Grazie, Presidente. Rendiamo omaggio oggi alla memoria del professor Luigi Nicolais. Con la sua scomparsa ci ha lasciato un grande italiano: uno scienziato di fama internazionale, un accademico insigne, un civil servant che ha ricoperto numerosi e prestigiosi incarichi, ma anche una personalità che in tutti questi ruoli ha saputo dare lustro al Paese, convinto com'era che la conoscenza dovesse essere messa al servizio della democrazia e del progresso di tutta la comunità.
A pochi, giustamente, viene riconosciuto il titolo di “maestro”. Luigi Nicolais, Gino, lo era in pieno e a tutti gli effetti, per lo scrigno di sapere accumulato in tanti anni di studio e ricerca, per la capacità di trasferirlo con dedizione assoluta a generazioni di studenti e, infine, per il riconoscimento che sorgeva spontaneo in chiunque entrasse in relazione e collaborazione con lui.
La sua scomparsa rappresenta una perdita profonda per la comunità scientifica, per le istituzioni e per tutti coloro che ne hanno condiviso il percorso umano e professionale. “Punto di riferimento”: è una delle espressioni risuonate più di frequente negli addii di quanti l'hanno conosciuto. Non si è punto di riferimento se non si ha, insieme a una cultura e a un sapere da condividere, anche una capacità umana di entrare in relazione con le persone, come lui era in grado di fare in modo ammirevole.
Il suo impegno nell'università si è sempre svolto in parallelo ad un'intensa attività pubblica. Era mosso da un'idea incrollabile: quella di ridurre la distanza tra la cittadella del sapere e il resto della società e rendere la prima leva per la crescita e lo sviluppo della seconda. In particolare Nicolais, autore di centinaia di pubblicazioni e brevetti, uno degli scienziati italiani più citati al mondo, destinatario di numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, vedeva nell'innovazione tecnologica e scientifica l'arteria principale per il cuore dello sviluppo economico e sociale del Paese. Ha legato una parte del suo impegno pubblico alla Campania, dove, dal 2000 al 2005, ha ricoperto l'incarico di assessore regionale con deleghe strategiche, quali in particolare università, ricerca scientifica, innovazione tecnologica.
Dal 2006 al 2008, è stato Ministro per le Riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, guidando con competenza e rigore un Dicastero centrale per il funzionamento dello Stato. In quell'esperienza ha saputo coniugare visione riformatrice, rispetto delle istituzioni e attenzione alle persone, contribuendo al rafforzamento della pubblica amministrazione quale strumento al servizio del cittadino.
È stato poi deputato della Repubblica, dal 2008 al 2012, portando in Parlamento la sua autorevolezza scientifica e il costante impegno sui temi della ricerca, dell'innovazione, del merito e della qualità delle politiche pubbliche. Dal 2012 al 2016, ha ricoperto l'incarico di presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, il più grande ente pubblico di ricerca del Paese, consolidandone il ruolo nel panorama nazionale ed internazionale, sostenendo con determinazione la centralità della ricerca pubblica come investimento strategico per il futuro dell'Italia.
Accanto ai numerosi incarichi istituzionali, Luigi Nicolais è stato anche uno degli artefici della nascita del Partito Democratico, contribuendo, con il suo pensiero, la sua esperienza e la sua cultura riformista, alla costruzione di un progetto politico fondato sull'idea che sapere, innovazione, giustizia sociale e qualità delle istituzioni siano pilastri indispensabili ed inseparabili di una democrazia moderna.
Il suo apporto è stato quello di un innovatore, di un riformista autentico, capace di unire competenze e visione, etica pubblica e concretezza dell'azione. La scomparsa di Luigi Nicolais lascia un vuoto profondo in tutti noi, ma non scompare la sua eredità, fatta di rigore intellettuale, senso delle istituzioni, valori, competenze e impegno civile, che continueranno ad ispirare l'azione pubblica e il lavoro di quanti credono nella centralità della conoscenza per il progresso politico e civile del Paese.