24/11/2021 - 16:45

«Se ogni piccola azione aiuta a porre fine alla violenza sulle donne e ad aumentare la consapevolezza complessiva del problema, credo sia il momento di sottolineare quella forma di violenza determinata dall’odio in rete. Una violenza particolarmente subdola perché avviene senza contatto fisico, ma dagli effetti devastanti perché spesso sfociano facilmente in attacchi fisici oppure in atti di autolesionismo. Le prime vittime dei discorsi d’odio sono proprio le donne, secondo il Barometro dell’Odio 2021 di Amnesty International, tanto da essere destinatarie della metà dei messaggi d’odio e violenti immessi in rete in Italia. Le vittime sono soprattutto le donne che lavorano e che rivestono ruoli pubblici impegnate in politica, nello spettacolo o nel volontariato, in particolare nelle Ong per il soccorso dei migranti. In tutti i casi si tratta di donne che non hanno avuto timore di far sentire la propria voce. È il caso ad esempio di Laura Boldrini, Carola Rakete, Emma Marrone e Michela Murgia, prese di mira anche da direttori di giornali nazionali o esponenti politici con cariche istituzionali, che hanno legittimato un linguaggio irrispettoso nei loro confronti. Credo che la giornata internazionale contro la violenza sulle donne possa aiutarci a riflettere su cosa fare per ridurre l’odio in rete e sui comportamenti da tenere da parte di chi ricopre cariche istituzionali». Lo afferma il deputato del Partito democratico Roger De Menech.

13/10/2021 - 15:37

«Il divario tra Nord e Sud del Paese è dimostrato, ma se guardiamo indicatori specifici di accessibilità territoriale - pensiamo ai servizi legati alla mobilità - risulta evidente anche una sperequazione tra centro e periferia». Lo affermano i deputati del Partito democratico Roger De Menech e Gian Mario Fragomeli membri della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale. Questa mattina la Commissione ha svolto l’audizione del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, sullo stato di attuazione e sulle prospettive del federalismo fiscale, anche con riferimento ai relativi contenuti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

«Sicuramente sarà necessario un riequilibrio tra Nord e Sud in termini infrastrutturali e di presenza dello Stato», aggiungono i deputati. «Ma anche tra centro e periferia comprese le aree interne e le zone di montagna, alpine e appenniniche. Per questo crediamo che il Pnrr sia una grande occasione per riequilibrare la vita di tutti gli italiani indipendentemente da dove nascono. I dati dello spopolamento combinati con il basso indice di accessibilità costruiscono una cartina di tornasole delle difficoltà di alcuni territori. Per questo chiediamo al ministero delle infrastrutture un’attenzione particolare nella gestione e nella distribuzione delle risorse. Poiché non possiamo escludere dagli interventi quei comuni dove per esempio le dimensioni demografiche non sono tali da garantire l’attuazione di una strategia, per esempio riferita alla manutenzione delle strade e dei ponti, è necessario includere tali enti nelle strategie previste per le aree vaste affidando la competenza alle Province»

23/09/2021 - 12:07

«Il Pnrr è certamente un’opportunità di crescita per le comunità locali e di attuazione delle riforme ferme da molti decenni, ma se le regole stabilite non cambieranno temo allargherà ulteriormente il fossato tra le aree metropolitane e le zone demograficamente più deboli».

Così il deputato dem, Roger De Menech, intervenendo in commissione Federalismo fiscale nel corso dell’audizione di rappresentanti dell’Anci sullo stato di attuazione e sulle prospettive del federalismo fiscale, anche con riferimento ai relativi contenuti del piano nazionale di ripresa e resilienza.

«La capacità di gestione degli investimenti per i comuni è fondamentale - ha spiegato - perché dopo la realizzazione delle opere ci sono le spese correnti collegate alla gestione dei servizi che quelle opere consentono di erogare. Forse, allora, dobbiamo metterci in una logica di gestione integrata dei servizi, soprattutto per quei territori delle aree interne dove stanno i comuni più piccoli. Il che significa pensare a un ambito ottimale in cui le opere pubbliche vanno realizzate, magari utilizzando i contenitori già esistenti. In primis le province, ma mi vengono in mente anche le unioni dei comuni e le unioni montane, perché è chiara l’impossibilità di pianificare l’intero ciclo della rete scolastica o quello della sanità sul singolo comune da mille, tremila o cinquemila abitanti. Attraverso il Pnrr possiamo ripensare l’articolazione dei servizi in queste zone e deve essere un processo che riguarda non solo lo stato centrale ma anche le regioni. Sarebbe troppo pericoloso - ha concluso - se il Pnrr prevedesse la realizzazione di opere e la fornitura di servizi solo nei comuni più grossi. Il rischio è di allargare il divario tra centro e periferia, tra ‘inclusi’ ed ‘esclusi’ rispetto alla modernità e credo abbiamo imparato tutti che non ce lo possiamo permettere. Le soluzioni si concretizzano se si vogliono trovare».

10/09/2021 - 14:12

La Camera dei Deputati ha approvato un ordine del giorno al decreto Green pass 1 che impegna il governo a introdurre il certificato verde per l’accesso agli impianti sciistici. L’ordine del giorno è stato presentato dal deputato dem Roger De Menech e sottoscritto di colleghi del Pd Rotta, Rossi, Bonomo, Gribaudo, Lotti, Zardini, Gariglio, Vazio.
«Il mondo delle attività legate agli impianti di risalita e quindi agli sport invernali», afferma De Menech «necessita di una programmazione e di risorse adeguate per poter ripartire».
Con l’ordine del giorno il governo viene impegnato «a valutare la possibilità di estendere, nel prossimo provvedimento utile, il requisito del possesso di una delle certificazioni verdi COVID-19 anche all’accesso agli impianti di risalita all’interno di comprensori sciistici, al fine di elevare almeno all’80 per cento le percentuali massime di riempimento stabilite per seggiovie, cabinovie e funivie, senza limitazioni alla vendita dei titoli di viaggio.”

Per quanto riguarda il mondo degli sport invernali, il governo si impegna a “fornire certezza, in vista dell’inizio della stagione invernale, ad un settore particolarmente colpito dalle conseguenze economiche della pandemia, riguardo alle modalità di ripresa dell’attività sciistica, consentendo agli operatori un’adeguata programmazione delle proprie attività.”
Il lavoro in Parlamento continua e abbiamo già depositato anche un emendamento al decreto Green Pass 2 che ribadisce la necessita di “stabilire un contingentamento esclusivamente della capienza dei veicoli, senza limitazioni alla vendita dei titoli di viaggio” conclude De Menech.

13/07/2021 - 16:05

Anci e Upi devono essere protagonisti delle scelte

La gestione del Pnrr sarà integrata dai rappresentanti dei Comuni e delle Province. Lo stabilisce l’emendamento approvato questa mattina alla Camera, presentato dal deputato del Partito democratico Roger De Menech. Il provvedimento modifica l’articolo 2 del decreto governance del PNRR dove è prevista l’istituzione di una ‘cabina di regia’ presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Oltre ai ministri competenti per materia, alle sedute della cabina di regia partecipano i presidenti di Regione e delle Province autonome di Trento e Bolzano quando sono esaminate questioni di competenza di una singola regione o provincia autonoma, ovvero il Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, quando sono esaminate questioni che riguardano più regioni o province autonome. L’emendamento presentato da De Menech introduce la partecipazione del presidente dell’Anci e del presidente dell’Upi, quando sono esaminate questioni di interesse locale.

«Il successo del Pnrr dipenderà molto dal coinvolgimento delle istituzioni ad ogni livello», rimarca De Menech. «La partecipazione alle decisioni dei rappresentanti di Province e Comuni e la conseguente assunzione di responsabilità sono necessarie per riconoscerne il ruolo e lavorare con pari dignità alla fase di ripresa economica e sociale del nostro paese».

L’iniziativa del PD, passata alla Camera, ha raccolto il plauso dei presidenti dell’Anci, Antonio De Caro e dell’Upi, Michele De Pascale.

01/07/2021 - 12:55

«Il lavoro è il fulcro delle politiche del governo Draghi, anche grazie al protagonismo del ministro Orlando. A un anno e mezzo dall’inizio della pandemia, abbiamo bisogno di aggredire le crisi esistenti, di mantenere in Italia le produzioni strategiche, soprattutto quelle di qualità». Lo ha detto il deputato bellunese Roger De Menech, intervenendo alla Camera per chiedere al ministro dello Sviluppo Economico di andare oltre gli accordi, pur importanti, siglati nei giorni scorsi tra governo e parti sociali ed elaborare un piano industriale nazionale a tutela delle produzioni e del lavoro.

Nella sola provincia di Belluno, ha rimarcato De Menech, «restano da risolvere le crisi di due aziende storiche, la ACC e la Ideal Standard, entrambe nel comune di Borgo Valbelluna. Proprio due giorni fa le RSU della ACC hanno ribadito al Mise e alla Regione Veneto che il tempo è scaduto e c’è bisogno di riaprire i canali di finanziamento per garantire la produzione. Abbiamo bisogno di dare una garanzia vera a tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici che sono da troppo tempo in una situazione di incertezza. Per farlo servono le linee di finanziamento, come detto, ma soprattutto avere le idee chiare sul futuro industriale del nostro Paese e delle produzioni che devono rimanere in Italia, anche per mantenere l’aspetto strategico della manifattura sul territorio».

18/06/2021 - 15:00

«C’è un tentativo di sottrarre risorse alla montagna, alle aree interne e al Sud. Grave il colpo di mano che ha tolto dal decreto legge ‘Semplificazioni’ i 4,6 miliardi del fondo perequativo destinato alle aree in cui è più alto il gap infrastrutturale, previsti all’articolo 59, per spalmarli in una serie di interventi generici».
Il deputato veneto del Pd, Roger De Menech, promette un «confronto serrato», quando il provvedimento arriverà alla Camera per la conversione in legge. «Faremo di tutto per modificarlo e credo ci riusciremo. Il Partito democratico è compatto su questo punto. Abbiamo già coinvolto la segreteria nazionale e i capigruppo alla Camera e al Senato».
Il fondo perequativo era stato introdotto dal precedente governo al termine di un confronto con la conferenza delle Regioni e prevede interventi di riequilibrio sulle infrastrutture tenendo conto degli indici di montuosità, di inserimento nelle aree interne e del Sud. «Tutti elementi spariti nel testo del DL Semplificazioni», afferma De Menech. «Il nostro obiettivo rimane l’attuazione dell'autonomia differenziata e soprattutto sostenere i territori più fragili e più bisognosi di infrastrutture. L’articolo 59 deve essere soppresso e come Pd faremo in modo di ridare i 4,6 miliardi previsti ai loro beneficiari: i territori montani, quelli delle aree interne e quelli del Sud».

16/06/2021 - 13:34

“Dobbiamo passare da un sistema di distribuzione delle risorse che guarda all’ente a un sistema di distribuzione delle risorse che guardi al bisogno. Solo con la mentalità di ridurre le differenze e le disparità, l’autonomia sarà utile a tutto il Paese”. Lo ha ribadito il deputato del Partito democratico, Roger De Menech, intervenendo questa mattina in commissione Federalismo fiscale durante l’audizione della ministra Mara Carfagna.

“La riforma del federalismo deve tenere conto dei LEP, i livelli essenziali delle prestazioni, ma anche dei costi standard dei servizi e dei costi di funzionamento degli enti locali che li erogano”, ha spiegato il deputato. “La mancanza di omogeneità nel personale dei Comuni, per esempio, è un fattore che dobbiamo tenere in considerazione. Da una parte il servizio deve essere garantito a tutti gli italiani, è un punto fondamentale, dall’altra le organizzazioni devono essere congrue rispetto a quel servizio, altrimenti rischiamo di replicare le differenti ‘velocità’ ancora oggi esistenti. Infine, non possiamo nasconderci che accanto alle disparità tra Nord e Sud esistono divari enormi tra il centro e la periferia, tra le grandi metropoli e la provincia italiana. Gli indici di abbandono e spopolamento sono la cartina di tornasole di quei territori. Dalle aree interne, dalle zone appenniniche, alpine e montane in genere la gente se ne sta andando. Faccio un appello per riportare un equilibrio fra i modelli di sviluppo delle città e quelli della provincia italiana”.

10/06/2021 - 17:56

“Abbiamo presentato un pacchetto di emendamenti per sostenere e accompagnare la ripresa dello sport, il quale rappresenta un tassello fondamentale per il ritorno alla normalità. Sono decine di migliaia le società sportive diffuse sul territorio che in questi mesi hanno sofferto difficoltà enormi, per le necessarie restrizioni dovute alla pandemia. Con questi emendamenti vogliamo, quindi, rafforzare le già importanti misure contenute nel decreto Sostegni bis. Parliamo di circa 250 milioni aggiuntivi per interventi significativi di sostegno: 120 milioni da destinare al Fondo sport; 100 milioni è l'incremento previsto per potenziare il credito d'imposta per le sponsorizzazioni, allargando la platea anche alle società sportive dilettantistiche in regime di 398; 20 milioni per le garanzie per gli istituti di credito sportivo a sostegno della liquidità per le società; 10 milioni a fondo perduto per le piscine, che sono tra le strutture che più hanno subito le restrizioni anti-covid”.

Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati del Partito democratico Patrizia Prestipino, Luca Lotti, Andrea Rossi e Roger De Menech, e il responsabile nazionale sport Pd Mauro Berruto.

“Inoltre – proseguono gli esponenti dem - vogliamo riattivare lo sport-bonus, concluso nel 2020, per attrarre risorse private per gli investimenti edilizi sportivi. E chiediamo l’estensione del superbonus per l’impiantistica, non più limitatamente agli spazi dedicati agli spogliatoi. Senza incidere sui costi pubblici, chiediamo poi che venga esteso il tempo della durata dei voucher per chi ha sottoscritto abbonamenti per l'attività sportiva, e una ulteriore proroga delle concessioni di gestione degli impianti sportivi pubblici, consentendo quindi alle società di dilatare in un arco temporale più ampio i piani economici di gestione finanziaria”.

“Questo pacchetto di emendamenti – concludono i dem - rappresenta un ulteriore sostegno a tutto il mondo dello sport, abbiamo ascoltato rappresentanti di categoria e di associazioni, e siamo convinti che si possa dare un contributo fattivo a questo settore anche attraverso un lavoro bipartisan, così come in alcuni casi è già avvenuto”.

27/05/2021 - 12:30

"Grazie alle continue sollecitazioni del Partito Democratico e a seguito della nostra interrogazione, mercoledì scorso abbiamo appreso che, a 6 mesi dai decreti attuativi, le Regioni Lombardia e Veneto non avevano ottemperato alla nomina dei loro componenti del consiglio d’amministrazione di Olimpiadi 'Infrastrutture 2020-2026 Milano-Cortina', fondamentale per il rilancio del Paese con importanti opere infrastrutturali per circa un miliardo di euro. Apprendiamo ufficialmente che finalmente, solo ieri sempre grazie alla nostra interrogazione Fragomeli-De Menech, la Regione Lombardia abbia designato il suo componente del Cda, mentre il Veneto più solerte aveva designato il suo componente il giorno dopo l’interrogazione. La Regione Veneto, diversamente dalla Lombardia, ha deliberato altresì l'assenso per lo Statuto. Quel che emerge insomma è un quadro di grande confusione da parte delle Regioni, con conseguenti ritardi sulla costituzione della società deputata alla realizzazione delle opere infrastrutturali che - ricordiamo - devono essere concluse entro il 2026. Confidiamo dunque che grazie ai solleciti del Partito Democratico si riesca presto a chiudere anche la questione Statuto e la società diventi effettivamente operativa perché per la Lombardia e il Veneto queste opere sono fondamentali per il rilancio economico e la ripartenza. Non possiamo attendere ulteriormente le burocrazie e le inefficienze regionali. Il Partito Democratico della Regione Lombardia presenterà una mozione in consiglio regionale perché il Pd vuole la ripresa, e il rilancio delle infrastrutture. La Lega cosa fa, dorme? E' ingiustificabile questo ritardo. Le Regioni si attivino immediatamente. Il Pd lavora per il Paese e non solo per il consenso elettorale come fa invece la Lega".

Lo dichiarano i deputati del Pd, Gian Mario Fragomeli, capogruppo Pd in commissione Finanze di Montecitorio e Roger De Menech, vicepresidente della commissione Difesa di Montecitorio.

26/05/2021 - 12:35

«La riforma dell’autonomia regionale non può non partire dall’accordo raggiunto con le Regioni, così come ha ribadito questa mattina la ministra Gelmini in Commissione bicamerale Federalismo fiscale. Se l’autonomia sarà lo strumento con cui riconosciamo e valorizziamo le differenze avremo centrato gli obiettivi di coesione nazionale e di giustizia sociale. Per questo il principio di autonomia deve essere riconosciuto non solo alle regioni ma anche ai territori, alle aree interne, che hanno maggiori necessità di strumenti concreti per mantenere e rafforzare i servizi. Lo si potrà fare superando le attuali considerevoli sperequazioni, senza replicare il centralismo statale con quello regionale.

Un esempio concreto ci viene dalla gestione dell’emergenza Covid-19. Non è in discussione l’autonomia sanitaria delle regioni, ma è chiaro a tutti che dovremo introdurre il coordinamento delle politiche sanitarie perché altrimenti non risolveremo i gravi problemi riscontrati dalla sanità territoriale nell’ultimo anno e mezzo. Un altro cardine dovrà essere il potenziamento degli enti locali. La distribuzione delle risorse a Comuni e Province non può più essere fatta in maniera orizzontale con l’unico parametro del numero di abitanti ma, come è stato fatto nel 2020 e come si sta facendo nel 2021, includendo altri fattori, così da sostenere maggiormente chi è più debole».

Lo affermano il capogruppo PD in commissione Finanze della Camera Gian Mario Fragomeli, il vicepresidente della commissione Difesa della Camera, Roger De Menech e il capogruppo Pd in commissione Esteri del Senato Alessandro Alfieri.

19/05/2021 - 17:15

“Abbiamo chiesto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti quale sarà la tempistica effettiva e quali siano le problematiche riscontrate per la costituzione della società pubblica “Infrastrutture Milano-Cortina 2020-2026 Spa” e se saranno previste altre opere rispetto a quanto specificato nel decreto già emanato. Vogliamo esprimere la perplessità e preoccupazione mia e del collega De Menech sulla risposta ricevuta dal Viceministro Morelli in quanto a quasi 6 mesi dalla decretazione attuativa  la società non ha né uno statuto nè un consiglio di amministrazione. È chiaro che la società con partecipazione dello Stato e delle Regioni Lombardia e Veneto non è “decollata”. Senza entrare nel merito delle responsabilità dei ritardi delle istituzioni, rimarchiano che trattasi non di una società di rappresentanza ma operativa fondamentale per la realizzazione delle opere entro il 2026, per le quali non mancherà il nostro fattivo contributo”. Lo dichiarano il capogruppo Pd in commissione Finanze di Montecitorio, Gian Mario Fragomeli e il vicepresidente della commissione Difesa, Roger De Menech.

29/04/2021 - 14:28

Offrire serenità ai medici, agli infermieri e a tutti gli operatori sanitari impegnati in Veneto nella lotta alla pandemia. Dare certezze ai cittadini che non capiscono cosa sia veramente successo nella nostra regione durante la seconda ondata di Covid-19. Con questi obiettivi i deputati veneti del Pd hanno depositato oggi un’interrogazione al ministro della Salute chiedendo ‘’quali misure urgenti di sua competenza […] intenda adottare per fare piena chiarezza sugli avvenimenti che si sono verificati durante la seconda ondata epidemica e sulla gestione della sanità veneta e, in particolare se non ritiene necessario avviare un’indagine ispettiva al fine di verificare che vi sia stato il rispetto del diritto alla salute così come sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione’’.
La richiesta prende spunto dall’inchiesta giornalistica della trasmissione televisiva ‘Report’ andata in onda lunedì 26 aprile su Raitre che ha messo in fila una serie di aspetti critici sulla gestione dell’emergenza Covid in Veneto, dove tra novembre e gennaio si è registrato il più alto tasso di mortalità in Italia.
Secondo il professor Andrea Crisanti, spiegano i deputati nell’interrogazione, «durante la seconda ondata il Veneto avrebbe fatto affidamento su tamponi rapidi, invece di quelli molecolari. In base a un suo studio diagnostico su 10 tamponi rapidi (di prima e seconda generazione, oggi superati) almeno 3 non sarebbero stati affidabili. Lo studio di fatto sconfesserebbe la strategia seguita dalla Regione Veneto nel tracciamento dei casi positivi favorendo così possibili nuovi focolai e un incremento esponenziale dei ricoveri in terapia intensiva e conseguentemente dei decessi».
Resta da verificare la posizione del direttore generale della sanità veneta, Luciano Flor, che ha negato l’esistenza di tale studio anche se poi, a intervista conclusa, ha affermato “Detto inter nos, noi rischiavamo la denuncia da parte della ditta che produce i tamponi. Meglio dire che questo studio non esiste”. Inoltre, una dipendente della Regione Veneto anche lei intervistata dai giornalisti di Report, ha affermato che a novembre 2020 immettendo nel sistema informatico i nominativi degli assistiti con tampone molecolare positivo, accanto all’esito del tampone compariva automaticamente la voce “asintomatico” senza che quella persona fosse stata sentita prima.
Il numero dei positivi asintomatici, sottolineano i deputati, «è uno dei valori presi in considerazione nel calcolo del rischio da parte dell’Istituto Superiore di Sanità e quindi della collocazione della regione in uno dei quattro colori previsti».
I firmatari dell’interrogazione, Roger De Menech, Alessia Rotta, Diego Zardini, Nicola Pellicani, Alessandro Zan e Gianni Dal Moro, ritengono necessario un approfondimento da parte del ministero della Salute su quanto avvenuto in Veneto tra l’autunno e l’inverno, «proprio per rasserenare chi lavora nel comparto sanità e tranquillizzare un’opinione pubblica sempre più allarmata e diffidente verso chi ha la responsabilità della gestione delle politiche sanitarie regionali».

31/03/2021 - 16:49

Dichiarazione on. Roger De Menech, deputato Pd     
“Io resto in montagna”, questa la sfida che lanciamo al parlamento e al governo nazionale per scongiurare lo spopolamento e l'abbandono delle nostre valli. Solo la montagna abitata vive, mentre  una montagna disabitata è una montagna che muore e se malauguratamente dovessimo  perdere questa sfida a perdere non sarebbero  solo le persone che abitano in montagna ma sarebbe è una sconfitta per l'intero Paese.” E' quanto ha affermato in aula alla Camera il deputato del  Pd Roger De Menech  nel corso della discussione sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. De Menech ha lanciato al ministro dell'Economia Franco la “sfida per colmare una grande diseguaglianza: quella tra pianura e montagna, fra le aree densamente abitate e quelle interne del paese” . Per il parlamentare del Pd “riconoscere queste  differenze significa dare al PNRR  quelle condizioni indispensabili per una Italia più giusta.”  “Vivere in quota  non è la stressa cosa che vivere in pianura” - ha aggiunto De Menech- secondo il quale “finalmente  la montagna diventa  un pezzo del motore dello sviluppo dell'Italia”. “La nostra – ha concluso il deputato Pd -  è una sfida che ha al suo interno anche una grande possibilità di rilancio economico , si pensi – ad esempio-  al comparto del turismo sostenibile. Ecco, In questa sfida c' è un pezzo significativo  del rilancio del nostro Paese”.

30/03/2021 - 14:23

Dichiarazione di Roger De Menech, deputato Pd e vicepresidente della Commissione Difesa della Camera

Nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui gruppi sportivi militari abbiamo stamane audito i gruppi sportivi dei Carabinieri, dell'Aeronautica e dell'Esercito. Si tratta di una indagine particolarmente significativa che ci consente di riconoscere e mettere in luce l'attività meritoria  delle Forze Armate e di Polizia nel campo della promozione sportiva, soprattutto negli sport che hanno meno ribalta mediatica”.
Così il deputato del Pd Roger De Menech, vicepresidente della Commissione Difesa della Camera , tra i promotori dell'indagine conoscitiva.
“L'indagine – prosegue De Menech- è anche una occasione per ringraziare tutte le atlete e gli atleti che tengono alto il nome del nostro Paese e che hanno anche uno straordinario effetto educativo sulle nuove generazioni. Nelle settimane successive – conclude De Menech- sentiremo tutti i gruppi sportivi degli altri corpi. Con  questa iniziativa, la Camera vuole mettersi al servizio dello sport  per incentivare e migliorare queste attività in sinergia con tutto il movimento sportivo italiano”.

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