Grazie, Presidente. Abbiamo munizioni infinite, “possiamo far guerra per sempre”. Queste sono le parole di Donald Trump di poche ore fa. La guerra infatti dilaga: Iran, Golfo, l'invasione del Libano. Con ogni evidenza, Presidente, è una situazione fuori controllo.
Quando saltano tutte le regole, è il caos e questo scenario non solo rischia di essere inevitabile, ma forse era uno scenario anche prevedibile, se non previsto e voluto dal partito della guerra, da Netanyahu, che cerca la guerra grande e permanente per il suo disegno di dominio e di mantenimento del potere. E Trump, che si ritiene il padrone del mondo, in Medio Oriente non fa altro che seguire Netanyahu. Lo fa per coprire lo scandalo degli Epstein files? Il Ministro della guerra, Hegseth, ieri ha detto che l'obiettivo non è quello di costruire una nazione e quindi non è quello della democrazia. Un obiettivo non c'è; fatto sta che segue sempre tutto quello che vuole il macellaio di Gaza.
Noi chiediamo al Governo non solo un giudizio politico su quello che sta avvenendo… perché è sempre più grande - lo dico con rammarico -, sempre più profonda la divaricazione tra di noi sui giudizi politici, perché noi siamo per il diritto internazionale sempre, per voi il diritto internazionale vale fino a un certo punto; noi siamo per l'articolo 11 della Costituzione che ripudia la guerra, per voi la Costituzione è un ostacolo da aggirare come al Board of Peace. La vostra scelta trumpiana avviene sempre e comunque, ma ogni scelta porta il peso delle conseguenze. E allora non bisogna chiedersi solo che cosa sta accadendo, che cosa si sta facendo, ma a cosa porterà tutto questo. È sulle conseguenze politiche di quello che sta avvenendo che dobbiamo fare una discussione tra di noi, per capire dove collocate l'Italia in questo frangente della storia.
Ieri l'audizione dei Ministri - mi spiace dirlo - è stata in larga parte inutile, perché si sono presentati come due osservatori, commentatori di fatti che conosciamo tutti, non hanno indicato una linea di politica estera. Ecco perché deve venire la Presidente Meloni a farlo in Parlamento - in Parlamento, non al TG5 - e dirci, Presidente, con chiarezza come stanno le cose. Nessuno rimpiange un dittatore sanguinario come Khamenei, noi siamo sempre stati al fianco del popolo iraniano. Ci eravamo poco fa in piazza Montecitorio, ci siamo non da oggi ma da sempre, anche quando non c'eravate voi eravamo in piazza. Ma pensate che la libertà e la democrazia si esportano con le bombe? E non erano popolo iraniano anche le studentesse massacrate sotto il bombardamento israeliano? Queste sono le domande a cui dobbiamo rispondere, dei prigionieri politici intrappolati in questo momento, di cui chiediamo noi la liberazione. Non ha insegnato niente, cari esponenti della maggioranza e del Governo, la storia di quella regione che, quando ha esportato democrazia con la bomba, ha prodotto drammatici fallimenti? Stati falliti, crescita del fondamentalismo e del terrorismo: Iraq, Afghanistan, Libia, e anche il Venezuela, laddove il regime è ancora in piedi, è un precedente poco confortante per un popolo che noi abbiamo a cuore e che si sta battendo per la libertà.
E allora chiedere il cessate il fuoco, come chiediamo noi, insieme alla liberazione degli ostaggi, alla condanna di quel regime e all'interruzione della repressione non solo è possibile, ma è il dovere della comunità internazionale. E da voi abbiamo bisogno di parole chiare.
Vogliamo sapere se volete anche voi partecipare ad una guerra illegale dalle conseguenze incalcolabili, oppure no? Se escludete - come noi vi chiediamo - di offrire le basi per qualsiasi forma di supporto o sostegno a quella che è un'azione illegale, e ve lo chiediamo in nome del diritto internazionale, in nome della Costituzione ma anche e soprattutto delle conseguenze politiche per quello che sta avvenendo e dei nostri interessi. Ho chiuso Presidente.
È nostro interesse la chiusura di Hormuz, la crisi energetica, l'aumento delle bollette, il pericolo per i nostri militari che sono impegnati in missioni di pace. La preoccupazione per il terrorismo è comune e condivisa, come l'affrontiamo? Vogliamo trasformare il Mediterraneo in un mare di insicurezza e caos?
Avete proposto il Nobel per la pace a Trump che, in meno di un anno, ha attaccato sette Paesi. Cosa ci ha portato a essere schiacciati su Trump? Non essere nemmeno avvisati di un'azione militare. Chiudo.
Siamo l'unico Paese che aveva un Ministro della Difesa in uno scenario di guerra a sua insaputa, e il caso Crosetto non è personale, riguarda l'intero Governo. Riguarda l'intero Governo se, in mezzo ad una guerra, abbiamo il Ministro degli Esteri e della cooperazione internazionale che ci dice: “non so dov'è il Ministro della Difesa, spero che torni presto”. Riguarda il Governo se il Ministro Crosetto dice che i servizi non potevano non sapere e i servizi segreti dicono che non sapevano nulla. Se c'è un problema tra il Ministro della Difesa e l'autorità delegata ai servizi bisogna discuterne in Parlamento.