"Le dimissioni di Andrea Orlando da deputato per dedicarsi pienamente all’attività del Consiglio Regionale della Liguria sono un gesto importante di rispetto verso le istituzioni e verso le tante persone che l’hanno votato nella difficile sfida per la Presidenza della Regione.
Ad Andrea i migliori auguri di buon lavoro". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Alla Corte penale internazionale dell'Aja, giudici, procuratori e avvocati sono determinati a continuare il lavoro che stanno portando avanti, i tanti casi in cui sono impegnati, nonostante le pressioni internazionali e le minacce di cui sono oggetto". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo a margine della visita di questa mattina alla Cpi insieme a una delegazione composta da 20 tra parlamentari ed euro parlamentari italiani di diversi partiti di opposizione, insieme a rappresentanti di AOI, ARCI, Educaid, Acs e AssopacePalestina. "La parola d’ordine oggi è salvare la Corte penale internazionale come istituzione giurisdizionale il cui scopo è affermare la legalità internazionale; salvare i tanti procedimenti in corso e proteggere chi vi lavora, oltre 1000 persone di 109 paesi. Oggi purtroppo la Corte vive in una condizione di assedio, è sotto attacco non solo da parte di autocrazie, ma anche di alcune democrazie. Se le sanzioni minacciate dagli Stati Uniti dovessero essere messe in atto sarebbe la fine della Corte perché verrebbe considerata al pari di uno "stato canaglia" con cui per altri Stati, istituzioni, aziende, banche e altri soggetti sarebbe impossibile collaborare. Un colpo letale.Per questo è il momento di fare quadrato intorno alla Corte e di mettere in atto interlocuzioni istituzionale con il Governo e il Congresso statunitensi al fine di scoraggiare un simile attacco che metterebbe in pericolo la giustizia internazionale".
"Sto per partire per l'Aja, dove domani, insieme ad altri 20 tra parlamentari ed europarlamentari italiani, oltre a rappresentanti di AOI, ARCI e AssopacePalestina, incontreremo alti rappresentanti della Corte penale internazionale.
Dopo i violenti attacchi subiti all'indomani dell'emissione dei mandati di arresto nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu, dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant e del capo di Hamas Deif, l'Intergruppo per la pace tra Israele e la Palestina ha ritenuto necessario esprimere ai giudici dell'Aja non solo solidarietà, ma anche apprezzamento per il lavoro di tutela e rispetto del diritto internazionale. Attacchi che invece non vi sono stati quando lo stesso mandato di arresto è stato rivolto nei confronti di Valdimir Putin.
La campagna di diffamazione condotta contro la CPI, le intollerabili accuse di antisemitismo, lo scetticismo di troppi governi, incluso il governo Meloni, non possono passare sotto silenzio.
Il diritto internazionale, nato perché non si ripetessero più le barbarie delle guerre mondiali, è lo strumento che ci permette di non scivolare verso la legge della giungla, dunque va tutelato e attuato.
E vale per tutti, senza doppi standard". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Oltre 500mila firme di cittadini e cittadine raccolte da diverse ONG come Medici Senza Frontiere, Emergency e Oxfam insieme agli appelli Fermatevi! e #StopCrimesInPalestine sottoposte con un'accorata lettera inviata il 25 novembre alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiederle di ascoltare le voci della società civile che richiedono di fare di più per giungere alla fine del massacro a Gaza.
Ma Meloni non risponde. Non si degna di ricevere chi rappresenta queste organizzazioni e lavora sul campo, e neanche di replicare alla mail. Un muro impenetrabile di indifferenza.
Un muro davanti a quasi 45mila morti a Gaza, davanti a oltre 343 operatori e operatrici umanitari e 191 giornalisti uccisi, davanti a un processo di annessione di Gaza Nord e della Cisgiordania che sembra inarrestabile. Un muro davanti ai mandati di arresto emessi dalla Corte penale internazionale nei confronti di Netanyahu, Gallant e al leader di Hamas, Deif che non si sa se è ancora vivo. Meloni tace anche su questo mentre i suoi vice, Salvini e Tajani, fanno dichiarazioni che si contraddicono tra loro. E domani, una delegazione di 32 persone, composta da 20 colleghi parlamentari dell’intergruppo per la pace tra Israele e Palestina, europarlamentari, oltre a rappresentanti delle Associazioni che lavorano in Medio Oriente sarà proprio alla Corte penale internazionale per esprimere vicinanza e apprezzamento per il lavoro di tutela del diritto internazionale che fanno i giudici dell'Aja, attività fondamentale se non vogliamo cadere nella barbarie.
Diritto internazionale continuamente violato e messo in pericolo nell’ultimo anno dai bombardamenti indiscriminati del governo israeliano a Gaza, in Libano e in Siria e dal divieto di accesso dei convogli umanitari nella Striscia.
Di fronte a tutto ciò la presidente del consiglio non ha preso posizione, non ha espresso parole di cordoglio per le vittime né di condanna verso le atrocità commesse, proprio per non disturbare l'alleato Benjamin Netanyahu.
Qual è la posizione dell'Italia su tutto questo? Cosa intende fare il governo oltre a preoccuparsi di impedire che arrivino profughi dalla Siria?". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Nella Giornata mondiale per i diritti umani, istituita nel giorno in cui nel 1948 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ho voluto citare nell'aula di Montecitorio donne e uomini che in ogni parte del mondo si sono strenuamente battuti per l’affermazione dei diritti umani e per la pace, che ai diritti umani è strettamente legata.
Da Rosa Parks a Martin Luther King, da Nelson Mandela a Vaclav Havel, dal Mahatma Gandhi a Emmeline Pankhurst leader nel Regno Unito del movimento per il voto alle donne, fino a due persone che ci tengo a citare in questi giorni nei quali in Medio Oriente scorre copioso il sangue di persone innocenti: i premi Nobel Yasser Arafat e Yztak Rabin, che hanno dimostrato coraggio, perché per fare la pace ci vuole coraggio.
Le guerre che ci circondano comprimono i diritti umani che subiscono restrizioni e violazioni. Ma questo succede anche in paesi dove non c'è la guerra, come dimostra la feroce apartheid di genere che colpisce le donne in Afghanistan. E anche nei paesi del cosiddetto Occidente, dove si diffondono le democrature, sistemi di democrazia zoppa, si infrangono quotidianamente i diritti umani, come succede alle persone LGBTQIA+ perfino in alcuni stati dell’Ue.
Dobbiamo fare di più. A partire dalla creazione di quell'autorità indipendente per la promozione e la tutela dei diritti umani che l'Italia si è impegnata a istituire nel 1993 e che ancora manca.
Come diceva Immanuel Kant, "la violazione del diritto avvenuta in un punto della terra è avvertita in tutti i punti”. Dobbiamo guardare in faccia le ingiustizie e dobbiamo saper dire “mi riguarda, ci riguarda”, senza sconti e senza doppi standard". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Conferenza stampa giovedì 12 dicembre, ore 10, Sala Stampa della Camera dei Deputati - via della Missione 4
Con la partecipazione di Emergency, Fermatevi!, Medici Senza Frontiere, Oxfam Italia e i promotori dell’appello “#StopCrimesinPalestine”
9 dicembre 2024 - Giovedì 12 dicembre, alle ore 10.00, a Roma, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati in via della Missione 4, si terrà la conferenza stampa “Gaza: Per un cessate il fuoco immediato. Mezzo milione di firme alla Presidente Meloni”.
Le organizzazioni umanitarie impegnate a Gaza – Emergency, Medici Senza Frontiere (MSF), Oxfam - l’associazione Fermatevi! e i promotori dell’appello “#StopCrimesinPalestine” hanno raccolto mezzo milione di firme per denunciare il disastro umanitario e i crimini che si stanno consumando a Gaza e per chiedere, ancora una volta, al governo italiano di lavorare per un cessate il fuoco immediato.
Sentiremo le testimonianze dirette delle operatrici e degli operatori che lavorano a Gaza e affrontano ogni giorno la catastrofe umanitaria in corso.
Saluti istituzionali: On. Sara Ferrari
Durante la conferenza stampa, interverranno:
- Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia
- Rossella Miccio, presidente EMERGENCY
- Monica Minardi, presidente Medici Senza Frontiere
- Pasquale de Sena, professore di diritto internazionale UniPa, associazione “Fermatevi!”
- Massimo Amato, storico ed economista - promotore #StopCrimesInPalestine
Per giornalisti, fotografi e operatori televisivi è obbligatorio l’accredito entro le ore 12 di mercoledì 11 dicembre, inviando una mail a stampa.boldrini@yahoo.com e specificando eventuale attrezzatura fotografica e da ripresa.
Si ricorda che per gli uomini è necessaria la giacca.
"La caduta di Assad, dopo mezzo secolo di regime sanguinario, è di per sé una buona notizia.
Assad è responsabile di crimini atroci nei confronti il suo stesso popolo compreso l'uso di gas letali contro chi non si sottometteva al suo potere e una durissima repressione contro gli oppositori. Di tutto questo dovrà rispondere nelle sedi opportune.
È comprensibile, dunque, la festa che in queste ore abbiamo visto per le strade di Damasco e di tutta la Siria.
È, tuttavia, presto per avere un quadro chiaro di cosa succederà adesso. Se, ad esempio, Muhammad al Jolani, leader jihadista garantirà davvero il rispetto delle minoranze politiche e religiose che ha promesso o se la Siria piomberà nel caos.
La prudenza è d'obbligo perché il rischio di vendette incrociate tra le varie componenti che in questi anni si sono contrapposte in Siria è molto elevato, così come il perdurare dell’influenza di potenze straniere che hanno agito in territorio siriano durante il periodo del conflitto esacerbando le contrapposizioni anziché cercare una via d’uscita". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Da mesi, a Siena, si trascina una situazione che riguarda una quarantina di richiedenti asilo pakistani a cui sembra impossibile trovare un alloggio dignitoso.
Per questa ragione, oggi, ho voluto incontrare la prefetta, dott.ssa Pirrera, e il questore, dott. Angeloni, per capire quale soluzione si può trovare unendo le forze e le competenze che un territorio accogliente come Siena può offrire.
E che Siena sia un luogo accogliente lo dimostra il fatto che queste persone, finora, sono state assistite da una solida rete di associazioni e alloggiate anche nei locali del circolo del PD e di Rifondazione Comunista. Rifugi d'emergenza che non possono certo essere una soluzione.
Quaranta persone sono un numero assolutamente esiguo che non può rappresentare un problema.
Non è dignitoso né per lo Stato, né per il territorio senese lasciare che queste persone dormano nei garage o all'agghiaccio.
Serve, quindi, una maggiore sinergia tra enti locali, prefettura, questura e società civile.
Sia la prefetta che il questore hanno assicurato collaborazione e impegno, a partire dalla riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza che si terrà lunedì prossimo.
Continueremo a monitorare la situazione e a lavorare per risolvere il problema. Ma deve essere chiaro che queste sono le conseguenze delle politiche scellerate messe in campo da Salvini quando era ministro dell'Interno ed ha scientemente iniziato a smantellare il sistema dell'accoglienza. Un lavoro che Piantedosi sta completando e che è perfettamente funzionale ad alimentare l'irregolarità e il degrado su cui la destra costruisce la narrazione anti-migranti e il proprio consenso". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD, a margine degli incontri di oggi a Siena.
"Esprimo la mia vicinanza e la mia solidarietà alla giudice Iolanda Apostolico, fatta bersaglio di una gogna pubblica violenta e feroce al punto da portarla alle dimissioni dalla magistratura, nonostante non abbia raggiunto l'età per la pensione.
Una vera e propria tempesta mediatica scatenata dal vicepremier Matteo Salvini, che in questo non teme confronti, e alimentata da diversi esponenti di spicco della maggioranza.
È vergognoso che alte cariche della Repubblica promuovano campagne di odio contro altri corpi dello Stato.
L'epilogo della vicenda Apostolico è emblematico di come le destre attacchino la magistratura per tentare di sottometterla e zittirla. È successo con Apostolico, ma è successo anche con i giudici di Palermo del processo Open Arms, della sezione immigrazione di Roma, di quella di Bologna. Alcuni di questi magistrati e magistrate sono ora sotto scorta perché è a rischio la loro incolumità.
È così che iniziano le autocrazie: minando l'indipendenza della magistratura. Ci aveva già provato Berlusconi, senza riuscirci. Ora ci prova il governo Meloni". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Oggi al funerale della staffetta partigiana Iole Mancini, classe 1920, ho abbracciato Luciana "Luce" Romoli, rassicurandola che le staremo vicino anche oggi che la sua cara amica Iole non c’è più, che raccoglieremo il testimone della loro battaglia per la libertà e la democrazia. Le voci delle partigiane e dei partigiani non saranno silenziate: che nessuno provi, approfittando della loro naturale scomparsa, a riscrivere la storia della Repubblica italiana, nata dalla Resistenza antifascista grazie al sacrificio di tante donne e uomini disposti anche a morire per liberare l'Italia dall'orrore nazifascista.
Questa è l'eredità che ci lascia Iole Mancini con la sua passione civica e il suo impegno costante". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Non ha fatto in tempo ad essere approvato definitivamente dal Senato che il decreto flussi è già azzoppato. E' di poco fa, infatti, il parere del Consiglio superiore della magistratura che boccia "l'emendamento Musk" quello con cui la maggioranza vuole spostare alle Corti d'appello la competenza sulla convalida o la proroga dei trattenimenti dei richiedenti asilo provenienti dai cosiddetti "paesi sicuri".
La motivazione è quella che avevamo già evidenziato più e più volte sia in commissione sia in aula: le Corti d'appello si intaserebbero e non hanno la preparazione adeguata per occuparsi di migranti, come invece ce l'hanno le sezioni specializzate dei tribunali. E' una questione di buon senso.
Il buon senso che non hanno né la maggioranza né Nordio, ce l'ha il CSM. Il governo ci ripensi: ponga fine a questa assurda guerra con la magistratura che fa male al Paese, non risolve alcun problema e a questo punto non è neanche più utile alla loro propaganda". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Grazie all'Ordine dei giornalisti del Lazio e Luisa Betti Dakli che oggi ha organizzato un evento di formazione sulla violenza che colpisce le donne online. Una forma di violenza che conosco molto bene per esserne bersaglio da anni.
È importante che giornaliste e giornalisti, chi lavora con i media e la comunicazione abbiano chiare le tante facce della violenza che punta a zittire le donne che si espongono e sono in prima linea. È necessario fare cordone attorno alle donne alle ragazze che ne sono colpite le cui vite rischiano di essere stravolte in modi irreversibili perché spesso rimangono sole. Attacchi mirati, spesso orchestrati, lanciati da figure politiche quasi sempre di ultradestra che, in questo modo, vorrebbero spingere le donne fuori dalla sfera pubblica e, soprattutto, da ruoli di vertice.
Una violenza che non possiamo sottovalutare che sempre denunciata e contro la quale non bisogna mai abbassare la guardia.
In altri paesi sono state approvate leggi per contrastare il fenomeno di odio in rete. Lo stesso deve accadere in Italia dove le proposte ci sono, tra cui una a mia prima firma, ma non vengono calendarizzate. Ne va della democrazia, del diritto delle donne di parlare, esprimersi liberamente, partecipare alla vita politica e pubblica del Paese. Un tema che il Parlamento non può più rimandare". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Iole Mancini lascia un grande vuoto in chiunque l'abbia incontrata e in chiunque abbia conosciuto la sua storia. Staffetta partigiana, ha vissuto durante la sua giovinezza le atrocità del regime nazifascista senza mai desistere e continuando a portare avanti azioni di resistenza. La sua passione civile e l'amore per la democrazia non l'hanno mai abbandonata, anzi è cresciuta.
Da anni era una presenza costante agli eventi culturali organizzati a Montecitorio da quando, sotto la mia presidenza, partecipava spesso anche alle domeniche di apertura della Camera al pubblico. Negli anni è nato un rapporto personale di stima e affetto che entrambe abbiamo coltivato con cura. L'ultima volta che ha chiesto di vedermi è stata lo scorso agosto quando, già molto malata, ha voluto firmare il referendum contro l'autonomia differenziata.
Testimone instancabile di libertà, laicità e partecipazione, credeva fermamente nella necessità di trasmettere questi valori alle giovani generazioni e nonostante i suoi 104 anni fino all’ultimo ha fatto incontri nelle scuole. Iole mancherà moltissimo a tutte e tutti noi. Bella, ciao!" Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"E' inquietante il giro di immobili e soldi tra l'associazione Pro Vita e Forza Nuova rivelata dall'inchiesta pubblicata oggi dal quotidiano "Domani". Lo è non solo perché conferma i legami tra il partito neofascista guidato da Roberto Fiore, condannato a 8 anni in primo grado per l'assalto alla CGIL dell'ottobre del 2021, ma anche per la vicinanza tra Pro Vita e l'attuale maggioranza che ha spalancato loro le porte dei consultori pubblici del Paese per rendere ancora più ostico l'accesso all'interruzione di gravidanza alle donne.
Una vicinanza le cui conseguenze abbiamo visto con la campagna lanciata proprio da Pro Vita contro Francesco Spano considerato troppo vicino alla comunità LGBTQIA+. L'associazione anti-scelta definì "irricevibile" la nomina di Spano a capo di gabinetto dal ministro alla Cultura Alessandro Giuli. Spano, com'è noto, è stato costretto alle dimissioni. Poche ore dopo, era stato proprio il portavoce di Pro Vita, Jacopo Coghe a dichiarare che quella vicenda avrebbe dovuto fare "da monito" al governo.
Ancora una volta emergono punti di contatto poco chiari tra la maggioranza e organizzazioni dichiaratamente neo fasciste e tra queste e le associazioni anti-scelta e anti-diritti.
Rapporti che rischiano di rispedire il Paese indietro di 50 anni sul fronte dei diritti delle donne e delle persone LGBTQIA+". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Quello che è successo a Milano, al Corvetto, ci racconta di un problema di disuguaglianze, soprattutto nelle grandi città. E riguarda tutti: italiani e stranieri e va affrontato in modo che non ci siano quartieri che restano indietro, che vivano sofferenze. Per gli stranieri c'è un tema aggiuntivo: ragazzi che sono nati in Italia, cresciuti in Italia non hanno neanche la possibilità di sentirsi parte della nostra comunità perché non hanno la cittadinanza. Non vivendo come parte integrante di una società, coltivano più rabbia, ferma restando la condanna netta di qualsiasi forma di violenza. Se vogliamo fare sul serio sull'integrazione di cui parla il ministro Piantedosi, dobbiamo partire da qui. Peccato che Forza Italia abbia cambiato idea, quando c'è stato da votare gli emendamenti sulla cittadinanza.
Non possiamo dire a chi è nato in Italia, ha sempre vissuto qui senza conoscere nessun altro paese, che non è italiano, che deve aspettare di compiere 18 anni, poi fare domanda, poi aspettare ancora senza neanche la certezza di ottenere la cittadinanza perché è una concessione e non un diritto.
Senza integrazione non ci può essere sicurezza. I problemi non possono essere gestiti solo in termini di repressione e ordine pubblico". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.