07/01/2021 - 16:59

“Se salta tutto, se non riusciamo a rilanciare l'azione del governo, l'alternativa è il voto. Come Pd non vediamo maggioranze diverse da quella attuale, ad esempio una maggioranza che si regga raccogliendo parlamentari tra Camera e Senato per sostituire Italia Viva, né d'altra parte potremmo aprire la strada alla destra sovranista. In ogni caso non possiamo rischiare ora una crisi al buio”, così la parlamentare Pd e Presidente della Commissione Lavoro della Camera Debora Serracchiani in una intervista a La Stampa.

Per la deputata Dem si stanno registrando passi in avanti nel dialogo, ma serve un aumento del senso di responsabilità perché “il rischio di scivolare verso il voto è alto e non ce lo possiamo permettere proprio mentre parte il piano dei vaccini e dobbiamo essere credibili in Europa per realizzare il Recovery Plan».

“Il Pd – annota Serracchiani – ha chiesto un patto di legislatura. Ha sempre domandato collegialità per dare indirizzi programmatici: maggiori fondi per il sociale, in particolare per servizi ai disabili e per l'integrazione socio-sanitaria, cioè investimenti sulla sanità territoriale; più fondi sul lavoro, investendo sulle politiche attive per arrivare preparati a marzo quando scadrà il divieto di licenziamento. Abbiamo chiesto di rafforzare gli investimenti sulle politiche industriali, individuando in particolare le filiere di maggiore innovazione su cui il Paese vuole puntare nel futuro. E poi fondi sulla parità di genere. Vogliamo un grande piano di investimenti per l'occupazione femminile e per quella giovanile”.

“Tutti temi che faranno parte della nuova proposta di Recovery Fund del Governo – conclude la Presidente della Commissione Lavoro - . Ma non ragioniamo con gli aut aut, perché creando tensioni non si fa bene al governo e tanto meno al Paese. Dobbiamo ricordarci tutti le parole del Presidente della Repubblica che ci ha richiamati alla necessità di essere costruttori”

07/01/2021 - 13:30

“L’appello lanciato oggi dall’Uncem sull’esigenza di affrontare la problematica dell’esclusione dal meccanismo dei ristori del comparto dei rifugi alpini merita un adeguato ascolto, e per questo ci rivolgiamo espressamente al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri affinchè la tematica sia ricompreso nei provvedimenti in esame del governo”.
Così i deputati del Partito Democratico Debora Serracchiani (presidente della commissione Lavoro a Montecitorio) ed Enrico Borghi (della presidenza Pd alla Camera) intervengono in merito all’appello rivolto da Uncem a Parlamento e governo per porre mano all’esclusione dal meccanismo dei ristori dei rifugi alpini e dei punti tappa escursionistici gestiti.

“Stiamo parlando - osservano Serracchiani e Borghi - di oltre 1.500 strutture, che assicurano in molti casi un supporto indispensabile e che svolgono anche funzioni di carattere sociale che esulano dalla semplice attività di impresa. L’esclusione dal meccanismo degli incentivi a causa dello strumento di calcolo basato sui primi mesi del 2020, quando tali strutture non erano aperte o avevano flussi estremamente bassi, o l’esclusione a causa della classificazione ATECO, determina una situazione di sperequazione ingiusta nei confronti di un comparto che assicura essenziale per molte realtà montane il cui turismo non è legato ai tradizionali impianti di risalita. Facciamo appello al ministro Gualtieri affinchè la questione possa essere debitamente affrontata e risolta nell’ambito del riordino della normativa dei ristori attualmente all’esame”.

05/01/2021 - 12:09

La presidente della commissione Lavoro della Camera: “Non ammissibili altri ritardi, mi appello alla ministra Catalfo”

“E’ necessario procedere alla riforma dell’Agenzia nazionale delle Politiche attive del lavoro per passare dalla fase emergenziale ad una prospettiva occupazionale più ampia. In questa fase di emergenza sanitaria ed economica sarà indispensabile prorogare la cassa integrazione per tutti quei settori che sono attualmente ancora chiusi, penso innanzitutto ai pubblici esercizi e alle attività legate al turismo, e sarà altrettanto necessario ragionare con le associazioni degli imprenditori e I rappresentanti dei lavoratori sul divieto di licenziamento che scadrà il 31 marzo. Tuttavia ritengo necessario superare una visione troppo ristretta del problema lavoro e dare effettive gambe alla riforma già abbozzata dal Parlamento sulle politiche attive per il lavoro soprattutto a cominciare dalla riforma dell’Anpal. Per questo mi appello alla ministra Catalfo affinché non vi siano ulteriori ritardi nella riforma di questo organismo indispensabile per sostenere chi è attualmente alla ricerca di un impiego e di chi lo ha perduto a causa della crisi". Così la presidente della commissione Lavoro, Debora Serracchiani.

23/12/2020 - 11:56

“Un sistema universale di protezione sociale così da superare le attuali frammentazioni e discriminazioni fra lavoratori. Quando l'obiettivo è comune e i principi di fondo sono condivisi, è bene che si superino le diverse collocazioni parlamentari. #CommissioneLavoro” Lo scrive su twitter la presidente della commissione Lavoro Debora Serracchiani.

23/12/2020 - 11:19

“Finalmente siamo riusciti a far approvare l’emendamento alla Legge di Bilancio che permette la nona salvaguardia per gli esodati. La Ragioneria generale dello Stato inizialmente aveva chiesto di stralciare la norma dalla manovra perché ‘comportava maggiore spesa pensionistica’. Tuttavia, dopo un intenso lavoro del Partito Democratico, del Relatore Stefano Fassina e grazie anche alla piena disponibilità dell’Inps, la nona salvaguardia è salva. Si ripristina così una condizione di equità e si afferma un fondamentale principio di giustizia sulla base del quale sarà definitivamente sanata una ferita al mondo del lavoro”.
Così le deputate dem Romina Mura, prima firmataria dell’emendamento e Debora Serracchiani, presidente della commissione Lavoro della Camera.

22/12/2020 - 16:12

La Presidente della commissione Lavoro e il capogruppo di FI in Commissione lavoro “Vanno superate frammentazioni e discriminazioni fra lavoratori”

Un sistema unico e universale di protezione sociale così da superare le attuali frammentazioni e discriminazioni fra lavoratori. E’ questo l’obiettivo che ha portato la Presidente della commissione Lavoro della Camera, Debora Serracchiani, e il capogruppo di Forza Italia in Commissione lavoro Paolo Zangrillo a presentare una risoluzione unica a doppia firma, superando i precedenti due testi diversi.

“Quando l'obiettivo è comune – spiega Serracchiani – e i principi di fondo sono condivisi, è bene che si superino le diverse collocazioni parlamentari. E questo testo lo fa, perché in questo caso quello che stava a cuore sia a me sia al collega Zangrillo era impegnare il Governo ad arrivare a una soluzione di un problema, la discriminazione di diritti e tutele fra lavoratori, che da troppo tempo è irrisolto”.

La risoluzione infatti impegna il Governo a “realizzare un sistema di protezione sociale che progressivamente, ma entro tempi certi e ravvicinati, assicuri trattamenti economici e tutele previdenziali a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori titolari di contratti di lavoro subordinato e di lavoro autonomo o professionale, pure se occasionali, intercorrenti con datori di lavoro o committenti privati e pubblici". Un sistema di cui possano beneficiare anche "le lavoratrici e lavoratori che effettuino prestazioni di lavoro in ragione di contratti di tipo associativo, e i titolari di partite Iva iscritti alle gestioni separate o alla gestione autonoma, in caso di disoccupazione involontaria, anche per periodi dell'anno, e di contrazione dell'attività produttiva, al fine di assicurare loro un'esistenza libera e dignitosa, superando l'attuale situazione di frammentazione e disparità di tutela tra lavoratori”.

Nel concreto ciò significa ad esempio non solo far funzionare a pieno la nuova istituzione dell’Iscro (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale Operativa) introdotta nella Legge di Bilancio, e rafforzare Anpal, ma anche rafforzare Naspi e Dis-Coll con l'obiettivo di arrivare ad un unico strumento di disoccupazione, allungandone i periodi di fruizione ed escludendo ogni forma di décalage, in modo che la garanzia del reddito sia costante per tutta la durata dell'indennità, soprattutto per i lavoratori ultra-cinquantenni, e favorendo l'accesso all'indennità con requisiti ridotti per i lavoratori giovani. Uno strumento che, a fianco dell’indennità di disoccupazione, deve prevedere concreti e adeguati percorsi di formazione professionale, coinvolgendo organizzazioni datoriali, imprese e istituti universitari, e anche stage formativi pagati, consentendo il cumulo fra beneficio erogato e emolumento percepito dallo stage.

E proprio per prevedere un percorso di politica attiva per chi perde il lavoro o lo cerca, la risoluzione richiede specifici investimenti, anche sostenendo l'azione dei fondi interprofessionali, sulla formazione continua delle persone in cassa integrazione per l'aggiornamento delle competenze, in particolare sul digitale e sulla green economy, finalizzata a favorire la riorganizzazione dei processi produttivi e una coerente riqualificazione delle competenze professionali, nonché la valorizzazione dell'occupabilità delle persone.

Infine sono richiesti specifici ristori per tutte le categorie di lavoratori autonomi, che dovranno essere maggiormente incisivi nella tutela dei soggetti con redditi bassi e con comprovato calo di attività. Si tratta di sostegni attivabili anche dagli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria per le diverse gestioni obbligatorie da loro amministrate, e che saranno equiparati a quelle corrispondenti del sistema pubblico per quanto riguarda i fini fiscali e contributivi. La risoluzione è stata votata favorevolmente da tutti i gruppi di maggioranza e di opposizione, salvo il gruppo misto che si è astenuto.

22/12/2020 - 14:05

La presidente della commissione Lavoro della Camera: "Bisognerà agire su politiche attive del lavoro, ammortizzatori sociali, e Pubblica amministrazione".

"Questa manovra getta le basi della ripresa del Paese, che dovrà essere rafforzata con ulteriori provvedimenti". Lo ha affermato Debora Serracchiani, presidente della commissione Lavoro della Camera dei Deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio nel dibattito sulla manovra di Bilancio.

"Non potranno mancare - ha evidenziato - riforme necessarie per la modernizzazione del Paese: la riforma delle politiche attive del lavoro, una riforma degli ammortizzatori sociali che dia uno strumento di protezione sociale a tutti i lavoratori, a prescindere dalla natura del contratto che hanno, e infine la riforma della Pubblica Amministrazione, che dovrà essere la vera protagonista della crescita del Paese".

Secondo Serracchiani, con questa manovra "abbiamo avviato un percorso che ci permetterà di uscire gradualmente da questa emergenza. Il Parlamento, maggioranza e opposizione, ha fatto un lavoro prezioso e di tessitura, migliorando sensibilmente i punti principali di questa manovra di Bilancio. Il Pd ha voluto intervenire in modo puntuale sulle politiche attive del lavoro, unica via d’uscita rispetto a ciò che affronteremo quando cesserà il divieto di licenziamento, con la perdita di posti di lavoro e la necessità di una imponente riqualificazione. Questa manovra getta le basi della ripresa”

20/12/2020 - 17:50

“Siamo molto soddisfatte per l'approvazione dell’emendamento alla Legge di Bilancio che permette la nona salvaguardia per la categoria dei cosiddetti esodati. Grazie anche alla condivisione di tutti i gruppi della maggioranza, dopo anni che cercavamo di coprire le loro posizioni contributive, siamo finalmente riusciti a trovare le risorse per sanare questa ferita aperta nel mondo del lavoro. Si tratta di persone rimaste escluse dalle precedenti salvaguardie, in molti casi donne, che con l’entrata in vigore della riforma Fornero e con la crescita dell'aspettativa di vita si erano ritrovate senza lavoro e senza pensione. Siamo ovviamente felici di questo successo, che crea le condizioni per raggiungere presto la soluzione anche per coloro che purtroppo ancora restano senza salvaguardia”.

Così le deputate dem Romina Mura, prima firmataria dell’emendamento, e Debora Serracchiani, presidente della commissione Lavoro.

10/12/2020 - 15:58

“Nelle parole pronunciate dal procuratore Prestipino e dal sostituto Colaiocco, oggi durante l'audizione in commissione sull’uccisione di Giulio Regeni, c'è tutta la determinazione e la tenacia delle istituzioni repubblicane per arrivare finalmente alla verità”.

Lo dichiarano in una nota congiunta Lia Quartapelle, capogruppo Pd in commissione Esteri, e Debora Serracchiani, presidente della commissione Lavoro.

“Il processo per l'assassinio del ricercatore italiano si farà e si farà in Italia. A chiusura delle indagini, infatti, la procura di Roma ha notificato quattro avvisi di garanzia a tre componenti del National Security egiziano e a un membro delle forze di polizia. Le accuse gravissime sono di sequestro di persona, lesioni aggravate e concorso nell'omicidio di Giulio Regeni. E’ un risultato importante, che purtroppo non riporterà in vita Regeni ma rappresenta un punto fondamentale per capire chi ha voluto la sua morte, e per quali motivi”.

“In questi anni - proseguono Quartapelle e Serracchiani - non abbiamo mai smesso di chiedere verità e giustizia. Non c'è trascorrere del tempo che possa lenire il dolore, non c'è trascorrere del tempo che possa farci desistere da questa battaglia. Vogliamo esprimere il nostro ringraziamento per il grande lavoro svolto dalla polizia giudiziaria, e tutto il nostro appoggio all'azione giudiziaria di Prestipino e Colaiocco, i quali nonostante le difficoltà, le false piste e la reticenza del governo egiziano mai si sono arresi nella continua ricerca per fare piena luce su quanto accaduto. Aiutati in questo dalla determinazione del difensore della famiglia Regeni e dai genitori di Giulio, ai quali va ancora una volta il nostro pensiero, il nostro affetto e il nostro totale sostegno”.

 

09/12/2020 - 13:02

 “Alle grandi aziende chiediamo di assumere”, lo ha detto oggi al Sole24Ore la presidente della Commissione Lavoro della Camera, Debora Serracchiani, in merito all’emendamento Pd alla manovra sui contratti di espansione nella legge di Bilancio. Le misure prevedono l’estensione dello strumento alle aziende con oltre 500 dipendenti, allargando così la platea ad altre 2mila aziende. Per quelle con più di mille addetti i versamenti a carico dello Stato copriranno un periodo aggiuntivo di 12 mesi, passando così da 24 a 36 mesi,  e si prevede l’obbligo di fare un’assunzione ogni tre uscite. Tra i firmatari, oltre all’onorevole Serracchiani, anche la deputata Pd, Carla Cantone.

“Rendiamo utilizzabile un importante strumento di politica attiva - ha detto la presidente Serracchiani -   che consente di rinnovare le competenze, quando non ci sono all’interno dell’azienda, facilitando la staffetta generazionale. Alle grandi aziende che lo utilizzeranno presentando piani di rilevanza strategica in linea con i programmi europei, chiediamo di assumere”. L’obiettivo è gestire le ristrutturazioni aziendali in previsione della fine del blocco dei licenziamenti del prossimo 31 marzo. Le misure riguardano i lavoratori che si trovano a non più di 60 mesi dalla pensione di vecchiaia o anticipata.

08/12/2020 - 10:50

“Dobbiamo accelerare e mettere in campo gli strumenti di protezione dei lavoratori già a inizio 2021 se vogliamo gestire al meglio l’uscita dalle misure emergenziali”. Lo ha detto la presidente della commissione Lavoro della Camera, Debora Serracchiani, in un’intervista al Sole 24 Ore, oggi in edicola, parlando dell’emendamento Pd alla manovra che fissa i paletti per la riforma delle politiche attive, annunciata dal Governo.

Secondo le stime dei ministeri del Lavoro e dell’Economia, in primavera, con la fine del blocco dei licenziamenti, si registreranno circa 250mila uscite dal mercato del lavoro e un ricorso ancora massiccio alla Cig in deroga.

“L’emendamento Pd - spiega ancora Serracchiani - indica come dovranno essere i nuovi strumenti per gestire le transizioni occupazionali, con un coinvolgimento diretto delle agenzie per il lavoro private e una responsabilizzazione maggiore di imprese e lavoratori, rispettivamente, per attivarli, e ad attivarsi, già prima di arrivare alle espulsioni”.

31/10/2020 - 13:07

“Un piccolo trattato sulle collaborazioni organizzate dal committente tramite piattaforme digitali: così può essere considerata la recente circolare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) dedicata alle modalità di esercizio della relativa attività di vigilanza”. Così i deputati democratici Debora Serracchiani, presidente della Commissione Lavoro, e Antonio Viscomi, capogruppo del PD nella stessa Commissione. “Sarebbe pure da considerare cosa buona, oltre che utile” - continuano Serracchiani e Viscomi - “se non fosse indicativa della necessità di ripensare in modo più compiuto le regole del lavoro in un periodo di grande cambiamento tecnologico ed organizzativo, che l’emergenza epidemiologica ha accelerato nella prospettiva della transizione ecologica e digitale. Di fronte al mutare veloce degli ecosistemi produttivi è necessario individuare nuove strade per assicurare la realizzazione di valori fondamentali: la tutela della dignità e della sicurezza di chi lavora, la valorizzazione e la costante riqualificazione delle competenze professionali, salari equi e dignitosi per vivere e realizzare i propri progetti di vita". Oltre l’emergenza e il contrasto doveroso agli effetti devastanti sui rapporti di lavoro - concludono - occorre pensare alla ripartenza, consapevoli che i sistemi dell’impresa e del lavoro, pubblico e privato, non saranno così facilmente riconducibili alle categorie fino ad ora conosciute. E’ questo il compito di una comunità democratica, attiva, attenta e consapevole che il dialogo tra le parti sociali è elemento essenziale per la costruzione di società piu eque”.

26/10/2020 - 18:10

“Non c’è più tempo. La politica non dimentichi le bambine e i bambini. Subito la nomina del garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Lunedì 12 ottobre la garante per l’Infanzia la dott.ssa Filomena Albano ha ripreso servizio come magistrato, dopo quattro anni da presidente dell'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza. Il mandato è scaduto circa sei mesi fa, ma i Presidenti di Camera e Senato non hanno ancora nominato il successore. La politica in un momento così drammatico per il nostro Paese sta dimenticando i bambini. L’11 aprile erano scaduti i termini per la manifestazione e di interesse e dopo oltre sei mesi non è stata ancora fatta la nomina. La pandemia da Covid-19 rende ancora più necessario garantire i diritti delle bambine e dei bambini specie di quelli più fragili e vulnerabili e l’autorità garante ha un ruolo preciso in questo senso. Pertanto il gruppo interparlamentare Infanzia così come ha recentemente fatto anche la bicamerale infanzia e adolescenza chiede con forza che i presidenti di camera  e senato procedano ad horas alla nomina del garante per l’Infanzia e l’Adolescenza che è l’unica autorità garante non ancora nominata. La politica non lasci indietro le bambine e i bambini del nostro Paese”.

Lo dichiarano i deputati e le deputate dell’intergruppo parlamentare Infanzia, Paolo Lattanzio, Paolo Siani, Vittoria Casa, Rosa Di Giorgi, Alessandro Fusacchio, Chiara Gribaudo, Rossella Muroni, Michele Nitti, Flavia Piccoli Nardelli, Lia Quartapelle, Luca Rizzo Nervo, Debora Serracchiani, Antonio Viscomi.

21/10/2020 - 15:59

“L’audizione della ministra, Nunzia Catalfo, oggi in Commissione Lavoro alla Camera, ha consentito di ottenere molte informazioni sulle politiche del lavoro a favore dei giovani. Nel confermare il pieno sostegno all’azione del Governo e alle prossime proposte anticipate dalla ministra, suggeriamo peraltro una più forte attenzione delle politiche attive del lavoro sui cluster delle nuove professioni, specie in quanto legate alla svolta green e digitale. Chiederemo quindi di concentrare gli incentivi e le risorse previste (su Garanzia giovani, per il sistema duale, per incentivare l’assunzione degli under 35) proprio sulle professioni che, in quanto richieste e scoperte, assicurino una più rapida e incisiva trasformazione ecologica e digitale. Così si potrà  favorire meglio l’incontro domanda offerta, ma anche la riconversione economica verso la sostenibilità ambientale e sociale”.

Così Stefano Lepri, della segreteria nazionale del Pd, Debora Serracchiani, vice presidente dem e presidente della commissione Lavoro, e Antonio Viscomi, capogruppo Pd della commissione Lavoro.

21/10/2020 - 10:57

“Per un lavoro agile, c’è bisogno di una amministrazione agile, cioè capace di ripensare e ridisegnare alla radice i propri processi produttivi e la stessa organizzazione del lavoro. E di farlo velocemente”.

E’ quanto hanno dichiarato Debora Serracchiani, presidente della Commissione Lavoro alla Camera, e Antonio Viscomi, capogruppo del Partito Democratico nella stessa Commissione.

“Lavorare in modo agile - aggiungono Serracchiani e Viscomi - non vuol dire lavorare da casa, quanto lavorare in modo nuovo. La libertà di tempo e luogo non si deve trasformare in un danno per gli uomini e soprattutto per le donne che lavorano e in una perdita di efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa. Prima che una questione di regole, il lavoro agile è una questione organizzativa, che chiede di tenere conto della specificità della galassia delle pubbliche amministrazioni, dal piccolo comune al grande ministero. Per questo non è sufficiente un decreto, pur importante e utile, ma è necessario un accordo quadro tra Aran e Organizzazioni Sindacali che consenta di governare la complessità organizzativa e la pluralità degli interessi coinvolti. L’emergenza epidemiologica - concludono - è una sfida e un’occasione di innovazione anche per le pubbliche amministrazioni; non sprechiamola”.

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