"Oggi sono stata all'Università di Padova dove ero stata invitata per una lectio magistralis sui diritti umani. Questa mattina, però, le studentesse e gli studenti hanno deciso di unirsi alla protesta che sta attraversando le università di mezzo mondo, piantando delle tende nel cortile dell'Ateneo per chiedere la fine del massacro a Gaza e un immediato cessate il fuoco.
Insieme al Prof. Mascia, che aveva organizzato la giornata, abbiamo deciso dunque che era giusto cambiare il programma. La lectio si è trasformata in un bellissimo incontro con studentesse e studenti. Un'assemblea molto partecipata, in cui è stato possibile confrontarsi e dialogare. Ho proposto di rimandare la lectio ad un altro momento perché ritengo sia doveroso ascoltare le voci delle ragazze e dei ragazzi e la loro posizione su quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza e aprire con loro una comunicazione costruttiva.
Ringrazio il prof. Mascia per l'invito, per l'organizzazione e per avere voluto aprire questo momento di scambio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Chiediamo che l'Italia ripristini i finanziamenti a Unrwa come hanno già fatto la gran parte degli stati donatori e anche la Commissione europea. Il viceministro Cirielli ha sostenuto in Aula di avere "prove dettagliate" del coinvolgimento di Unrwa con l'attentato terroristico del 7 ottobre e solo due giorni fa ha ribadito "mai più commistioni con organizzazioni terroristiche". Quali documenti ha? Perché una commissione indipendente, guidata dall'ex ministra francese Catherine Colonna, ha stabilito che le prove, invece, non esistono. E su quali basi la Striscia di Gaza non è più inclusa nell'elenco dei luoghi destinatari dei progetti dell'Agenzia italiana di Cooperazione allo sviluppo, implementati dalle Ong italiane? Nell'ora più buia per la popolazione palestinese che vive a Gaza, il governo italiano si defila e abbandona più di due milioni di persone della Striscia, ma anche tutti i profughi palestinesi che vivono in Cisgiordania, Libano e Siria per i quali il lavoro di Unrwa è insostituibile e di vitale importanza. E non sarà "Food for Gaza" a salvare la situazione.
Così Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Non condivido i metodi di chi impedisce ad altri, chiunque siano, di parlare: lo trovo sbagliato e quindi mi dissocio dalle modalità che non hanno permesso alla ministra Roccella di fare il suo intervento. Questo episodio avviene a poche ore dalla notizia dell'avvio di un procedimento disciplinare contro Serena Bortone, colpevole di aver reso nota l'eliminazione del monologo sul 25 aprile che Scurati avrebbe dovuto leggere nel suo programma. Un provvedimento che ha tutta l'aria della ritorsione verso una giornalista che ha denunciato una censura. Oggi è la ministra Roccella a parlare di "censura" per la contestazione di un gruppo di studentesse e studenti nei suoi confronti durante gli Stati Generali della Natalità.
E' successo anche a me di essere contestata, come in democrazia può capitare a chi ha un ruolo pubblico, ma non ho mai parlato "censura".
E' una confusione pericolosa che si fa: la censura, quella vera, è quella che il potere esercita sul dissenso, mentre il dissenso è l'unica possibilità nelle mani di chi il potere non ce l'ha di fare sentire la propria voce. Chiaramente permettendo a chiunque di esprimere il proprio pensiero. Il governo deve mettere in conto di essere contestato e accettarlo senza ogni volta gridare alla censura". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Giorgia Meloni, pur di raccontare agli italiani di aver fatto diminuire i flussi migratori, non solo è disposta a elargire fondi dei contribuenti a regimi autocratici e violenti come quelli egiziano e tunisino, ma anche inserire questi Stati nell'elenco dei cosiddetti ‘Paesi sicuri’”.
Lo dichiarano il responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano, e la deputata Laura Boldrini, presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Se - aggiungono - come si legge nel decreto del ministero degli Esteri, un Paese è considerato sicuro ‘sulla base dell’applicazione della legge all’interno di un sistema democratico’ chiederemo al ministro Tajani di spiegare secondo quali criteri l’Egitto possa rientrare in questa definizione, un Paese che tiene in carcere almeno 60mila dissidenti, attivisti, sindacalisti e oppositori. Questo fa il paio con le nuove disposizioni di Enac (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile), di diretta competenza del ministro Salvini, secondo cui gli aerei delle Ong non potranno più alzarsi in volo sul Mediterraneo per individuare eventuali imbarcazioni in difficoltà, dare l'allarme e salvare le vite di chi è a bordo. Una decisione cinica che mette a rischio la sopravvivenza di migliaia di uomini, donne e bambini, come accade già a causa del decreto Piantedosi che impedisce alle navi umanitarie di intervenire per più di un soccorso alla volta. L'ennesimo tentativo di smantellare un sistema di monitoraggio e salvataggio che la società civile ha messo in atto per compensare le mancanze dello Stato. Per Meloni e Salvini - sottolineano Boldrini e Provenzano - la priorità non è evitare i naufragi, ma ostacolare i salvataggi delle Ong. Per questo, presenteremo un'interrogazione al governo”.
"Nella nuova lista dei paesi cosiddetti "sicuri" il governo ha inserito anche l'Egitto. Chissà cosa ne pensa la famiglia Regeni che proprio in queste settimane è in tribunale ad ascoltare come gli ufficiali dell'esercito del "paese sicuro" hanno depistato le indagini sull'assassinio di Giulio. Un paese è considerato sicuro “sulla base dell’applicazione della legge all’interno di un sistema democratico” si legge nel decreto del ministero degli Esteri.
Giorgia Meloni sta stringendo patti con autocrati e dittatori a cui chiede una sola cosa: bloccare i migranti con ogni mezzo. In cambio di denaro e di aiutarli a rifarsi un'immagine. E così, dopo la Tunisia anche l’Egitto diventa “sicuro”, un paese governato da un presidente diventato tale dopo un colpo di stato, nel 2013, che mette oppositori, difensori dei diritti umani e sindacalisti in carcere, com'è successo a Patrik Zaki per qualche post sui social. Le carceri egiziane, vale la pena ricordarlo alla premier, sono piene di persone che hanno osato manifestare e si oppongono al regime: sono circa 60mila.
Quale sarà il prossimo promosso tra i "paesi sicuri"? La Libia dei campi di detenzione dove le persone vengono stuprate, picchiate, e torturate?
Come si può arrivare a tanto?" Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Ho firmato i referendum della CGIL perché vogliamo un lavoro tutelato, un lavoro che sia dignitoso, un lavoro che sia stabile e anche che sia sicuro. Perché basta morti sul lavoro, basta licenziamenti illegittimi e anche basta questi contratti a termine che durano tutta la vita. Questi sono i motivi per cui ho ritenuto giusto, oggi, andare alla sede della CGIL di Roma e del Lazio, con il segretario Natale di Cola, per firmare i quattro quesiti proposti dalla CGIL". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Nella notte l'esercito israeliano è entrato a Rafah, al sud della Striscia di Gaza e ha piantato la bandiera israeliana sul versante palestinese del valico al confine con l’Egitto. Questo dopo che, poche ore prima, il governo non aveva riconosciuto l’accordo per il cessate il fuoco presentato da Qatar e Egitto, che Hamas ha accettato. Netanyahu, concentrato sulla sua sopravvivenza politica, continua l’opera di annientamento del popolo palestinese, che gli consente di rimanere al potere". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
"Incaprettato, per 13 minuti, bloccato sull'asfalto con un ginocchio sul collo, come morì George Floyd. Il trattamento violento e brutale a cui la polizia della Florida ha sottoposto Matteo Falcinelli, studente italiano negli Usa per un master, è inaccettabile e le conseguenze devastanti. Il ragazzo avrebbe anche tentato il suicidio e ha riportato gravi lesioni. A lui e alla sua famiglia, che chiede giustizia, la mia solidarietà e la mia vicinanza.
Il Pd chiede al governo italiano di riferire subito alle Camere e di condannare in tutte le sedi opportune questa gravissima violazione dei diritti umani ai danni di un giovane italiano.
Qualsiasi siano state le circostanze che hanno portato all'arresto, neanche il peggior criminale merita un trattamento così disumano e degradante". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Non passa giorno che non arrivi una notizia che fa capire quanto inadeguato e a rischio sia il progetto del Ponte sullo stretto di Messina tanto caro a Matteo Salvini. Il Comitato scientifico e il Ministero dell’ambiente lo hanno messo nero su bianco evidenziando centinai di criticità. Si può pensare un ponte sotto cui non passano le navi? Salvini, può. E questo governo arriva a concepire una spesa di 15 miliardi di soldi pubblici per una follia simile, mentre si allungano le liste d’attesa della sanità pubblica, molte scuole cadono a pezzi e alle lavoratrici e ai lavoratori si dà un contentino di 100 euro lordi, ma l'anno prossimo. Mancette elettorali e un ponte costosissimo, inutile e fatto male: questa è la politica del governo Meloni". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"In Italia, una donna su quattro è disoccupata: uno dei tassi più alti d'Europa. Avere un figlio è ancora la ragione principale per cui si lascia il lavoro, perché mancano gli asili e le strutture private sono troppo care. Il 21 per cento delle donne con lavoro stabile, guadagna appena 15mila euro l'anno (contro il 6 per cento degli uomini). Il lavoro povero in generale, di uomini e donne, è una vera e propria piaga sociale ed è ancora più drammatica al Sud.
Non servono mancette, misure spot né, tanto meno, spaccare il Paese in due abbandonando il Meridione con la scellerata autonomia differenziata: serve un'Italia coesa e solidale, servono misure strutturali, servono asili e strutture per l'infanzia, serve il salario minimo legale. Per questo, dopo il vergognoso affossamento voluto dalle destre in Parlamento, ieri Pd, Avs e M5S hanno depositato una legge di iniziativa popolare per il salario minimo a 9 euro l'ora. Raccoglieremo centinaia di migliaia di firme, insieme alle altre opposizioni: non si può trasformare l'Italia nella patria del lavoro povero. Perché sotto 9 euro l'ora non è lavoro: è sfruttamento". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Il caporalato è un fenomeno che riguarda il Paese intero e contro il quale bisogna usare tutti gli strumenti già previsti dalla legge 199 del 2016. Per questo oggi siamo venuti a Piombino, con il segretario del PD di Piombino Fabio Cento e il segretario del PD Piombino - Elba - Val di Cornia Simone de Rosas, al centro di accoglienza straordinaria "La caravella" dove vivono 67 migranti sfruttati nei campi, alcuni per meno di un'euro l'ora. I caporali sono stati arrestati, ma per agire non possiamo aspettare la prossima indagine: bisogna prevenire". Lo dichiarano i deputati del PD Laura Boldrini e Marco Simiani.
"Il governo non faccia finta di niente puntando il dito sulle vittime invece che sui carnefici.
Si adoperi per l'implementazione della legge 199 coinvolgendo anche le prefetture, l'INPS e tutti gli enti interessati. Risponda alle interrogazioni del PD e spieghi come intende fronteggiare questa piaga sociale", concludono Boldrini e Simiani.
"C'è un vero e proprio accanimento di questo governo nel volere spaccare l'Italia, aumentare le disuguaglianze e rendere il Paese irrilevante anche sul piano internazionale. A questo punta il combinato disposto tra l'autonomia differenziata e il premierato. Uno scambio interno alla maggioranza per il quale tutti pagheremo un prezzo altissimo.
Il ministro Calderoli realizza il sogno di una vita: abbandonare il Sud al proprio destino. Del resto, la Lega Nord nasce secessionista e tale è rimasta nonostante i tentativi di maquillage di Salvini.
L'Italia sarà ridotta a venti piccoli stati semi-indipendenti e del tutto ininfluenti sullo scenario globale perché per avere un peso a livello internazionale serve un sistema paese forte e coeso.
Nell'Italia-spezzatino le opportunità di ciascuno dipenderanno dalla regione in cui si nasce, non dalle proprie capacità.
Al Sud la vita sarà sempre più difficile perché mancheranno i servizi o saranno fortemente carenti. E nella foga di colpire il tanto odiato Meridione, il ministro Calderoli non calcola che questo provocherà la totale congestione delle Regioni del Nord a cui tutte e tutti si rivolgeranno per potere avere sanità, scuola e trasporti.
Questa riforma è una iattura per chiunque. Anche le imprese non vogliono una giungla in cui ogni Regione ha regole diverse. Un danno per l'economia che spingerà gli investimenti altrove.
Quindi la domanda è: con l'autonomia differenziata l'Italia sarà più debole o più forte? Senza dubbio più debole e meno competitiva. Un progetto scellerato contro cui non smetteremo di batterci in ogni modo possibile". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Domani, 25 aprile, in occasione della Festa della Liberazione, l'on. Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, si recherà a Civitella in Val di Chiana dove il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parteciperà alla celebrazioni e alla commemorazione delle 244 vittime civili del terribile eccidio nazista del 18 giugno del 1944.
Nel pomeriggio si sposterà a Siena per prendere parte agli eventi organizzati dalla Provincia in occasione dell'80esimo anniversario della liberazione della città toscana che avvenne il 3 luglio del 1944.
"Il governo si rifiuta non solo di ripristinare i fondi all'Unrwa, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi, ma persino di dare spiegazioni: scena muta. Oggi in commissione Esteri, il governo ha dato parere negativo ad un emendamento del Pd che chiedeva proprio di ripristinare i fondi all'agenzia dell'Onu per i profughi palestinesi. Tanto più che sia l'Ue sia paesi come Francia, Canada, Spagna, Belgio, Norvegia, Irlanda, Svezia e da oggi anche la Germania, hanno ripreso a inviare i fondi e, in alcuni casi, non hanno mai smesso.
Una posizione incomprensibile, soprattutto all'indomani della pubblicazione del rapporto, frutto di un'indagine indipendente guidata dall’ex ministra degli esteri francese Catherine Colonna, che mette nero su bianco che non ci sono prove di collusione tra i dipendenti di Unrwa e Hamas. Un'indagine che smentisce quanto dichiarato in aula dal vice ministro degli Esteri Cirielli secondo cui "Israele ha presentato tutta una serie di prove dettagliate". Cirielli e il nostro governo hanno informazioni che nessun altro ha? In virtù di cosa? E perché non le hanno condivise con chi ha svolto le indagini? Oppure dobbiamo immaginare che Cirielli abbia mentito in Parlamento? Ma non è tutto: nessuna motivazione è stata data anche sulla decisione di sospendere tutti i progetti delle ONG italiane che operano a Gaza e di escludere la Striscia dai bandi dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo. E nessuna argomentazione neanche sul rinnovo di altre missioni italiane all'estero, a partire dal Niger dove non c'è più nessun contingente straniero se non il nostro.
Questo governo vuole smantellare la cooperazione internazionale, soprattutto in Medio Oriente e a Gaza: una scelta scellerata, soprattutto perché arriva nel momento più drammatico per la popolazione palestinese stremata dall'offensiva di Israele e per il quale il programma "Food for Gaza" voluto dal ministro Tajani è del tutto insufficiente e inefficace". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo a margine della seduta odierna della Commissione Esteri.
Domani, 25 aprile, in occasione della Festa della Liberazione, l'on. Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, si recherà a Civitella in Val di Chiana dove il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parteciperà alla celebrazioni e alla commemorazione delle 244 vittime civili del terribile eccidio nazista del 18 giugno del 1944.
Nel pomeriggio si sposterà a Siena per prendere parte agli eventi organizzati dalla Provincia in occasione dell'80esimo anniversario della liberazione della città toscana che avvenne il 3 luglio del 1944.