“Il ministro Salvini faccia chiarezza sull’iter per la realizzazione dell’Alta Velocità tra Salerno e Reggio Calabria, come da progetto RFI, composto da tre lotti: Battipaglia-Praja, Praia-Tarsia e il raddoppio della galleria Santomarco”, è quanto richiedono i deputati del Partito democratico Paola De Micheli, Anthony Barbagallo e Marco Simiani in un’interrogazione al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture.
Si chiedono le ragioni per le quali sui siti istituzionali non sia più rintracciabile il progetto originario RFI così come il Lotto 2 Praja-Tarsia, non siano state prese iniziative volte a velocizzare l’iter già avviato - per un’opera strettamente connessa al Ponte sullo Stretto la cui realizzazione è stata più volte caldeggiata dallo stesso ministro - e non sia stato informato il Parlamento sul percorso dell’opera e su eventuali criticità emerse.
“Il ministro Matteo Salvini come Penelope: di giorno strombazza e annuncia progetti faraonici e infrastrutture in ogni dove, di notte invece stralcia, rimuove, rimodula, posticipa opere fondamentali di cui il Paese ha bisogno. A farne le spese stavolta, in un piano di rimodulazione sulle infrastrutture per complessivi 7,3 miliardi, anche due 2 lotti della tratta ferroviaria Palermo-Catania del valore di 276 milioni di euro, stralciati dalla relazione semestrale sul PNRR inviata dal ministero delle Infrastrutture a quello per gli Affari europei, Coesione, Sud e PNRR. Discutiamo di Ponte sullo Stretto ma intanto su questa tratta si continua a viaggiare con tempi medievali”. Lo dichiara il segretario regionale del PD Sicilia e capogruppo del PD in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, che sull’argomento ha depositato una interrogazione ai ministri Salvini e Fitto.
Oggi ci siamo astenuti nel voto in Commissione Trasporti sull’approvazione del contratto di programma Rfi perché siamo molto preoccupati per il mancato rispetto della clausola del 34% per gli investimenti destinati al Mezzogiorno.
Purtroppo registriamo che non vi è alcuna certezza sulla volontà e sull’impegno di ridurre i divari territoriali tra Nord e Sud, che ha un gap settoriale da circa 20 anni rappresentato dalla ridotta elettrificazione delle linee regionali rispetto al resto del Paese. Riteniamo sia molto grave che nel periodo temporale dal 2020 al 2026 sia previsto un taglio di quasi 3 miliardi al Mezzogiorno con 1,39 miliari di investimenti sottratti ai Programmi prioritari ferrovie Valorizzazione Reti regionali, 1 miliardo ai Programmi Città Metropolitane e 570 milioni ai collegamenti ferroviari per gli aeroporti nel Sud. Siamo inoltre preoccupati per l’esiguità delle cd "finestre manutentive", ritenendo invece essenziale il rafforzamento previsto in termini di Security, anche sulla scorta del fenomeno delle aggressioni al personale.
Lo affermano il capogruppo dem Anthony Barbagallo e i deputati Pd della Commissione Trasporti della Camera.
Dichiarazione di Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera
“Non siamo per nulla soddisfatti della risposta del governo per quanto riguarda il Piano nazionale aeroporti”. Così il deputato Pd Anthony Barbagallo, capogruppo in commissione Trasporti, replicando al ministro Salvini nel corso del Question time di oggi alla Camera. Il Pd aveva chiesto al governo, con la deputata Oiudad Bakkali, “poiché il sistema aeroportuale è un anello fondamentale per lo sviluppo e la crescita sociale ed economica dei territori e dell'intero Paese, garantendo la mobilità dei cittadini e delle merci, quale fosse la strategia che intende sviluppare”. Per Barbagallo “nella risposta del ministro Salvini manca una visione, una strategia d’insieme del sistema degli aeroporti italiani. Il Piano – ha aggiunto l’esponente del Pd- dovrebbe proprio garantire lo sviluppo del trasporto aereo e del sistema aeroportuale. Ma non sono indicate per nulla le risorse, né vi è una specifica linea d’intervento del Pnrr per sostenere la realizzazione. Come Partito democratico – ha aggiunto Barbagallo- saremo particolarmente vigili sui percorsi di privatizzazione. Restano drammaticamente senza risposte il tema del “caro voli” nonostante le direttive europee in materia di concorrenza e di aiuti di Stato. Scarsi e insoddisfacenti – ha precisato Barbagallo- i riferimenti del Piano alla transizione ecologica , alla sostenibilità ambientale e alla digitalizzazione . Resta il tema della mancata valorizzazione di alcuni scali importanti del Mezzogiorno come Comiso, Lamezia, Crotone, Reggio Calabria e Pescara. Infine, il Pd manifesta una grandissima preoccupazione per i numerosi lavoratori che in maniera duratura e stagionale interessano gli scali. Si tratta – ha concluso Barbagallo- per lo più di persone fragili, donne e over 50, e di loro non c’è traccia nel piano mentre andrebbero tutelati per primi”.
Dai cassetti impolverati del Ministero delle Infrastrutture, prima Salvini ha tirato fuori il vecchio progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, senza senza soldi, antico, non adeguato alle ultime conoscenze sismiche e costruttive e portato avanti solo a colpi di fiducia, così per propaganda.
Oggi Salvini era presente in Sicilia – a Messina, guarda un po’! -. Non può quindi stupire che alla guida della riesumata società “Stretto di Messina” il Governo abbia resuscitato un vecchio di boiardo di stato, quel Pietro Ciucci, già ad e presidente di Anas e che era stato pure ad della stessa “Stretto di Messina” per 9 anni. Lo abbiamo detto: il Ponte di Messina era – ed è – una mera questione di poltrone, potere e propaganda.
Lo dichiara il deputato siciliano Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti
Il deputato siciliano del Pd Anthony Barbagallo ha discusso in commissione Trasporti una interrogazione sullo stato dei lavori della “Occidentale Etnea”
“I siciliani ben conoscono la cronica carenza di infrastrutture nella loro regione e il loro stato di inadeguatezza. Al ministro Salvini ho voluto rappresentare la situazione, attraverso una interrogazione urgente, di una infrastruttura particolarmente importante: il tratto stradale di Adrano-Paternò della SS 284 “Occidentale Etnea”. Così in una nota il segretario regionale del Pd della Sicilia e parlamentare Anthony Barbagallo, secondo il quale “la statale 284 ha la funzione di raccordo di importanti realtà territoriali della provincia, quali i centri abitati di Adrano, Biancavilla, S. Maria di Licodia, Ragalna, Bel Passo, Paternò e i relativi hinterland”. Prosegue Barbagallo: “il sottosegretario Ferrante ha risposto in commissione alla mia interrogazione e dalle sue parole non ho percepito nulla di rassicurante. Non abbiamo nessuna certezza che venga rispettato il termine di ottobre per l'approvazione del progetto definitivo e soprattutto per l’assenza delle coperture necessarie al completamento dell’opera. Il governo e Salvini ci devono dire come e quando finanziare un’opera così importante per il sistema stradale siciliano. Ho sottolineato al governo che si tratta di una strada insicura dal punto di vista della percorrenza, soprattutto perché è transitata giornalmente da moltissimi mezzi pesanti e presenta una corsia per senso di marcia e banchine di dimensioni variabili con intersezioni a raso. Si tratta di una delle strade statali dove, negli ultimi dieci anni, si sono verificati circa 400 incidenti, con almeno una sessantina di morti e decine di feriti. E ho ricordato nel mio intervento– precisa Barbagallo- che il precedente governo aveva stanziato un cospicuo finanziamento per la messa in sicurezza della statale 284, prevedendo il raddoppio del tratto Paternò-Adrano, opera che è stata commissariata per velocizzarne la realizzazione, vista anche l’importanza strategica per coloro che devono raggiungere l’aeroporto di Catania, Fontanarossa.
Ora, - conclude Barbagallo nella sua nota- per realizzare il raddoppio del tratto Paternò-Adrano servono tempi certi e coperture nel più breve tempo possibile”.
“La nuova Commissione di inchiesta sulla Moby Prince terrà conto delle indicazioni delle associazioni che raccolgono i familiari delle vittime. Il testo iniziale della proposta è stato infatti integrato con puntuali osservazioni grazie ad una proficua e concertata discussione parlamentare”: è quanto dichiarano i deputati Pd Marco Simiani ed Anthony Barbagallo sul dibattito a Montecitorio che ha definito nel dettaglio i compiti e le attività della Commissione.
“E’ necessario che il testo venga approvato definitivamente dall’Aula prima possibile: sussistono ad oggi infatti tutte le premesse e la volontà delle forze politiche di fare piena chiarezza, entro la fine dell’attuale Legislatura, sulle reali cause di una vicenda terribile che presenta ancora troppi lati oscuri”: concludono.
“La stessa Giorgia Meloni che all’opposizione contestava il Governo Draghi sulla possibile vendita di Ita, citando addirittura la fantomatica ‘libertà di volare autonomamente’ prevista dalla Costituzione, cede a Lufthansa oltre il 40 per cento della compagnia di bandiera. Siamo ormai purtroppo abituati a queste giravolte della Premier ma chiediamo al Governo di coinvolgere pienamente il Parlamento sull’implementazione del piano industriale di Ita e sugli aspetti operativi dell’intesa, a partire dal ruolo della rimanente presenza pubblica nel capitale sociale”. Si legge in una nota congiunta di Marco Simiani e Anthony Barbagallo, rispettivamente capogruppo Pd in Commissione Ambiente e Commissione Trasporti di Montecitorio.
“Il Pd sostiene da sempre il progetto di una compagnia aerea forte e competitiva, capace di rispondere alle sfide del mercato globale. L'ingresso di Lufthansa può rappresentare, a determinate condizioni, un'opportunità di rilancio per contribuire alla crescita e allo sviluppo dell'intero settore. Per questo monitoreremo attentamente l'evoluzione della situazione, per garantire il futuro di Ita, salvaguardando al tempo stesso gli interessi dei lavoratori e il futuro del trasporto aereo italiano”.
Dichiarazione di Anthony Barbagallo, deputato Pd e segretario della commissione Antimafia
“Oggi non potrò essere a Palermo all’albero Falcone per ricordare il giudice e le vittime della strage di Capaci. Sono infatti a Roma poiché si è insediata la commissione nazionale antimafia, di cui faccio parte e nella quale sono stato chiamato a svolgere il ruolo di segretario. Inoltre , sono l’unico siciliano presente nell’ufficio di presidenza. Un incarico che, ancora di più e oggi in particolare, sento la responsabilità”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, segretario regionale del PD Sicilia e deputato alla Camera durante una pausa dei lavori della commissione nazionale antimafia.
“Con ritardo questa Commissione - aggiunge - si sta avviando ai lavori ed ora bisogna mettersi sotto. La mafia non è per nulla sconfitta: lo è certamente quella militare, dei corleonesi, il cui ultimo esponente di spicco, Matteo Messina Denaro, è stato arrestato nei mesi scorsi. Ma restano i tanti “misteri” sulle coperture di cui ha potuto godere Messina Denaro durante una latitanza lunga 30 anni. O le ombre – lunghe – sui tanti depistaggi, da Capaci a via D’Amelio. La mafia non spara ma si insinua nella pubblica amministrazione, drena i grossi capitali, è più impalpabile. E dunque – credo – più insidiosa. Mi metterò al lavoro – conclude - col pensiero e l’azione , lo dobbiamo alla nostra terra, la Sicilia, e ai nostri martiri che hanno immolato la loro vita per un futuro migliore senza la mafia”.
Tweet di Anthony Barbagallo , capogruppo Pd commissione trasporti
A 31 anni da Capaci non vogliamo dimenticare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani
Oggi si insedia la commissione nazionale antimafia: Il mio impegno #pernondimenticare #mafia #stragecapaci
“Sono incredulo, stupefatto e indignato! Provo queste sensazioni dopo avere ricevuto, via email, un invito da parte di Anas per presenziare ad una conferenza stampa indetta per presentare l’avvio dei lavori dell’autostrada Catania-Ragusa. Una conferenza stampa che Anas ha pensato bene di svolgere il 22 maggio negli ultimi cinque giorni della campagna elettorale per le amministrative che si terranno, guarda caso, anche nelle città di Catania e Ragusa. E fatto ancora più grave l’evento (cosi viene definito nell’invito) si terrà nella sede catanese della Regione siciliana, di cui è presente il logo nel suddetto invito, per compiacere il manovratore di turno. Anas e i suoi vertici, che si fanno vedere in Sicilia solo per cerimonie, eventi e raccogliere risorse, dovrebbero vergognarsi di fronte al disastro delle autostrade siciliane note alle cronache per i cantieri infiniti e le decine di interruzioni. E’ fin troppo operativa Anas, duole ammetterlo, nel creare tempestivamente ‘eventi’ in piena campagna elettorale. E’ paradossale per altro tutto ciò: di giorno Schifani chiede e ottiene di commissariare l’Anas per i lavori sulla A-19 e di notte concorda con la stessa le passerelle elettorali per i comuni al voto da tenersi nella sede della Regione!”.
Lo dichiara il segretario regionale del Partito Democratico della Sicilia e capogruppo PD in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo.
“Questa conferenza stampa in piena campagna elettorale è inopportuna. Stiamo parlando di un’opera strategica fondamentale attesa da oltre 20 anni, per altro finanziata quando il PD era al governo. Ma inquinare la campagna elettorale come sta facendo Anas è assolutamente indegno e il PD utilizzerà tutti gli strumenti possibili per denunciare questo fatto gravissimo agli organismi competenti”.
“Un progetto di carta senza coperture tra mille incertezze che non si sa se e quando vedrà l’inizio dei lavori. Non ci sono le coperture, solo carta straccia. Di certo, al contrario, ci sono i compensi per i componenti del Cda per i quali è prevista la deroga ai 240 mila euro annui ovvero il tetto allo stato erogabile per i componenti dei cda delle controllate dallo Stato. Ripugna che in un momento del genere si possano prevedere tali indennità per consiglieri che non è detto che lavoreranno mai e non detto che si inizierà mai quest’opera. Così come è ancora più ripugnante che compensi ancora più alti, 500 mila euro annui, vadano ai componenti del comitato scientifico, scelti senza procedure di trasparenza, senza un regolare coinvolgimento degli ordini professionali. Insomma, il Ponte sullo Stretto è solo ‘propaganda & poltrone’ per il ministro Salvini che è invitato a non parlare per nome e per conto dei siciliani”. Così il deputato dem Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti e segretario regionale del Pd Sicilia, annunciando ieri alla Camera il no del Partito Democratico durante le dichiarazioni di voto finale sul decreto legge Ponte.
“Per l'ennesima volta in questa legislatura il governo utilizza lo strumento della decretazione d'urgenza. Andiamo avanti ormai esclusivamente con il binomio incessante decreto legge e fiducia ogni settimana. Nel caso di specie addirittura i presupposti della necessità e urgenza vengono utilizzati per un progetto di opera pubblica senza coperture, tra mille incertezze che non si sa se mai vedrà il concreto inizio dei lavori. Mille incertezze e mille perplessità, a partire dal fatto che viene previsto un'opera che non ha riscontri empirici che non ha riscontri fisici che non ha riscontri in natura”. Lo ha detto in Aula alla Camera, il deputato dem Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti, durante le dichiarazioni di voto finale sul decreto Ponte sullo stretto.
“Il governo Meloni – ha proseguito l’esponente Pd - propone infatti un ponte ad una campata con una luce di circa 3.200 metri pari quasi al doppio del ponte più lungo ad oggi esistente al mondo. Tutti gli studi fatti dai governi precedenti, dimostrano che con le folate di vento si è costretti a chiudere anche il traffico lungo il ponte fatto proprio in quella zona. Non hanno ricevuto risposta le nostre domande a proposito della vulnerabilità sismica e della idoneità statica, sono stati bocciati tutti i nostri emendamenti. Il ministro Salvini ha avuto il coraggio di dire nei mesi scorsi a Taormina che quest'opera cito testualmente ‘sarebbe l'opera più green del mondo’. Altro che opera più green. Inopinatamente l'articolo 3, comma 6, del testo in esame che prevede che la valutazione di impatto ambientale debba essere concentrata solo sugli elementi di novità del progetto. La valutazione di impatto ambientale va effettuata su tutti i contenuti del progetto definitivo integrato”.
“L'interesse pubblico – ha concluso Barbagallo - avrebbe imposto di contenere i costi e realizzare un'opera sicura che tuteli l'ambiente e il paesaggio con un procedimento trasparente. Ed invece il vostro emendamento sul doppio adeguamento dei prezzi e delle voci di prezzo, tutela tutto tranne l'interesse pubblico. Certamente quell'emendamento di trasparente, non ha un bel nulla. Il governo ha deciso di andare avanti a colpi di maggioranza, fuggendo il confronto parlamentare e il dibattito pubblico. Ma la scorciatoia che prendete oggi vi porterà a sbattere. Sono troppo le forzature sul progetto e sulla procedura e soprattutto i conti che non tornano sia quelli del costo dell'opera che quelli delle coperture che non ci sono. Continueremo la nostra battaglia politica dentro quest'aula, ma anche nelle piazze per avversare questa soluzione nefasta. Per queste ragione il Partito Democratico voterà contro il testo all'esame dell'Aula oggi.
“La modalità con cui il governo ci sta portando all’approvazione del decreto sul Ponte sullo Stretto rischia di creare un enorme pasticcio: potremmo infatti andare incontro a rischi di contenzioso e di bocciatura da parte della Corte di Giustizia europea. L’aggiornamento della progettazione e il cronoprogramma realizzativo potrebbero infatti sfiorare quel 50 per cento dei costi oltre il quale scatta l’obbligo di una nuova gara”. Lo dichiarano i capigruppo dem nelle commissioni Trasporti e Ambiente Anthony Barbagallo e Marco Simiani.
“Questo perché - spiegano i deputati democratici - il decreto prevede l’avvio di una fase contrattuale e, nello specifico la chiusura del contenzioso con il contraente generale del 2006, prima che siano noti elementi fondamentali per l’aggiornamento della progettazione ed il cronoprogramma realizzativo.
Il governo e i relatori, peraltro, non hanno fornito nessun chiarimento in ordine alle ragioni che li hanno spinti a proporre l'emendamento di adeguamento dei prezzi utilizzando il parametro della 'media delle variazioni percentuali del valore dei primi quattro progetti infrastrutturali banditi da RFI e ANAS nell'anno 2022'. Non si capisce perché proprio i primi quattro (e non i primi tre o i primi sei). Una scelta assolutamente discrezionale slegata dai precetti della logica e della trasparenza.
Per offrire qualche dato possiamo ricordare che la relazione tecnica prevede un valore complessivo dell'opera di 7,428 miliardi di euro e un investimento totale di 8,549 miliardi. Il DEF ci dice invece che il costo dell’opera risulta di 13,5 miliardi di euro, la stima delle opere complementari è di 1,1 miliardi di euro, per un totale quindi di 14,6 miliardi (ma ad oggi non è stato stanziato neanche un euro).
Il governo lega inoltre il riconoscimento dell’aggiornamento dei prezzi parametrato a quelli degli anni 2022-2023 – quindi il periodo di assoluta emergenza ed eccezionalità - alla data di approvazione dell’opera da parte del CIPESS. Delibera che ad oggi non ha una data certa. Continueremo quindi a riconoscere l’adeguamento dei prezzi parametrandoli ai prezzi eccezionali di questi anni senza avere un limite temporale certo? L’emendamento approvato pone il limite dei 13,5 mld del DEF 2023. Saranno sufficienti se la delibera non dovesse essere approvata in tempi brevi?”.
“Nel giorno in cui Ita Airways inaugura il nuovo Operations Control Center presso la zona tecnica dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino, nel testo definitivo del Dl lavoro, pubblicato in Gazzetta ufficiale e in vigore da oggi, non è più contenuto l'articolo, presente nella bozza, con lo stanziamento per la proroga di altri sei mesi della cig straordinaria per i lavoratori di Alitalia in amministrazione straordinaria. Ancora una volta il governo Meloni si accanisce sui più deboli scaricando anni di mala gestione di Alitalia su coloro che sono disoccupati e in difficoltà economica".
“Sul fronte Ita, non abbiamo alcuna notizia in merito alla parte del piano industriale per Ita relativo agli aeroporti strategici di Fiumicino, Linate, Malpensa e Catania. In particolare, per quest'ultimo, l’aeroporto della mia città, la situazione appare inquietante: si lamentano ritardi nei controlli per i varchi aeroportuali e sulla funzionalità dell’aeroporto stesso; pesanti contestazioni sulle procedure di gara; compagnie aeree che rinunciano alla tratta Catania-Roma e bandi di gara per centinaia di assunzioni in concomitanza con la presentazione delle liste e la campagna elettorale per le elezioni amministrative in Sicilia”. Lo afferma il deputato dem Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti e segretario regionale del Pd Sicilia a margine dell’interpellanza urgente presentata oggi in Aula alla Camera insieme al collega Andrea Casu.