Data: 
Mercoledì, 18 Febbraio, 2026
Nome: 
Federico Fornaro

Grazie, signor Presidente. Anche il nostro gruppo si associa alla richiesta di un'informativa del Ministro Piantedosi sulla questione della violenza politica. Io sarei potuto non intervenire, condividendo dalla prima all'ultima riga le parole del collega Bonelli. Però sento, come altri che hanno vissuto la stagione degli anni di piombo, una responsabilità maggiore di chi, per ragioni anagrafiche, quella stagione non ha vissuto. È la responsabilità in un ruolo istituzionale, in un luogo istituzionale come questo, di sottolineare che la violenza non si esprime solo con le armi, non si esprime soltanto con atteggiamenti, ma anche e soprattutto con le parole. Le parole sono pietre, sono pietre che colpiscono. E noi tutti abbiamo la responsabilità di non dimenticare questo.

E poi, proprio ripensando a quella stagione, rivedo purtroppo intingere nella penna degli articoli lo stesso odio, la stessa violenza verbale dei cattivi maestri, di quelli che indicavano la via della violenza. E a praticarla, alla fine, è stata una generazione di ragazzi, molti dei quali sono morti. E c'è un ultimo elemento, se mi è consentito. È come rispondere a questo fenomeno, che esiste, che è ritornato prepotentemente. E qui sta la responsabilità delle forze politiche. E qui le grandi forze politiche di quel periodo scelsero la strada della collaborazione istituzionale per sconfiggere la violenza, non cercando di strumentalizzare e individuando con chiarezza le responsabilità che stavano fuori dall'Aula parlamentare. Nessuno della Democrazia Cristiana, partito di Governo, provò ad abusare dell'etichetta di Brigate rosse per criminalizzare i partiti della sinistra. Io credo che questa lezione vada imparata, vadano distinti i comportamenti e vada dato atto che ancora, poc'anzi, tutte le forze politiche in quest'Aula hanno con chiarezza e con nettezza posto un argine al tema della violenza politica, e l'invito alla non violenza di Angelo Bonelli credo che dovrebbe essere condiviso da tutta quest'Aula.

Noi oggi abbiamo un nemico in più. Lo dico non per criminalizzare questo strumento, ma sono i social. E qui noi tutti abbiamo un'altra responsabilità. Ognuno di noi fa i post, fa instagram, fa quelle diavolerie della tecnologia moderna. Dobbiamo avere più attenzione ai commenti che stanno sotto questi nostri post e abbiamo il diritto-dovere di cancellare quelli che inneggiano alla violenza, alla violenza fisica nei confronti degli avversari e di chi scrive questi post. Non è accettabile ad alcun livello istituzionale vedere certi commenti.

Insomma, credo che abbiamo bisogno di fare questa informativa e di riflettere insieme, perché il nemico, quello della violenza politica di chi cerca di speculare e strumentalizzare, deve rimanere fuori da queste Aule.