“Abbiamo chiesto più tempo per poter esaminare questo disegno di legge che arriverà in Aula il 29 aprile, giusto in tempo per poter sventolare la bandierina della Lega durante la campagna elettorale per le europee. Questo testo, pericoloso, va contrastato in ogni modo, perché mina la stessa unità nazionale, creando, di fatto, venti staterelli in maniera irreversibile. Non dimentichiamo che può portare anche a minare l'erogazione di servizi essenziali ai cittadini a partire dalla scuola, dalla sanità, con un’immigrazione dal Sud verso il Nord e un aumento delle liste d'attesa al Nord stesso. Questo provvedimento va anche contro la competitività del nostro Paese. Tant'è che è stato criticato dalle imprese, perché crea, di fatto, 20 sistemi amministrativi e burocratici diversi e quindi va nella logica non di semplificare, ma di aumentare i costi della burocrazia per chi vuol fare impresa”. Così Simona Bonafè, vicepresidente vicaria del Gruppo Pd alla Camera e capogruppo dem in commissione Affari costituzionali, intervistata sul sito web dei deputati Pd.
“Questo – ha concluso Bonafè - è un testo che va anche contro la Costituzione, perché la Costituzione prevede un regionalismo, intanto non competitivo, ma solidaristico e soprattutto la Costituzione si basa sul presupposto che questa è una Repubblica unica e indivisibile”.
“Il patto sui migranti ha diviso la maggioranza perché vediamo che le forze di governo in Italia hanno votato in modi diversi. Quindi assistiamo ad una maggioranza completamente spaccata. Questo patto sull’immigrazione a noi continua a non convincere. Perché comunque non prevede il meccanismo di redistribuzione obbligatoria dei richiedenti asilo su cui noi ci battiamo da anni, e poi perché è un patto che tende a concentrare l’attenzione sulle frontiere esterne che pure sono un tema ma non prevede regole stringenti e importanti per la gestione dei richiedenti asilo sul suolo europeo a partire dal diritto d’asilo europeo. E da ultimo non va bene perché non si tocca Dublino per cui c’è ancora la regola del paese di prima approdo e questo fa molto male all’Italia. La maggioranza di governo completamente spaccata cerchi di capire cosa vuole fare e dove vuole andare perché così certamente non fa bene all’Italia”. Lo dichiara Simona Bonafè, vicepresidente e del gruppo democratico e capogruppo in commissione Affari costituzionali di Montecitorio.
“La verità sulla strage della Moby Prince non è mai stata così vicina ed il Parlamento ha oggi l’opportunità di fare finalmente piena luce su uno dei misteri della storia d’Italia ancora insoluti”. E’ quanto dichiara Simona Bonafè, vicepresidente dei deputati Pd e membro della Commissione di inchiesta, intervenendo oggi a Livorno nel corso delle commemorazioni organizzate per la ricorrenza dell’incidente.
“Le celebrazioni dell’anniversario della tragedia non sono soltanto un momento toccante di raccoglimento e preghiera ma un appuntamento fondamentale per tenere viva l’attenzione su una vicenda drammatica, che dopo 34 anni non ha ancora un colpevole e su cui per troppo tempo è calato il silenzio”, ha concluso Bonafe’.
“Sul disegno di legge sull’autonomia è in corso una grave forzatura. La decisione della maggioranza di procedere senza tenere conto delle preoccupazioni delle opposizioni rappresenta un serio affronto alla dialettica democratica”. Così la capogruppo del Pd nella Commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè, a margine della seduta di oggi in cui sono proseguite le audizioni sul ddl del governo. “Se fosse confermato l’approdo del provvedimento in aula il 29 aprile – ha aggiunto Bonafè - la commissione avrebbe a mala pena la possibilità di concludere l’esame delle audizioni senza poter entrare nel merito delle numerose critiche che stanno emergendo. Questo è un passaggio cruciale considerando che si tratta di una normativa che incide profondamente sull’organizzazione dello Stato e nella vita quotidiana dei cittadini. Questa fretta non ha giustificazione se non quella dei partiti di maggioranza di piantare bandierine da sventolare nell’imminente campagna elettorale per le europee”.
“Il cronoprogramma serrato dei lavori in commissione Affari Costituzionali sull’autonomia differenziata è una grave forzatura e un profondo strappo della dialettica democratica. La maggioranza mercanteggia sulla pelle dei cittadini per meri interessi elettorali” Così la vicepresidente del gruppo parlamentare del Pd, capogruppo in commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè, che sottolinea: “per arrivare in aula per il 29 aprile i lavori in commissione sono stati programmati con tempi e modalità che non possono permettere un lavoro serio nel merito, anche a seguito delle profonde critiche che sono emerse durante le audizioni che ancora non abbiamo terminato. È molto grave e continueremo a pretendere di poter svolgere il nostro esame rigoroso utilizzando tutti gli strumenti parlamentari che abbiamo a disposizione. Non è infatti accettabile che un provvedimento, che entra così profondamente nell’organizzazione dello Stato e nella vita quotidiana dei cittadini, sia affrontato con questa fretta e disinvoltura solo perché fa parte di un disgustoso baratto di maggioranza. Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia – conclude Bonafè - stanno accelerando unicamente per piantare bandierine da sventolare nell’imminente campagna elettorale per le europee”.
"La legge sui teatri storici presentata dalla destra era frettolosa, parziale e senza finanziamenti. Al primo passaggio in Parlamento siamo riusciti a correggere alcuni errori e ad inserire nuovi criteri come il parametro dei 100 anni per garantire uniformità e valorizzare la straordinaria tradizione italiana. Occorrerà fare ora una ricognizione attenta e rigorosa per inserire negli elenchi tutti gli edifici con un secolo di storia esclusi e rimediare quindi agli errori commessi: come ad esempio il Teatro dei Differenti di Barga, in provincia di Lucca, costruito nel 1689 ma non presente nel provvedimento; un luogo con 350 anni di attività non riconosciuto è un paradosso da sanare che purtroppo non sarà l'unico. E' altrettanto necessario inserire in questa legge risorse adeguate perché una nazione dalla vocazione artistica e culturale come la nostra non può certo limitarsi a celebrare con una sola targa le strutture denominate 'patrimonio nazionale'. Con queste finalità cercheremo di modificare il testo al Senato": è quanto dichiara la vice presidente dei Deputati Pd Simona Bonafè.
“Passano da 10 a 69 i Teatri della Toscana che verranno dichiarati monumento nazionale. Si tratta di un riconoscimento che premia la tradizione artistica, drammaturgica, operistica e musicale della Regione e valorizza edifici storici di grande valore culturale ed architettonico. Si tratta del frutto del lavoro del Pd fatto in Aula che ha imposto al governo di inserire dei nuovi criteri nella legge e di conseguenza di allargare il numero dei teatri riconosciuti”.
Lo dichiarano i deputati Pd eletti in Toscana, Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Federico Gianassi, Laura Boldrini, Marco Furfaro, Arturo Scotto e Christian Di Sanzo, sull’emendamento approvato oggi dall’Aula di Montecitorio alla Legge sui Teatri storici italiani che ha incluso tutte le strutture con almeno 100 anni di età.
LISTA PARZIALE
Teatri della Toscana inseriti nel testo di legge in Commissione:
1. il Teatro Petrarca di Arezzo;
2. il Teatro Signorelli di Cortona;
3. il Teatro del Maggio musicale fiorentino di Firenze;
4. il Teatro Verdi di Firenze;
5. il Teatro comunale del Giglio di Lucca;
6. il Teatro Guglielmi di Massa;
7. il Teatro dei Rassicurati di Montecarlo (Lucca);
8. il Teatro Verdi di Pisa;
9. il Teatro Manzoni di Pistoia;
10. il Teatro dei Rinnovati di Siena;
LISTA PARZIALE
Teatri della Toscana inseriti nel testo di legge in Aula:
11. Teatro dell'Accademia dei Ricomposti di Anghiari
12. Teatro dei Dovizi di Bibbiena
13. Teatro della Società filodrammatica di Bucine
14. Teatro comunale Wanda Capodaglio di Castelfranco di Sopra
15. Teatro comunale di Castiglion Fiorentino
16. Nuovo Teatro Comunale di Bagno a Ripoli
17. Teatro Regina Margherita di Barberino Val d'Elsa
18. Teatro Giotto di Borgo San Lorenzo
19. Teatro Manzoni di Calenzano
20. Teatro Dante Carlo Monni di Campi Bisenzio
21. Teatro Garibaldi di Figline Valdarno
22. Teatro Goldoni di Firenze
23. Teatro Niccolini di Firenze
24. Teatro dell'Affratellamento di Firenze
25. Teatro della Pergola di Firenze
26. Teatro di Cestello di Firenze
27. Teatro di Rifredi di Firenze
28. Teatro degli Animosi di Marradi
29. Teatro Niccolini di San Casciano in Val di Pesa
30. Teatro Società Filarmonica Giuseppe Verdi di Tavarnelle Val di Pesa
31. Teatro degli Industri di Grosseto
32. Teatro dei Concordi di Roccastrada
33. Teatro Castagnoli di Scansano
34. Teatro dei Concordi di Campiglia Marittima
35. Teatro Carlo Goldoni di Livorno
36. Teatro dei Vigilanti di Portoferraio
37. Teatro Solvay di Rosignano Marittimo
38. Teatro comunale di Pietrasanta
39. Teatrino di Vetriano di Vetriano di Pescaglia
40. Teatro Politeama di Viareggio
41. Teatro Animosi di Carrara
42. Teatro della Rosa di Pontremoli
43. Teatro Francesco di Bartolo di Buti
44. Teatro Marchionneschi di Guardistallo
45. Teatro comunale di Lajatico
46. Piccolo Teatro della Soffitta di Pisa
47. Teatro De Larderel di Pomarance
48. Teatro dei Coraggiosi di Pomarance
49. Teatro Persio Flacco di Volterra
50. Teatro Yves Montand di Monsummano Terme
51. Teatro Mauro Bolognini di Pistoia
52. Teatro Mascagni di Popiglio
53. Teatro Metastasio di Prato
54. Teatro Politeama di Prato
55. Teatro dei Varii di Colle di Val d'Elsa
56. Teatro del Popolo di Colle di Val d'Elsa
57. Teatro degli Astrusi di Montalcino
58. Teatro Poliziano di Montepulciano
59. Teatro della Società dei Concordi di Montepulciano
60. Teatro della Grancia di Montisi
61. Teatro del Popolo di Rapolano Terme
62. Teatro Comunale Ciro Pinsuti di Sinalunga
63. Teatro Comunale degli Oscuri di Torrita di Siena
64. Teatro Comunale Vittorio Alfieri di Castelnuovo Garfagnana
65. Teatro Comunale Cristoforo Colombo a Valdottavo di Borgo a Mozzano
66. Teatro del Popolo di Castelfiorentino
67. Teatro della Misericordia di Vinci
68. Teatrino della Villa Medicea di Poggio a Caiano
69. Teatro Argentina di Camaiore
“Invece di occuparsi di chi non arriva alla fine del mese o di Sanità con le liste di attesa sempre più lunghe la maggioranza accelera su premierato e autonomia differenziata a loro interessa unicamente piantare bandierine per le prossime elezioni europee e non risolvere i problemi della vita di tutti i giorni dei cittadini”. Lo dichiara Simona Bonafe’ capogruppo PD in commissione affari costituzionali di Montecitorio.
“Il ministro Ciriani ha poco da essere deluso, il Governo sta gestendo malamente la partita delle riforme assecondando nei tempi e nei modi le richieste della maggioranza, che sta mercanteggiando sulle riforme istituzionali. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia sono interessati unicamente a piantare bandierine su premierato, autonomia e giustizia in vista delle prossime europee. È molto grave che temi fondamentali per i cittadini sottostiano a logiche elettorali” così la vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera e capogruppo nella commissione Affari costituzionali di Montecitorio, Simona Bonafè.
Bonafè, stesso schema usato con salario minimo e voto ai fuori sede
“La maggioranza ha annunciato oggi che presenterà un emendamento al conflitto d’interesse che, di fatto, affossa nuovamente una proposta in quota delle opposizioni” lo comunica la capogruppo democratica nella commissione affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè, che sottolinea “è lo stesso schema che hanno applicato per le proposte di legge sul salario minimo e sul voto ai fuori sede: incardinano la proposta, si fanno le audizioni e poi, alla vigilia dell’esame in aula, azzerano il dibattito con un emendamento che delega il governo ad intervenire sulla materia. Con questa modalità – conclude Bonafè - la maggioranza e il governo schiacciano le prerogative delle opposizioni e sviliscono il ruolo del parlamento”.
“Quarantasei anni fa la Repubblica italiana attraversava il momento più difficile dalla sua nascita. Le Brigate Rosse rapivano il presidente della DC, Aldo Moro, e uccidevano i cinque agenti della scorta, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi.
Ricordare il loro sacrificio e preservare la cultura democratica è il modo per onorare la loro memoria” così la vicepreside del gruppo del Pd alla Camera, Simona Bonafè.
“Ogni giorno dal Mediterraneo arriva un bollettino di guerra. Anche oggi morti e nuovi drammatici sbarchi. Non servono soluzioni spot o misure propagandistiche utili solo alla campagna elettorale della presidente Meloni: l’accordo Italia-Albania è inutile, costoso e presenta molti problemi di legittimità, come conferma la sostanziale bocciatura da parte della Corte di giustizia europea” così la capogruppo democratica nella commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè
"La commissione di inchiesta sulle cause del disastro della 'Moby Prince' dovrà ripartire dall'ottimo lavoro svolto nelle due scorse legislature. Un lavoro interrotto dalle elezioni anticipate nel 2022, che ha fatto chiarezza su molti punti controversi emersi nel corso delle prime indagini. Il cammino per la piena verità dei fatti su uno dei disastri più gravi nella storia del nostro Paese è necessario anche per dare risposte alle famiglie delle vittime che non si sono mai arrese e per sanare una ferita ancora aperta per la città di Livorno". Così la deputata dem Simona Bonafè, vicepresidente vicaria del Gruppo Pd.
“La decisione del Quirinale di eliminare dall’elenco corrente delle onorificenze i nominativi dei Capi di Stato e di altri insigniti dopo la loro morte è ineccepibile sia sotto il profilo strettamente giuridico sia sotto quello storico. Auspichiamo che tutti prendano atto di questa autorevole presa di posizione lasciando la materia alla storia e all’interpretazione degli storici, fuori da sterili strumentalizzazioni politiche” così i deputati della commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè, Gianni Cuperlo, Federico Fornaro e Matteo Mauri.
“La Commissione di Inchiesta sulla strage della Moby Prince dovrà dare il proprio fondamentale contributo per individuare i reali responsabili del più grande disastro della marineria italiana nel quale persero la vita 140 persone. Si tratta di una tragedia terribile che rappresenta la più grande strage sul lavoro con 65 membri dell’equipaggio morti adempiendo al proprio dovere. Occorre completare il prezioso lavoro svolto nella scorsa Legislatura interrotto con le elezioni anticipate ed è quindi necessario che la Commissione si insedi prima possibile per dare quelle risposte che i familiari delle vittime chiedono ormai da quasi 33 anni”. Così la vicecapogruppo dei deputati Pd Simona Bonafè, nominata membro della Commissione di inchiesta Moby Prince.