Grazie, Presidente. Grazie per le sue parole e per darmi l'opportunità di rendere omaggio, a nome del mio gruppo, a una donna che ha servito con passione, intelligenza e determinazione, le istituzioni. Un'amica, una compagna, per molte e molti di noi. Per me Valeria è stata anche un riferimento prezioso nel lavoro parlamentare, sempre presente per un consiglio, un suggerimento, sia nei processi legislativi che nel partito.
Ricordo le sue parole d'affetto e di incoraggiamento quando sono stata nominata capogruppo. In questi giorni di cordoglio, qualcuno ha definito Valeria Fedeli una rivoluzionaria riformista. In questo apparente contrasto, risiede la sua cifra più autentica, la sua capacità di essere radicale, nel pensiero, nei valori, ma straordinariamente pragmatica nel trovare l'intesa, la mediazione necessaria per fare progredire concretamente i diritti del lavoro, delle donne, di ogni individuo.
Valeria ha saputo tenere insieme, con una coerenza rara, tre profili che in lei diventavano un'unica cifra del suo agire: sindacalista, femminista, dirigente di partito. Questa varietà l'ha portata a rivestire i ruoli più alti: da autorevole guida del sindacato europeo della CGIL a Vicepresidente del Senato, fino a essere Ministra della Repubblica.
Eppure, nonostante le cariche, non ha mai smesso di essere una donna di territorio. Il suo circolo, quello in cui militava, il Partito Democratico di Monteverde, la vita del suo quartiere erano per lei l'ancora necessaria per non perdere mai il contatto con la realtà e con le persone, soprattutto con le donne di ogni generazione, specie le più giovani.
Femminista appassionata, capace sempre di unire il lavoro dentro le istituzioni e il fuori di una società in continua evoluzione, nelle battaglie che l'hanno vista sempre protagonista, non per le altre donne ma con le altre donne.
Tra i suoi molti impegni ha sempre riservato un posto speciale per la scuola. Per Valeria l'istruzione non era solo una delega ministeriale, ma il cuore pulsante dell'emancipazione sociale, ed era giustamente orgogliosa - e noi con lei - di avere promosso le linee guida sul rispetto della differenza e sulla parità. Per lei la scuola doveva essere il primo presidio contro ogni discriminazione, il luogo dove si costruisce una nuova educazione, sentimentale e civile.
Questa sua visione era alimentata da un amore profondo per la Costituzione: non la considerava un pezzo di carta da conservare in bacheca, ma una materia viva, e per questo si impegnava soprattutto con i giovani, per spiegare che la Carta è lo strumento per essere cittadine e cittadini consapevoli.
Tutto questo non nasceva dal nulla, ma da una curiosità onnivora. Valeria studiava moltissimo, leggeva senza sosta, non solo per dovere d'ufficio, ma per un desiderio inesauribile di comprendere il mondo così complesso. Una serietà, però, che non le impediva di essere una donna innamorata della vita. Amava molte cose: amava il mare, amava la sua famiglia, il legame profondo con Achille, la gioia infinita per i suoi nipoti, a cui va tutto il nostro affetto.
Le dichiarazioni di stima e gratitudine che sono arrivate da ogni parte politica, in questi giorni, non sono atto di circostanza. La sua eredità è un monito per tutti noi. Ci insegna che si può essere fermi negli ideali, senza mai chiudere la porta al dialogo, che si può essere leader essendo al contempo profondamente generosa. Grazie Valeria, per il cammino che hai percorso insieme a noi.