Grazie, Presidente. Intervengo sull'ordine dei lavori a seguito della comunicazione che abbiamo ricevuto, che indica che, nella giornata di oggi, non sarà svolta l'interpellanza urgente che avevamo presentato come gruppo del Partito Democratico per chiedere conto alla Presidente del Consiglio e ai Ministeri della Difesa, dell'Interno, delle Imprese e del made in Italy, della Pubblica amministrazione e delle Infrastrutture e dei trasporti degli incontri che si sono svolti in queste settimane, in questi giorni, a Roma - ma dalle anticipazioni dei giornali sappiamo che si sono svolti anche a Milano - con Thiel, l'anima nera della Silicon Valley. È un imprenditore statunitense che ha un ruolo fondamentale da un punto di vista della gestione delle tecnologie che, attraverso l'elaborazione di grandi quantità di dati dell'intelligenza artificiale, permettono un controllo di massa particolarmente accurato e che vengono utilizzate in maniera sempre più preoccupante e in scenari sempre più ampi.
Da questo punto di vista, la nostra preoccupazione è enorme. Infatti, abbiamo presentato un'interrogazione alla Presidente del Consiglio subito dopo l'anticipazione sulla stampa della notizia di questa presenza a Roma, chiedendo se fossero in programma incontri, ma non c'è stata risposta, il 9 marzo. Siamo venuti in Aula il 10 marzo e abbiamo chiesto un'informativa urgente al Governo e non c'è stata risposta. Si sono svolti incontri a Roma a cui hanno partecipato personaggi legati, in qualche modo, alla maggioranza, a esperienze di Governo, addirittura direttori di giornali d'area. Abbiamo sentito e letto ricostruzioni giornalistiche che parlano di accordi che sono stati siglati. Sul Domani si parla di accordi con la Difesa e su Il Messaggero abbiamo letto di accordi con l'Interno.
Si sta discutendo della sicurezza di tutti i cittadini italiani, perché questi strumenti possono essere utilizzati per combattere il terrorismo, ma anche per controllare i cittadini, per colpire gli oppositori politici, per colpire il giornalismo d'inchiesta. Di fronte a uno scenario così inquietante e all'uso politico di queste tecnologie - perché il tour internazionale di Thiel, al di là degli aspetti folcloristici e di segretezza per il marketing, è il giro internazionale di una persona che sta cercando di diventare monopolista nella gestione di servizi che hanno una valenza strategica fondamentale - 50 parlamentari del principale gruppo di opposizione presentano un'interpellanza urgente e la risposta che ricevono oggi è che l'unico luogo dove non si può assolutamente nemmeno parlare di quello che sta succedendo, del nostro futuro, è il Parlamento italiano. Questa scelta politica è di una gravità inaudita!
Noi sappiamo e pensiamo sia giusto che il Copasir chieda informazioni, ma il fatto che il Copasir chieda informazioni non esclude che il Parlamento non si possa occupare di questo tema, perché noi non abbiamo chiesto informazioni classificate: noi abbiamo chiesto di rendere conto delle scelte politiche del Governo. Dalle ricostruzioni giornalistiche leggiamo che il Governo è diviso anche su questo, tra chi guarda a Thiel come un punto di riferimento e chi, invece, se ne vuole tenere alla larga. Tuttavia, vogliamo sapere politicamente quanti dei nostri dati siano già in suo possesso e quante di queste tecnologie siano in uso nelle nostre amministrazioni.
Poi, se ci sono aspetti classificati, potranno essere affrontati al Copasir, ma non è pensabile che, di fronte a una richiesta politica chiara di una forza politica - e non solo, perché ci sono state azioni anche di altre forze politiche di opposizione -, di fronte a una richiesta di interpellanza urgente sottoscritta da 50 deputati, la risposta sia un'interpretazione dell'articolo 131, comma 1, che dice che il Governo dichiara di non poter rispondere, indicandone il motivo. Il motivo non è certamente che è arrivata una convocazione al Copasir. Il motivo è che il Governo non vuole rispondere, ma deve rispondere, se siamo ancora una democrazia.