“Vi impediremo di svendere infrastrutture strategiche per il Paese”
Il vero scopo di questa legge proposta dalla maggioranza, con la compiacenza del governo, è di privatizzare gli interporti italiani, per giunta ad un prezzo stracciato. Vengono sacrificati beni pubblici in luoghi strategici. Insomma il governo dei patrioti che svende i beni della patria. Il testo di questo provvedimento conferma che il governo Meloni è contro il Sud, va a braccetto con le grandi lobby del Paese ed è sempre pronto a scagliarsi nei confronti dei più deboli.
Il 70% degli interporti oggi in Italia (16 su 24) è concentrato al Nord, nel territorio più ricco ed infrastrutturato. Il governo e questa maggioranza come pensano di garantire una vera perequazione infrastrutturale? Come pensano di garantire migliori connessioni ed un adeguamento delle reti al Centro e nel Mezzogiorno? Sette regioni italiane sono senza neanche un interporto e l'individuazione dei nuovi viene affidata a criteri evanescenti e generici. Insomma un'occasione persa per colpa di questa maggioranza che fa atto di delega al governo ed in particolare al ministro Salvini per assegnare discrezionalmente le risorse disponibili. Il tutto senza nessun coinvolgimento delle Regioni, degli enti locali, per non parlare delle parti sociali, dei lavoratori e delle categorie produttive.
Come se non bastasse questa norma calpesta le direttive comunitarie perché consentite alle società di gestione degli interporti, in violazione di ogni elementare principio sulla concorrenza, di garantirsi un prezzo di riscatto del bene a scomputo delle somme individuate per presunti investimenti indicati nella perizia redatta da un tecnico di parte. Una procedura evidentemente elusiva non solo delle norme europee, ma anche dell'interesse pubblico. Gli interporti rappresentano un patrimonio da custodire e valorizzare; vi impediremo di concretizzare queste privatizzazioni di infrastrutture così strategiche a danno del Paese.
Così il capogruppo del Pd in commissione Trasporti della Camera, Anthony Barbagallo, intervenendo in Aula durante la dichiarazione di voto.
“Lo spot del ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, senza indossare la cintura di sicurezza rappresenta la ciliegina sull’amara torta di una riforma del codice della strada che non interviene sulla causa principale di morte: la velocità. Su questo ennesimo e sconcertante spettacolo che giunge da una personalità politica e leader di partito che non rappresenta certo le istituzioni della Repubblica con disciplina e onore presenteremo una interrogazione parlamentare. Un ministro dei Trasporti deve essere il primo a dare l’esempio in materia di sicurezza stradale. Con l’episodio di oggi abbiamo toccato il fondo”.
Così il capogruppo del Partito democratico in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo.
Barbagallo (Pd): Maggioranza divisa, battuta più volte in parlamento
“Un testo contraddittorio e lacunoso che non risolve i problemi legati all’alta velocità e non favorisce l’uso delle tecnologie digitali per la sicurezza stradale e per combattere la burocrazia e semplificare la vita ai cittadini. Un testo che trova contrari anche diverse anime della maggioranza, come dimostra il fatto che il governo è stato più volte battuto in commissione proprio sulle tematiche legate alla sicurezza. È una riforma che nasce vecchia, che non fa fare passi avanti al sistema: per queste ragioni daremo battaglia in aula alla camera”, così il capogruppo democratico nella commissione trasporti della Camera, Anthony Barbagallo interviene in merito alla riforma del codice della strada del ministro Salvini.
Barbagallo, chiarito che deve essere montato in autofficine autorizzate
“È stato approvato contro il volere del governo il nostro emendamento che chiede al ministero dei trasporti di chiarire la tipologia di officine autorizzate all'installazione dell’alcolock all’interno delle autovetture” così il capogruppo democratico nella commisisone trasporti della camera, Anthony Barbagallo firmatario assieme alle deputate e ai deputati Ouidad Bakkali, Andrea Casu, Valentina Ghio e Roberto Morassut dell’emendamento al nuovo codice della strada che è stato approvato oggi in commissione contro il volere del governo. “Per l’efficacia di questo nuovo strumento - conclude Barbagallo - è fondamentale che vengano specificate le tipologie di autofficine che possano installarlo. Serve un regime autorizzatorio senza il quale si rischia di compromettere un importante strumento per la sicurezza stradale”.
“Nuovo codice della strada ma resta ancorato al passato. Nella settimana in cui la commissione Trasporti esaminerà il testo, continuiamo a rappresentare le nostre perplessità e le nostre preoccupazioni perché non vengono introdotte novità vere degne dell’epoca in cui viviamo. Bocciati i nostri emendamenti che puntavano ad sostenere la ciclabilità e la mobilità ma anche quelle norme, da noi proposte, in materia di innovazione tecnologica come quelle che prevedevano, ad esempio, l’inserimento nelle auto di nuova produzione limitatori di velocità di serie e l'uso di app per le notifiche”. Lo dichiara il segretario del PD Sicilia e capogruppo PD in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo.
Secondo Barbagallo nel nuovo testo emerge “l’accanimento del governo contro i giovani e i neo patentati e la maggioranza sfugge al confronto - aggiunge - sui rinnovi delle patenti per gli ultraottantenni e ultranovantenni nei confronti dei quali sarebbe utile inserire almeno una prova pratica per consentire il rinnovo”.
“La Lega ritira l’emendamento sullo slittamento al 2027 della spending review per la società ponte sullo Stretto. Questo conferma che il ponte sullo Stretto per il governo e la maggioranza è solo uno specchietto per le allodole. Dietro si cela un enorme nominificio. La Lega getta la maschera e ritira l’emendamento”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, deputato del Pd.
“Il vero scopo della legge votata oggi in commissione è quello di privatizzare infrastrutture e servizi pubblici come gli interporti italiani. Il governo e la maggioranza di centrodestra hanno deciso infatti di gestire in regime di diritto privato, come espressamente sancito dall’articolo 5 del disegno di legge, le piattaforme e i servizi strategici primari quali sono appunto gli interporti. Il testo prevede inoltre la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, il conseguente riscatto da parte del gestore privato e lo scomputo degli investimenti. E’ una scelta che ci lascia interdetti, anzi preoccupati perché si affianca alla decisione scellerata del governo di privatizzare altre infrastrutture come porti, aeroporti e ferrovie”. Lo dichiara il capogruppo PD in commissione trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo.
“Le risorse messe a disposizione dovevano servire – aggiunge – per valorizzare gli interporti esistenti dando priorita' agli interventi programmati da anni ed invece il testo prevede l’aumento del 25% del numero di interporti, che passano cosi da 24 a 30. Non c’è alcun criterio convincente a garanzia della tutela dei traffici, degli investimenti e delle connessioni con le altre infrastrutture strategiche, ma soltanto risorse a pioggia. Manca una visione ed è chiaro che vogliono privilegiare i gestori e i territori amici e non un potenziamento strutturato”.
"Non sono stati approvati inoltre, emendamenti della maggioranza che prevedevano per i gestori degli interporti deroghe alle procedure ambientali e detassazione di imposte e contributi vari".
“Durante l'esame oggi in commissione sono stati bocciati tutti i nostri emendamenti volti a migliorare la sicurezza dei ciclisti. Negli ultimi anni a fronte della riduzione della mortalità negli incidenti stradali si è registrato purtroppo un aumento della mortalità e degli incidenti che coinvolgono i ciclisti. Non solo ma le statistiche ci dicono che purtroppo gli incidenti avvengono non solo nelle strade urbane ma anche in quelle extraurbane, nelle periferie delle grandi città ma anche nelle strade di campagna meno trafficate. Insomma a fronte di un fenomeno così drammatico e con queste proporzioni il governo e la maggioranza non affrontano il problema e preferiscono girarsi dall'altra parte.
Ritardi nell'attuazione delle misure del pnrr per la realizzazione delle piste ciclabili e sulla mobilità sostenibile e nessun intervento normativo a tutela della sicurezza dei ciclisti". Lo afferma il capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera, Anthony Barbagallo al termine dei lavori della commissione di trasporti sull'esame del nuovo codice della strada.
“Sono moltissimi i docenti e il personale ATA in supplenza che non percepiscono lo stipendio da diversi mesi. I pagamenti sono tardivi e a macchia di leopardo. Il problema non è nuovo agli addetti ai lavori, che ogni anno si trovano a osservare la stessa situazione”. E’ l’allarme lanciato dal deputato Dem alla Camera, Anthony Barbagallo che sul tema ha presentato una interrogazione rivolta al ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, già il 9 gennaio, con cui si chiede di “spiegare le ragioni dei ritardi nei pagamenti al personale precario, che si aggravano se i lavoratori hanno subito periodi di malattia".
“I ritardi nel pagamento degli stipendi per il personale precario sembrano ormai- prosegue - una antipatica e sgradevole consuetudine e le organizzazioni sindacali, a più riprese, hanno espresso preoccupazione. Un ritardo incomprensibile visto che – continua - il governo ha per altro incrementato di 150 milioni di euro il fondo per il pagamento delle supplenze brevi e saltuarie con il Dl.179/2022. Erano stati annunciati pagamenti straordinari entro il 20 gennaio - conclude - ma in molti lamentano ancora di non avere ricevuto nulla".
Quanto sta accadendo in queste ore nel Cpr di Milo è davvero preoccupante. Secondo fonti di stampa, a seguito di un incendio, più di 100 persone sarebbero costrette a vivere in uno spazio destinato a 10 e, per questo, esposti anche alla pioggia e al freddo. Come se non bastasse, le proteste dei migranti sarebbero state represse duramente.
Ancora una volta, sono i più deboli a soffrire le conseguenze degli scellerati provvedimenti di questo governo in tema di immigrazione: molte di queste persone, prima del decreto Cutro, avrebbero avuto accesso al sistema di accoglienza e di integrazione italiano. Chiederemo al Ministro dell’Interno di fare immediata chiarezza su questa vicenda che, se confermata, comporterebbe una palese e grave violazione dei diritti umani.
Così i deputati del Pd Giovanna Iacono ed Anthony Barbagallo.
*Blitz notturno a Montecitorio, da maggioranza forzature e deroghe ambientali*
“Il blitz notturno di ieri notte è molto grave sia un punto di vista procedurale, perché la maggioranza ha palesemente violato i regolamenti parlamentari negando alle opposizioni di discutere, sia nel merito” dichiara il deputato democratico, Anthony Barbagallo, che stigmatizza quanto avvenuto ieri notte nelle commissioni parlamentari che discutevano nel merito i contenuti del Dl energia.
“La vicenda della gestione dei rifiuti siciliani è infatti questione complicatissima - aggiunge - per colpa della gestione del centrodestra siamo al caos da sei anni e abbiamo la Tari più alta d’Italia, la raccolta differenziata più bassa, sono continui richiami della Corte dei Conti, per non parlare dell’intreccio tra società pubbliche e private che rendono la Sicilia un’anomalia europea. Servirebbe una discussione approfondita – sottolinea - non certo un colpo di mano e un provvedimento che interviene in deroga a tutte le procedure ambientali, a partire dalla localizzazione degli impianti e dei termovalorizzatori, peraltro in assenza di un Piano dei rifiuti. Anche il modo di finanziamento di questo intervento è molto grave. Governo e maggioranza, ancora una volta, decidono di utilizzare il Fondo sviluppo e coesione della Regione Sicilia, fondo di competenza regionale, a proprio piacimento come se fosse un bancomat. Dopo la rapina di 1,6 miliardi di euro per il Ponte – prosegue Barbagallo - con questo ulteriore scippo di 800 milioni di euro il risultato è che oltre il 40% del Fsc viene usato dal governo per i propri disegni senza alcun rispetto delle scelte e delle decisioni dei siciliani che chiedono tutt’altro”.
“Il centrodestra - conclude Barbagallo - da sei anni fa solo annunci, servivano altre misure per migliorare la situazione dei rifiuti in Sicilia a partire da una norma che garantisca la concorrenza tra le ditte appaltatrici del servizio di raccolta. Chiediamo da tempo il divieto di subappalto. Non è infatti possibile che nel corso degli anni, in presenza di aggiudicatari diversi, ci sono territori in cui il subappaltatore è sempre lo stesso”.
Con l'emendamento proposto dai relatori al dl energia Schifani e il centrodestra puntano alla realizzazione degli inceneritori con l’obiettivo di eludere le procedure ambientali. Con la scusa dell’ordinanza contigibile e urgente, infatti, rischia di saltare ogni procedura paesaggistica e di valutazione di impatto ambientale afferente sia gli inceneritori sia le procedure per il piano rifiuti”. Lo dice il segretario del PD Sicilia e deputato Dem a margine dei lavori delle commissioni congiunte Ambiente e Attivita' Produttive della Camera Anthony Barbagallo, poco prima della discussione del testo che prevede la nomina di commissario straordinario ai rifiuti per il presidente della Regione siciliana.
“E’ evidente che - aggiunge - per risolvere il problema dei rifiuti in Sicilia servirebbero centinaia di impianti per lo smaltimento ma negli ultimi 6 anni dal centrodestra al governo ne sono stati finanziati meno di dieci. Servono ambiti territoriali efficienti e funzionali in linea con la richiesta della corte dei conti siciliana; e serve una natura giuridica pubblica delle societa' di regolamentazione pubbliche che invece, ancora oggi, - nonostante le tante riforme annunciate da Musumeci e Schifani e mai portare in aula all'ARS - e' privata. Ed è soprattutto necessario spezzare l’oligopolio che alcune imprese, nel silenzio del centrodestra, continuano ancora oggi ad esercitare in questo settore in Sicilia con la benedizione della criminalità organizzata. Su questi temi non intendiamo – conclude – arretrare di un millimetro e daremo battaglia alla Camera”.
“Una non riforma assolutamente non adeguata ai tempi e alle tecnologie disponibili, quella del codice della strada portata avanti dal governo Meloni. Sul tema dei rinnovi della licenza di guida, infatti, il governo si concentra soprattutto sulle giovani generazioni, quasi prendendole di mira, ponendo limitazioni ai neo patentati per quanto riguarda, ad esempio, l’uso delle auto di grossa cilindrata anche se datate. Di contro invece, non viene adeguatamente affrontato il tema del rinnovo delle patenti per gli ultraottantenni con riferimento in particolare alla verifica dell'idoneita' alla guida”. Così il segretario regionale del PD Sicilia e capogruppo Dem in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, a proposito del nuovo codice della strada in discussione nella commissione parlamentare di merito.
“E a proposito di tecnologia – prosegue – riteniamo che bisogna fare un salto in avanti e adeguarsi all’innovazione e all'inteligenza artificiale anche in questo ambito. Dall'uso del simulatore, ai limitatori di velocità e anche all'individuazione delle infrazioni. Ma inspiegabilmente, nel terzo millennio e in epoca di tecnologie avanzate, questa riforma resta ancorata a sistemi obsoleti e assolutamente inadeguati”
“Colpisce quindi, ma non più di tanto, che - prosegue - il ministro Salvini prenda di mira la decisione del sindaco di Bologna che ha applicato il limite di 30 km all’ora nelle vie cittadine. Un provvedimento adottato in gran parte delle metropoli europee e che il suo stesso ministero ha incoraggiato con un provvedimento del 2022 ed adottato in oltre 60 comuni italiani. Il fatto è che Salvini parla a sproposito e non sa cosa succede nel suo dicastero”.
“Nel decreto legge Milleproroghe il Governo Meloni aumenta le tariffe autostradali senza motivate ragioni legate alla verifica del rispetto degli investimenti previsti dalle convenzioni con i concessionari.
Per questo come gruppo del Pd abbiamo chiesto con diversi emendamenti di non applicare gli aumenti, ma di verificarne la fattibilità solo al momento della scadenza dei piani economico finanziari e dei rendiconti sugli investimenti come previsto dalla normativa vigente. Abbiamo chiesto al Mit e alla Autorità di regolazione (Art) di verificare che l’aumento delle tariffe non sia automatica. Quanto proposto è grave perché dimostra che la tragedia di Genova non ha insegnato nulla e che la sudditanza al potere dei concessionari è dura a morire”.
Così i deputati democratici della commissione Trasporti, Roberto Morassut (vicepresidente) e Anthony Barbagallo (capogruppo Pd).