quadro corretto.

Questo è compito del Governo e, a nostro giudizio, siamo al limite di quanto previsto sui poteri autorizzativi del Parlamento. Onestamente, non è mai successo che i Governi che vi hanno preceduto non abbiano coinvolto le opposizioni in materia di interesse nazionale e di sicurezza. Lo sa bene la Presidente del Consiglio, che era stata sempre tenuta al corrente di ogni decisione del Governo da parte del Primo Ministro Draghi sulle vicende e sulle decisioni collegate all'invasione russa dell'Ucraina.

Voi, invece, state usando il Parlamento come palcoscenico, come abbiamo visto utilizzando il Senato come location per presentare il piano Mattei. Noi stiamo ancora aspettando quanto previsto dal decreto del piano Mattei, ossia che al Parlamento vengano trasmesse le schede relative al piano Mattei, che vorremmo poter discutere - ricordo che è prerogativa del Parlamento dare un parere entro 30 giorni, noi stiamo ancora aspettando qui, un mese dopo, la presentazione di quel piano nella location del Senato -, oppure usate il Parlamento come passacarte, come è successo in occasione della presentazione, avvenuta in fretta e furia, per l'Accordo bilaterale di sicurezza sull'Ucraina, che è stato presentato 2 giorni prima, in fretta, prima che venisse firmato a Kiev.

Quell'Accordo è giusto; ad un esame più attento sembra essere più vago di quanto previsto dagli accordi gemelli di Francia o di Germania. Noi su queste cose vorremmo discutere, e quindi facciamo una proposta, Ministro, a lei, alla maggioranza, approfittando anche della presenza del Presidente della Camera. Organizziamo una sessione parlamentare dedicata alla politica estera, a discutere della collocazione internazionale del nostro Paese e sugli strumenti a nostra disposizione per favorire pace, stabilità e sicurezza.

I prossimi mesi saranno mesi complicati, ed è compito del Governo, a nostro giudizio, cercare un'unità di fondo su valori e interessi, e non semplicemente un'unità di facciata, raffazzonata e affrettata perché si devono approvare le cose. Comunque, siamo grati - vengo alla missione Levante - per il lavoro che lei, l'unità di crisi, i nostri diplomatici accreditati in Palestina e in Egitto stanno facendo dal punto di vista umanitario per la popolazione civile palestinese. Siamo orgogliosi, siamo orgogliosi di questo lavoro, siamo orgogliosi dell'assistenza umanitaria che state dando.

Quando vediamo i bambini palestinesi che arrivano in Italia e vengono accolti dalle nostre strutture sanitarie, siamo davvero grati del lavoro che tutto il sistema Paese sta mettendo per fare del nostro Paese un luogo dove le persone possano essere curate e dove si possa avere effettivamente un momento di pace e di tranquillità per questi civili. Condividiamo gli obiettivi della missione Levante, che è una missione che servirà anche per affrontare la situazione drammatica della popolazione civile a Gaza. La situazione civile a Gaza è apocalittica, come ci hanno raccontato i nostri colleghi parlamentari che proprio in queste ore si trovano al valico di Rafah, in una delegazione del PD, di AVS e del MoVimento 5 Stelle.

Gli avvenimenti di giovedì, quando più di 110 persone sono morte durante la distribuzione degli aiuti umanitari da parte dell'esercito israeliano, ci hanno mostrato quanto la situazione sia disperata, e la dinamica esatta che ha portato a quei morti deve essere chiarita con un'indagine indipendente, ma in ogni caso da quelle immagini è evidente che la situazione dei civili di Gaza, senza cibo, al freddo, stremati sotto i bombardamenti incessanti israeliani che durano ormai da 150 giorni, è una situazione disperata, e non c'è autorità palestinese, israeliana o delle Nazioni Unite in grado di gestire senza incidenti la complessità delle operazioni umanitarie in queste condizioni.

E qui abbiamo alcune questioni, Ministro. Lei, ieri, in un'intervista - ancora una volta in un'intervista - ha dichiarato che si vuole rendere l'Italia l'hub degli aiuti umanitari alimentari, e siamo d'accordo su questo obiettivo, ma noi abbiamo due domande. La prima domanda è: come intendete farlo, se avete congelato già nel 2023 gli aiuti all'UNRWA? Noi siamo a favore di un'indagine approfondita sulle responsabilità di eventuali dipendenti UNRWA negli attentati terroristici terribili del 7 di ottobre, ma quale autorità è in grado di sostituirsi a un'autorità, pure imperfetta, pure con tanti limiti, come UNRWA, in questo momento? Quale autorità ha la capacità di fare la distribuzione degli aiuti umanitari a Gaza?

Risponda a questa domanda, perché sono molto preoccupata che si cancelli con grande superficialità l'unica autorità che, pure con tanti limiti, è in grado di fare quello in una situazione umanitaria estremamente grave, estremamente peggiorata, che non ci sia un'alternativa, e che quindi si facciano delle dichiarazioni, ma poi, nel concreto, non si riesca a capire come far arrivare questi aiuti umanitari.

E lo dico anche riprendendo una decisione del commissario della Commissione europea, Várhelyi, ungherese, esponente del partito di Orbán, che 5 giorni fa, non 5 mesi fa, ma 5 giorni fa ha deciso, per conto della Commissione europea, che pure chiede trasparenza sulle operazioni di UNRWA, di stanziare 50 milioni di euro attraverso UNRWA, perché non ci sono altri canali per far arrivare gli aiuti umanitari.

Questa è la prima domanda che le rivolgiamo: come intendete far arrivare gli aiuti umanitari? La seconda domanda riguarda più direttamente le responsabilità italiane.

In Commissione abbiamo proposto un aumento degli aiuti umanitari già a partire da queste missioni. Ci è stato risposto che ci saranno risorse, ma nel prossimo provvedimento sulle missioni, quando arriverà in Parlamento. La situazione a Gaza è disperata oggi, non aspetta il prossimo provvedimento sulle missioni. Allora, perché non stanziare subito quei 10 milioni di cui lei ha parlato ieri nell'intervista, 10 o 20 milioni di euro? Perché non stanziarli subito? Altrimenti saremo un hub di cosa? Che cosa distribuiremo? Con quali risorse?

Infine un punto politico: cosa state facendo nel dialogo con Netanyahu. Noi abbiamo apprezzato alcune delle dichiarazioni della Presidente del Consiglio e anche sue, quando avete detto che il Presidente Netanyahu sbaglia a non voler riconoscere uno Stato palestinese, ma in questo momento siamo estremamente preoccupati. Ci sembra che Netanyahu non abbia una strategia. Se avesse una strategia diversa da quella che ha, che è la guerra infinita, fermerebbe le operazioni dell'esercito. Le azioni di Netanyahu non hanno più obiettivi militari chiari e raggiungibili, e mancano totalmente di una strategia per il dopo, come continua a incalzare il Presidente Biden.

L'unica cosa che il Premier israeliano sta ottenendo in queste ore è quella di isolare Israele dal resto del mondo. Hamas va sconfitta anche con una strategia politica, non è possibile eradicare Hamas con una guerra infinita. Netanyahu è il Primo Ministro, è il responsabile in ultima istanza delle scelte che vengono prese in queste ore e in questi giorni dal Governo israeliano. Noi chiediamo a lei che cosa state facendo per onorare la richiesta che ha fatto questo Parlamento, per iniziativa del Partito Democratico, perché ci sia un cessate il fuoco umanitario immediato, una strategia per il dopo e la liberazione degli ostaggi.