Data: 
Giovedì, 15 Gennaio, 2026
Nome: 
Debora Serracchiani

Grazie, Presidente. Come Partito Democratico ci associamo alla richiesta che è stata formulata dai colleghi del MoVimento 5 Stelle. Vede, Presidente, oggi è successa una cosa molto importante: in un Paese in cui l'astensione al voto è particolarmente forte, in un Paese nel quale sembra regnare l'indifferenza, in un Paese nel quale la politica a volte non si preoccupa di quelle che sono le richieste dei cittadini, in questo Paese reale ci sono oltre 500.000 cittadini e cittadine italiani che hanno perso un minuto del loro tempo per firmare e chiedere un referendum sulla riforma costituzionale della giustizia. Questo è un esercizio di democrazia che va difeso, che noi difendiamo, che noi sosteniamo e che vogliamo continui, perché questo esercizio di democrazia dimostra a questo Governo che con la forza, con l'arroganza, con il potere i cittadini non ci stanno e lo dicono con chiarezza firmando e votando “no” a questa riforma della giustizia.

Vede, Presidente, all'inizio di quest'anno il Ministro Nordio ci ha regalato un'altra delle sue perle di saggezza. Nel corso di una intervista fatta al Corriere della Sera ci ha detto che lui ha preferito non avere in quest'Aula alcun dibattito su una riforma costituzionale di quella portata, e ricordo che è la prima volta nella storia della Repubblica che una riforma costituzionale non viene toccata dal Parlamento perché è un testo del Governo blindato. Vorrei anche ricordare che il Ministro ha precisato che non ha voluto aprire alcun dibattito perché doveva correre, perché subito dopo bisognava iniziare il percorso della riforma costituzionale del premierato. Questo non è soltanto uno sfregio al Parlamento, questo è uno sfregio e una forzatura rispetto alla nostra Carta costituzionale e ai nostri diritti di cittadini, perché abbiamo diritto di poter votare e di farlo in modo responsabile, in modo libero e in modo informato.

Ed è per questo motivo che 15 cittadini hanno iniziato la raccolta firme, che noi, come Partito Democratico, insieme ad altri partiti e associazioni, abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere, perché quella raccolta non è inutile. Quella raccolta dimostra che, di fronte all'arroganza e alla forzatura, c'è una democrazia che si oppone e che fa argine. Se non ci fosse stata quella raccolta firme, la data del referendum sarebbe stata fissata, contro le regole, già il 1° marzo. Se non ci fosse questa raccolta delle firme, saremmo di fronte ancora all'ennesima forzatura, che anche stavolta c'è stata.

Perché in questo Paese ci sono stati 4 referendum costituzionali, nel 2001, nel 2006, nel 2016 e nel 2020, e in tutti questi casi si è detto “sì” alla prassi costituzionalmente orientata che prevede che non venga indetta la data del referendum prima della scadenza dei 3 mesi che vengono dati ai cittadini per poter raccogliere le firme. Ebbene, anche di questo vi siete disinteressati. Anche su questo avete esercitato, con arroganza, il vostro potere, e anche su questo, ancora una volta, i cittadini vi hanno fatto capire che questi cittadini, il Partito Democratico e il centrosinistra stanno, contrariamente a quello che sostiene la Presidente del Consiglio, sempre dalla parte giusta della storia, dalla parte di quella storia che ci ha dato questa Costituzione, che consente oggi a voi di essere lì e di governare e che consente oggi a noi di dirvi, con grande forza, “no”, “no” e “no” ad una riforma costituzionale, per difendere la Costituzione, la democrazia e la giustizia, quella giusta, non quella di cui parlate voi con insofferenza, di quella magistratura che volete punire.

Invece, noi oggi vi ricordiamo che c'è una Costituzione che va rispettata e che è grazie a quella Costituzione se voi oggi governate e noi oggi facciamo opposizione e possiamo dire “no”, continueremo a dire “no” e continueremo a firmare.